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	<title>magzine &#187; trono di spade</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>CINEWEEK XIX: DRAGHI</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 08:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Domaschio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3733" height="2100" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/dany-drogon-game-of-thrones-1558296572.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dany-drogon-game-of-thrones-1558296572" /></p><p>Siete stufi di sentir parlare ogni giornale di Draghi? Allora ve ne parliamo anche noi, ma di quelli con le scaglie e che con i rettili sono imparentati veramente, non solo secondo i complottisti.<mark class='mark mark-yellow'>.Ecco cinque prodotti, tra film e serie tv, da guardare sulle bestie alate preferite da tutti. Chissà che non riusciate così ad intrattenervi per qualche ora e staccare dalla cronaca asfissiante sul nuovo premier Super Mario!</mark>.</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: LO HOBBIT</strong></p>
<p>«In un buco nella terra viveva uno hobbit». Pochi incipit sono potenti come le semplici prime parole con le quali J. R. R. Tolkien ha spalancato le porte sulla Terra di Mezzo. Ma la prima avventura in questo mondo fantastico non riguardava l’anello del potere di Sauron, ma un tesoro immenso sepolto dentro una montagna e avidamente custodito dal drago Smaug. Cosa può fare uno hobbit come Bilbo Baggins abituato alle comodità della propria casa contro una tale creatura? La seconda trilogia diretta Peter Jackson narra attraverso l’epicità la crescita personale, il salto nel buio che prima o poi tocca ad ognuno di noi per intraprendere il viaggio della vita. E il drago qui diventa non solo l’obiettivo da raggiungere, ma anche l’illusione della gloria che in ogni istante può avvelenare il nostro cuore portandoci alla distruzione. Ma cosa conta davvero? La gloria e la ricchezza? O una storia da raccontare accanto al fuoco fumando l’erbapipa?</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Dvd e YouTube<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: DRAGONHEART</strong></p>
<p>Figlio degli anni novanta, è anche probabilmente uno dei film più visti e rivisti dai bambini nati in quel decennio. DragonHeart, strano ma vero, parla del cuore di un drago, un cuore spezzato e del quale una metà viene ceduta ad un ragazzo, erede al trono, che diventerà però un tiranno sanguinario. Mettete così assieme una creatura magica delusa dalla propria scelta ed un cavaliere decaduto che dà la colpa al drago per la malvagità del nuovo sovrano, e avrete il perfetto film fantasy di fine secolo scorso. Una puntina di umorismo demenziale ed un epilogo fin troppo sentimentale faranno il resto del lavoro.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e YouTube</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: IL DRAGO INVISIBILE</strong></p>
<p>Se questo è cinema per bambini, allora lunga vita al cinema per bambini. Il drago Elliot è la nostra parte buona, quella che riesce a tenerci per la retta via quando tutto sembra smarrirsi: il dolore della perdita non sarebbe tollerabile senza un angolo di mondo raro, prezioso e magico. Un film dal sapore classico, che ci ricorda la funzione pedagogica della Disney: anche da piccoli, non sempre abbiamo voglia di ridere. I temi del film sono il ritorno nel mondo dopo l’isolamento e l’accettazione, ribadendo la necessità del rapporto personale, reale, in opposizione all’assenza fisica dell’altro. A proposito di Draghi e proiezioni virtuali, non c’è niente di più attuale: il sentimento è quanto di più lontano dalla distanza dei tecnocrati.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney +</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MANUEL SANTANGELO CONSIGLIA: I RACCONTI DI TERRAMARE</strong></p>
<p>Gli abitanti di Enland non vivono nel periodo migliore di sempre. Il loro immaginario regno è funestato da gravi crisi economiche, epidemie e carestie. A completare questo quadro di disgrazie, cui si aggiunge ogni giorno una nuova “variante”, c’è il fatto che nessuno sa gestire il ritorno sulla Terra di qualcosa che si credeva dimenticato. Neanche il più fantasioso dei locali pensava infatti di dover tornare a parlare di draghi (intendo le creature squamate) ma non temete: forse, proprio uno di questi mostri potrebbe avere qualcosa di buono da dare a un popolo così sfigato. I draghi, almeno quelli giapponesi che non hanno un passato alla BCE, sono infatti buoni e hanno un cv migliore degli uomini: pensate che si erano divisi da questi ultimi proprio perché quelli bramavano il possesso mentre i dragoni sognavano solo la libertà più di ogni cosa (infatti fondarono poi il Polo delle libertà.. no, questa era un’altra storia). Insomma alla fine anche il nostro protagonista, che ha ammazzato il babbo e quindi non è tanto sano di mente e simpatico, viene salvato dall’amica. Una ragazza piena di qualità che si scopre essere un* drag* (queen?) in incognito. Proprio lei gli dirà il messaggio centrale del film: “Non devi avere paura della morte e neanche della vita”. Viva i Draghi di poche parole ma molto saggi, pensa lo spettatore alla fine, chiedendosi se pure Mario abbia ripreso dai parenti di Terramare di Stabia.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: IL TRONO DI SPADE</strong></p>
<p>C’è un equivoco che ha accompagnato Il trono di spade fin dal debutto: prima di guardarla, molti pensavano si trattasse di una serie tv a tema fantasy come tante, magari con un po’ di budget in più. In realtà il fantasy c’era, ma era relegato quasi sullo sfondo, specie nelle prime cinque stagioni, dove a dominare erano i cosiddetti ‘intrighi di palazzo’, quelli di cui si legge spesso nelle prime pagine dei giornali – insomma, la politica. Bisogna però contestualizzare: ad Approdo del Re, la capitale del mondo di Game of thrones, quello che accadeva era sì politica, ma la componente fantasy andava comunque a influire su tutto quello che poi succedeva. Lì c’erano cose per noi impensabili: pozioni magiche, zombi, o addirittura delle donne al potere, pensate; e, soprattutto, lì i Draghi erano davvero dei ‘game changer’, delle creature mitologiche in grado di cambiare sul serio, e da soli, il corso degli eventi. Qui però le cose sono molto più complicate, e vabbè, che dobbiamo fare: accontentiamoci.</p>
<p><strong>Disponibile su NowTV</strong></p>
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