“Intervista”

L'impegno civile del fotoreporter


Un piccolo uomo con una macchina fotografica al collo: si descrive così Livio Senigalliesi, fotoreporter italiano tra i più grandi, che con la sua reflex ha documentato la caduta del muro di Berlino, il conflitto nella ex Jugoslavia, il genocidio in Ruanda, la condizione dei rifugiati e molte altre realtà di guerra e di violazione dei diritti umani.

Guido Piccarolo, da Winnie the Pooh ai reduci di guerra


Sorge a Long Beach, sulla soleggiata costa californiana, la “Los Angeles habilitation house”, un’opera non profit nata per creare e gestire opportunità di lavoro per disabili e ragazzi reduci dalla guerra, da formare nel settore delle pulizie.

Sandro Ruotolo e l'importanza di dirsi indignati


Quando si pensa alla carriera di un giornalista come Sandro Ruotolo, inviato speciale e ora vicedirettore di Servizio Pubblico la prima parola che viene in mente è “fedeltà”. Fedeltà al pubblico; fedeltà a un certo modo di fare la professione; fedeltà a una persona, Michele Santoro, con cui ha iniziato a lavorare nel 1988 in Samarcanda e che ha seguito sino ad ora, lasciando la Rai per l’ultima avventura televisiva, che definisce «un’esperienza straordinaria».

L'anarchia verde di John Zerzan


«Se mai avremo un futuro, sarà primitivo». John Zerzan, filosofo statunitense propugnatore dell’anarcoprimitivismo o, come preferisce definirlo lui, “anarchia verde”, sogna un mondo preagricolo e nomade, immunizzato dai due agenti patogeni che nei millenni sono stati fonti di guerra, divisione del lavoro, gerarchie, schiavitù e alienazione: l’addomesticazione e la civilizzazione. Ma Zerzan è sotto le luci della ribalta soprattutto perché considerato da molti l’ideologo del Black Bloc.

Chappatte, le vignette hanno potere


A volte disegnatore chiuso nel suo atelier, altre giornalista tradizionale in viaggio alla ricerca di testimonianze ed emozioni da illustrare. Perché secondo Patrick Chappatte il disegno può aiutare a raccontare, comprendere e cambiare il mondo.

Con gli occhi degli altri


Tanti viaggi controcorrente per andare a conoscere da vicino la gente che, anche a rischio della vita, decide di scappare dal proprio Paese per cercare un’esistenza migliore. Poi una telecamera, la passione per le immagini e una grande curiosità culturale. Andrea Segre, 35 anni, sociologo e regista con i documentari A sud di Lampedusa, Come un uomo sulla terra, Magari le cose cambiano, Il sangue verde ha raccontato i problemi degli immigrati e la contaminazione culturale tra tradizioni diverse. A settembre, Segre ha portato alle Giornate degli autori dell’ultima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia il suo primo lungometraggio, Io sono Li. Il film, ambientato a Chioggia, in provincia di Venezia, racconta il particolare rapporto tra un’immigrata cinese e un anziano pescatore originario di Pola.

Harry Wu, una vita per i diritti umani


Harry Wu ha 75 anni e per diciannove è stato detenuto nei Laogai, i campi di lavoro della Repubblica popolare cinese.


Intervista - Livio Senigalliesi, fotogiornalista, ha iniziato la sua caccia alla storia nelle strade di Milano. Con la sua reflex ha documentato alcuni degli eventi storici più importanti degli ultimi 20 anni

di: Panzeri

I dati migrano a Nord

I grandi dell'It portano
i server al freddo

di: Schiesari

Anarchia verde

Per John Zerzan il futuro
sarà primitivo

di: Colamartino



In memoria di Gilles Jacquier - Al Premio Ilaria Alpi il reporter di France 2 ci aveva raccontato del lavoro dietro Tunisie, la révolution en marche, vincitore del riconoscimento per il miglior reportage internazionale.