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	<title>magzine &#187; superbonus</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Gli strascichi del Superbonus: come si risolve il nodo dei crediti incagliati?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 05:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Piccolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[superbonus]]></category>

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		<description><![CDATA[L’epoca del superbonus 110% è ufficialmente terminata per volere del Governo Meloni, ma rimangono ancora gli strascichi di una legge che già in passato aveva fatto alzare più di un ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/decreti-attuativi-mise-superbonus-110.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="decreti-attuativi-mise-superbonus-110" /></p><p>L’epoca del <strong>superbonus 110%</strong> è ufficialmente terminata per volere del Governo Meloni, ma rimangono ancora gli strascichi di una legge che già in passato aveva fatto alzare più di un sopracciglio.<mark>Le nuove regole si sono sovrapposte alle diverse modifiche fatte nell’ultimo anno e a loro volta successivamente cambiate, al punto che ormai è rimasto poco della misura originale.</mark></p>
<p>In particolare le recenti modifiche alle regole del superbonus generano preoccupazione tra coloro che stanno ristrutturando la propria abitazione o che hanno intenzione di farlo. Parliamo sia del decreto Aiuti Quater in cui il rimborso garantito dallo Stato per i lavori di efficientamento energetico è stato ridotto dal 110% al 90% &#8211; per alcuni considerato troppo poco &#8211; sia della decisione presa settimana scorsa, di <mark>bloccare definitivamente lo <strong>sconto in fattura</strong> e la <strong>cessione del credito</strong>, i due metodi più utilizzati per riscuotere il superbonus.</mark></p>
<p>La comunicazione del governo al riguardo, però, è stata poco precisa, il che ha reso difficile capire quali aspetti dell&#8217;agevolazione sono ancora validi e quali sono stati definitivamente cancellati. In particolare, chi si trova in una fase di transizione dei lavori e delle pratiche edilizie rischia di incappare in una situazione incerta e confusa.Immediatamente ci si è resi conto che uscire da una situazione così complessa e spinosa come è l’intricato sottobosco del sistema dei bonus edilizi dopo tutte le modifiche non è così semplice, e non basta un colpo di spugna per voltare pagina.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Le recenti modifiche alle regole del superbonus generano preoccupazione tra coloro che stanno ristrutturando la propria abitazione: nel mirino del governo sono lo sconto in fattura e la cessione del credito, i due metodi più utilizzati per riscuotere il superbonus, destinati al blocco definitivo</span></p>
<p>Il problema più discusso negli ultimi giorni riguarda la stabilità delle imprese edili che hanno accumulato numerosi <strong>crediti fiscali</strong> non ancora incassati, o che intendevano accedere alla cessione del credito. <mark>Opzione ad oggi permessa solamente ai proprietari che hanno presentato i permessi di edificazione entro giovedì scorso.</mark>Secondo l&#8217;ANCE, associazione dei costruttori, ci sono <strong>15 miliardi</strong> di crediti bloccati che mettono a rischio il bilancio di 25mila aziende. Questa situazione potrebbe portare alla bancarotta di molte di esse, che non sarebbero in grado di portare a termine i lavori già iniziati.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;ultimo anno, infatti, il mercato dei crediti ha subito un grave intasamento: molte imprese edili hanno assunto crediti fiscali nella speranza di fare un investimento, contando sulla possibilità di cederli successivamente a banche o altri intermediari, come <strong>Poste Italiane</strong>, ottenendo un guadagno del 10%.<mark>Tuttavia, diverse banche si sono trovate costrette a fermare l&#8217;acquisto dei crediti dopo aver esaurito il cosiddetto &#8220;spazio fiscale&#8221;, ovvero dopo aver ricevuto un&#8217;elevata quantità di richieste e aver acquistato un totale di crediti superiore alle tasse dovute allo Stato. </mark>Pertanto, non sarebbero più in grado di incassare ulteriori crediti acquistati.</p>
<p>L&#8217;urgenza è ora di intervenire tempestivamente per salvare le imprese e i cittadini intrappolati in questo meccanismo distorto. Come nel caso dell&#8217;interruzione della somministrazione di una droga: è necessario gestire con attenzione il processo di disintossicazione. Tuttavia, la storia non è ancora completa e continua a evolversi.</p>
<p><mark>Una delle possibili proposte considerate del Governo per risolvere il problema dei crediti fiscali incagliati e per attivare nuovamente il meccanismo di cessione del credito è l’utilizzo degli <strong>F24</strong>.</mark>Durante la prima riunione del tavolo tecnico sul Superbonus con le banche e i sindacati dei costruttori, svoltosi mercoledì scorso, i partecipanti hanno sottolineato l&#8217;importanza di utilizzare il credito Superbonus non solo per le imprese ma anche per gli altri clienti. In questo modo si sbloccherebbero i <strong>19 miliardi</strong> di euro di crediti fermi nei cassetti fiscali delle imprese edili. Il consigliere del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, ha rivisto al ribasso le stime sulla mole di crediti incagliati, spiegando che è urgente l&#8217;utilizzo in F24 del credito Superbonus per sbloccare i crediti. Fortunatamente il Governo si è mostrato disponibile a questa opzione sgorgando il collo di bottiglia dei crediti.</p>
<p>In cosa consisterebbe questa soluzione? Vediamo di cosa si tratta nello specifico. Ogni anno vengono inclusi negli <strong>F24</strong> circa 500 miliardi di imposte e contributi da parte di imprese e cittadini. Sono presenti tasse di ogni tipo, dai redditi alle liquidazioni Iva, oltre a imposte sostitutive, addizionali regionali e comunali, contributi e Imu. Solitamente il contribuente debitore verso il Fisco &#8220;prenota&#8221; il pagamento a una data prestabilita attraverso il modello F24. La banca prende in carico la richiesta e nel giro di pochi giorni effettua il versamento.<mark>Nel caso dei crediti generati del bonus edilizio l’idea sarebbe quella di lasciar versare alla banca una piccola parte di questo versamento, mettiamo anche l’1%, compensando i crediti fiscali che ha in pancia.</mark>Il caso dei finanziamenti agevolati per la ricostruzione post terremoto del centro Italia sono un precedente molto simile a questa soluzione. In quel caso, però il rimborso delle rate avvenne attraverso l&#8217;utilizzo del <strong>credito d&#8217;imposta</strong>, che venne usato in compensazione dalle banche.</p>
<p>Rimane, infatti, ancora aperto il problema degli incapienti &#8211; tutti i soggetti che non sono in grado di smaltire i crediti in quattro anni &#8211; poiché adesso la fine della cessione del credito rende il <strong>Superbonus</strong> accessibile solo ai redditi medio-alti. Una possibile soluzione potrebbe essere l&#8217;estensione del periodo di sconto dell&#8217;agevolazione da 5 a 10 anni, il che ridurrebbe la rata annuale ma chiaramente prolungherebbe l&#8217;attesa.</p>
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