L’aggravarsi della pandemia di COVID-19 ha innescato in tempi diversi reazioni differenti in Europa. Eppure un tentativo di gestione maggiormente coordinata dell’emergenza è già in atto grazie all’ECDC, l’European Centre for Disease Prevention and Control, con sede a Stoccolma. Abbiamo parlato con l’ufficio stampa del centro per capirne il funzionamento. Al momento, però, non abbiamo ricevuto una risposta chiara in merito al coordinamento della ricerca del vaccino da parte dei diversi laboratori o un giudizio sulle diverse misure adottate dagli Stati europei .

Quali sono gli obiettivi del centro?

L’ECDC è un’agenzia dell’Unione Europea finalizzata al rafforzamento delle difese dell’Europa contro le malattie infettive. Le sue funzioni principali coprono un ampio spettro di attività: sorveglianza, dati epidemiologici, possibili provvedimenti, informazione scientifica, tipizzazione microbiologica, preparazione, formazione sulla salute pubblica, relazioni internazionali, comunicazione sanitaria e il giornale scientifico Eurosurveillance. I programmi dell’ECDC correlati alle patologie comprendono resistenza antimicrobica e infezioni ospedaliere; malattie emergenti e trasmesse da vettori; malattie trasmesse da cibo e acqua e zoonosi; HIV; infezioni trasmesse sessualmente ed epatiti virali; influenza e altri virus respiratori; tubercolosi e malattie prevenibili con vaccini.

Durante l’attuale pandemia di COVID-19, ECDC sta monitorando questo evento attraverso un’analisi epidemiologica globale e la raccolta di informazioni complete sui casi segnalati nei vari paesi europei. Ogni giorno l’ECDC raccoglie dati sul numero di casi e di morti da COVID-19 nel mondo e li pubblica sul proprio sito. I rapporti includono anche curve epidemiologiche, mappe e tabelle aggiornate e pubblicate quotidianamente sul sito dell’ECDC.

Quali sono i collegamenti istituzionali con gli altri paesi dell’Unione Europea? Questa copertura è estesa a tutti gli stati membri?

ECDC fornisce regolari risk assessment (l’ultimo è stato pubblicato il 25 marzo 2020), documenti tecnici e guide in supporto agli stati membri dell’Unione e alla Commissione Europea nelle loro attività di risposta. La Commissione Europea ha finanziato attraverso il programma di ricerca e innovazione dell’Unione un numero di progetti (per un totale di 45 milioni di euro) in risposta all’epidemia di COVID-19. Un’azione svolta con il sostegno dell’ECDC per mezzo di importanti programmi che assicurano sinergismo e coordinamento.

Tutti gli stati europei (inclusi quelli membri del mercato unico, ma non dell’Unione) dovrebbero aver attivato i rispettivi piani di intervento contro la pandemia per attuare la migliore risposta possibile a questa nuova minaccia. Su questo fronte l’ECDC è impegnata quale collegamento tra l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e gli stati membri per il monitoraggio del fenomeno e l’aiuto per l’implementazione delle varie misure di salute pubblica.

Come funziona la condivisione delle informazioni tra i laboratori?

Per quanto riguarda la situazione dei laboratori, ECDC sta monitorando la loro capacità in tutti i paesi europei dall’inizio dell’epidemia. Nonostante l’esistenza di un’importante rete di laboratori ben equipaggiati, in base all’ultima indagine effettuata a marzo molti centri di ricerca hanno segnalato carenze di kit per i test, reagenti, dispositivi di protezione individuale e personale in risposta all’enorme richiesta. Una recente indagine dell’ECDC ha rivelato però che una rete di laboratori europei specializzati ha aumentato rapidamente e con una buona copertura geografica il numero di diagnosi molecolari

A proposito della prevenzione, il centro fornisce delle linee guida che devono essere adottate dagli stati membri dell’Unione Europea? Ci sono dei limiti a riguardo?

L’epidemia di COVID-19 si è sviluppata drammaticamente e rapidamente fin da gennaio. A quel punto, le nostre analisi indicarono che la prevenzione e il controllo del COVID-19 erano fattibili e infatti molti casi sono stati identificati al loro esordio e i meccanismi di trasmissione bloccati. Tuttavia il virus si è mosso velocemente ed allora molti paesi europei sono passati verso uno scenario di trasmissione comunitaria sostenuta da un largo numero di casi infetti. Questa rapida escalation di casi in paesi come l’Italia e la Spagna ha generato un’enorme pressione sul sistema sanitario e questa è stata una sfida maggiore per i servizi locali. Tutti i paesi dell’Unione Europea hanno risposto alla situazione attraverso l’implementazione di un pacchetto completo di misure tra cui sorveglianza, test diagnostici, gestione dei casi infetti e strategie per mitigare l’impatto della pandemia come misure di distanza sociale. La situazione continua ad evolvere, tanti aspetti sono ancora sconosciuti e i paesi stanno lavorando duramente per adattare la loro risposta ad una situazione in costante cambiamento.

Qual è il rapporto tra l’ ECDC e le altre organizzazioni sanitarie internazionali, come l’OMS?

L’OMS è uno dei più importanti partner tecnici dell’ECDC. I nostri esperti contribuiscono regolarmente ai lavori dell’OMS sulle malattie infettive e al programma GOARN (Global Outbreak Alert and Response Network). In particolare l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS ha incarichi e responsabilità che si interconnettono con quelli dell’ECDC. Di conseguenza il centro si impegna nella coordinazione del lavoro per usare efficacemente le risorse limitate ed evitare la duplicazione degli sforzi. Dal 2008 l’ECDC e l’Ufficio europeo dell’OMS hanno prodotto rapporti congiunti di sorveglianza su HIV/AIDS e tubercolosi nell’Unione Europea e nel più ampio vicinato europeo (l’ufficio europeo dell’OMS copre 53 paesi).

La collaborazione con la sezione europea dell’OMS è stata rinforzata nel 2011 attraverso il rinnovo di accordi amministrativi stabilendo una struttura per la cooperazione tecnica, attività congiunte e coordinamento e la creazione di un Gruppo Congiunto di Coordinamento. Inoltre nel 2018 sono stati decisi i principi generali di collaborazione tra i due istituti. Il documento sottolinea le strategie di collaborazione presente e futura tra l’Ufficio Regionale e l’ECDC con lo scopo di produrre linee guide operative per lo sviluppo di azioni congiunte e collaborative nelle aree definite dall’accordo amministrativo bilaterale.

Come funziona il processo di analisi e intervento in caso di rischio epidemiologico?

Le possibilità di sviluppo e di impatto si basano sia sulla natura dell’agente infettivo che sulle caratteristiche dell’evento scatenante

Il documento sviluppa una metodologia di assunzione rapida di risk assessment nelle fasi iniziali di un evento o incidente potenzialmente pericoloso per la salute pubblica. Esso descrive uno strumento operativo per facilitare rapide valutazioni di rischio a livello europeo sui casi di malattie trasmissibili.

Questo strumento comprende tabelle informative e algoritmi di classificazione per dare una stima del rischio potenziale. Il pericolo da malattie trasmissibili per una popolazione dipende dalla probabilità di trasmissione e dall’impatto della malattia. Le possibilità di sviluppo e di impatto si basano sia sulla natura dell’agente infettivo che sulle caratteristiche dell’evento scatenante. Questa può essere ulteriormente influenzata dal contesto o dall’estensione dell’ambiente dove si verifica il fatto, includendo interessi (politici, pubblici e mediatici), percezione della minaccia e accettazione del rischio, che possono variare tra Paesi e culture diverse.