Per riunire tante persone servono un ampio spazio e un format che renda piacevole alla gente trascorrere anche la giornata più uggiosa. Milano è ricca di posti come questo. Ne abbiamo visitato uno: l’East Market di Via Mecenate 84. «Il nome nasce dal fatto che abbiamo individuato, come luogo per poter far partire questo progetto, proprio la zona Est di Milano, ricca di aree post-industriali», spiega Gianluca Iovine, cofondatore, insieme a Linda Ovadia, dell’East Market.Nato nel 2014, si tratta di un progetto che si ispira ai mercati dell’East London: qui infatti è possibile esporre, comprare e scambiare oggetti di ogni tipo, intercettando i gusti di un pubblico molto ampio. Il mercatino viene organizzato tutte le penultime domeniche del mese, ma è solo dal 2018 che l’East market si è trasferito dalla storica venue di via Lambrate all’attuale location.

Entrando nel complesso, ex sede di una fabbrica aeronautica, ci si trova all’interno di spazi pieni di numerose bancarelle. Gli articoli esposti sono svariati: capi di abbigliamento, scarpe e borse, CD e vinili, vecchie stampe e poster, suppellettili, artigianato.  I visitatori girano tra gli espositori con lo sguardo incuriosito. Talvolta danno solo una semplice occhiata e proseguono. In certi casi si fermano per più tempo, osservando e toccando l’oggetto d’interesse. Magari scambiano qualche parola con i rivenditori, discutendo del prezzo e confrontandosi su una passione comune.L’atmosfera che si respira non è quella di un semplice mercato del vintage, ma di  un luogo dove rilassarsi e trascorrere la giornata. Da qui l’idea di affiancare alle bancarelle degli stand di cibo da strada. «L’idea nasce osservando cosa accade a New York: Brooklyn è ricco di questi mercatini di street food – dice Gianluca Iovine – ed è per questo che il nostro mercatino è diventato unico».

L’edizione di febbraio, però, è stata sottotono. Domenica 23 febbraio nel Nord Italia è scoppiata l’epidemia di coronavirus. Troppo tardi per annullare tutto, l’evento si è svolto comunque ma in un clima diverso.«Di solito a ogni East market abbiamo circa 20mila persone – prosegue Iovine – ma domenica 23 febbraio, purtroppo, è venuta poca gente: abbiamo registrato meno di 5mila presenze». Eppure tra le bancarelle e gli stand dello street food le persone si muovevano con una certa normalità, quasi dimenticando per un istante la criticità della situazione in Lombardia e a Milano. La speranza è che le prossime edizioni possano svolgersi in un’atmosfera più serena e rilassata.