In sei mesi, Vice è riuscito a tagliare del 50% il tempo di caricamento delle pagine del suo sito e dell’80% quello degli annunci pubblicitari. Gli editori monitorano costantemente il livello di fruibilità delle pagine dei loro siti, per non perdere utenti a causa di un’attesa troppo lunga.

In due anni Vice ha creato una squadra di ben 50 ingegneri per sviluppare programmi che velocizzino la visualizzazione dei contenuti online, combattendo la proliferazione di tag che rallentano il sito.

Il vicepresidente del gruppo, Drake Martinet, ha detto che “ottimizzare la velocità può sembrare da nerd, ma invece è un’arma segreta da tenere a portata di mano”. Sono molti gli editori che ancora oggi non dispongono di un supporto tecnologico efficace per individuare e bloccare le pagine pubblicitarie che rallentano la consultazione.

Il test di velocità del sito svolto attraverso Pingdom ha assegnato una “B” all’Url della testata,  lo stesso voto dato al New York Times.

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