Sette di sera di un giovedì, via Oxilia, zona Nolo, a nord di Loreto. Un considerevole numero di persone, che potrebbe aggirarsi intorno alle due centinaia, occupa il cortile di una chiesa, ma il motivo non è confessionale né religioso. Il cinema Beltrade, ex sala parrocchiale, programma The Irishman, l’ultimo grande film di Martin Scorsese. Una produzione Netflix, la cui destinazione naturale è la fruizione sulla piattaforma streaming. I grandi esercenti hanno deciso di rifiutare la programmazione di tutti quei film che non sono stati pensati e realizzati, in maniera originale, per la visione in sala.

E perciò i piccoli cinema, le piccole realtà ne approfittano, attirando così non soltanto l’interesse dei fedelissimi, ma anche del grande pubblico, abituato di solito alla spersonalizzazione e alla meccanica freddezza delle catene di multisala. “Non facciamo distinzione tra case di distribuzione – dichiara Monica Naldi, una delle socie di Barz and Hippo, società nata come organizzatrice di eventi e rassegne estive, che ha preso in gestione il cinema – perché vogliamo rispondere ai gusti dei nostri affezionati, che sanno di poter trovare in ogni caso proposte di qualità. Non importa che un film sia di Netflix oppure no, così come non siamo interessati ai film esclusivamente commerciali. Se grosse case di distribuzione come la 01 o Lucky Red volessero darci i loro film dal primo giorno di uscita, noi li proietteremmo, sempre nel caso in cui dovessero rientrare nel nostro criterio di selezione”.

Quello del Beltrade è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica, che coincide con la sicurezza dello spettatore di poter scegliere all’interno di una ricetta cinefila alternativa, in grado di ottenere successo proprio perché estranea alle logiche di mercato. “La nostra è una monosala, ma nello stesso giorno proiettiamo più film, cambiando gli orari più volte durante la settimana. In questa maniera, chiunque può approfittare del momento migliore a disposizione per recuperare quello che gli interessa”. Sembra che il pubblico si sia fidelizzato in maniera tale da rispondere positivamente anche a proposte particolari, come le maratone notturne dedicate a un singolo regista. “Ci è sembrata un’idea originale e divertente, e ci sono spettatori che si fermano per assistere a più proiezioni, una subito dopo l’altra. Abbiamo fatto maratone per i film di Jim Jarmusch, Xavier Dolan e Quentin Tarantin, oltre a quella che chiudeva la stagione in estate con la riprogrammazione dei lavori più amati. L’appassionato ama sfidare il proprio amore per un autore e la propria resistenza”.

Il Beltrade ha senz’altro contribuito alla riqualificazione di un quartiere che in passato era noto soprattutto per i fatti di cronaca. “In parte ne siamo responsabili, ma non vogliamo essere minimamente coinvolti in un discorso di gentrificazione. Nolo è cambiata per la vita notturna, perché hanno aperto nuovi locali e perché è una zona di Milano che è stata resa molto vivace da chi ci abita. Noi non abbiamo fatto altro che credere nel valore di una sala cinematografica”.