Poche gocce d’acqua sulla verde Italia. La florida terra non si disseta da mesi e colpisce violenta nel periodo estivo dell’anno. Animali e vegetali chiedono una sola cosa: bere. Già da qualche settimana si pensa a un possibile piano d’emergenza di razionamento dell’acqua in molte regioni del paese. Secondo Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, in alcune zone non è esclusa la chiusura dell’erogazione nelle fasce diurne. Rimane ancora tutto da vedere, anche se la situazione non sta promettendo una ribalta. “Di siccità ce ne sono state tante, ma questa al momento è la peggiore per la combinazione di caldo e di secco”. Luca Mercalli, meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico racconta che, nella storia climatica del nostro paese, non c’erano mai state temperature così alte insieme a una siccità così lunga.

Per il meteorologo Luca Mercalli, “di siccità ce ne sono state tante, ma questa al momento è la peggiore per la combinazione di caldo e di secco”.

Una fatale combinazione di caldo e asciutto, resa più intensa dai cambiamenti climatici dovuti all’attività umana. È vero che i fenomeni anomali ci sono sempre stati, tuttavia Mercalli spiega che questi peggiorano con il riscaldamento globale: “Sono eventi che si sovrappongono”. In passato, infatti, c’erano stati in Italia episodi di siccità gravi, ma o erano avvenute nel periodo invernale oppure con temperature più basse.

“Il razionamento dell’acqua è indispensabile. Quando questa manca non ci sono altre scelte. L’acqua o c’è o non c’è”. Luca Mercalli parla dell’unica soluzione possibile: razionare e di far durare le nostre riserve almeno fino ai primi di settembre. “Esiste una gerarchia nei razionamenti. L’acqua da bere, ovviamente, è l’ultima che verrà tolta e speriamo di non arrivare a tanto. Prima bisognerà togliere l’acqua dedicata agli usi industriali, poi agli usi energetici e infine a quelli agricoli”. Cercare qualcosa che possa fare a meno dell’acqua, però, non è facile. L’uso che si privilegia preservare è quello potabile.

Altra grave problematica è la cattiva condizione degli acquedotti italiani. “Quante volte abbiamo ripetuto di riparare? Sono vent’anni che diciamo che la rete degli acquedotti italiani sono un colabrodo e che bisogna ripararli. Poi piove due giorni e si dimentica tutto”. Per Mercalli è chiaro che i problemi sull’acqua non si possono risolvere quando siamo nell’emergenza. “Sono progetti politici che dovrebbero avere decenni di investimenti. Non si riparano gli acquedotti in un mese, non si costruiscono canali o dighe in un mese. Quando si è in emergenza, ciò che possiamo fare è solo razionare”.

Anche se qualche ora piove, non facciamoci ingannare. Mercalli spiega che altro non è che un “sollievo locale”. “Qualche temporale può aiutare a livello locale, ma per arrivare al termine della siccità avremmo bisogno di una settimana di pioggia continua su tutto il Nord Italia, che al momento non è prevista. Dalle simulazioni Dalle simulazioni più affidabili che abbiamo, per il momento non vediamo un termine”. La siccità per ora va avanti, sicuramente fin quando le previsioni meteo consentono di vedere, cioè circa per altri dieci giorni. Nel frattempo, razionare è l’unica azione che possiamo fare, se vogliamo aiutare la nostra terra e il nostro benessere come cittadino e individuo. “Dobbiamo prepararci ad usare l’acqua con grande parsimonia. L’agricoltura ne ha bisogno”.