“Inchieste”

Polveriera Italia


L’esplosione avvenuta il 4 novembre all’Eureco di Paderno Dugnano, nell’hinterland milanese, ha aperto scenari inquietanti. L’azienda chimica per lo smaltimento rifiuti non era catalogata come “impianto a rischio di incidente rilevante” dal ministero dell’Ambiente.

L'alba dei Nuovi Mattini


Quanti sanno che c'è stato anche il Sessantotto degli alpinisti? Vide la luce con sei anni di ritardo rispetto alla contestazione studentesca e prese il nome di Nuovo mattino, dal titolo di un articolo di Gian Piero Motti, che aveva pubblicato nel 1972 sulla Rivista della Montagna e che nello stesso anno aveva aperto, con Manera e Morello, la via Tempi moderni sulle pareti del Caporal. L'articolo e la via segnarono l'inizio di una stagione che si caratterizzava per la scoperta della libertà e il gusto della trasgressione, contro la tradizionale cultura alpinistica della vetta, dei rifugi, dello zaino, degli scarponi, dei chiodi e del casco, del Cai, delle guide. C'era l'idea che l'arrampicata potesse essere tutt'uno con la vita e che gli ideali, le tensioni, i fermenti, le mode su cui si aprivano gli anni settanta potessero rispecchiarsi nel modo di arrampicare, nell'abbigliamento leggero e nella ricerca del rischio.

Piani di fuga. Cooperative dietro le sbarre


In carcere si lavora: da soli, in gruppo, per convée oppure con una cooperativa. Sotto la direzione di Luigi Pagano, il carcere milanese di San Vittore ha aperto le porte a nuovi partner esterni. Outsider fornisce telelavoro alla Rai, Ecolab produce manufatti di pelle e cuce jeans per Armani, Alice prepara i costumi del Piccolo Tearto. Ecco cosa si produce dietro le sbarre.

Peppino Impastato | Il prezzo della verità


Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. Ancora ragazzo rompe con il padre Luigi, che lo caccia di casa, e avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al Psiup. Dal 1968 partecipa alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

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Walter Tobagi | Il prezzo della verità


Il 28 maggio 1980 veniva ucciso Walter Tobagi. Aveva appena 33 anni e lavorava al Corriere della Sera, dove si occupava di tre argomenti che scottano: politica, sindacato e terrorismo. Il terzo gli è costato la vita: troppo precisi i suoi articoli. La sua carriera di giornalista era cominciata al ginnasio, come redattore de La Zanzara, il giornale del Liceo Parini di Milano divenuto celebre per la pubblicazione di un articolo sulla sessualità degli studenti.

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Il tempo scandito dal rito


«Carcere viene dall’aramaico “carcar”, che significa tumulare. Poi la puoi chiamare casa circondariale, ma io il cimitero non lo chiamo casa». Don Pietro Raimondi, cappellano carcerario dell’Istituto di Custodia Cautelare di San Vittore, descrive così lo stato dei carcerati, ridotti a vivere giornate vuote, immobili, quasi prive d’attività.

Il sole a scacchi, per vocazione


«Non siamo qui per battezzare la gente con la canna dell’acqua!» esordisce don Pietro Raimondi, cappellano carcerario dell’Istituto di Custodia Cautelare di San Vittore, Milano. «Il carcere – continua – non è una tonnara, non stiamo qui per pescare nuovi fedeli, non facciamo proselitismo; la Chiesa deve stare dove gli uomini soffrono, noi stiamo qui».

Aziende a rischio e difetti normativi


L’esplosione nell’azienda chimica di Paderno Dugnano, avvenuta lo scorso 4 novembre, ha generato numerosi interrogativi sulla sicurezza degli impianti che trattano materiale pericoloso. La ditta Eureco, infatti, non era stata catalogata dal ministero dell’Ambiente nella lista dei 1.104 siti “a rischio di incidente rilevante” presenti in Italia.

L'impotente lotta dei sindacalisti


«Le aziende fanno salti mortali per evitare trasparenza». Giovanni Cippo, sindacalista del settore chimico della Confederazione unitaria di base (Cub), si batte per far sì che gli operai di ditte dove si trattano sostanze pericolose non ci rimettano in salute.

«Dopo l'incidente la mia pelle colava»


Vincenzo Lombardo lavorava come carrellista presso un’azienda chimica di Vigevano. Il 6 settembre del 1990 alle 14.15 un incendio gli ha sconvolto la vita: dopo un’esplosione è rimasto sfigurato e ha riportato ferite profonde a mani e braccia. L’uomo lavora ancora presso la ditta, ma come centralinista. Il passato non può dimenticarlo: l’incidente ha lasciato una traccia indelebile.


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In memoria di Gilles Jacquier - Al Premio Ilaria Alpi il reporter di France 2 ci aveva raccontato del lavoro dietro Tunisie, la révolution en marche, vincitore del riconoscimento per il miglior reportage internazionale.