I robot possono davvero fare il lavoro del giornalista? È quello che si è chiesta l’Associated Press che per quattro anni ha utilizzato l’intelligenza artificiale (AI) allo scopo di aiutare i redattori a trovare più velocemente le notizie.

Lisa Gibbs, che scrive di economia all’interno dell’agenzia americana, ha spiegato che l’esperimento ha consentito di capire come applicare la nuova tecnologia al lavoro giornalistico: l’AI serve ad eliminare il lavoro di routine di analisi dei contenuti multimediali, così da permettere ai giornalisti di concentrarsi esclusivamente sulla parte creativa del loro mestiere.

Il passo successivo per AP ora è creare, entro la fine del prossimo anno, 40 mila storie usando esclusivamente i modelli automatici, in particolare per le notizie economiche e sportive. Inoltre, la redazione sta progettando Verify, strumento per le newsroom basato sul cloud che mira a verificare i contenuti generati dagli utenti. Ora l’Associated Press vuole utilizzare AI per creare storie di economia e sportIl nuovo dispositivo avrebbe, così, il compito di scomporre i fotogrammi video per cercarli su Internet e verificarne un’eventuale precedente pubblicazione.

Però, sull’interazione AI-giornalismo sono ancora necessari miglioramenti sul potenziamento della tecnologia per mezzo di nuove conoscenze che la redazione deve necessariamente acquisire e la ancora troppo ridotta risonanza data al tema dell’intelligenza artificiale, come dimostrato dalla ricerca dell’Istituto Reuters per lo studio del giornalismo (RISJ). Sugli effetti di AI manca ancora un vero dibattitoL’indagine ha, infatti, dimostrato che la copertura mediatica britannica dell’intelligenza artificiale è dominata da prodotti e annunci dell’industria tech, mentre non c’è ancora un dibattito sui potenziali effetti dell’IA.