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	<title>magzine &#187; Benedetta Maffioli</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>PopCorn Garage, non chiamateli solo mercatini</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2017 14:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[In una Milano che guarda al futuro e dal sempre più marcato spirito europeo, alcuni anni fa, dall’idea di due giovani creativi, nasce il “Popcorn Garage Market”, un progetto di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/05/14444832_740453819443687_6344475778168588616_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo by PopCorn Garage Market Milano" /></p><p>In una Milano che guarda al futuro e dal sempre più marcato spirito europeo, alcuni anni fa, dall’idea di due giovani creativi, nasce il “<strong>Popcorn Garage Market</strong>”, un progetto di riqualificazione di quartieri popolari e zone in disuso della città, grazie ad un market innovativo dal gusto internazionale. <mark class='mark mark-yellow'>L&#8217;ambizione è quella di far riscoprire ai milanesi alcune zone della propria città che, a causa dell’abbandono e del degrado, hanno perso la loro originaria bellezza</mark> e di restituirle loro come nuove in un contesto di festa, socializzazione e condivisione.</p>
<p><strong>Samantha Lamonaca</strong>, fondatrice del progetto, amante della bellezza e alla continua ricerca di qualcosa da proporre e condividere con gli altri, considera il <em>Popcorn Garage Market</em> come parte di sé: “È una mia costola, un progetto che nato senza troppi pensieri, oggi è qualcosa di cui vado molto fiera e per il quale nutro grandi aspettative per il futuro&#8221;.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è il PopCorn Garage Market? </strong></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>l PopoCorn Garage Market è un progetto di riqualificazione di spazi in disuso rimessi a nuovo</span> Milano è piena di quartieri popolari e zone in disuso spesso abbandonate. Il PopCorn Garage Market è un progetto di riqualificazione di questi spazi che noi riportiamo a nuova luce, con l&#8217;allestimento di un market dal sapore europeo, nel quale tutti possono divertirsi perché sono annesse tante attività per grandi e piccini, come lettura di poesia, giochi vintage, improvvisazioni teatrali e jam session. L’atmosfera che si può trovare nel nostro market richiama molto quella che si può avvertite a Camden Town a Londra o a Parigi al più famoso Porte de Clignancourt.</p>
<p><strong>Com</strong><strong>&#8216;è nata l&#8217;idea? </strong></p>
<p>L&#8217;idea nasce dalla passione, mia e di <strong>Alessandro Nicosia</strong>, partner e socio nel progetto, per i mercatini. Noi ne volevamo uno fatto su misura, a nostra immagine e somiglianza, dove tutti avrebbero potuto partecipare senza problemi e sarebbero voluti ritornare. Con gli anni abbiamo creato una rete di contatti non indifferente, grazie ad articoli ed interviste fatte per il nostro blog. Da lì abbiamo pensato di creare una sinergia tra online e offline, portando le nostre scoperte su strada, nella vita reale, trasformando una conoscenza virtuale in valore umano.</p>
<p><strong>Come scegliete le zone sui cui intervenire e in cui allestire il mercatino?</strong></p>
<p>A dire la verità le scegliamo in base alle sensazioni. <mark class='mark mark-yellow'>Cerchiamo di fare ricerca, girando per la città e scovando posti più o meno poco frequentati, poi vediamo quanto lavoro c&#8217;è da fare e cerchiamo di capire brevemente se l&#8217;idea è fattibile, da lì nasce tutto</mark>. Nelle passate edizioni abbiamo lavorato in diverse zone della città: all’area <strong>Ex Macello</strong> in viale Molise, dove abbiamo organizzato il nostro market in un magnifico cortile post industriale; al <strong>Circolo Magnolia</strong>, sotto il fresco degli alberi del famoso parco adiacente all&#8217;Idroscalo; all&#8217;interno del cortile della <strong>Cascina Sant&#8217;Ambrogio</strong>, in collaborazione con l&#8217;associazione <em>CasciNet</em> e R<em>aggi di Luce</em>; e da ultimo al<strong> Giardino delle Culture</strong> in via Morosini.</p>
<p><strong> </strong><strong>Riqualificare un quartiere attraverso un mercatino, giochi, musica e festa, è possibile? </strong></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Amiamo Milano e abbiamo pensato di portare un po&#8217; di bellezza nelle aree meno conosciute </span>Sì, noi ne siamo un piccolo esempio. In ogni data lavoriamo sodo e cerchiamo di fare solo passi in avanti. Amiamo quello che facciamo più di ogni altra cosa, ogni evento e ogni collaborazione nasce da una vera e propria intuizione creativa a cui segue un’attenta ricerca. Quando ripensiamo a quanta gente siamo riusciti a far arrivare in luoghi di cui nemmeno conoscevano l&#8217;esistenza, vuol dire che il progetto funziona. Amiamo Milano e di spazi belli dove poter allestire un mercatino ce ne sono infiniti. Così abbiamo pensato di portare un po&#8217; di bellezza in quelli meno attraenti e sconosciuti, dando vita a giornate piacevoli e mai banali.</p>
<p><strong>Quanto è importante il coinvolgimento e la partecipazione della gente del quartiere nell&#8217;iniziativa? </strong></p>
<p>Fondamentale. Grazie al passaparola e alle persone che escono di casa e vengono a curiosare con i loro occhi, a conoscerci di persona, a ringraziarci per la bella giornata, capisci che è bello riuscire con uno dei mestieri più praticati del mondo a soddisfare tutti.</p>
<p><strong> </strong><strong>Cosa si può trovare al PopCorn Garage Market?</strong></p>
<p>Designer emergenti che vogliono farsi conoscere, piccoli artigiani dalle mani d&#8217;oro, cianfrusaglie di ogni tipo, ma soprattutto tanta bella gente che condivide passioni, arte e bellezza.</p>
<p><strong>Restituire ai suoi abitanti spazi in disuso e abbandonati della città. Qual è lo sforzo che c’è dietro?</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Lo sforzo è fisico e mentale. Lì per lì uno non ci pensa: un market già allestito non ti fa pensare che quel posto scelto abbia avuto bisogno di manutenzione</mark>. Ma per poter allestire un market è importante che il luogo sia pulito e sicuro: purtroppo pulizia e sicurezza non vanno d&#8217;accordo con posti abbandonati. Per arrivare a sistemare tutto ci vuole molto lavoro e anche olio di gomito.</p>
<p><strong>Socializzazione e condivisione. Secondo te Milano ha bisogno di più iniziative come questa?</strong></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> È importante incentivare iniziative che valorizzano la città</span> Sì. Purtroppo ho sentito dire spesso che Milano è satura di mercatini e solo alcuni hanno il privilegio di poterli organizzare. Che stupidaggine. Se si ama davvero la propria città è importante incentivare iniziative di questo tipo che la rivalutano e la valorizzano.</p>
<p><strong>Quali sono i progetti per il futuro? </strong></p>
<p>Ci piacerebbe ampliare il progetto e trovare dei partner seri che ci aiutassero a finanziare concretamente qualcosa di importante e duraturo; ma è solo un&#8217;idea: per adesso ci concentriamo sulle date in programma e poi si vedrà. La prossima è prevista per il 27 maggio al Giardino delle Culture, in via Morosini. Già in programma ci sono tantissime iniziative: jam session, live painting, microfono aperto di poesia, tantissimi espositori e street food.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storybook, una nuova sfida per l&#8217;Huffington</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 14:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8216;Huffington Post diventa sempre più social attraverso un particolare utilizzo, sul proprio sito, dei video di Snapchat e delle Instagram Stories. Infatti, in occasione della partenza del tour mondiale di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="798" height="428" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/02/by-Yuri-Yasyuk-for-Great-Simple-Studio-e1486993711558.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo in Dribbble.com by Yuri Yasyuk for Great Simple Studio" /></p><p>L<em>&#8216;</em><strong>Huffington Post </strong>diventa sempre più social attraverso un particolare utilizzo, sul proprio sito, dei video di <strong>Snapchat</strong> e delle <strong>Instagram Stories</strong>.</p>
<p>Infatti, in occasione della partenza del tour mondiale di <strong>Lady Gaga</strong>, lo scorso 6 febbraio l&#8217;Huffington ha lanciato un nuovo prodotto video chiamato &#8220;<strong>storybook</strong>&#8220;, che mostrava ai suoi utenti alcuni dei più bizzarri abiti della pop star.</p>
<p>Questo nuovo format, ideato per essere fruito su mobile, <mark class='mark mark-yellow'>predilige le immagini verticali e una grafica animata che gli utenti possono scorrere o cliccare,</mark> proprio sulla scia dei contenuti verticali di Snapchat, prima, e di Instagram, ora.</p>
<p>&#8220;C&#8217;erano certe cose che facevamo già su <em>Snapchat</em> e <em>Instagram</em>, come la costruzione dello storytelling e delle animazioni grafiche con le quali gli utenti potevano interagire &#8211; spiega <strong>Emily Ingram</strong>, senior product manager dell&#8217;<em>Huffington Post</em> &#8211; che volevamo portare ai nostri lettori direttamemte sulla nostra piattaforma&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://digiday.com/publishers/huffington-post-copies-snapchat-instagram-new-storybook-format/" target="_blank">⇒ Continua a leggere su Digiday.com</a></span></p>
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		<title>ALESSANDRO MARTIRE IL SIOUX ITALIANO CHE DIFENDE STANDING ROCK</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2017 16:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro Martire è Membro Onorario della Nazione Lakota Sicangu di Rosebud, Presidente dell’associazione Wambli Gleska e delegato in Italia e presso l’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo di Ginevra della Nazione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1040" height="643" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/02/alexlibro3-e1486551635276.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="alexlibro3-e1445332287262" /></p><p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro Martire </strong>è Membro Onorario della Nazione Lakota Sicangu di Rosebud, Presidente dell’associazione Wambli Gleska e delegato in Italia e presso l’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo di Ginevra della Nazione Lakota Sioux. Dopo un periodo a stretto contatto con i nativi americani nel 2012 è stato adottato dalla Famiglia del famoso Leader Spirituale Leonard Crow Dog Senior, e dalla Famiglia Brings Plenty Ota Au. Il suo nome Lakota è “OyateNakicijipi”, colui che parla per la sua gente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Sioux che abitano a Standing Rock come stanno reagendo all’autorizzazione di Donald Trump al Dakota Access pipeline (DAPL)? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I decreti di Trump prevedono non solo la riapertura dei lavori, ma addirittura la costruzione di un altro famoso oleodotto che è il Keystone XL. Adesso c’è poco da fare se non <mark class='mark mark-yellow'>continuare la protesta e presentare le nostre istanze per violazione dei trattati e violazione dei Diritti umani a livello di giudici federali, giudici della Suprema Corte e a livello dell’Alto Commissariato dei diritti dell’uomo di Ginevra</mark> dove i Dakota hanno avuto un ruolo importante nella formazione della carta mondiale dei popoli indigeni.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>La costruzione del gasdotto cosa comporterà a livello ambientale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questi tipi di oleodotti non sono solo una violazione dei trattati del 1851 e 1877 con le nazioni Dakota perché vanno ad interessare le loro terre che furono date con atti bilaterali, ma vanno anche a colpire un bene essenziale di tutta l’America e l’umanità: l’acqua. L’oleodotto lungo quasi duemila chilometri che dovrebbe portare circa 500.000 barili di greggio al giorno dal North Dakota all’Illinois, secondo il progetto dovrebbe attraversare il fiume Missouri passando vicino alla riserva dove oggi vivono ventimila Sioux. <mark class='mark mark-yellow'>Nel caso in cui la tubatura dovesse rompersi o perdere la fuoriuscita del greggio porterebbe inquinamento in ben 17 stati americani causando un danno enorme ai Sioux, agli agricoltori e allevatori bianchi che usufruiscono del fiume Missouri per l’acqua potabile, l’irrigazione e la pesca.</mark></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Trump ha giustificato la sua decisione sostenendo che l’oleodotto darà innumerevoli opportunità lavorative e una sferzata all’economia del paese permettendo agli Usa di potersi assicurare un approvvigionamento energetico. Lei cosa ne pensa? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente quello che dice Trump ha un fondo di verità, però c’è una forte contraddizione rispetto agli atti internazionali varati per l’inquinamento dell’ambiente, basti pensare al protocollo di Kyoto e all’accordo di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='quote quote-left header-font'>&#8220;Ogni aspetto che riguarda il sacro o la spiritualità deve essere tutelato con la stessa incisività con cui si farebbe con una delle tre religioni monoteistiche&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Trump sta cercando di portare avanti il principio del profitto, fregandosene di tutti i principi dei protocolli internazionali a difesa dell’ambiente, non considerando i diritti dei popoli dei nativi americani che in quelle terre per altro hanno le loro sepolture sacre e quindi vanno a ledere la storia e le tradizioni. Come se uno volesse far passare dal Vaticano un oleodotto per motivi economici.</p>
<p><strong>Qual è il ruolo dell’Italia in questa vicenda?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 12 marzo verrà in Italia Moses Brings Plenty,  mio fratello adottivo, uno dei portavoce del governo tradizionale Dakota Sioux e firmerà un protocollo internazionale con il Comune di San Marcello Pistoiese. Il Consiglio della Regione Toscana, con il quale abbiamo già redatto durante l’amministrazione Obama una lettera ufficiale contro l’oleodotto, appoggerà ancora le istanze della popolazione Lakota. La presenza di Moses Brings Plenty farà sentire nel nostro paese come i nativi americani, ancora oggi, dopo 500 anni dalla scoperta di Cristofolo Colombo e del genocidio, si battano e lottino per la salvaguardia dei diritti umani.</p>
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		<title>L&#8217;independent Journal Review ora fa sul serio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 10:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Independent Journal Review, uno tra gli ultimi arrivati nel panorama editoriale americano, fino ad ora considerato un sito di news online d&#8217;identità conservatrice filo trumpiano, e conosociuto per lo più ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" height="225" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/02/by-Justin-Pervorse-e1486653575677.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo on Dribbble.com by Justin Pervorse" /></p><p>L&#8217;<strong>Independent Journal Review</strong>, uno tra gli ultimi arrivati nel panorama editoriale americano, fino ad ora considerato un sito di news online d&#8217;identità conservatrice filo trumpiano, e conosociuto per lo più per il video pubblicato di <strong>Ted Cruz</strong> mentre cucina il bacon su una mitragliatrice, adesso vuole fare sul serio.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Infatti ha aggiunto otto nuovi giornalisti al suo staff, alcuni dei quali specializzati in cultura e intrattenimento, e ha puntato su una maggior copertura politica dalla Casa Bianca, dove per la prima volta domenica scorsa, l&#8217;<em>Independent Journal Review</em> ha mandato un suo corrispondente</mark>.</p>
<p>&#8220;Quest&#8217;anno sarà il nostro anno, racconta <strong>Alex Scatell</strong>, fondatore e direttore dell&#8217;<em>Indipendent Journal Review.</em> &#8220;Abbiamo in serbo tante nuove iniziative&#8221;. E continua: &#8220;Il nostro valore sta nel fatto che tutto ciò che pubblichiamo è un contenuto del tutto originale. Infatti, cerchiamo sempre di non pubblicare qualcosa che è stato letto e riletto su altri giornali e cerchiamo di raccontare le storie che copriamo in un modo che sia interessante, coinvolgente e rilevante per la nostra community, con una speciale attenzione per l&#8217;analisi dei dati. E poi sempre molto importante è anche la presenza sui social, <strong>Facebook, </strong>in particolare &#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.niemanlab.org/2017/02/independent-journal-review-wants-to-be-recognized-and-not-just-for-its-impressive-traffic-numbers/" target="_blank">⇒ Continua a leggere su Niemanlab.org</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sfida per l’Eliseo, Le Figaro potenzia il live streaming</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 12:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi mesi dalle elezioni presidenziali che il prossimo aprile decideranno il futuro della Francia, ma più in generale dell&#8217;Europa intera, Le Figaro sta progettando di moltiplicare il live streaming, con l&#8217;intenzione di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="426" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/02/by-Nick-Slater-e1486461415978.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo on Dribbble.com by by nick slater" /></p><p>A pochi mesi dalle <strong>elezioni presidenziali</strong> che il prossimo aprile decideranno il futuro della <strong>Francia</strong>, ma più in generale dell&#8217;Europa intera, <strong>Le Figaro </strong>sta progettando di moltiplicare il <strong>live streaming</strong>, con l&#8217;intenzione di produrre almeno otto ore di video e dirette ogni giorno.</p>
<p>&#8220;Non vogliamo diventare una canale tv di news tradizionale &#8211; piega <strong>Bertrad Gié</strong>, a capo della comunicazione digitale del <em>Le Figaro</em> &#8211; Vogliamo mantenere lo spirito digitale, che è quello di mostrare agli utenti ciò che sta accadendo proprio qui ed ora&#8221;.</p>
<p>Così <mark class='mark mark-yellow'><em>Le Figaro,</em> aggiungerà un secondo ed un terzo studio per il live streaming, uno dei quali proprio all&#8217;interno della redazione del giornale cartaceo per coprire in diretta le prossime elezioni</mark>.</p>
<p>Altra ambizione per il quotidiano francese è quella di creare più partecipazione e adesione con la propria audience di utenti, in modo tale da trasformare i semplici &#8220;viewers&#8221; in &#8220;subscribers&#8221;, che al momento portano il 15% delle rendite de <em>Le Figaro</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://digiday.com/publishers/le-figaro-live/" target="_blank"> ⇒ Continua a leggere su Digiday.com</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il bilancio dell&#8217;Obamacare dopo sette anni</title>
		<link>https://www.magzine.it/obamacare-il-bilancio-dopo-sette-anni/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 10:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Giampiero Gramaglia è stato corrispondente da Bruxelles, Parigi e Washington per l’Ansa, diventandone poi direttore dal 2006 al 2009. Nel 2000 è responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America: ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2017/01/by-Laura-Reen.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo on Dribbble.com by Laura Reen" /></p><p><strong>Giampiero Gramaglia</strong> è stato corrispondente da Bruxelles, Parigi e Washington per l’Ansa, diventandone poi direttore dal 2006 al 2009. Nel 2000 è responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America: come tale, segue due elezioni presidenziali, l’11 Settembre, le guerre in Afghanistan e in Iraq. Attualmente, è direttore di EurActiv e nel consiglio direttivo dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma, per il quale svolge le funzioni di consigliere per la comunicazione. Collabora, come analista di politica internazionale per quotidiani e periodici nazionali ed è spesso ospite di programmi televisivi.</p>
<p><strong>Dopo sette anni, qual è secondo lei il bilancio dell&#8217;Obamacare?</strong></p>
<p>La riforma sanitaria del presidente Obama è, in realtà, operativamente molto più recente: infatti, il primo mandato servì a metterla in cantiere, a farla approvare da un Congresso a partire dal 2010 parzialmente sfavorevole all’Amministrazione democratica ed a crearne i presupposti operativi.</p>
<p>L’andata a regime del sistema, inizialmente molto lenta e contrassegnata da difficoltà tecnologiche, amministrative e burocratiche, è avvenuta solo dopo il 2012, con l’opposizione repubblicana e parte della stampa sempre pronte a sfruttarne e ingigantirne difficoltà ed errori. <mark class='mark mark-yellow'>Mentre, i beneficiari dell’Obamacare sono spesso soggetti ai margini della società e/o con scarso o nullo impatto mediatico</mark>. <span class='quote quote-left header-font'> Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;Obamacare sia migliorabile dal punto di vista della spesa e delle procedure </span>Non c’è dubbio che l’Obamacare sia migliorabile, dal punto di vista dell’efficacia della spesa e della semplificazione delle procedure. Ma non c’è neppure dubbio che l’Obamacare attenua, se non sana del tutto, una delle anomalie più stridenti della società americana, cioè la negazione del diritto alla salute per decine di milioni di persone.</p>
<p><strong>Perché la riforma sull&#8217;assistenza sanitaria voluta da Obama non ha mai trovato un forte consenso in America? Quali sono le radici storiche?</strong></p>
<p>La cosa singolare è che l’opposizione e la resistenza alla riforma siano venute, e tuttora vengano, non solo dalla destra e dalle lobbies, ma spesso anche dai diretti interessati, determinati a difendersi da quella che ritengono l’ingerenza dello Stato, anzi, come dicono loro, del Governo, nelle loro vite.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Alla base, c’è la mentalità americana fortemente individualista e la convinzione che successo e merito, e quindi insuccesso e demerito, siano strettamente collegati</mark>.</p>
<p><strong>Quale sarà il futuro dell&#8217;assistenza sanitaria nell&#8217;amministrazione Trump?</strong></p>
<p>E’ una delle tante incognite della nuova Amministrazione. Prima ancora che il presidente s’insediasse, il Congresso a trazione repubblicana s’è già messo al lavoro per smantellare l’Obamacare e sostituirla con qualcosa di cui s’ignorano meccanismi e coperture. Come spesso accade, le dichiarazioni del presidente Trump sono apodittiche e di per sé incontrovertibili: <mark class='mark mark-yellow'>l’Obamacare sarà abolita nel momento in cui sarà sostituita da qualcosa di equivalente (nel senso che garantirà a tutti l’assistenza sanitaria), ma di più efficace e di meno costoso</mark>. Vero o falso? Lo sapremo presto, ma a cose fatte. La certezza, per il momento, è che, senza Obamacare, almeno 18 milioni di americani che ora ne godono si ritroveranno entro un anno privi di assistenza sanitaria: lo indica uno studio bipartisan e non contestato.</p>
<p><strong>Qual è il punto di vista dei professionisti come medici e personale sanitario riguardo a vantaggi e svantaggi dell&#8217;Obamacare?</strong></p>
<p>Assicurazioni, lobbies e ospedali hanno punti di vista diversi, ispirati in genere alla loro convenienza: le assicurazioni, ad esempio, inizialmente contrarie all’Obamacare, hanno poi intravisto possibilità di guadagno nel sistema.</p>
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		<title>Cosa accade su Internet in soli 60 secondi?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 09:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[I big data stanno crescendo sempre più esponenzialmente, sono ovunque e inevitabili, ci circondano e volenti o nolenti, influenzano le nostre decisioni. E noi come utenti e consumatori, ne chiediamo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/05/by-Justin-Mezzell-.gif" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo by Justin Mezzell on Dribbble.com" /></p><p>I big data stanno crescendo sempre più esponenzialmente, sono ovunque e inevitabili, ci circondano e volenti o nolenti, influenzano le nostre decisioni.</p>
<p>E noi come utenti e consumatori, ne chiediamo sempre di più:<mark class='mark mark-yellow'> più dati, più contenuti e più velocità.</mark></p>
<p>Così, immersi in questo flusso e scambio continuo di bite non ci accorgiamo di quanti dati condividiamo, di quanti messaggi scambiamo, di quanti soldi spendiamo, di quante ricerche effettuiamo e di quanta musica ascoltiamo sul web.</p>
<p>Ma cosa accade realmente su Internet in soli 60 secondi?</p>
<p>Una ricerca del sito Excela.com mostra cosa succede sul web in un solo giro di orologio:</p>
<p><img class="alignleft wp-image-24232" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/05/Excelacom_InternetMinute2016ok.png" alt="Excelacom_InternetMinute2016ok" width="450" height="511" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>150 milioni</strong> di email inviate;</li>
<li><strong>701,389 mila</strong> persone effettuano il login su <em>Facebook;</em></li>
<li><strong>2,78 milioni</strong> di video visualizzati su <em>Youtube;</em></li>
<li><strong>2,4 milioni</strong> di ricerche vengono effettuate sul motore di ricerca di <em>Google;</em></li>
<li><strong>38,194</strong> <strong>mila</strong> immagini caricate su <em>Instagram;</em></li>
<li><strong>347,222 mila</strong> tweet condivisi su <em>Twitter;</em></li>
<li><strong>1389 mila</strong> passaggi presi su <em>Uber;</em></li>
<li><strong>20,8 milioni</strong> di messaggi vengono inviati su <em>Whatsapp;</em></li>
<li><strong>203,596 mila</strong> dollari spesi su <em>Amazon;</em></li>
<li><strong>3,052</strong> mila ore di musica ascoltata su <em>Spotify;</em></li>
<li><strong>51 mila</strong> applicazione scaricate dall’<em>Apple Store;</em></li>
<li><strong>120</strong> nuovi account creati su <em>LinkedIn;</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>E questa mole infinita di dati continua a crescere senza arrestarsi.  </mark> Soprattutto vi è stato un notevole incremento rispetto alle vendite di <em>Amazon</em>, il 70% in più; rispetto alla musica caricata su <em>Spotify</em>, il 186% in più; e in merito ai passaggi effettuati con <em>Uber</em>, il 100% in più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.excelacom.com/resources/blog/2016-update-what-happens-in-one-internet-minute">⇒ Continua a legge su Excelacom.com</a></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>COME SI INFORMANO GLI AMERICANI? 6 SU 10 UTILIZZANO I SOCIAL</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 09:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 62% degli Americani tra i 18 e gli over 65– rispetto al 49% del 2012 – si informa sui social media e tra questi il 18% dichiara di farlo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1526" height="962" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/05/Schermata-2016-05-30-alle-10.09.23.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2016-05-30 alle 10.09.23" /></p><p>Il 62% degli Americani tra i 18 e gli over 65– rispetto al 49% del 2012 – si informa sui social media e tra questi il 18% dichiara di farlo spesso.</p>
<p>Sono questi i dati che emergono dall’ultima ricerca condotta dal <strong><em>Pew Research Center</em></strong> in collaborazione con la <strong><em>John and James Knight Foundation</em></strong>, <mark class='mark mark-yellow'>su un campione di 4,654 americani monitorati dal 12 gennaio all’8 febbraio 2016</mark>.</p>
<p>La ricerca è nata con l’intento di rispondere ad alcune specifiche domande:</p>
<ol>
<li>Qual è il social media più usato per informarsi?</li>
<li>Qual è quello che in base al numero di iscritti ha anche la maggior percentuale di utenti che utilizzano la piattaforma per informarsi e per cercare le news?</li>
<li>Qual è la percentuale di persone che si informano sui social network imbattendosi per caso nelle notizie quando stanno facendo altre cose online, rispetto a chi invece quelle notizie le sta proprio cercando?</li>
</ol>
<p>Dai dati raccolti è emerso come il social network più usato per la ricerca di informazioni in rete è <em>Reddit </em>– piattaforma che in Italia non ha ancora un grande successo – con circa il 70% del campione. Al secondo posto, invece, si torva Facebook con il 66%. Seguono <em>Twitter</em> (59%), <em>Tumbler</em> (31%), Instagram (23%), <em>Youtube</em> (21%), <em>Linkedin </em>(19%), <em>Snapchat</em> (17%) e <em>Vine</em> (14%).</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Facebook, invece, è al primo posto per quanto riguarda la percentuale tra gli iscritti, il 67% del campione, e chi utilizza il sito per informarsi, il 44% degli utenti</mark>. All’ultimo posto si trova <em>Youtube</em> in cui, su un 48% di iscritti, solo il 10% utilizza il canale per le news. Twitter, nonostante abbia una bassa percentuale di iscritti (16%), presenta il 9% di utenti che utilizzano la piattaforma per le notizie.</p>
<p>Altro dato molto interessante è la differenza, nei vari social network, tra utenti che fruiscono le news attivamente o passivamente. <mark class='mark mark-yellow'>Su <em>Facebook</em>, <em>Instagram </em>e <em>Youtube</em>, il 60% circa del campione ammette di imbattersi nelle notizie mentre sta facendo altro sul sito</mark>, e solo il il 40%, invece, dichiara di cercare le notizie appositamente. Per quanto riguarda, invece, <em>LinkedIn</em>, <em>Twitter</em> e <em>Reddit</em>, la percentuale è più o meno l’opposto, con un 55% di utenti attivi e un 45% circa di utenti passivi.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.journalism.org/2016/05/26/news-use-across-social-media-platforms-2016/">⇒ Continua a leggere su Journalism.org</a></span></p>
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		<title>Consigli essenziali per uno streaming live su Facebook</title>
		<link>https://www.magzine.it/consigli-essenziali-per-uno-streaming-live-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 10:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[È da qualche mese ormai che Facebook si è lanciato nel mondo del live streaming, consentendo a tutti gli utenti del social network di trasmettere video streaming in diretta. Il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="538" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/05/Facebook-Live.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Facebook-Live" /></p><p>È da qualche mese ormai che <em><strong>Facebook</strong></em> si è lanciato nel mondo del live streaming, consentendo a tutti gli utenti del social network di trasmettere video streaming in diretta. Il servizio ha avuto molto successo, superando anche in popolarità applicazioni come <em>Periscope</em>, che già da alcuni anni, stavano sperimentando la via dei video live.</p>
<p>Ed è così, che vista la sempre più crescente popolarità di <strong><em>Facebook Live</em></strong> (se ne servono politici, testate editoriali e personaggi famosi), <mark class='mark mark-yellow'>è opportuno imparare alcune regole base per andare in onda il più preparati possibile</mark>.</p>
<p>Il sito internet <strong><em>Ninja Marketing</em></strong> ha stilato una classifica di 12 consigli utili per realizzare le dirette live, iniziando banalmente con lo scegliere l’inclinazione, verticale o orizzontatale, in base al contenuto della diretta.<br />
Molto importante è poi servirsi di entrambe le fotocamere, sia quella posteriore che quella anteriore, per poter così mostrare anche più punti di vista.</p>
<p>Altro consiglio utile è di non lasciare niente al caso: molto importante è infatti la <mark class='mark mark-yellow'>pianificazione dell’ora e dei contenuti, decidendo in anticipo cosa fare nella diretta e di cosa parlare</mark>.<br />
Importante è anche avere una mano ferma, evitando eccessivi tremolii.È necessario, inoltre, fare molta attenzione alla qualità dell’audio.</p>
<p>Ed infine è fondamentale assicurarsi di avere una buona connessione in modo da trasmettere i contenuti in alta definizione e senza che la diretta continui a bloccarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://www.ninjamarketing.it/2016/05/19/12-consigli-essenziali-uno-streaming-live-perfetto-facebook/">⇒Continua a leggere su Ninjamarketing.it</a></span></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Cosa sono le &#8220;progressive web apps&#8221; di Google?</title>
		<link>https://www.magzine.it/cosa-sono-le-progressive-web-apps-di-google/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Maffioli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, Google ha lanciato un nuovo prodotto in occasione della conferenza per sviluppatori web, la Google I/O, che si tiene tutti gli anni a San Francisco. Il prodotto si ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="445" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/05/by-Andrew-McKay.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo by Andrew McKay on Dribbble.com" /></p><p>In questi giorni, <em><strong>Google </strong></em>ha lanciato un nuovo prodotto in occasione della conferenza per sviluppatori web, la <em><strong>Google I/O</strong></em>, che si tiene tutti gli anni a <em>San Francisco. </em>Il prodotto si chiama <em><strong>Progressive Web Apps</strong></em>. <mark class='mark mark-yellow'>Questa nuova tecnologia permetterà agli sviluppatori di costruire un sito internet per <em>mobile</em> che funzioni molto più velocemente e si comporti come un’applicazione</mark>.</p>
<p><em>Aaron Gustafson</em>, che lavora nella sezione di sviluppo di nuovi sistemi web per la <em>Microsoft</em>, rivela che le<em><strong> PWB</strong></em> sono una tecnologia che permetterà ad un sito internet per <em>mobile</em> di <mark class='mark mark-yellow'>funzionare molto più similmente ad una app per smartphone e tablet. Allo stesso tempo sarà possibile evitare il download</mark>. In più, sarà possibile inviare notifiche all’utente direttamente sul suo dispositivo quando qualcosa sul sito cambierà e i pagamenti online saranno più facili e immediati.</p>
<p>Molti brand ed editori hanno cominciato ad interrogarsi sull&#8217;utilità delle <strong><em>Progressive Web Apps</em></strong> e su come utilizzarle al meglio, valutando anche i vantaggi per una migliore navigazione web su <em>mobile</em>, ancora troppo lenta e graficamente poco accattivante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://digiday.com/platforms/wtf-progressive-web-apps/">⇒ Continua a leggere su Digiday.com</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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