Hanno partecipato a missioni di guerra salvando vite umane e con il loro fiuto hanno scovato armi, mine e ordigni esplosivi in varie operazioni di sequestro, adesso è arrivata l’ora di riposare. Si chiamano Alba, Ben Ten, Igor, Iole, Jagus, Ossi, Vlasco e Xina, i sette pastori tedeschi e il pastore belga malinois, noti anche come cani con le stellette, che l’Esercito italiano ha deciso di dare in adozione gratuitamente a chi abbia la possibilità di offrire loro una pensione degna della più brillante carriera militare. «Quando il cane raggiunge l’età limite prevista per l’impiego attivo, ovvero dieci anni di vita, di cui i primi due spesi per la formazione e gli ultimi otto per l’impiego in servizio o quando, nel corso della vita operativa, emergono situazioni sanitarie non compatibili con l’attività, è prevista l’assegnazione definitiva al conducente con cui il cane ha condiviso l’impiego professionale» spiega il colonnello Simone Siena del Centro Militare Veterinario di Grosseto, ma non sempre ciò accade. Quando il compagno a due zampe non ha la possibilità di adottarlo, il suo cane può essere adottato, a titolo gratuito, da associazioni o da chi ne faccia richiesta.

Qualora anche questa seconda possibilità sfumasse, l’amico a quattro zampe può godersi la sua pensione nel Centro Militare Veterinario, fruendo dello stesso trattamento, sanitario e non, dei suoi compagni ancora operativi. «In tale contesto- aggiunge il colonnello Siena- il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, mostrandosi molto sensibile alla tematica, ha reinserito, nel decreto correttivo del riordino dei ruoli delle carriere delle Forza Armate del 22 dicembre 2019, una disposizione che prevede l’assistenza veterinaria gratuita per i cani militari riformati e adottati dai loro conducenti».

Boom di richieste di adozione durante il lockdown di cani dell’Esercito italiano in pensione. Requisiti richiesti: garantire all’animale lo stesso benessere ricevuto in “servizio”

I militari a quattro zampe hanno vissuto una vita complicata, ma allo stesso tempo hanno ricevuto cure, attenzioni e tanto affetto, per questo motivo il requisito di l’adozione è solo uno: «La famiglia interessata deve poter garantire al cane lo stesso livello di benessere che ha avuto fino alla quiescenza. Questa possibilità viene valutata sulla base delle certificazioni presentate all’atto della richiesta d’adozione». Un attributo necessario, tanto semplice quanto, per certi versi, impegnativo, ma che non ha spaventato le oltre 100 famiglie che hanno fatto richiesta di adozione e le migliaia di persone che hanno mostrato il proprio consenso sui social istituzionali dell’Esercito dopo la pubblicazione dell’iniziativa.

Il sodalizio tra uomo e cane è una certezza e l’esempio delle Forze Armate ne è la prova eclatante: conducente e cane militare compongono un connubio e tra loro si viene a creare un rapporto molto forte di fiducia reciproca. Riuscire a rendere meno repentino il passaggio dall’impiego alla pensione, però, non è poi così difficile. Il Colonnello Siena ha infatti affermato: «Il cane, quale animale sociale, trova nella condivisione e nell’interazione il completamento del proprio benessere. Il cambiamento non modificherà l’esigenza comportamentale. Il gioco e la convivenza non saranno altro che la prosecuzione della sua esperienza di vita e sarà sempre pronto ad affiancare il nuovo proprietario nel gioco, nella passeggiata ed in tutte le attività di vita quotidiana ».

Alba, Ben Ten e gli altri veterani sanno essere affettuosissimi compagni di vita, «capaci di regalare emozioni che ogni essere umano dovrebbe avere la fortuna di provare», confessa il Colonnello. Il suo consiglio per chi adotterà i cani con le stellette è quello di dedicare loro del tempo prezioso, che verrà poi restituito come un momento speciale e indimenticabile. Perché anche se le loro zampe hanno percorso lunghe strade e i loro occhi hanno visto la violenza della guerra, i cani militari hanno ancora tante storie da raccontare.