Cristiano è più vicino ai trenta che ai venti ma ancora non se ne è reso completamente conto, ascolta musicisti islandesi che hanno un nome più simile a un codice fiscale su Spotify e legge i giornali stranieri più di quelli italiani.È un tipico figlio dei suoi tempi e, in quanto tale, ha pure una discreta famigliarità con Tinder: un app d’incontri che deve il suo nome alla Tindaride, per gli amici Elena di Troia. Non ci vuole un genio per capire che un’applicazione che decide di chiamarsi come una figlia di Troia (la città) non nasce primariamente per far fiorire caste amicizie.

Cristiano però è un ragazzo sensibile e, prendendo spunto da un articolo del The Telegraph, ha pensato che Tinder potesse avere una ragione di esistere anche nei giorni dell’ “io resto a casa”.L’app che serve a far incontrare persone, ha ragionato il nostro, può tornare utile per tenersi compagnia nei giorni in cui si sperimenta giocoforza una nuova forma di solitudine, mediata solo dai rapporti a distanza. Le ultime settimane di quarantena ci hanno ormai abituati a comunicare con chi amiamo tramite messaggini e videochat quindi perché non usare gli stessi strumenti anche per creare nuovi rapporti?

Da questa semplice intuizione è partito l’esperimento di Cristiano, che ha prima di tutto creato un nuovo account da zero, scrivendo nella bio solo un sobrio “facciamoci compagnia in tempi di Coronavirus”. Sembrava un invito banale destinato a cadere nel vuoto invece sorprendentemente è stato raccolto quasi subito da tante.

In poche settimane, una manciata di cuori mai così solitari ha già ricambiato l’interesse del nostro eroe e quasi nessuna compatibilità sembra interessata primariamente al sesso: nella maggior parte dei casi, le persone che iniziano una chat vogliono solo parlare di come si sentono, nella speranza di scoprire che quello che provano sia assolutamente normale e comune anche ad altri.

Molte ragazze ripetono una stessa parola, che tanto sembra spaventarle: “noia”. Nel 1960, Moravia scriveva: “Il sentimento della noia nasce in me da quello dell’assurdità di una realtà insufficiente, incapace di persuadermi della propria effettiva esistenza”. Oggi, in un periodo tanto assurdo da sembrare quasi sospeso nel tempo, questa definizione dell’annoiamento appare molto attuale.Paradossalmente però, la comunicazione iniziata attraverso le dating app può aiutare nel superamento di una tale situazione di stasi. Lo dimostrano le tante piccole storie raccolte da Cristiano in questi giorni: ognuna sembra un’istantanea, una polaroid in grado di fotografare un momento che resterà nei libri pur senza poter generare un ricordo collettivo, perché l’esperienza di ognuno nella sua solitudine rimarrà personale e unica.

Cristiano ha incontrato persone come Alejandra, una ragazza di origini peruviane che sta sfruttando la quarantena per iniziare a suonare la chitarra. Su Tinder, lei non ha trovato l’amore ma un tutor che le dia una mano con gli accordi. Cristiano, che quando tutto questo finirà inizierà il suo percorso di studi al conservatorio, si è infatti divertito a mettersi per una volta nei panni del maestro, improvvisando una video-lezione. Alla fine, si è  trovato a insegnare i tre accordi di Fine Line, il nuovo singolo dell’ex One Direction Harry Styles, dal balcone di casa e ha scoperto che la canzone non gli dispiace, anche se non lo ammetterà mai.

La comunicazione iniziata attraverso le dating app può aiutare a superare questa situazione di stasi. Cristiano l’ha usata e ha raccolto una serie di storie di piccola solitudine

Con Cindy, una ragazza cresciuta a qualche isolato da dove abita lui, da giorni fa le tre di notte e non sa neanche lui bene come questo succeda. I due fanno lunghe videochiamate in cui parlano di tutto davanti a una tazza di tè, che preparano prima assieme, mentre si guardano dalla telecamerina dei loro smartphone. Cristiano dice che tra loro si è creata una strana intimità ma gli va bene così

Vittovia si fa chiamare così perché ormai, anche quando scrive, non riesce a rinunciare alla sua erre moscia. Studia architettura e, per fare bella figura con lei, Cristiano da una settimana cerca le più celebri archistar su Google. L’altro ieri, le ha detto che il suo preferito tra gli architetti viventi era Vittorio Gregotti. Lei ha apprezzato, anche se ha detto che Gregotti aveva un modo di pensare un po’ all’antica. Giusto qualche ora dopo questo dialogo, Gregotti è morto. Una sfilza di cantanti, attori e sportivi ha già comunicato di non essere interessata a essere inclusa tra nella lista preferiti di Cristiano, non sia mai porti sfiga.

L’incontro virtuale più inaspettato è stato però quello che Cristiano ha avuto con Mirela, la ragazza che mai si sarebbe aspettato di trovare su Tinder e che da anni chiede alla sua amica Lucilla di presentargli. Qualche ora fa, lei ha ricambiato il suo like e Cristiano ha già scritto sei possibili risposte diverse al suo “ciao caro”. Quando tutto sarà finito, magari prenderanno finalmente un caffè assieme:l’amore ai tempi del Coronavirus è fatto di attese ma sopravvive sempre, nonostante tutto.