<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; sudan</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/tag/sudan/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Mutilazioni genitali, l&#8217;ombra del Covid pesa sulla giornata internazionale</title>
		<link>http://www.magzine.it/mutilazioni-genitali-lombra-del-covid-pesa-sulla-giornata-internazionale/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/mutilazioni-genitali-lombra-del-covid-pesa-sulla-giornata-internazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 11:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Barbieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#scuola]]></category>
		<category><![CDATA[#tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[liberia]]></category>
		<category><![CDATA[mgf]]></category>
		<category><![CDATA[modificazione]]></category>
		<category><![CDATA[mutilazione genitale femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Sande]]></category>
		<category><![CDATA[Somalia]]></category>
		<category><![CDATA[sudan]]></category>
		<category><![CDATA[Zoe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=50052</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ombra del Covid-19 si allunga sulla lotta contro le mutilazioni genitali femminili di cui il prossimo 6 febbraio si ricorda la giornata internazionale. Perché la dispersione scolastica causata dalla pandemia ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1100" height="715" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/Mutilazioni-genitali-femminili.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mutilazioni-genitali-femminili" /></p><p>L&#8217;ombra del Covid-19 si allunga sulla lotta contro le mutilazioni genitali femminili di cui il prossimo 6 febbraio si ricorda la giornata internazionale. Perché la dispersione scolastica causata dalla pandemia sta confinando troppe bambine a casa, e minaccia i risultati finora raggiunti nella lotta per porre fine alle FGM. Già il rapporto di UNFPA del 2020, prevedeva, a causa delle limitazioni relative all’attuale pandemia,  una <strong>riduzione di 1/3 dei progressi verso la fine delle FGM entro il 2030, obiettivo che le organizzazioni internazionali si erano poste qualche anno fa. </strong>Inoltre, per le interruzioni di molti programmi di prevenzione, nel prossimo decennio potrebbero verificarsi <strong>circa due milioni di casi di FGM che sarebbero stati altrimenti evitati</strong>.</p>
<p>Le ragazze rischiano dunque più di prima di essere abbandonate a se stesse in un rito di passaggio obbligato e private di una parte del loro corpo. Con <b>mutilazioni genitali femminili</b> (FGM) si intende la rimozione parziale o totale dei genitali esterni, o la lesione di essi, senza motivazioni terapeutiche. Si va dalla più invasiva, l’infibulazione, che recide o sutura parzialmente le grandi labbra, fino alle più lievi, se così si può dire, come la compressione della clitoride e delle piccole labbra, incisioni, raschiature e cauterizzazioni. Si calcola che oggi circa <b>200 milioni di donne e bambine</b> vivono con queste mutilazioni (<b>4,1 milioni nel 2020</b>).</p>
<p>In Liberia, uno dei cinque stati africani dove questo rito è ancora legale, la tradizione viene appoggiata anche dal governo, attraverso delle strutture predisposte a preparare le ragazze a quello che viene considerato lo step fondamentale per passare dall’infanzia all’età adulta.<span class="Apple-converted-space"> Proprio questa realtà così unica nell&#8217;Africa sub-sahariana è raccontata dal documentario di <b>Emanuela Zuccalà </b>che viene trasmesso oggi pomeriggio in un evento online nel cinema virtuale di Distribuzioni dal Basso, in occasione del prossimo 6 febbraio, Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili.<span class="Apple-converted-space"> Il documentario si intitola </span></span><a href="http://www.magzine.it/wp-admin/%20https://vimeo.com/428722320"><b><i>La scuola nella foresta</i></b></a> .</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/Still02.jpg"><img class="alignnone  wp-image-50072" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/Still02-300x240.jpg" alt="Still02" width="493" height="394" /></a></p>
<p>Emanuela racconta una storia sconvolgente fra organizzazioni segrete di sole donne, riti nella foresta, ricatto politico: “Loro la chiamano scuola, ma in realtà vengono gestite da una vera e propria società segreta, chiamata <b>Sande</b>. Sono dei recinti fatti da foglie di palma in mezzo alla foresta e per arrivarci bisogna fare almeno 5 ore di viaggio in jeep dal villaggio più vicino &#8211; spiega la documentarista -. Le bambine entrano e si comincia con il rito di iniziazione, ovvero il taglio del clitoride, che viene praticato dalla grande sacerdotessa, <b>Zoe</b>. Hanno varie età, <b>dai 3 ai 18 anni</b>, e passano lì dentro da pochi mesi fino a massimo 3 anni e imparano quella che da noi si chiama &#8216;economia domestica&#8217;. Sono progettate per diventare future mogli e madri, imparano le danze tradizionali e un galateo che fa parte della loro tradizione. Le bambine non imparano a leggere e scrivere e ne consegue l’abbandono della scuola tradizionale e l’analfabetismo. Quando escono spesso non voglio tornare a istruirsi perché vengono considerate pronte per il matrimonio”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’infibulazione è una tradizione antichissima che risale all’<b>epoca faraonica e pre-islamica</b>, è trasversale e non ha origini religiose. La mutilazione viene considerate una sigillo di verginità per la donna, che annulla il suo organo del piacere sessuale in modo che sia sottomessa e si trasformi in una compagna fedele. Ogni gruppo etnico ammanta successivamente questa atto da un significato differente. In generale, se la donna ha gli organi genitali esterni viene considerata impura, non troverà mai marito e sarà quindi fuori dal contesto sociale. In tante culture africane quando la donna si sposa, è il marito che dà la dote alla famiglia, una forma di sostentamento per tutti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/Still01.jpg"><img class="alignnone  wp-image-50070" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/Still01-300x240.jpg" alt="Still01" width="465" height="372" /></a></p>
<p>“Sono i genitori stessi che desiderano mandarle in queste scuole perché per loro è un prestigio sociale &#8211; sottolinea la regista &#8211; altrimenti vengono emarginate. I genitori pagano e si indebitano subito, considerando che la popolazione liberiana vive nella povertà. Le ragazze che rifiutano il rito formano un loro gruppo, dove si proteggono a vicenda in quanto sono minacciate dalla società Sande come oppositrici. Le bambine che provano a scappare invece vengono recuperate, riportate all’interno e sottoposte a punizioni corporali”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’organizzazione Onu ha fatto <a href="https://www.unfpa.org/sites/default/files/pub-pdf/UNFPA_PUB_2020_EN_State_of_World_Population.pdf">il punto nel 2020</a> sul <b>diritto alla salute sessuale e riproduttiva femminile</b> in tutto il mondo e i dati rimangono ancora rilevanti: la percentuale di chi tra i 15 ai 49 anni ha subito la mutilazione varia da circa l’1% in <b>Camerun</b> e <b>Uganda</b>, al 87% in <b>Gibuti</b>, <b>Egitto</b>, <b>Guinea</b> e <b>Mali</b>. Non mancano casi in <b>Iraq</b>, <b>Yemen</b> e in alcuni Paesi asiatici come l’<b>Indonesia</b>, dove il dato si attesta intorno al 49%.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Un dato interessante è ricordare il cambiamento avvenuto in uno dei Paesi dove il tasso di incremento della mutilazione è sempre stato attestato al 90%: il <b>Sudan</b>. “Nove bambine su dieci erano sottoposte alla mutilazione. Per i sudanesi è un’usanza che viene tramandata da famiglia a famiglia &#8211; racconta la giornalista <b>Antonella Napoli </b>-, è un rito che viene celebrato e ci si ritrova a casa per farlo, quindi in situazioni non igienico-sanitarie ideali. Sono donne anziane che lo praticano e le bambine vengono vestite a festa, con abiti bianchi prima di essere sottoposte con la forza all’intervento”. Dal <b>22 aprile 2020</b> il consiglio dei ministri ha vietato la pratica della mutilazione e chi cerca di praticarla all&#8217;interno di un istituto medico o altrove rischia tre anni di reclusione e una multa. Uno sforzo decennale che cerca di abbattere un fenomeno che si insinua nella visione sociale già compromessa, come ricorda sempre l’africanista: “La donna in Sudan è sempre stata considerata subordinata all’uomo, una figura con diritti nulli. Per esempio non poteva viaggiare senza un componente maschio della famiglia e aveva molte restrizioni anche nell’abbigliamento; rischiava anche 40 frustrate per aver indossato dei pantaloni o un abbigliamento non consono alla tradizione”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per quanto riguarda l’Europa, in <b>Inghilterra</b> e <b>Galles</b> a partire dal 2015 si pensa che 137.000 ragazze siano state sottoposte a mutilazioni genitali femminili e guardando in particolare all’Italia, un’indagine dell’<b>Università Milano Bicocca</b> ha sottolineato come sia presente il fenomeno con <b>85-90 mila donne che hanno subito la mutilazione</b>, di cui 5-7 mila minorenni, con <b>Nigeria</b> ed <b>Egitto</b> come maggiori tributarie. Oggi <b>a rischio sono circa 5 mila</b>.</p>
<p>La giornalista <b>Stefania Ragusa</b> ci ha parlato della sua esperienza del rito nel nostro Paese: “Anche qui ci sono casi di bambini che vengono ‘operate’. Nonostante la legge presente in Italia dal 2006, molte volte la mutilazione viene operata in casa clandestinamente e la cultura rimane, con dei soggetti che si incaricano di farlo. Per loro è meno rischioso se l’operazione viene fatta nel loro paese perché possono essere meno intercettati. Le migrazioni hanno intensificato ancora di più il fenomeno, vista anche la grande comunità somala presente in Italia”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma non solo: il <b>Coronavirus</b> ha accentuato ancora di più l’incremento delle dinamiche e ha bloccato gli interventi per far rispettare la legge. In un momento di emergenza, legato al confinamento, tutto diventa ancora più problematico: le scuole sono chiuse e le opere degli attivisti si sono spostate altrove. Ovunque rimane il problema anche dello stigma sociale affibbiato alle donne che non si sono volute sottoporre alla mutilazione. Vengono allontanate e questo è un tratto che non si può cambiare a livello legislativo, ma a livello culturale. Per di più le ragazze si trovano a perdere le loro famiglie a causa della loro ribellione e <b>l’infibulazione si trasforma in un’arma a doppio taglio</b>, che non lascia scampo alla socialità delle persone.</p>
<p><em>(qui il link alla proiezione del documentario &#8220;La scuola nella foresta&#8221; di Emanuela Zuccalà, in programma per oggi giovedì 4 febbraio: <a href="https://www.openddb.it/film/la-scuola-nella-foresta/">https://www.openddb.it/film/la-scuola-nella-foresta/</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/mutilazioni-genitali-lombra-del-covid-pesa-sulla-giornata-internazionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stop all&#8217;infibulazione: in Sudan la legge-pilota per l&#8217;Africa</title>
		<link>http://www.magzine.it/stop-allinfibulazione-in-sudan-la-legge-pilota-per-lafrica/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/stop-allinfibulazione-in-sudan-la-legge-pilota-per-lafrica/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 08:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Barra]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[mgf]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[sudan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=45487</guid>
		<description><![CDATA[Il primo maggio scorso il governo sudanese ha vietato le mutilazioni genitali femminili. Lo Stato africano secondo la classifica delle Nazioni Unite è 166esimo su 187 Paesi per disparità di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/female-genital-mutilation-fgm.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Illegal Female Genital Mutilation Cutters Show Off Their Tools" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Il primo maggio scorso il governo sudanese ha vietato le mutilazioni genitali femminili.</mark> Lo Stato africano secondo la <a href="http://hdr.undp.org/en/content/gender-inequality-index">classifica delle Nazioni Unite</a> è 166esimo su 187 Paesi per disparità di genere, misurata in termini di salute riproduttiva, <em>empowerment</em> e offerta occupazionale. Ora, chiunque continuerà a perpetrare «le atrocità» che sono le FGM commetterà un reato, punibile con tre anni di reclusione ed una multa. Come ha sottolineato <strong>Natalia Kanem direttrice esecutiva dell’UNFPA</strong> si tratta di una vittoria conquistata con fatica, ma che in Sudan può rappresentare un punto di svolta fondamentale, ed una salvezza, per intere generazioni di bambine, presenti e future.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550"><p lang="en" dir="ltr">Thrilled that <a href="https://twitter.com/hashtag/Sudan?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Sudan</a> has banned female genital mutilation. A hard-won victory in a country where an estimated 9 out of 10 women have been subjected to the harmful practice.</p>
<p>Thanks to all involved in this herculean effort. We will never give up!<a href="https://twitter.com/hashtag/EndFGM?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#EndFGM</a> <a href="https://t.co/C2XvhEedm5">https://t.co/C2XvhEedm5</a></p>
<p>&mdash; Dr. Natalia Kanem (@Atayeshe) <a href="https://twitter.com/Atayeshe/status/1256309359224786950?ref_src=twsrc%5Etfw">May 1, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Per capire in che modo l’esecutivo di transizione guidato da <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/08/abdalla-hamdok-sudan-prime-minister-190821104935717.html"><strong>Abdalla Hamdok</strong></a> sia arrivato ad inserire il divieto in un emendamento del codice penale abbiamo parlato <strong>con Antonella Napoli, giornalista e analista di questioni internazionali, direttrice del magzine </strong><a href="https://www.focusonafrica.info/"><strong>Focus on Africa</strong></a>.</p>
<p>«Il Sudan sta vivendo una fase storica importantissima. Dopo trent’anni di regime, un golpe ha deposto il presidente Omar Hassan al-Bashir, tra i più feroci dittatori che la storia possa ricordare. Attualmente il primo ministro è un economista di prestigio (Abdalla Hamdok), che sta cercando di attuare una serie di riforme. <mark class='mark mark-yellow'>Da non sottovalutare è poi la presenza molto importante di donne nel governo – si contano cinque ministre – basti pensare che per la prima volta una di loro, Asmaa Mohamed Abdalla è stata designata come ministra degli esteri»</mark>, spiega Napoli. Il traguardo raggiunto deve inserirsi nel processo di democratizzazione del Paese, che comprende la necessità di rivedere l’intero corpus normativo e ha come scopo quello di portare i suoi cittadini a libere elezioni. «Dopo l’abrogazione delle norme sull’abbigliamento imposto alle donne, avvenuta nel novembre 2019 – ricordo che in Sudan una donna rischiava di essere frustrata se vestiva in modo non considerato adeguato, ovvero portando un pantalone – è stato approcciato il tema dell’infibulazione, sul quale già era in atto un dibattito. <mark class='mark mark-yellow'>Ad oggi, 9 bambine su 10 subiscono le mutilazioni genitali femminili, ovvero l’87%.</mark> Dietro questa legge c’è una forte campagna politica, ma non va sottovalutata nemmeno la forza del movimento femminile, che era dietro le rivolte, contribuendo alla caduta di al-Bashir. Per la prima volta il 70% delle donne ha partecipato in modo totalizzante e organico a manifestazioni in piazza, in un luogo dove vengono costrette a regole estremamente restrittive e i diritti sono inesistenti», racconta la giornalista.</p>
		<div id="aesop-image-component-45487-1" class="aesop-component aesop-image-component " >

			
			<figure class="aesop-content">
				<div class="aesop-image-component-image aesop-component-align-center aesop-image-component-caption-left" style="width:300px;max-width:100%;">
					
						<a class="aesop-lightbox" href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-05.53.25.png" title="">
							<p class="aesop-img-enlarge"><i class="aesopicon aesopicon-search-plus"></i> Enlarge</p>
							<img src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/Schermata-2020-05-30-alle-05.53.25.png" alt="Schermata-2020-05-30-alle-05.53.25">
						</a>

					
					
				</div>
			</figure>

			
		</div>
		
<div class="mceItem aesop-component-short aesop-component" data-mce-placeholder="1" data-aesop-sc="%5Baesop_image%20img%3D%22http%3A%2F%2Fwww.magzine.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2020%2F05%2FSchermata-2020-05-30-alle-05.53.25.png%22%20align%3D%22center%22%20lightbox%3D%22on%22%20captionposition%3D%22left%22%5D"></div>
<p>Molti esperti tuttavia ritengono non sarà sufficiente una legge per porre fine a una pratica tristemente consolidata e perpetrata in almeno 27 Paesi africani, ma anche in Asia e in Medio Oriente. Senza dubbio si tratta quindi di un punto di partenza. Innanzi tutto il governo di Hamdock è intervenuto sul piano normativo. «L’articolo che va a cambiare il codice penale, oltre a prevedere multe e pene fino a tre anni di carcere, vieta la pratica clandestina e stabilisce la chiusura delle strutture sanitarie che la effettuano. Ma è necessario intervenire anche sul tessuto sociale, per scardinare quella che risulta una tradizione radicata da secoli e tramandata da famiglia a famiglia. <mark class='mark mark-yellow'>Una delle più importanti attiviste sudanesi Zeinab Badr El- Din ritiene che vadano pensati dei progetti educativi sin dai primi anni di scuola, per portare una nuova cultura del rispetto delle donne, che non possono essere considerate un involucro, ma un’entità, un essere vivente, padrone del proprio corpo»</mark>. Secondo la giornalista dunque «questo è il lavoro che va fatto. Essendoci già una discussione in atto si è trattato di un percorso graduale e sarà d’altra parte un percorso lungo. Personalmente temo che, mentre nelle strutture pubbliche situate nelle grandi città si produrrà un cambiamento, in grado di tradurre in pratica la legge contro le MGF, per le realtà rurali, dove purtroppo questi messaggi arrivano con difficoltà o non arrivano affatto, sarà ancora una volta molto più difficile far rispettare il nuovo divieto».  Già dal 2008, sei dei diciotto Stati federali in cui è diviso il Sudan avevano iniziato a promulgare leggi che restringevano o bandivano le mutilazioni genitali femminili, senza riscontrarne un’efficacie attuazione, come evidenzia il report realizzato dall’organizzazione inglese <a href="https://www.28toomany.org/static/media/uploads/Law%20Reports/sudan_law_report_v1_(july_2018).pdf">28 Too Many</a>, in prima linea per la salute delle donne. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Sudan nella maggior parte dei casi viene perpetrata una forma estrema di mutilazione, che quando non provoca la morte per infezione, produce dolori fisici terribili. Parlarne in maniera dettagliata diventa necessario per sensibilizzare l’opinione pubblica e comprendere che la fine delle MGF, prima di essere una battaglia delle donne, è un imprescindibile diritto civile, che protegge la vita e la salute dell’essere umano e pertanto riguarda tutti. «Esistono tre tipi di infibulazioni, che andrebbero spiegate proprio per far capire di quale atrocità stiamo parlando. La pratica viene subita in modo cruento da bambine ancor piccole e consiste nel taglio delle piccole labbra e del clitoride. <mark class='mark mark-yellow'>La forma più grave prevede l’esportazione totale dei genitali insieme alla cucitura delle grandi labbra, con un piccolo forellino lasciato per l’uscita dell’urina e del sangue mestruale</mark> In questo modo, quando la donna sarà data in sposa, spetterà al marito tagliare le sue cuciture, altra pratica dolorosissima che si può solo immaginare. Una delle problematiche legate alle MGF è l’alto rischio di infezione e in svariati casi di mortalità. Molte donne infatti, dal Sudan al Burkina Faso o in qualsiasi Paese sub-sahariano, vivono in villaggi sperduti, dove non esistono presidi medici e somministrare un semplice antibiotico non è possibile».</p>
<p>Quando le chiediamo se la pratica sia da ricondurre ad un fattore culturale, piuttosto che a dinamiche religiose, Antonella Napoli risponde: <mark class='mark mark-yellow'>«l’usanza è arcaica e viene svolta, sia da musulmani che da animisti. In particolare in Africa è da considerare un fenomeno antropologico, che si tramanda da secoli.</mark> I primi casi risalgono addirittura all’Antico Egitto. È importante però chiarire questo aspetto, ovvero il legame con tradizioni ancestrali. Il Corano, ad esempio non fa assolutamente menzione di questa pratica, essendo peraltro ben più antica. Ogni Paese africano vive le MGF in un modo diverso. La Somalia è una delle Nazioni che conta il più alto tasso di infibulazione ed è pensata dai somali come uno strumento per garantire la purezza della donna. Comunque – ribadisco – deve essere compresa bene. In Paesi animisti, che non hanno una demarcazione puramente religiosa si ha notizia di pratica dell’infibulazione. Pertanto è da ritenersi legata, sia a culture che a religioni tribali, addirittura precedenti alla cristianizzazione; la pratica si è conservata negli anni anche tra copti, sia cattolici che ortodossi nel corno d’Africa». Diversamente da come si potrebbe ritenere, non sono sempre gli uomini a voler effettuare questa pratica, spesso la volontà ricade sulle madri, talvolta sulle suocere altre sui parenti più stretti. Lo racconta Omer Abdullah su <a href="https://www.focusonafrica.info/sudan-umiliato-per-non-aver-mutilato-mia-figlia-oggi-racconto-la-gioia-di-un-paese/"><strong>Focus on Africa</strong></a>, <mark class='mark mark-yellow'>«Sono stato umiliato, definito “uomo senza valore” per aver scelto di non sottoporre alla mutilazione genitale mia figlia»</mark>. Come chiarisce Napoli «sono le donne che vengono cresciute così ed hanno un indottrinamento che crea in loro la convinzione si tratti sostanzialmente di un rito di passaggio, tanto da essere innescato e svolto come fosse una “pratica propiziatoria”, con comportamenti specifici». Poi fornisce un esempio. «A raccontarmi questa pratica è stata una ragazza sudanese che l’ha subita. A 8 anni fu portata in una casa di una anziana del villaggio dove viveva e vestita di bianco: sembrava una festa. Quando entrò nell’abitazione venne accolta con un grido tipico sudanese, che incitava le donne attorno a lei. Ad un certo punto la portarono dentro ad una stanza, dove vide alcuni attrezzi e capì quello sarebbe successo, supplicando la madre di portarla via. Questa la stese a forza e con la stessa forza fu mutilata».</p>
<p>Zeinab Badr El- Din leader del movimento femminile sudanese ha guidato le rivolte che hanno portato lo scorso anno alla destituzione del dittatore Omar Hassan al – Bashir e all’approvazione di riforme fondamentali. <mark class='mark mark-yellow'>«Il simbolo della rivoluzione in Sudan è stata una donna. Tutto questo ci offre la consapevolezza di un Paese che matura, cercando di portare avanti un processo democratico, che parte dalle donne, punta sulle donne e cerca di riscoprire e tutelare i loro diritti. È una cosa bellissima».</mark></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/stop-allinfibulazione-in-sudan-la-legge-pilota-per-lafrica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/15 queries in 0.006 seconds using disk
Object Caching 602/668 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-18 16:23:09 by W3 Total Cache -->