Giocattoli, confezioni degli snack, sacchetti di patatine e custodie per cd: tutto questo, un giorno, diventerà combustile pulito. Ad annunciarlo sono i ricercatori americani della Purdue University, che hanno creato una tecnica per trasformare il polipropilene – un materiale plastico – in un carburante simile alla benzina, in grado di alimentare i veicoli a motore.

Per farlo hanno utilizzato acqua allo stato supercritico, ossia con caratteristiche liquide e gassose, ottenute con la variazione controllata di pressione (qui 2300 volte superiore a quella atmosferica sul livello del mare) e temperatura (tra i 380 e i 500 gradi).

Lo studio – pubblicato sul sito della rivista scientifica Sustainabile Chemistry and Engineering – è stato coordinato da Linda Wang, che ha sottolineato come l’invenzione porterà all’aumento dei “profitti dell’industria del riciclaggio” e alla diminuzione della quantità di “rifiuti plastici a livello mondiale”. Come darle torto: il polipropilene rappresenta il 23% dei cinque miliardi di tonnellate di plastica buttati nelle discariche e nell’ambiente negli ultimi cinquant’anni.

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