Prima giornata mondiale della salute, la Giornata mondiale per la lotta contro Aids è oggi una delle principali ricorrenze per sensibilizzare la popolazione sulla cura della malattia Hiv e anche per diffondere solidarietà verso coloro che ne sono affetti.Secondo dati Oms, 36,9 milioni di persone nel mondo convivono con la sindrome da immunodeficienza acquisita, e di queste oltre 35 milioni sono morte a causa di questa malattia del sangue. Si tratta infatti di una delle pandemie più distruttive della storia.Nonostante i progressi scientifici per il trattamento e le leggi di protezione per le persone affette dalla sindrome, il numero delle persone che contraggono l’HIV non diminuisce. Secondo un rapporto di Unaids l’accesso alla cure è aumentato e le terapie riducono la possibilità di trasmissione di circa il 97%, soprattutto dalle madri ai bambini. Ma non è abbastanza.

Secondo molti attivisti,l’unica profilassi efficiente sarebbe un ritorno ad una chiara campagna di sensibilizzazione sul tema da parte delle istituzioni. Se infatti la comunità scientifica è in attesa da almeno 32 anni di un vaccino, le associazioni di tutto il mondo non hanno smesso di sensibilizzare sulle modalità di trasmissione del virus dell’Hiv e sull’importante uso del preservativo come strumento di prevenzione. Non è quindi pensabile che l’agenda politica releghi l’attenzione a questo tema solamente un giorno all’anno, perché le infezioni continuano ad avvenire ogni giorno. Ma la percezione del pericolo, tra la più ampia popolazione, resta bassa.

Magzine, nella giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, ha interpellato le associazioni The Bridge, Lila, Milano checkpoint per sapere come affrontano questa realtà e come assistono chi è affetto dalla malattia. E, poiché è importante non ricordarsi di tutto questo una sola volta l’anno,abbiamo ripercorso quasi un secolo di storia, attraverso le industrie mondiale della moda e dello spettacolo che sono state pioniere nella consapevolezza sul fenomeno e nella lotta verso lo stigma sociale.