Prendere un taxi in Giappone non è mai stato così inquietante. Ti metti comodo e neanche il tempo di fare due chiacchiere con l’autista che un sensore per il Face ID ha scansionato il tuo viso per conosce il tuo genere, età e altre caratteristiche. Questo sensore si trova in un tablet applicato sullo schienale dell’autista.

Questo sistema di riconoscimento facciale è stato sviluppato della piattaforma di e-commerce giapponese DeNA Co Ltd, in particolare per il servizio Premium Taxi Vision dell’azienda. Questo servizio, lanciato a gennaio, è pensato per rendere il viaggio ancora più “confortevole”, proponendo al passeggero annunci pubblicitari pertinenti e personalizzati a seconda delle sue esigenze e dei suoi gusti. Una volta finita questa carrellata di annunci, si può poi utilizzare il tablet per le proprie ricerche, che a loro volta verranno utilizzate per ricerche di marketing mirate (un redditizio circolo vizioso).

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Il sistema di riconoscimento facciale ha fatto il giro del mondo quando sabato scorso, l’ingegnere della privacy di Google, Rosa Golijan, ha pubblicato su Twitter una foto del tablet che spiegava come i suoi dati erano stati utilizzati dal sistema per “aiutare a fornire contenuti maggiormente ottimizzati” ad altri clienti.

Potrebbe essere il primo esempio, interessante e inquietante, di come potrebbe raggiungerci la pubblicità in un futuro per niente lontano.

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