Le vittime dell’incidente  sono Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio e Ida Maddalena Milanesi, 61enne originaria di Caravaggio, dirigente medico dello staff di radioterapia dell’istituto Neurologico Besta di Milano.

Pietro, il padre di Giuseppina Pirri, ha raccontato fuori dall’obitorio civico di Milano l’ultima telefonata con la figlia, morta nell’incidente. “Mia figlia era al telefono con mia moglie e le ha detto che il treno era deragliato. Mia moglie le ha detto “scappa”, ma poi c’è stato solo il silenzio.”

Pierangela Tadini, tra le vittime dell’incidente, era in viaggio con sua figlia questa mattina. La ragazza, di 18 anni, è stata trasportata in ospedale. “Lucrezia ha preso una botta forte. Ancora non sono riuscita a parlarle, è un vero dramma, cercate di capire”, si è limitata a dire ai giornalisti una parente.

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Maurizio Lanzani, testimone oculare del deragliamento del treno diretto a Milano, ha descritto l’accaduto: “Ci sembrava che ci fossero dei sassi sotto il treno e poi il convoglio si è fermato. Ci hanno fatto scendere e i soccorsi sono arrivati mezz’ora dopo”. Il treno regionale Trenord 10452, partito da Cremona e diretto a Porta Garibaldi, con a bordo circa 350 persone, è deragliato stamattina alle porte di Milano, all’altezza di Seggiano di Pioltello.  Il bilancio attuale è di 3 morti e 46 feriti, di cui 5 in codice rosso.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti della polizia giudiziaria, basate sulle testimonianze dei passeggeri, le avvisaglie del deragliamento si sarebbero verificate già un chilometro prima che avvenisse l’incidente. Prima di deragliare, il convoglio avrebbe cominciato a tremare bruscamente. Sul luogo dell’incidente sono ancora presenti il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, a capo del pool dei magistrati del dipartimento “salute e lavoro” della Procura di Milano, insieme al pm Leonardo Lesti e Maura Ripamonti, che stanno verificando le cause dell’incidente e hanno rinvenuto un pezzo di metallo di 23 centimetri che si è staccato dalla rotaia. La scatola nera del treno è stata sequestrata. Per svolgere tutti gli accertamenti necessari nell’inchiesta sull’incidente, gli inquirenti, nelle prossime ore, iscriveranno i responsabili legali e della sicurezza di Rfi nel registro degli indagati. Non è escluso che siano necessarie anche altre iscrizioni tecniche, come quelle di alcuni responsabili di Trenord. Al momento, il fascicolo è a carico di ignoti per disastro ferroviario colposo.

“Il punto del deragliamento è avvenuto a circa 2,3 chilometri dal luogo dell’incidente. È avvenuto il cedimento infrastrutturale di una rotaia” riferisce Vincenzo Macello, direttore produzione territoriale Rfi Lombardia, ma sembrerebbe prematuro stabilire se questo cedimento possa essere stata la causa o l’effetto dell’interazione ruota-rotaia.

“Sono stata davvero fortunata, mi sento miracolata – racconta Marcella, impiegata di 45 anni –. Viaggiavo sull’unica carrozza che non ha avuto feriti. Il treno viaggiava in orario e improvvisamente ho sentito un grande botto, sono stata scagliata addosso alle persone che erano vicino a me sui sedili e, mentre il treno sembrava frenare, tutto intorno dei sassi spaccavano i finestrini e entravano nella carrozza. Non credevamo che fosse così grave, ma quando siamo usciti abbiamo cominciato a vedere feriti ovunque che urlavano”.

⇒ Video su YouTube. Le preoccupazioni dei pendolari di TreNord – di Arcuri, Moro, Semilia 

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“Sono stata davvero fortunata, mi sento miracolata – racconta Marcella, impiegata di 45 anni –. Ho sentito un grande botto, sono stata scagliata addosso alle persone che erano vicino a me sui sedili. Quando siamo usciti abbiamo cominciato a vedere feriti ovunque che urlavano”. 

Il treno viaggiava a circa 140 chilometri orari e non era previsto che si fermasse a Pioltello.  “Rfi ha dichiarato di aver controllato tutti i sistemi di scambio e tutti i sistemi tecnologici, che a quanto risulta hanno funzionato correttamente – così Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale –. Sempre Rfi dichiara che è stato riscontrato un problema strutturale. Quindi gli scambi hanno funzionato ma c’è stato un cedimento strutturale a circa due chilometri dal deragliamento. Quindi, se un binario ha ceduto questo spiegherebbe perché i passeggeri hanno sentito un tremolio.”

“Quando ho sentito che il treno vibrava tanto ho subito azionato il freno, ma era troppo tardi. Era già fuori dai binari” racconta il macchinista che guidava il treno. Questo episodio è avvenuto a poco più di 6 mesi da un altro deragliamento. Lo scorso 23 luglio, un treno era parzialmente uscito dai binari proprio a Pioltello, senza però provocare feriti tra i passeggeri.

 

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