<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; Camilla Curcio</title>
	<atom:link href="https://www.magzine.it/author/camilla-curcio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Siracusa celebra il fascino immortale della tragedia greca</title>
		<link>https://www.magzine.it/siracusa-celebra-il-fascino-immortale-della-tragedia-greca/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/siracusa-celebra-il-fascino-immortale-della-tragedia-greca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 May 2019 15:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39624</guid>
		<description><![CDATA[Mentre l’uomo moderno continua a chiedersi se abbia ancora senso studiare il latino e il greco, provare a riconoscersi nelle Vite Parallele di Plutarco e declamare i versi di Omero ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/troiane.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Credits: Maria Pia Ballarino" /></p><p class="Corpo">Mentre l’uomo moderno continua a chiedersi se abbia ancora senso studiare il latino e il greco, provare a riconoscersi nelle <i>Vite Parallele</i> di Plutarco e declamare i versi di Omero e di Callimaco, la tragedia greca rimane un <i>evergreen</i>, una e molteplice nelle sue riletture e sempre più incline a farsi interprete di un tempo e di una mentalità che sembrano rifiutare le cronologie.</p>
<p class="Corpo">A suffragare quest’immortalità, è il grande successo di critica e di pubblico che, anno dopo anno, la stagione teatrale messa in piedi dall’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) è in grado di raccogliere, affascinando appassionati e neofiti, addetti ai lavori e profani. <mark class='mark mark-yellow'>Per la 55esima edizione della kermesse, la suggestiva cornice del teatro greco di Siracusa si fa scenario di una trilogia che fa delle donne e del loro rapporto con l’insensatezza della guerra, ganci quanto mai stretti alla contemporaneità, le sue cifre caratteristiche</mark>. E&#8217; la risposta più immediata a chi, nell’era dell’egemonia tecnologica e degli umanoidi, ha perso il desiderio (e, forse, gli strumenti) per guardarsi indietro e preservare la lezione degli antichi.</p>
<p class="Corpo">Lo scorso 9 maggio, l’apertura del festival è stata affidata a una delle tragedie capitali di Euripide, l’<i>Elena</i>, un dramma <i>sui generis</i> di cui il regista torinese Davide Livermore ha proposto un’interessante messa in scena, a partire da una traduzione di Walter Lapini. Laura Marinoni ha indossato le vesti di uno dei personaggi femminili più controversi, calandosi in una narrazione che, in un movimento ondivago tra registro tragico e toni spiccatamente ironici, scopre parti, retroscena e dettagli di una storia che sembra avere molte più sfumature di quelle che il mito le ha concesso. <span class='quote quote-left header-font'> Laura Marinoni ha indossato le vesti di uno dei personaggi femminili più controversi, calandosi in una narrazione che, in un movimento ondivago tra registro tragico e toni spiccatamente ironici, scopre parti, retroscena e dettagli di una storia che sembra avere molte più sfumature di quelle che il mito le ha concesso</span>.E che, grazie all’abilità narrativa del drammaturgo di Salamina, convergono magistralmente nel dimostrare con convinzione l’inutilità di un conflitto combattuto attorno a un fantasma. No, non è fantascienza né la bozza di uno di quei romanzi distopici tanto in voga nella letteratura dei nostri giorni: partendo dalla <i>Palinodia </i>del poeta lirico Stesicoro, infatti, <mark class='mark mark-yellow'>Euripide riabilita la figura di Elena e le scrolla di dosso la responsabilità di aver causato uno dei conflitti più sanguinosi nella storia della Grecia</mark>. E lo fa raddrizzando le storture del racconto mitologico in una tragicommedia dove, a contare, è molto più lo sviluppo dell’intreccio che l’elemento tragico in sé: quella che Paride ha rapito e portato con sé a Troia non è la bellissima moglie di Menelao ma uno spettro, un’immagine fatta d’aria creata dalla temibile Era per dare compimento alla propria vendetta. Mentre Ilio viene messa a ferro e fuoco, la vera Elena è in Egitto, ospite alla corte del re Proteo e in attesa del ritorno del marito che, per recuperarla, dovrà superare le resistenze del capriccioso Teoclimeno con la sottile arte dell’inganno. L’immagine della donna, ostaggio della spregiudicatezza delle mire militari degli uomini, ritorna protagonista anche nella seconda tragedia della trilogia siracusana, <i>Le Troiane</i>, nella quale il drammaturgo ricorre, ancora una volta, al motivo quasi topico dell’antimilitarismo. <mark class='mark mark-yellow'>In un dramma tutto al femminile e con un intreccio che esplora preminentemente il punto di vista della parte sconfitta, la regista francese Muriel Mayette-Holze celebra con delicatezza le donne troiane (sacerdotesse e principesse nobili diventate bottino in mano ai soldati greci) come le vere eroine del conflitto ed esalta la loro resilienza nell’accettare la sorte con straordinaria quanto inusitata dignità</mark>. Andromaca e Ecuba (interpretata dall’attrice Maddalena Crippa) vengono fatte rivivere sul palco in tutta la potenza dei loro sentimenti, nella cruda intensità del loro dolore e nelle ferite dei loro corpi che, devastati dalle armi e dalle perdite, continuano “a marciare sulle loro pene”.</p>
<div id="attachment_39629" style="width: 745px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/elena-di-centaro.jpg"><img class=" wp-image-39629" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/elena-di-centaro-1024x629.jpg" alt="Credits: Elena Di Cetaro" width="745" height="458" /></a><p class="wp-caption-text">Credits: Franca Centaro</p></div>
<p class="Corpo">A chiudere la stagione sarà, invece, la <i>Lisistrata</i>, celeberrima commedia aristofanea e fotografia di un mondo capovolto in cui una donna, sovvertendo le regole e i canoni del tempo, decide di abbandonare il soglio domestico per scendere in campo. <mark class='mark mark-yellow'>Alla potenza muscolare dell’uomo, allora ritenuta unico metro utile a misurare il valore in guerra, Aristofane contrappone un temibile manipolo tutto al femminile, che decide di ricorrere a un ricatto sessuale per provare a porre fine alla Guerra del Peloponneso, restituendo i soldati alle famiglie e la pace alle città-stato</mark>. Le donne abbandonano la condizione fantasmatica a cui la tradizione le aveva sottomesse e trovano il coraggio di far sentire la propria voce. E lo fanno, più che per rivendicare un’emancipazione (concetto impensabile a quei tempi) o per ergersi a vessillo di una necessaria parità dei sessi, per osteggiare un conflitto che aveva svuotato le città dell’armonia e della pace necessarie a funzionare e le famiglie dell’amore necessario a sopravvivere. <span class='quote quote-left header-font'> Le donne abbandonano la condizione fantasmatica a cui la tradizione le aveva sottomesse e trovano il coraggio di far sentire la propria voce. E lo fanno, più che per rivendicare un’emancipazione, per osteggiare un conflitto che aveva svuotato le città dell’armonia e della pace necessarie a funzionare e le famiglie dell’amore necessario a sopravvivere </span></p>
<p class="Corpo">Ma cosa rende la tragedia greca un genere così trasversale da riuscire a parlare anche a chi è figlio di un’epoca che vede il passato quasi come una zavorra e che sembra sempre più assuefarsi a una semplificazione delle idee imposta dall’alto? Secondo la prof.ssa <b>Anna Albertina Beltrametti</b>, docente di drammaturgia e storia del teatro greco all’Università di Pavia, la risposta a questa domanda sta tutta nel fatto che <mark class='mark mark-yellow'><span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>i tre drammaturghi che ancora leggiamo, ciascuno nel proprio linguaggio, parlano del loro presente senza parlare del loro presente, attraverso testi che ci pongono domande più che darci risposte e che ci fanno vedere quello che non siamo in grado di vedere nella vita quotidiana<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</mark></span></span>. Quello che le rappresentazioni antiche ci richiedono per essere comprese e introiettate è un atteggiamento duplice: <span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>porsi di fronte al dramma con la disposizione del lettore-spettatore che si aspetta un testo costruito con raffinata poesia e capace di suscitare profonde emozioni e, contemporaneamente, disporsi a essere disturbati dalla violenza che corre nelle parole, a essere sollecitati a ri-guardare la nostra storia individuale e collettiva alla luce di quegli antichi conflitti che mettono in gioco le nostre relazioni con gli altri e il nostro equilibrio interiore<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</span></span>.</p>
<p class="Corpo"><mark class='mark mark-yellow'>Ad aiutare la perpetuazione dei testi nel tempo ha contribuito, sicuramente, anche la produzione di traduzioni e riscritture, talvolta spintesi un po’ troppo oltre il limite dell’interpretazione e del guizzo creativo</mark>. Come in ogni cosa, è bene trovare una via di mezzo che sappia conciliare il rispetto della tradizione e il valore aggiunto dell’innovazione: <span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>Ci sono forzature felici di interpreti e registi che mirano a far emergere significati impliciti, sensibili per chi legga e ascolti i testi con orecchio e sguardo nuovi; ma ci sono, ovviamente, anche forzature inaccettabili nelle parole e nei mezzi visivi, prive di qualsiasi giustificazione, intese solo a sorprendere con spettacoli a effetto e senza fondamento, con operazioni di ridondanza sterile e confusa<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</span></span>. <span class='quote quote-left header-font'><span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>Ci sono forzature felici di interpreti e registi che mirano a far emergere significati impliciti ma anche, ovviamente, forzature inaccettabili nelle parole e nei mezzi visivi, prive di qualsiasi giustificazione, intese solo a sorprendere con spettacoli a effetto e senza fondamento<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</span></span></span></p>
<p class="Corpo"><mark class='mark mark-yellow'>Oltre che nell’approccio con la rappresentazione, il <i>less is more</i> deve guidare il lettore-spettatore anche nella ricerca di una chiave di lettura che gli permetta di attualizzare i drammi in maniera naturale</mark>, trovando un legame con la quotidianità che non richieda inutili sovrabbondanze interpretative. Come nel caso delle tragedie scelte per il ciclo siracusano, tutte a loro modo manifesto di un pacifismo <i>ante litteram</i>.</p>
<p class="Corpo">Se nell’<i>Elena</i> l’avversione verso <span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>il partito della guerra e la conquista dei Greci viene preso di mira anche attraverso l’ambivalenza di Elena stessa, la donna greca per eccellenza<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</span></span>, le <i>Troiane </i>e la <i>Lisistrata</i> declinano il tema raccontando <span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">«</span></span>di come le donne, da Troia alla Sarajevo degli anni Novanta, fino alla Siria di oggi, siano nella letteratura e nel teatro i personaggi più credibili e toccanti per sostenere il primato della vita e degli affetti contro la spietata logica della conquista aggressiva e della morte<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd">»</span></span>.</p>
<p class="Corpo"> Checché ne dicano i detrattori, il V secolo non è mai stato così attuale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/siracusa-celebra-il-fascino-immortale-della-tragedia-greca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fact-checking: Berlusconi, l&#8217;Italia ha toccato il minimo della pressione fiscale</title>
		<link>https://www.magzine.it/fact-checking-berlusconi-litalia-ha-toccato-il-minimo-della-pressione-fiscale/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/fact-checking-berlusconi-litalia-ha-toccato-il-minimo-della-pressione-fiscale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 May 2019 07:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39597</guid>
		<description><![CDATA[Parzialmente vero / Berlusconi: “Con i miei governi, l’Italia ha toccato il minimo della pressione fiscale negli ultimi 20 anni. Avevamo raggiunto il 39%”  Ospite di Giovanni Floris a DiMartedì ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="698" height="366" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/PressioneFiscaleIta.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="PressioneFiscaleIta" /></p><p><span class='quote quote-left header-font'>Parzialmente vero / Berlusconi: “Con i miei governi, l’Italia ha toccato il minimo della pressione fiscale negli ultimi 20 anni. Avevamo raggiunto il 39%”</span></p>
<p><strong> </strong>Ospite di Giovanni Floris a <a href="http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimarted%252525C3%252525AC-puntata-21052019-22-05-2019-272486">DiMartedì </a>su La7, il 21 maggio 2019 <mark class='mark mark-yellow'>Silvio Berlusconi ha sostenuto che, soltanto nel contesto dei suoi governi, l’Italia è riuscita a toccare il minimo della pressione fiscale negli ultimi 20 anni, raggiungendo il 39%</mark>.</p>
<p>L’operato del Cavaliere è davvero riuscito a limitare al minimo quest’indicatore? Prima di rispondere al quesito, è assolutamente necessario premettere che attribuire un dato livello di pressione fiscale a questo o a quel governo è piuttosto complesso perché, in alcuni casi, le decisioni prese dal Presidente del Consiglio dimostrano di avere un effetto posticipato.</p>
<p>Nel caso preso in considerazione, se il dato viene verificato sulla totalità dei governi insediatisi in Italia tra il 1999 e il 2019, <mark class='mark mark-yellow'>l’affermazione si dimostra corretta: fu, effettivamente, solo sotto il secondo governo Berlusconi, nel 2005, che si raggiunse il 39%</mark>. Circostanza non rintracciabile fino al 2005 né riprodottasi più dal 2006 al 2019. In realtà, quel che dichiara il leader di Forza Italia è vero solo in parte perché, anche se la pressione fiscale al minimo è stata palesemente una sua conquista, non si è trattato sicuramente di un fenomeno che è riuscito a ripetersi in tutti e tre i governi berlusconiani, nonostante le differenze tra le percentuali calcolate non siano ampie.</p>
<p>Analizzando e confrontando le informazioni fornite dall’<a href="http://www.mef.gov.it/inevidenza/documenti/AggiornamentoQM-economico_e_di_FP.pdf">Aggiornamento del quadro economico e di finanza pubblica </a>curato dal Ministero dell’Economia e della Finanza per il periodo 2018-19, dall’ISTAT (vedi i report relativi al periodo <a href="https://www.istat.it/it/files/2014/03/B-ALLEGATO-STATISTICO-14-MARZO-2014_NUOVA-VERSIONE.pdf">1999-2013</a>, <a href="https://www.istat.it/it/files/2016/09/CS_Conti-economici-nazionali-2013_2015.pdf?title=Conti+economici+nazionali+-+23/set/2016+-+CS_Conti+economici+nazionali+2013_2015.pdf">2013-2015</a>, <a href="https://www.istat.it/it/files/2018/09/CS_ContiRevisioneSett2018.pdf">2016-2017</a>) e dall’Ufficio Studio CGIA di Mestre (<a href="http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2019/02/GG-LIBERAZIONE-FISCALE-2019.pdf">pagina 6</a>), si nota chiaramente come, nel secondo e nel terzo governo Berlusconi (in carica, senza soluzione di continuità, dal giugno 2001 al maggio 2006), la pressione fiscale abbia oscillato più o meno regolarmente tra 39.3% e 40.2%, scendendo fino al 39.1% soltanto nel 2005. Situazione che non si è ripetuta nel <em>range </em>temporale del quarto governo Berlusconi (in carica dal maggio 2008 al novembre 2011) nel quale il dato si colloca tra il 41.3% e il 41.6%. Seppur minimo, l’aumento c’è stato.</p>
<p>In sostanza, alla luce del raffronto con i dati raccolti, <mark class='mark mark-yellow'>l’affermazione di Silvio Berlusconi può reputarsi parzialmente vera, in quanto la soglia minima di pressione fiscale negli ultimi 20 anni (dal 1999 al 2019) è stata raggiunta proprio nel corso di uno dei suoi governi</mark> (quello del 2005), riuscendo a staccarsi più o meno nettamente, dalle percentuali del Governo Prodi (che, tra 2006 e 2007, passa dal 40.2% al 41.5%), del Governo Monti e del Governo Letta (che, tra 2012 e 2013, raggiungono un 43.6%), di quello di Renzi e Gentiloni (il primo, dal 2014 al 2016, si sposta da un 43.3% a un 42.4%; il secondo, invece, nel 2017, riesce a scendere a un 42.2%) fino ad arrivare a quello di Conte (il cui dato di pressione fiscale aggiornato al 2019 è pari al 42.3%), ma il fenomeno non è certo una costante di tutti gli esecutivi berlusconiani, come erroneamente fatto intendere dal Cavaliere nel corso dell’intervista con Giovanni Floris.</p>
<p><em>Fact-checking realizzato dagli studenti del Master in Giornalismo dell&#8217;Università Cattolica per il progetto Eufactckeck  di Ejta. Visitate il sito europeo: <a href="https://eufactcheck.eu/">https://eufactcheck.eu/</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/fact-checking-berlusconi-litalia-ha-toccato-il-minimo-della-pressione-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>OFF THE RADAR &#8211; DIECI PEZZI DA NON PERDERE #11</title>
		<link>https://www.magzine.it/off-the-radar-dieci-pezzi-da-non-perdere-11/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/off-the-radar-dieci-pezzi-da-non-perdere-11/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 15:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39518</guid>
		<description><![CDATA[Nuovo appuntamento con OTR, con dieci nuove notizie scelte dalla redazione di Magzine tra quelle che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire. 1. Può uno storico morire a 95 anni senza che le sue opere siano ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/Palme.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palme" /></p><p>Nuovo appuntamento con OTR, con dieci nuove notizie scelte dalla redazione di <strong>Magzine</strong> tra quelle che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire.</p>
<p>1.<strong> </strong>Può uno storico morire a 95 anni senza che le sue opere siano finite fuori catalogo? Sì, se lo studioso in questione è l&#8217;inarrivabile<strong> Eric Hobsbawm</strong>. (<a href="https://www.newyorker.com/books/under-review/eric-hobsbawm-the-communist-who-explained-history">New Yorker</a>)</p>
<p>2. <strong>Mauricio Pochettino</strong> ma non solo. <strong>Murphy </strong>è una città argentina che nello sport ha prodotto grandi talenti. Merito di un sistema educativo-sportivo ben rodato. (<a href="https://www.clarin.com/deportes/ley-murphy-mauricio-pochettino-futbolistas-guillermina-cossio-atletismo_0_M_iE6mIFH.html">El Clarín</a>)</p>
<p>3. A distanza di 33 anni, l&#8217;omicidio di <strong>Olof Palme</strong> rimane ancora un oscuro mistero. Eppure una svolta sembra vicina (<a href="https://www.theguardian.com/news/2019/may/16/olof-palme-sweden-prime-minister-unsolved-murder-new-evidence">The Guardian</a>)</p>
<p>4. Ritratto di <strong>Doris Day</strong>, l’attrice americana che ha fatto di eclettismo e <strong>versatilità</strong> la cifra caratteristica della sua sfolgorante carriera. (<a href="https://www.theatlantic.com/entertainment/archive/2019/05/doris-day-remembered-peoples-actor/589315/">The Atlantic</a>)</p>
<p>5. Altro che <strong>Tour de France</strong>, i ciclisti ora preferiscono il <strong>Giro d&#8217;Italia</strong>: tappe più difficili, maggiore concorrenza, meteo imprevedibile. E anche <strong>Simon Yates</strong> è d&#8217;accordo. (<a href="https://www.lemonde.fr/sport/article/2019/05/11/cyclisme-pourquoi-les-coureurs-preferent-le-giro-au-tour-de-france_5460800_3242.html">Le Monde</a>)</p>
<p>6. La finalissima dell&#8217;<strong>Eurovision </strong>vista dagli Usa. La giornalista di<em> Vulture</em>, <strong>Lindsay Weber</strong>,<strong> </strong>ha stilato la sua classifica personale. (<a href="https://www.vulture.com/2019/05/eurovision-2019-winner-odds-and-predictions.html">Vulture</a>)</p>
<p>7. Non solo dazi. Lo <strong>scontro tra Usa e Cina</strong> si gioca soprattutto nel campo della tecnologia e del <strong>5G</strong> in particolare. E ora la tempesta si sposta in America Latina (<a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/brazil/2019-05-10/huawei-heads-south">Foreign Affairs</a>)</p>
<p>8. Dalla disastrosa caduta nel torneo <strong>Masters 1000</strong> di Shangai al ritorno in campo dopo lunghi mesi di terapia: un <strong>documentario</strong> racconta il coraggioso percorso di recupero fisico del tennista <strong>Juan Martìn Del Potro</strong>. (<a href="https://www.clarin.com/deportes/tenis/documental-atp-retrato-intimidad-recuperacion-juan-martin-potro_0_F4qhHMcCd.html">El Clarìn</a>)</p>
<p>9. Come si supera un trauma? Forse ce lo possono spiegare le scimmie. (<a href="https://www.nytimes.com/interactive/2019/05/14/magazine/monkeys-puerto-rico-trauma.html?mtrref=www.nytimes.com&amp;mtrref=mail.libero.it">The New York Times</a>)</p>
<p>10. Trucco, parrucco, riti scaramantici e abbracci. Viaggio nei camerini di Broadway, dove lo spettacolo comincia prima che il pubblico se ne accorga. (<a href="https://www.nytimes.com/2019/05/17/theater/tony-awards-backstage.html?rref=collection%2Fsectioncollection%2Farts&amp;action=click&amp;contentCollection=arts&amp;region=rank&amp;module=package&amp;version=highlights&amp;contentPlacement=1&amp;pgtype=sectionfront"><strong>New York Times</strong></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/off-the-radar-dieci-pezzi-da-non-perdere-11/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per salvare l&#8217;editoria forse si deve ripartire dalle email</title>
		<link>https://www.magzine.it/per-salvare-leditoria-forse-si-deve-ripartire-dalle-email/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/per-salvare-leditoria-forse-si-deve-ripartire-dalle-email/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 14:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39467</guid>
		<description><![CDATA[Il segreto per raggiungere velocemente i propri lettori con contenuti appositamente confezionati per loro e per accrescere il proprio pubblico? La personalizzazione delle e-mail. Questa l’opinione di Laura Jenner, product ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/e-mail-marketing-2745489_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="e-mail-marketing-2745489_1920" /></p><p>Il segreto per raggiungere velocemente i propri lettori con contenuti appositamente confezionati per loro e per accrescere il proprio pubblico? La <strong>personalizzazione</strong> delle e-mail. Questa l’opinione di<strong> Laura Jenner</strong>, product manager della casa editrice <strong>Immediate Media</strong>, che ha individuato nei messaggi di posta elettronica un ottimo punto di partenza.</p>
<p>Secondo Jenner, nell’epoca dei <em>cookies</em> e dei <em>feed</em> personalizzati, gli utenti devono aspettarsi (e, talvolta, perché no, pretendere) contenuti creati ad hoc, sulla base delle indicazioni fornite dai lettori in appositi questionari o in sondaggi, e non tramite una profilazione del comportamento in rete.</p>
<p>Dello stesso parere anche <strong>Matt Nash</strong>, dirigente dell’area marketing della stessa società, convinto del fatto che la personalizzazione delle mail sia il preludio a un incremento assicurato dell<strong>’engagement</strong>. Ne è un esempio l’esperimento tentato con la newsletter di <strong>Radio Times</strong>, rivista di settore dedicata ai palinsesti televisivi e radiofonici britannici.</p>
<p>La casa editrice, in questo caso, ha deciso di utilizzare il <strong>machine learning</strong> per capire meglio quali fossero i contenuti giudicati più interessanti dai propri lettori. Il risultato? Un aumento del traffico online pari al 60%.</p>
<p>Quali, dunque, le strategie ideali per attivare un efficace piano di personalizzazione delle mail? Secondo Nash, la prima cosa da fare è tentare di conoscere il proprio pubblico in maniera trasparente, senza ricorrere a sistemi che violino la privacy. Quindi si devono programmare contenuti scelti in base alle preferenze dei lettori, individuando, ad esempio, l’orario ideale della giornata per lanciarli e renderli ben visibili.</p>
<p style="text-align: center;">Per approfondire, continua la lettura su <a href="https://www.journalism.co.uk/news/the-role-of-email-in-content-personalisation/s2/a738573/">Journalism.co.uk</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/per-salvare-leditoria-forse-si-deve-ripartire-dalle-email/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addio chiavi, l&#8217;auto adesso si apre con lo smartphone</title>
		<link>https://www.magzine.it/addio-chiavi-lauto-adesso-si-apre-con-lo-smartphone/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/addio-chiavi-lauto-adesso-si-apre-con-lo-smartphone/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 13:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39473</guid>
		<description><![CDATA[Aprire e chiudere l’auto, accendere il motore, sollevare la saracinesca di un garage. Se, un tempo, per fare tutto questo servivano chiavi e telecomandi ingombranti, oggi le principali case automobilistiche ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1199" height="674" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/CR-Cars-InlineHero-Tesla-Phone-as-Key-1-4-18.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="CR-Cars-InlineHero-Tesla-Phone-as-Key-1-4-18" /></p><p>Aprire e chiudere l’auto, accendere il motore, sollevare la saracinesca di un garage. Se, un tempo, per fare tutto questo servivano chiavi e telecomandi ingombranti, oggi le principali case automobilistiche offrono ai clienti la possibilità di attivare e disattivare questi e altri comandi anche attraverso l’utilizzo di una semplice <strong>applicazione</strong>.</p>
<p><strong>Lincoln, </strong>divisione del gruppo Ford, è intenzionata a mettere in commercio due SUV, il<strong> 2020</strong> <strong>Aviator</strong> e il <strong>2020 Corsair</strong>, provvisti di un sistema <strong>“Phone as a Key”</strong> basato su una pratica applicazione. Attraverso una connessione<strong> bluetooth</strong>, sarà possibile mettere il telefono in comunicazione con l’auto: una volta riconosciuto il dispositivo, il veicolo si aprirà appena sfiorata la maniglia della porta e si avvierà automaticamente tramite un pulsante ma solo nel momento in cui il telefono sarà all&#8217;interno dell’abitacolo.</p>
<p>Lo stesso varrà per la chiusura: una volta allontanatosi il proprietario, il veicolo si chiuderà automaticamente. Inoltre, sarà possibile anche creare profili personalizzati in grado di preparare il SUV, settando posizione sedili, temperatura, impianto audio, posizione dello sterzo e specchietti sulle preferenze e i gusti del conducente .</p>
<p>Nessun pericolo per la<strong> sicurezza</strong>: al servizio si può accedere, oltre che con una serie di password, anche attraverso autenticatori meno hackerabili come l’impronta digitale e il riconoscimento facciale. Così come sarà possibile cancellare rapidamente l’app via computer, nel caso in cui si smarrisse lo smartphone.</p>
<p>E se il cellulare non ha linea? Niente paura, gli sviluppatori hanno pensato anche a questo. I proprietari dell’auto potranno, inserendo un codice d’accesso, avviare la generazione di un ulteriore codice alfanumerico in grado di far partire l’automobile, una volta digitato sul touchscreen.</p>
<p>A fine aprile, anche<strong> Amazon</strong> ha annunciato di voler adoperare questa tecnologia wireless e <em>code-based. </em>Infatti, a Seattle starebbero lavorando alla messa a punto di una chiave compatibile con alcuni veicoli che consentirebbe ai fattorini di lasciare gli ordini direttamente all’interno dell’auto del cliente, utilizzando un apposito codice, valido per un solo tentativo.</p>
<p style="text-align: center;">Per approfondire, continua la lettura su <a href="https://spectrum.ieee.org/cars-that-think/transportation/advanced-cars/smartphones-replace-fobs-for-keyless-vehicle-entry">IEEE Spectrum</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/addio-chiavi-lauto-adesso-si-apre-con-lo-smartphone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Skam: raccontare dieci, cento, mille generazioni</title>
		<link>https://www.magzine.it/skam-raccontare-dieci-cento-mille-generazioni/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/skam-raccontare-dieci-cento-mille-generazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2019 12:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39398</guid>
		<description><![CDATA[Se gli adolescenti degli anni ’80 hanno cercato risposte in Beverly Hills 90210, riconoscendosi nelle paturnie di Kelly, Donna, Steve o sognando l’amore travagliato tra Brenda e Dylan, e quelli ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/SKAM-Italia-3_TIMVISION-Gruppo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="SKAM Italia 3_TIMVISION (Gruppo)" /></p><p>Se gli adolescenti degli anni ’80 hanno cercato risposte in <em>Beverly Hills 90210</em>, riconoscendosi nelle paturnie di Kelly, Donna, Steve o sognando l’amore travagliato tra Brenda e Dylan, e quelli degli anni ’90 hanno trovato rifugio nelle storie di <em>Dawson’s Creek</em>, i <em>millennials</em> e la generazione Z sono, senza dubbio, nati sotto la buona stella di <em>Skam</em>. Ma quest’affermazione non è propriamente corretta. <mark class='mark mark-yellow'>La serie, infatti, diventata in pochi anni un fenomeno mediatico di portata mondiale e con una notevole collezione di rifacimenti al suo attivo, abbraccia un <em>target </em>di spettatori molto trasversale </mark> e i suoi intrecci hanno tenuto (e continuano a tenere) incollato allo schermo del pc anche chi, almeno anagraficamente, <em>teenager</em> non lo è più.</p>
<p>Ma di cosa si tratta esattamente? Beh, se non avete mai sentito parlare di <em>Skam</em>, probabilmente, vivete in un eremo oppure non bazzicate abbastanza il mondo degli internauti, dello <em>streaming</em> e della tweetcronaca. Nata nel 2015 da un’idea della sceneggiatrice norvegese <strong>Julie Andem</strong> (che ne ha curato anche la regia), <em>Skam </em>(letteralmente “Vergogna”) si presenta al pubblico come una webserie drammatica basata sulle avventure e disavventure quotidiane di un gruppo di ragazzi della Hartvig Nissen School, prestigioso liceo del ricco quartiere di Frogner, nel West End di Oslo. <span class='quote quote-left header-font'>Nata nel 2015 da un’idea della sceneggiatrice norvegese <strong>Julie Andem</strong>, <em>Skam </em> si presenta al pubblico come una webserie drammatica basata sulle avventure e disavventure quotidiane di un gruppo di ragazzi della Hartvig Nissen School</span> Il progetto parte senza particolari pretese: <mark class='mark mark-yellow'>la copertura mediatica è minima, il budget non è sicuramente paragonabile alle stellari spese di realizzazione di prodotti come <em>Game of Thrones</em>, il metodo di distribuzione si rivela alquanto insolito</mark> (dimenticate le serie integrali sulla scia di Netflix o la buona, vecchia puntata settimanale, nell’universo Skam ogni giorno viene lanciata sul web una clip, abbinata a un originale e realistica presenza dei social, con scambi di sms tra i personaggi o post su Instagram che aiutano a dare contesto e consistenza alla trama) e molti degli attori coinvolti sono esordienti con ancora poca esperienza sulle spalle ma tanto da dire su una generazione, spesso, presa ben poco sul serio.</p>
<p style="text-align: left;">Perché è proprio questa la forza di una serie che, apparentemente, potrebbe sembrare l’ennesimo <em>teen drama</em> infarcito di turbe adolescenziali, amori non corrisposti, messaggi non visualizzati e che, invece, in pochissimo tempo, è diventato virale per aver scelto un linguaggio ben lontano da quella leggerezza sintetica di mocciana memoria, conquistandosi un record di visualizzazioni, premi ed elogi dal mondo della critica e il supporto incondizionato di fan internazionali che, innamorati di Eva, Noora, William, Isaak, Sana, si sono lanciati in una disperata ricerca di traduzioni dal norvegese e in sfrenate maratone da ore piccole. <span class='quote quote-left header-font'> In pochissimo tempo, è diventato virale per aver scelto un linguaggio lontano da quella leggerezza sintetica di mocciana memoria, conquistandosi record di visualizzazioni, premi ed elogi dalla critica</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Le quattro stagioni, ciascuna focalizzata su un personaggio in particolare e sul percorso che si trova ad intraprendere in quel preciso momento della sua vita, affrontano con estrema delicatezza e senza filtri argomenti, spesso, impropriamente etichettati come tabù</mark>, spingendo il pubblico a sviluppare riflessioni serie su cause che trovano, nella maggior parte dei casi, un immediato riscontro anche nella realtà quotidiana dei grandi.</p>
<p>Dalla solitudine alla travagliata ricerca del proprio posto nel mondo, dai disordini alimentari alla violenza sessuale, dall’omosessualità al cyberbullismo, passando per la religione e le riserve che può creare nella vita di una ragazza divisa tra il desiderio di godere a pieno della sua età e gli obblighi posti dal proprio credo, <mark class='mark mark-yellow'><em>Skam</em> non guarda agli adolescenti come creature da psicanalizzare o da redarguire ma si pone nella loro ottica</mark>, dando importanza anche a quei particolari che, spesso, gli adulti sono portati a minimizzare tra un “che sarà mai” e un “tutto passa” e che, invece, per un diciassettenne rappresentano l’inizio o la fine della propria vita. Non c’è spazio per intrecci scialbi o da manuale, ogni minimo particolare della storia si basa su un preciso lavoro di introspezione del personaggio, che porta inevitabilmente lo spettatore a lasciarsi coinvolgere, a empatizzare con i suoi gesti, a riconoscersi nelle sue scelte. Indipendentemente dall’età. Indipendentemente da quello che è o che è stato il proprio vissuto.</p>
<p>Una formula vincente, questa, che i remake nati dalla costola dell’originale norvegese, hanno deciso di adottare, aggiungendovi un tocco personale che ne ha rinnovato (se non, spesso, amplificato) il successo già straordinario. E su cui anche l’Italia ha deciso di scommettere, con una sua personalissima versione, prodotta da <strong>Timvision</strong> (piattaforma streaming dove la serie si può seguire in esclusiva) e<strong> Cross Production </strong>e scritta e diretta da giovani talenti come <strong>Ludovico Bessegato</strong> e <strong>Ludovico Di Martino</strong>. Oslo diventa Roma, la Nissen diventa il Liceo Kennedy, William e Noora diventano Edoardo ed Eleonora, in una dimensione dove l’amicizia e l’amore dimostrano di poter essere ancora motore di piccole e grandi rivoluzioni.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/SKAM-Italia-3_TIMVISION_Eleonora-Benedetta-Gargari-ed-Edoardo-Giancarlo-Commare-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-39403" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/SKAM-Italia-3_TIMVISION_Eleonora-Benedetta-Gargari-ed-Edoardo-Giancarlo-Commare-1-1024x683.jpg" alt="SKAM Italia 3_TIMVISION_Eleonora (Benedetta Gargari) ed Edoardo (Giancarlo Commare) (1)" width="733" height="489" /></a></p>
<p>Sin dalle prime clip, <em>Skam Italia </em>ha dimostrato di poter camminare sulle proprie gambe, forte della consistenza della sceneggiatura e delle storie rappresentate. <span class='quote quote-left header-font'>Sin dalle prime clip, <em>Skam Italia </em>ha dimostrato di poter camminare sulle proprie gambe, forte della consistenza della sceneggiatura e delle storie rappresentate</span> Oltre che di un cast di qualità, tra cui spicca il giovane attore siciliano <strong>Giancarlo Commare</strong>, che si è sempre sentito entusiasta di poter prendere parte a un progetto di questo spessore, nonostante il peso delle aspettative: <span class="ILfuVd">«</span>All’inizio ha prevalso l’ansia, la paura di non riuscire a rendergli giustizia. Poi, ho capito che avrei dovuto creare qualcosa di nuovo, che doveva essere mio e non un copia e incolla<span class="ILfuVd">»</span>. <mark class='mark mark-yellow'>Così, superato il provino a una sola settimana dall’inizio delle riprese, si è cucito addosso la vita e le contraddizioni di Edoardo Incanti</mark>, <span class="ILfuVd">«</span>grazie all’aiuto fondamentale dei colleghi e di due guide importanti come Ludovico Bessegato, regista della prima e della seconda stagione, e Ludovico di Martino, regista della terza<span class="ILfuVd">»</span>. E il timore dei giudizi non è riuscito a scalfirlo: <span class="ILfuVd">«</span>Sono una persona e un attore che ama le sfide e sono felice di aver accettato la sfida che mi ha lanciato Edoardo. Le critiche servono a migliorare, non a distruggere, altrimenti sono inutili. Mi sono fidato di quelle utili e, a oggi, so di non avere sbagliato. Edoardo mi ha fatto crescere, Skam mi ha fatto crescere sia personalmente che professionalmente<span class="ILfuVd">»</span>. L’evoluzione di cui parla Commare è tangibile: <mark class='mark mark-yellow'>il suo è uno dei personaggi che più cambia nel corso delle tre stagioni fino ad ora trasmesse e che, smessa la maschera di bello e dannato, si lascia scoprire in tutte le sue fragilità, imparando a maneggiare le emozioni come se non fossero più lettere scarlatte</mark>. <span class="ILfuVd">«</span>La crescita di Edoardo è avvenuta in maniera naturale. Lui giocava a nascondino e io dovevo trovarlo. Mi sono divertito a ridurre in pezzi la sua corazza per vederlo, finalmente, in tutta la sua onestà e lì ho compreso chi fosse realmente. Ci siamo evoluti insieme, perché sceglie di spogliarsi della propria armatura e si mostra per ciò che è agli occhi di chi ama. È su questo che io e Ludovico Di Martino ci siamo concentrati e per me era fondamentale che venisse fuori. Edoardo è sempre stato più grande degli altri, prima perché voleva essere il leader, ora perché vuole essere un uomo<span class="ILfuVd">»</span>.</p>
<p>Dimenticate i giocatori di football americani tutti popolarità e partite o i bellocci senza scrupoli a cui ci hanno abituato le serie americane, in <em>Skam Italia</em> i sentimenti riescono a smuovere anche i cuori più reticenti e l’amore non si riduce più alla cotta tra liceali, ma si trasforma in qualcosa di più maturo, che non conosce genere, che non ammette etichette. Uno dei fili rossi dell’intera serie (dalla prima stagione, con i problemi di cuore di Eva, alla seconda, con la storia tra Martino e Niccolò), nella terza stagione continua ad essere il <em>deus ex machina</em> delle vite dei protagonisti, facendo intrecciare i percorsi di due personaggi apparentemente agli antipodi come <strong>Eleonora Sava</strong> (interpretata da Benedetta Gargari) ed <strong>Edoardo Incanti</strong> e portandoli a mettere in discussione tutto quello in cui avevano creduto per riuscire a incastrarsi meglio l’uno nella vita dell’altro, spinti da un sentimento che, forse, a quell’età, è normale faccia paura. <mark class='mark mark-yellow'>Una storia, la loro, in grado di unire le generazioni e abbracciare la tenera ingenuità dei quindici anni e la matura consapevolezza dei trenta, come dimostrato dalle migliaia di cinguettii carichi di elogi e di entusiasmo che inondano giornalmente Twitter</mark> dopo il lancio di due, cinque o dieci minuti di clip. E che, come ribadisce Commare, è stata costruita grazie a una lunga preparazione precedente alle riprese: <span class="ILfuVd">«</span>Durante le prove, il regista ci ha proposto vari esercizi nei quali io e Benedetta abbiamo avuto modo di sperimentare e comprendere come questi due personaggi agissero l’uno verso l’altro. Un lavoro emotivamente coinvolgente, fatto di esercizi che, inizialmente, ci hanno permesso di carpire l’essenza dei loro mondi individuali, fondendoli successivamente fino a crearne uno solo. Edoardo e Eleonora sono due personaggi che si ascoltano e si comprendono, che arrivano a fidarsi l’uno dell’altro. Devono affrontare i loro ostacoli ma lo fanno insieme, l’uno sostiene l’altro: è così che si fa quando ci si ama, almeno è così che a me piace fare. Loro sono la prova che si può<span class="ILfuVd">»</span>. <span class='quote quote-left header-font'><span class="ILfuVd">«</span>Edoardo e Eleonora sono due personaggi che si ascoltano e si comprendono, che arrivano a fidarsi l’uno dell’altro. Devono affrontare i loro ostacoli ma lo fanno insieme, l’uno sostiene l’altro: è così che si fa quando ci si ama, almeno è così che a me piace fare. Loro sono la prova che si può<span class="ILfuVd">»</span></span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>In una società che spaccia la diversità per errore, che deprezza l’amore verso gli altri e non ha remore nell’accartocciare i sentimenti, una serie come <em>Skam </em>insegna a mostrarsi con orgoglio per quel che si è </mark> e a saper trovare la bellezza in ciò che, per tanto tempo, è sembrato solo un errore, senza discorsi complicati, senza inutili moralismi. E la riflessione transgenerazionale che ne è derivata ha, spesso, aiutato anche i genitori ad ascoltare e imparare a capire i problemi dei figli, come sottolineato dallo stesso Commare che, tra le testimonianze ricevute dal cast, è rimasto particolarmente colpito dalla storia di <span class="ILfuVd">«</span>un ragazzo che aveva difficoltà a parlare della propria omosessualità alla madre, una donna che si era sempre posta in maniera negativa nei confronti degli omosessuali e che, dopo aver visto la serie, non solo è riuscita a comprendere le difficoltà di chi scopre e affronta quest’orientamento ma è stata capace di dimostrare amore e accettazione nei confronti del figlio, come dovrebbe normalmente e naturalmente essere. <mark class='mark mark-yellow'>A volte non siamo in grado di andare oltre con il pensiero, abbiamo barriere imposte dalla società. Beh, dobbiamo dire grazie a <em>Skam </em>se molte di queste barriere stanno cadendo<span class="ILfuVd">»</mark></span>.</p>
<p>No, non è più il tempo delle vite da romanzo dei giovani ricchi di <em>The O.C</em> o degli psicodrammi vintage di Dawson Leery e Joey Potter. Si alza il sipario sulla realtà, si buttano via le maschere di cartapesta e <mark class='mark mark-yellow'>la vita di ogni giorno riesce a conquistare un posto d’onore in una serie tv che parla alla pancia. Senza più alcuna vergogna.</mark></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/skam-raccontare-dieci-cento-mille-generazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Off the radar &#8211; Dieci pezzi da non perdere #10</title>
		<link>https://www.magzine.it/off-the-radar-10-pezzi-da-non-perdere-10/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/off-the-radar-10-pezzi-da-non-perdere-10/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 15:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39378</guid>
		<description><![CDATA[Nuovo appuntamento con OTR, con dieci nuove notizie scelte dalla redazione di Magzine che forse sono sfuggite ai vostri radar. 1) Un&#8217;inchiesta del New York Times ci porta dietro le quinte dei musei, svelandone ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/william-shakespeare-1716131_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="william-shakespeare-1716131_1920" /></p><p>Nuovo appuntamento con OTR, con dieci nuove notizie scelte dalla redazione di <strong>Magzine</strong> che forse sono sfuggite ai vostri radar.</p>
<p>1) Un&#8217;<strong>inchiesta </strong>del <em>New York Times </em>ci porta dietro le quinte dei <strong>musei</strong>, svelandone un lato oscuro fatto di beni trafugati e plutocrati senza scrupoli. (<a href="https://www.nytimes.com/2019/05/09/arts/design/museums-ethics.html?rref=collection%2Fsectioncollection%2Farts" target="_blank" rel="noopener">New York Times</a>)</p>
<p>2) Da perfette sconosciute a superstar. Le <strong>atlete </strong>della Nazionale femminile di calcio più forte al mondo, quella <strong>americana</strong>, si raccontano nel podcast <em>Throwback</em>. (<a href="https://www.si.com/throwback-podcast-sports-history" target="_blank" rel="noopener">Sports Illustrated</a>)</p>
<p>3) A cento anni dalla nascita della storica first lady argentina, il <strong>Museo Evita </strong>le dedica una retrospettiva di <strong>foto </strong>e cartoline inedite che mostrano l’immagine di una ventunenne ancora ignara della fama che l’avrebbe travolta. (<a href="https://www.clarin.com/cultura/fotogalerias-eva-peron-evita-imagenes-evita-100-anos-nacimiento-evita-inedita_5_xwI2WQb61.html" target="_blank" rel="noopener">El Clarín</a>)</p>
<p>4) Un rapporto stretto ma problematico, quello tra <strong>rugby </strong>e <strong>commozioni cerebrali</strong>. A partire dalla tragedia di Ben, l&#8217;atleta 14enne morto dopo ripetuti colpi alla testa. (<a href="https://www.independent.co.uk/news/long_reads/rugby-concussion-head-injury-problem-a8803111.html" target="_blank" rel="noopener">Independent</a>)</p>
<p>5) La poetessa <strong>Emilia Bassano </strong>potrebbe non essere soltanto la musa di <strong>Shakespeare</strong>. Elizabeth Winkler analizza la possibilità che non fosse altro che la vera penna dietro alle opere di uno dei drammaturghi più famosi al mondo. (<a href="https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2019/06/who-is-shakespeare-emilia-bassano/588076/" target="_blank" rel="noopener">The Atlantic</a>)</p>
<p>6) Sull’onda del grande ritorno dei <strong>vinili</strong>, l’industria discografica diventa <em>ecofriendly</em>, eliminando il PVC e i solventi chimici e sperimentando i materiali <strong>biodegradabili</strong>. (<a href="https://pitchfork.com/thepitch/how-the-record-industry-is-trying-to-make-vinyl-more-environmentally-friendly/">Pitchfork</a>)</p>
<p>7) Dove non riesce la politica, ci prova la <strong>televisione</strong>. <em>Now on my way to meet you </em>è un nuovo programma in onda sulla tv coreana che prova a favorire la <strong>riconciliazione </strong>tra le due parti del Paese, approfondendo aspetti poco noti delle due <strong>culture</strong>. (<a href="https://www.nytimes.com/2019/05/08/magazine/korea-tv-reunification.html" target="_blank" rel="noopener">New York Times</a>)</p>
<p>8) A tu per tu con <strong>Jared Diamond</strong>. Nel suo ultimo libro,<em>Upheaval</em>, l’autore di <em>Armi, acciaio e malattie</em>, spiega come gli Stati debbano riconoscere una <strong>crisi </strong>e suggerisce una serie di strategie precise per tamponarla. (<a href="http://nymag.com/intelligencer/2019/05/jared-diamond-on-his-new-book-upheaval.html" target="_blank" rel="noopener">Intelligencer</a>)</p>
<p>9) Da maestro di sci ad avventuriero con la mountain bike. Fred Horny ha percorso l&#8217;Etiopia in bici tra paesaggi mozzafiato e incontri ricchi di umanità. (<a href="https://www.lequipe.fr/Velo-mag/Decouverte/Actualites/Bike-trip-en-ethiopie-des-sources-du-nil-bleu-au-sommet-du-ras-dashen/1013936" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Équipe</a>)</p>
<p>10) Il suo è un nome poco noto ma <strong>Serhiy Borschevsky</strong> detiene un primato non indifferente: è il traduttore che ha fatto conoscere all’<strong>Ucraina</strong> l’opera dello scrittore argentino Jorge Luis <strong>Borges</strong>. (<a href="https://www.clarin.com/cultura/unico-ucraniano-vivo-traduce-borges-cuenta-escritor-furor-pais_0_CSwNJqh0X.html">El Clarín</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/off-the-radar-10-pezzi-da-non-perdere-10/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Corea la tecnologia 5G ora è a portata di paziente</title>
		<link>https://www.magzine.it/in-corea-la-tecnologia-5g-ora-e-a-portata-di-paziente/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/in-corea-la-tecnologia-5g-ora-e-a-portata-di-paziente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 07:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39218</guid>
		<description><![CDATA[L’ospedale intelligente potrebbe non rimanere soltanto un’utopia. Nel febbraio 2020, infatti, la Yonsei University Health System di Yongin, a una quarantina di chilometri da Seoul inaugurerà una struttura sanitaria futuristica, dotata di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1240" height="930" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/MzI5NjY5MA.jpeg.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Credits: iStockphoto" /></p><p>L’ospedale intelligente potrebbe non rimanere soltanto un’utopia. Nel febbraio 2020, infatti, la <strong>Yonsei University Health System</strong> di Yongin, a una quarantina di chilometri da Seoul inaugurerà <mark class='mark mark-yellow'>una struttura sanitaria futuristica, dotata di alcuni dei dispositivi tecnologicamente più avanzati</mark> in circolazione, supportati da una potente<strong> rete</strong> <strong>5G</strong>.</p>
<p>Malati gravi e costretti a rimanere in camere di isolamento potranno essere visitati da ologrammi dei loro cari, proiettati su uno schermo; i visitatori riusciranno a orientarsi facilmente nella struttura grazie a un sistema di navigazione che sfrutta la realtà aumentata; medici e infermieri potranno accedere ad aree riservate con il solo riconoscimento facciale e i pazienti non dipenderanno più esclusivamente dall&#8217;aiuto degli infermieri, perché ciascuna stanza sarà dotata di un pratico smart assistant in grado di regolare, tra le tante cose, la posizione del letto, l’intensità delle luci e il volume della televisione.</p>
<p>Il progetto, finanziato dalle società di telecomunicazioni coreane <strong>Yonsei</strong> e <strong>SK Telecom</strong>, conta su tecnologie già precedentemente testate, a livello globale, in altre strutture sanitarie. Per esempio negli ospedali di Dublino e Londra che, qualche anno fa, hanno introdotto l’ologramma di un’infermiera incaricata di ricordare ai visitatori di lavare le mani, o un ospedale in Cina dove, ormai da tempo, il riconoscimento facciale viene utilizzato per velocizzare le operazioni di pagamento delle spese mediche.</p>
<p>L&#8217;esperimento sudocoreano, però, porta la tecnologia ospedaliera a un altro livello. L’obiettivo dell’Università di Yonsei è chiaro: migliorare i servizi offerti ai pazienti e al personale e potenziare tanto la campagna di informazione del presidio medico quanto la sua sicurezza interna.</p>
<p style="text-align: center;">Per saperne di più continua la lettura su <a href="https://spectrum.ieee.org/the-human-os/biomedical/devices/koreas-new-futuristic-hospital">IEEE Spectrum</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/in-corea-la-tecnologia-5g-ora-e-a-portata-di-paziente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Outriders Network, per uno storytelling più condiviso</title>
		<link>https://www.magzine.it/outriders-network-per-uno-storytelling-piu-condiviso/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/outriders-network-per-uno-storytelling-piu-condiviso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2019 07:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39229</guid>
		<description><![CDATA[Trovare l’ispirazione non è mai stato così semplice. Nato a fine aprile, Outriders Network è un database che raccoglie al suo interno più di 800 esempi di storie e di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="923" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/outriders.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="outriders" /></p><p>Trovare l’ispirazione non è mai stato così semplice. Nato a fine aprile, <a href="https://outriders.network/"><strong>Outriders Network</strong></a> è un <strong>database</strong> che raccoglie al suo interno più di 800 esempi di storie e di <strong>data journalism</strong>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La piattaforma nasce con l’obiettivo di promuovere la condivisione di <strong>reportage</strong> e inchieste</mark> tra giornalisti e, contemporaneamente, si propone come un posto dove trovare o suggerire idee e spunti interessanti: ciascun reporter può aggiungere il suo articolo all’archivio o accedere alla galleria di pezzi precedentemente caricati da altri colleghi.<br />
Ma non è tutto. Il sistema incoraggia i giornalisti impegnati in workshop o in attività educative di vario tipo a creare delle<strong> playlist</strong> personali, da poter adoperare nel contesto della didattica.</p>
<p>Utilizzarla è molto semplice: l’algoritmo consente all’utente di usare vari tipi di filtri nella ricerca, come il Paese d’interesse o l’argomento (dal razzismo al crimine, dalla religione al costume). Se, ad esempio, desideriamo individuare storie che affrontino il tema dell’inquinamento dell’aria e vogliamo delimitare la ricerca alla Romania, basterà inserire le chiavi corrette e il gioco è fatto. Per caricare, invece, soltanto un’anteprima della propria storia e non il lavoro per intero, basta condividere il link che rimandi alla pagina web dove è stata caricata, inserire titolo, autore e, se possibile, la fonte.</p>
<p>Oltre alla gestione del database, <mark class='mark mark-yellow'>il team di Outriders si occupa della promozione del materiale giornalistico anche attraverso i social</mark>, la sottoscrizione alla <strong>newsletter</strong> e l’organizzazione di<strong> tour</strong>, incontri ed eventi pubblici in giro per il mondo.</p>
<p style="text-align: center;">Per approfondire, continua la lettura su <a href="https://www.journalism.co.uk/news/tool-for-journalists-outriders-network-database/s2/a737851/">Journalism.co.uk</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/outriders-network-per-uno-storytelling-piu-condiviso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Christopher Livesay, il mondo a portata di telecamera</title>
		<link>https://www.magzine.it/christopher-livesay-il-racconto-del-mondo-a-portata-di-telecamera/</link>
		<comments>https://www.magzine.it/christopher-livesay-il-racconto-del-mondo-a-portata-di-telecamera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2019 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camilla Curcio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=39078</guid>
		<description><![CDATA[Il desiderio di non trasformarsi in un giornalista tutto giacca, cravatta e scrivania lo ha spinto a tentare il salto nel vuoto e ad abbandonare la comfort zone, diventando cittadino ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2019/05/43003287_10160888824840430_9115928615286996992_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="43003287_10160888824840430_9115928615286996992_n" /></p><p>Il desiderio di non trasformarsi in un giornalista tutto giacca, cravatta e scrivania lo ha spinto a tentare il salto nel vuoto e ad abbandonare la <em>comfort zone</em>, diventando cittadino del mondo. Corrispondente estero di stanza a Roma per la NPR e per la PBS, <strong>Christopher Livesay</strong> si è occupato, negli anni, di documentare alcuni dei temi più caldi dell’attualità. <mark class='mark mark-yellow'>Dalla minaccia dell’Isis per l’Occidente ai tragici risvolti della crisi migratoria in Europa, passando per il rinfocolarsi della parabola del populismo</mark>, il giornalista americano ha rincorso la verità armato di curiosità e telecamera e, passando dalle zone di conflitto ai palazzi della politica, si è riempito gli occhi di realtà e particolari che gli hanno permesso di cogliere e di restituire senza filtri la notizia. In occasione della <em>lectio magistralis</em> che ha tenuto nella redazione di <em>Magzine</em>, gli abbiamo fatto qualche domanda sulla sua storia professionale, sulle scelte e i rischi che un video-reporter si trova ad affrontare ogni giorno e sul futuro dell’informazione.</p>
<p><strong>Come gestisce il mix emotivo tra la preoccupazione di trovarsi in luoghi pericolosi e l</strong><strong>’</strong><strong>adrenalina di essere testimone di momenti drammatici o storici? È difficile?</strong></p>
<p>Sì e no. Penso sia sorprendentemente facile trovarsi in zone di guerra come giornalista, ma è difficile dal punto di vista umano. I conflitti sono fonte di buone storie e affinano la mente, fare un servizio da una zona di guerra è più semplice che scrivere un pezzo sui problemi economici dell’Eurozona, per fare un esempio. <span class='quote quote-left header-font'> I conflitti sono fonte di buone storie e affinano la mente, fare un servizio da una zona di guerra è più semplice che scrivere un pezzo sui problemi economici dell&#8217;Eurozona ma, a livello personale, rimane una sfida </span> Ma a livello personale rimane una sfida. Ancora oggi ricevo mail o telefonate da persone che ho intervistato anni fa e che, bloccate in situazioni terribili, mi chiedono aiuto. <mark class='mark mark-yellow'>Spiego sempre con molta chiarezza che la sola cosa che posso fare è raccontare la loro storia. Ma a volte le linee di demarcazione non sono così definite.</mark></p>
<p><strong>Come </strong><strong>è </strong><strong>possibile superare i sospetti della popolazione locale? C</strong><strong>’è</strong><strong> il rischio di venire influenzati dal loro punto di vista?</strong></p>
<p>Il modo migliore per superare il sospetto è essere professionali. <mark class='mark mark-yellow'>Fare buone domande e non lasciarsi coinvolgere troppo emotivamente</mark>. Per quanto riguarda la possibilità di essere influenzati dal punto di vista di qualcun altro, la accolgo con piacere. Una buona argomentazione rimane una buona argomentazione.</p>
<p><strong>Fare il giornalista in un paese straniero non dev</strong><strong>’</strong><strong>essere stato facile: avvicinarsi a situazioni, voci e prospettive diverse richiede tempo e molta dedizione. Quale </strong><strong>approccio sceglie per </strong><strong>comprendere il punto di vista italiano e darne conto? E quali sono i criteri che usa per selezionare le notizie che pensa possano interessare il pubblico americano?</strong></p>
<p>Il contesto è tutto. Per comprendere “il punto di vista italiano” bisogna conoscere l’antica Roma, il Medio Evo, il Rinascimento, il Risorgimento e tutti i maggiori eventi storici avvenuti tra il presente e il passato. <span class='quote quote-left header-font'>Il contesto è tutto. Per comprendere “il punto di vista italiano” bisogna conoscere l’antica Roma, il Medio Evo, il Rinascimento, il Risorgimento e tutti i maggiori eventi storici avvenuti tra il presente e il passato </span> Amare la storia, come nel mio caso, aiuta, soprattutto in un Paese che ne risulta talmente imbevuto da esserne a volte paralizzato. <mark class='mark mark-yellow'>Il criterio che uso per scegliere le mie storie è l’evoluzione.</mark> Per esempio, ora sto seguendo un caso di suore abusate da preti, il movimento #nunstoo. Si tratta di una derivazione del movimento #metoo e degli scandali sugli abusi sessuali dei religiosi, tutti argomenti a cui il mio pubblico è già interessato.</p>
<p><strong>È</strong> <strong>possibile paragonare l</strong><strong>’</strong><strong>insorgere del populismo in Italia e negli Stati Uniti? Ci sono somiglianze tra il nostro Ministro degli Interni Matteo Salvini e Donald Trump?</strong></p>
<p>Fare il paragone tra i due, e contrastarli, è fondamentale. Si potrebbe parlare a lungo di questo (entrambi sono contrari all’immigrazione, nazionalisti, hanno rapporti con Steve Bannon e così via). Il trucco è non subissare il pubblico con questo aspetto. <mark class='mark mark-yellow'>Le somiglianze sono molto evidenti, ma si dovrebbe raccontare la storia in modo tale da far sì che siano i lettori o i telespettatori a fare i dovuti collegamenti.</mark></p>
<p><strong>Cosa pensa della libert</strong><strong>à</strong><strong> di stampa in Italia? Crede sia pi</strong><strong>ù</strong><strong> salvaguardata qui o negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Sulla questione esistono dei dati interessanti, vedi il <em>Freedom House and Reporters Without Borders</em> e il <em>Committee to Protect Journalists</em>. Posso dire che, <mark class='mark mark-yellow'>nella mia esperienza di lavoro con i media italiani, ci sono stati ripetuti casi di censura e violazione dell’etica che hanno tradito il pubblico in modi che non avevo mai sperimentato nei media americani. </mark></p>
<p><strong>Negli ultimi anni il giornalismo in generale e il video-giornalismo in particolare si sono trovati ad affrontare molte sfide. Cosa rende un video-reporter diverso da un adolescente con uno smartphone?</strong></p>
<p>Niente se, riguardo alla sua storia, un adolescente con uno smartphone è in grado di rispondere alle domande Chi, Cosa, Dove, Quando, Perché e Come e riesce a farlo con una ricerca e un fact-checking rigorosi.</p>
<p><strong>Il giornalismo del futuro sar</strong><strong>à</strong><strong> solo video, senza pi</strong><strong>ù</strong><strong> carta stampata?</strong></p>
<p>No, per nulla.</p>
<p><strong>E dunque quale strategia dovrebbero adottare i giovani uomini e le giovani donne che oggi vogliono emergere nella professione e avere un ruolo attivo nel nuovo ciclo dei media? E quali sono le doti richieste a un buon corrispondente?</strong></p>
<p>Se volete seguire gli esteri, andate in posti dove gli altri giornalisti non vanno. È importante che i vostri capi servizio sappiano dove siete. E rimanete in zona per qualche anno. <mark class='mark mark-yellow'>La dote migliore di un giornalista è l’intraprendenza – coprite storie che altri non coprono e cercate in redazione opportunità che vengono trascurate. </mark> Quindici anni fa il “giornalismo digitale” era ancora guardato con sufficienza. Ma, soprattutto, chiedetevi come sarà il giornalismo tra quindici anni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.magzine.it/christopher-livesay-il-racconto-del-mondo-a-portata-di-telecamera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/17 queries in 0.076 seconds using disk
Object Caching 1407/1569 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-19 02:41:02 by W3 Total Cache -->