«Il riscaldamento globale generato dall’uomo non è un’ipotesi per il futuro bensì un fenomeno già in atto».
È questa la frase del Presidente della Società Meteorologica Italiana, Luca Mercalli, che capeggia all’entrata della mostra ‘Capire il cambiamento climatico – Experience exhibition’.
Una frase scritta nero su giallo, (o per meglio dire su una sfumatura di giallo, conosciuta come Jonquil), marchio distintivo del logo del National Geographic che ha curato l’intera esposizione.
Il monito del dott. Mercalli viene poi supportato da una serie di sconcertanti dati in tema di surriscaldamento globale. La temperatura della Terra, infatti, è salita di oltre un grado Celsius nell’ultimo secolo e il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia a livello globale (il primo anno per Italia, Francia e Svizzera). Inoltre, la superficie terrestre coperta dai ghiacci perenni si è ridotta di circa 400 miliardi di tonnellate ogni anno e il livello del mare è aumentato di 3,4 millimetri all’anno.

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scatto di Paul Nicklen

Non sono solo numeri ma vere e proprie metamorfosi planetarie che già oggi hanno condizionato la vita dell’uomo e che avranno un impatto sempre maggiore su miliardi di persone. In primis, il problema del danneggiamento della produzione alimentare e della minaccia di specie di importanza vitale; tutto questo potrebbe favorire, in un secondo momento, l’instabilità dei già fragili sistemi sociali e la migrazione dei popoli in un pianeta destinato entro metà secolo a ospitare quasi 10 miliardi di persone.

Ovunque nel mondo si registrano siccità, incendi forestali, ondate di calore, alluvioni e fusione accelerata dei ghiacciai con frequenze che ormai non rientrano più nella normale variabilità climatica del passato.
La Terra con la sua biosfera certo non morirà. Soffrirà, cambierà, evolverà, ma non scomparirà. Ma la vita umana potrebbe anche essere spazzata via dalla sesta estinzione di massa

Come si può allora raccontare tutto questo?
Con oltre 290 scatti fotografici realizzati da grandi maestri della fotografia del National Geographic che raccontano, per l’appunto, la profonda trasformazione del pianeta Terra causata dal riscaldamento globale.
«‘Capire il cambiamento climatico – Experience exhibition’ – ha affermato il dott. Mercalli – è una mostra immersiva che avvolge il visitatore con visual storytelling ed esperienze sensoriali che consentono di scoprire meccanismi ed effetti della trasformazione del Pianeta terra dovuta al riscaldamento globale».

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scatto di Mauricio Lima

La mostra si apre ai suoi visitatori sotto la metafora dell’atto della nascita. Una tenda che funge da grembo materno dà l’accesso alla prima sala. È la rinascita dello spettatore, che una volta varcata quella soglia, deve lasciarsi dietro “il suo essere umano” ed entrare in contatto con l’intero globo terrestre. Pareti di immagini in movimento avvolgono il fruitore che rimane fermo in questo turbinio di vita e al tempo stesso di morte.
Si susseguono, infatti, situazioni di prosperità alle più drammatiche esperienze di carestia. I più maestosi animali fotografati nel loro habitat naturale e incontaminato, contrapposti alla disumana carneficina che il riscaldamento globale sta imponendo alla Terra.
In tutto questo, lo spettatore si ritrova ad essere testimone, attore ma anche boia.
Si può allora avvertire una sensazione di smarrimento e di profondo senso di colpa, quando si passa da una sala all’altra, accompagnati dal lamento di una natura calpestata e offesa. Ed è proprio in questa sofferenza che l’individuo recepisce il fine ultimo della mostra: allargare le frontiere dell’esplorazione, in modo da aumentare la conoscenza del pianeta e dare a tutti la possibilità di trovare soluzioni per costruire un futuro più sano e sostenibile.
La forza della mostra risiede nella volontà di voler contrapporre da una parte, la straordinaria ricchezza e bellezza della natura e dall’altra, la presenza di un’umanità insensibile al tema ambientale che può solamente far sfiorire o far morire questa bellezza. L’esistenza umana dipende dalle condizioni di salute, equilibrio e sostenibilità della terra, ma allo stesso tempo sottopone la Terra, e tutto ciò che ci vive, a pericolose pressioni.

Il mondo è giunto ad una svolta; ha preso consapevolezza della gravità della situazione e questo ne determinerà l’agire dei prossimi anni, nella maniera più decisa possibile. Sulla parete dell’uscita della mostra l’ultimo monito:

Puoi sempre fare la differenza. Abbi cura di questo Pianeta, cambia il nostro futuro, ora, perché domani sarà troppo tardi