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	<title>magzine &#187; storia</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Groenlandia, storia di una terra fredda</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 18:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bertolini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quella grande isola che nei planisferi viene colorata di bianco ha attirato l’attenzione di tutto il mondo negli ultimi giorni. Dopo le dichiarazioni di Trump sugli interessi internazionali degli Stati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="5809" height="3873" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Vista_panoramica_della_citta_di_Ilulissat_in_Groenlandia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vista_panoramica_della_citta_di_Ilulissat_in_Groenlandia" /></p><p>Quella grande isola che nei planisferi viene colorata di bianco ha attirato l’attenzione di tutto il mondo negli ultimi giorni. <mark class='mark mark-yellow'>Dopo le dichiarazioni di Trump sugli interessi internazionali degli Stati Uniti, la Groenlandia è diventata argomento di dibattito.</mark> Non è la prima volta che il presidente si esprime in merito all’isola più grande del mondo: già nel 2019 il tycoon aveva espresso l’intenzione di acquistare questa terra, sia per interessi geopolitici, sia per la sua ricchezza mineraria e petrolifera.</p>
<p>Tuttavia, <strong>non è il primo presidente americano a mostrare interesse verso la Groenlandia</strong>: nel 1946, infatti, <strong>Truman</strong> era disposto ad offrire 100 milioni di dollari per avere questo territorio, considerato strategico per gli equilibri della <strong>guerra fredda</strong>. Non tutti sanno, infatti, che durante la Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti hanno fondato diverse <strong>basi militari</strong> sull’isola per contrastare le forze nemiche: ad oggi ne sopravvive solo una, quella di <strong>Thule</strong>, che esercita un impatto notevole sulla popolazione locale.</p>
<p>Sebbene l’isola sia <strong>dipendente sotto il punto di vista finanziario dalla Danimarca</strong>, la sua ricchezza naturale attrae non solo gli Stati Uniti ma anche altre potenze: la <strong>Cina</strong>, infatti, ha investito in infrastrutture per consolidare la sua influenza e per trarre vantaggi dallo scambio di merci con il paese.</p>
<div id="attachment_77178" style="width: 832px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/1736520162-aereo-trump-groenlandia.jpg"><img class="wp-image-77178 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/1736520162-aereo-trump-groenlandia-1024x512.jpg" alt="L'aereo di Donald Trump Junior, in visita in Groenlandia lo scorso 7 gennaio. (Emil Stach/Ritzau Scanpix via AP)" width="832" height="416" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;aereo di Donald Trump Junior, in visita in Groenlandia lo scorso 7 gennaio. (Emil Stach/Ritzau Scanpix via AP)</p></div>
<p><strong>La storia della Groenlandia</strong></p>
<p>Terra di ghiacci e misteri, non è solo la più grande isola del mondo ma anche un microcosmo di tensioni geopolitiche, culturali e sociali. La sua storia moderna è intrinsecamente legata alla Danimarca, che ha lasciato un&#8217;impronta profonda e spesso controversa sul tessuto della società groenlandese.</p>
<p>Nel <strong>1721</strong>, il missionario <strong>Hans Egede</strong> arrivò in Groenlandia, con il duplice obiettivo di cristianizzare la popolazione inuit e riaffermare il controllo della Danimarca su un territorio che era stato teatro delle esplorazioni vichinghe di <strong>Erik il Rosso nel X secolo</strong>.<mark class='mark mark-yellow'>La Danimarca consolidò il proprio dominio sull&#8217;isola nel 1814, dopo la dissoluzione dell&#8217;unione con la Norvegia, trasformando la Groenlandia in un avamposto per le sue ambizioni artiche.</mark></p>
<p>Ma questa relazione non è stata priva di ombre. <strong>Tra gli episodi più drammatici si annovera il rapimento di venti bambini inuit negli anni Cinquanta</strong>, parte di un esperimento sociale danese volto a creare un&#8217;élite groenlandese occidentalizzata. Questi bambini, strappati alle loro famiglie e portati in Danimarca, vennero cresciuti in istituzioni dove persero il contatto con la loro cultura e identità. Solo molti anni dopo, il governo danese ha espresso scuse formali, anche se <strong>per molti groenlandesi il trauma rimane indelebile.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra ferita aperta riguarda le <strong>spirali anticoncezionali impiantate forzatamente su migliaia di donne groenlandesi negli anni Sessanta e Settanta</strong>, parte di un programma di controllo delle nascite promosso dalla <strong>Danimarca</strong>. Questo intervento, giustificato come una misura per il &#8220;bene&#8221; della popolazione, ha lasciato profonde cicatrici fisiche e psicologiche, alimentando il risentimento verso l&#8217;ex potenza coloniale.</p>
<div id="attachment_77300" style="width: 648px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Statue_of_Hans_Egede_Nuuk.jpg"><img class="wp-image-77300 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Statue_of_Hans_Egede_Nuuk.jpg" alt="Statua di Hans Egede a Nuuk" width="648" height="486" /></a><p class="wp-caption-text">Statua di Hans Egede a Nuuk</p></div>
<p>A causa di questi eventi nel <strong>1979</strong> ci fu <strong>l&#8217;istituzione dell&#8217;autonomia interna</strong>. Per la prima volta, i groenlandesi poterono gestire molte delle loro questioni locali, un passo simbolico e pratico verso l&#8217;emancipazione. Nel <strong>2009</strong>, un referendum ampliò ulteriormente i poteri del governo locale, conferendo alla Groenlandia il <strong>controllo sulle sue risorse naturali</strong>. Tuttavia, l&#8217;indipendenza totale è ancora un obiettivo lontano. Il Primo Ministro groenlandese, <strong>Múte Bourup Egede</strong>, ha <a href="https://www.fanpage.it/esteri/il-leader-della-groenlandia-risponde-a-trump-pronti-a-collaborare-ma-non-siamo-in-vendita/" target="_blank">dichiarato recentemente</a>, anche in merito alle dichiarazioni di Trump: “I groenlandesi non vogliono essere né americani né danesi”.</p>
<p>Non tutti, però, vedono un futuro luminoso. Il legame economico con la Danimarca rimane stretto: <strong>circa il 60% del budget governativo groenlandese proviene dai sussidi danesi</strong>. “La decisione sull’indipendenza spetta alla stessa Groenlandia”, <a href="https://www.reuters.com/world/danish-pm-tells-trump-it-is-up-greenland-decide-independence-2025-01-15/" target="_blank">ha affermato</a> la premier danese <strong>Mette Frederiksen. </strong>Leggendo tra le righe sembrerebbe che il governo non obbliga l&#8217;isola a stare sotto il controllo della corona.</p>
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<div style="overflow: hidden; position: relative; height: 0; padding: 66.66667% 0 0 0; width: 100%;"><iframe style="display: inline-block; position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; margin: 0;" src="//embed.gettyimages.com/embed/2192591526?et=y-cAvSCRTAV_VfwY8cHQGQ&amp;tld=com&amp;sig=9VC0Cx37eZki_xb4kVyxD-Guqnzus07yrF56cjM_nmk=&amp;caption=true&amp;ver=1" width="594" height="396" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></div>
</div>
<p><strong>Le ferite del capitalismo e il futuro dell’isola</strong></p>
<p>Con l&#8217;arrivo del capitalismo, la Groenlandia ha visto un cambiamento radicale nel proprio tessuto sociale. La modernizzazione economica ha portato benefici, ma anche gravi conseguenze. <strong>Il tasso di suicidi è tra i più alti al mondo</strong>: secondo un <a href="https://bmcpsychiatry.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12888-023-04675-2">recente studio</a> ci sono <strong>più di 50 casi ogni 100mila abitanti.</strong> L&#8217;alcolismo è una piaga diffusa, alimentata dalla disoccupazione, dall&#8217;isolamento e dalla perdita di identità culturale.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Le città groenlandesi, un tempo centri di tradizioni millenarie, sono diventate luoghi di alienazione. Giovani senza prospettive si ritrovano intrappolati in una spirale di violenza domestica e abuso di sostanze. Molti sognano di lasciare l&#8217;isola per cercare opportunità in Danimarca o altrove, ma pochi trovano realmente una via d&#8217;uscita.</mark></p>
<p>Aggiungiamo anche che lo <strong>scioglimento dei ghiacci artici</strong>, accelerato dal cambiamento climatico, <strong>sta ridefinendo il ruolo della Groenlandia nel panorama geopolitico mondiale</strong>. Con l&#8217;apertura di nuove rotte marittime attraverso l&#8217;Artico, l&#8217;isola è diventata un nodo cruciale per il commercio internazionale e un punto di accesso strategico alle risorse naturali. <strong>La competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia per avere una presenza nell&#8217;area artica pone la Groenlandia al centro di una partita globale.</strong></p>
<p>La popolazione locale rimane divisa. Alcuni vedono nell&#8217;estrazione di minerali una via per l&#8217;indipendenza economica, mentre altri temono che questa strada possa distruggere l&#8217;ambiente e le tradizioni che rendono unica la Groenlandia.</p>
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		<title>OFF THE RADAR &#8211; DIECI PEZZI DA NON PERDERE #65</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 19:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica settimanale di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage tratti da grandi testate internazionali per raccontare le diverse sfumature del mondo. Stavolta si parte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="638" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/04/NUOVO-PER-IMMAGINE-IN-EVIDENZA-SITO-2-9-1024x638.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Taleambiente.it" /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica settimanale di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage tratti da grandi testate internazionali per raccontare le diverse sfumature del mondo. Stavolta si parte dalla scoperta del nuovo habitat di simulazione di Marte, per poi viaggiare fino all&#8217;Antartico attraverso il podcast e, infine, ricostruire una brutta pagina della storia britannica per ricordare la storia del mercato del cotone. Buona lettura!</p>
<p><strong>Svelato l’habitat di Marte</strong>: la NASA ha reso noto il nuovo ambiente di simulazione di Marte. Qui i volontari vivranno per un anno intero, testeranno la qualità della vita nelle future missioni sul Pianeta Rosso e monitoreranno la loro salute fisica e mentale in vista di un isolamento così lungo. <a href="https://www.aljazeera.com/gallery/2023/4/12/photos-nasa-unveils-mars-habitat-to-ready-for-exploration" target="_blank">Al Jazeera</a></p>
<p>Questo <strong>podcast permette di viaggiare</strong> fino all&#8217;Antartico con un gruppo di scienziati in missione per analizzare l&#8217;impatto umano sull&#8217;ecosistema, sempre più caratterizzato dallo scioglimento dei ghiacciai. <a href="https://www.theguardian.com/news/audio/2023/apr/12/from-the-archive-the-sound-of-icebergs-melting-my-journey-into-the-antarctic-podcast" target="_blank">The Guardian</a></p>
<p>In questo articolo le domande più frequenti sull&#8217;<strong>impeachment di Trump </strong>trovano risposta. Il tycoon può ancora <span style="color: #000000;">candidarsi</span> alla <strong>presidenza degli Stati Uniti</strong>? Quando <span style="color: #000000;">dovrà comparire </span>nuovamente in Tribunale? Come stanno reagendo i Repubblicani? <a href="http://https://time.com/longform/trump-stormy-daniels-indictment-arraignment/#arraignment" target="_blank">Time</a></p>
<p>I<strong> gatti </strong>hanno accompagnato gli uomini <strong>in</strong> <strong>mare </strong>da quando questi ultimi hanno iniziato a navigare. I marinai furono, in gran parte, responsabili della loro diffusione in tutto il mondo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, però, la posizione speciale che i gatti detenevano sulle navi della marina iniziò un rapido declino. <a href="https://www.nationalgeographic.com/history/article/cats-ships-navy-history" target="_blank">National Geographic</a></p>
<p>Lo <strong>schiavismo</strong> è una pagina fondamentale del passato del Regno Unito, soprattutto in relazione alla storia del <strong>mercato del cotone</strong>. Lo speciale del <em>Guardian</em> punta a ricostruire questo capitolo buio della storia britannica, concentrandosi su <strong>Manchester</strong> e le difficoltà che sussistono ancora oggi nell’affrontare un simile retaggio. <a href="https://www.theguardian.com/news/series/cotton-capital" target="_blank">The Guardian</a></p>
<p>Per secoli la <strong>città cambogiana di Battambang</strong> è stata<strong> rinomata per le arti</strong>, fino a quando i suoi artisti non sono stati presi di mira dagli Khmer Rossi. Ora la sua storia travagliata ispira lo spirito creativo della città. <a href="https://www.bbc.com/travel/article/20230410-battambang-cambodias-creative-second-city" target="_blank">BBC</a></p>
<p>La <strong>Greenwich Peninsula di Londra sta cambiando</strong>. Knight Dragon, un’azienda di sviluppo immobiliare, vuole trasformare questa zona di 60 ettari in un hub di business creativo, istituzioni accademiche e comunità residenziali e renderla un esempio di sviluppo urbano per tutto il mondo. <a href="https://monocle.com/content/Knight-Dragon-2023/" target="_blank">Monocle</a></p>
<p>È il <strong>programma spaziale italiano più ambizioso degli ultimi anni</strong>. Parliamo di <strong>Iride</strong>, la costellazione satellitare il cui sviluppo è iniziato nel 2022, ora in fase di realizzazione, che punta ad essere l&#8217;avanguardia dell&#8217;osservazione della Terra. <a href="https://www.wired.it/article/iride-costellazione-satellitare-asi-esa-sistema-dettagli/" target="_blank">Wired</a></p>
<p>Alcuni ricercatori hanno scoperto che utilizzando <strong>microfoni speciali </strong>che rilevano le<strong> chiamate dei pipistrelli</strong> si possono sentire anche le piante. Noi esseri umani potremmo non essere in grado di sentirle <span style="color: #000000;">naturalmente,</span> ma attraverso l&#8217;odore possiamo captare i messaggi che le piante trasmettono. <a href="https://www.nationalgeographic.com/science/article/plants-can-talk-yes-really-heres-how" target="_blank">National Geographic</a></p>
<p>Sapete che cos&#8217;è la <strong>Weißwurstfrühstück</strong>? Il pasto &#8220;più tedesco&#8221; di tutta la Germania consiste nella <strong>tradizionale colazione </strong>a base di salsicce bianche, morbidi pretzel, senape dolce, il tutto accompagnato da un calice di birra. <a href="https://www.bbc.com/travel/article/20230412-where-people-drink-beer-for-breakfast" target="_blank">BBC</a></p>
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		<title>FAI, un tuffo nella bellezza del patrimonio culturale italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 06:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Christian Valla]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Un fine settimana all&#8217;insegna dell&#8217;arte e della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Tornano per la 31esima edizione le Giornate FAI di primavera. Sabato 25 e domenica ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1256" height="788" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-25-alle-12.41.45.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Fondo Ambiente Italiano" /></p><p style="font-weight: 400;">Un fine settimana all&#8217;insegna dell&#8217;arte e della valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. <mark class='mark mark-yellow'>Tornano per la 31esima edizione le Giornate FAI di primavera. Sabato 25 e domenica 26 marzo aprono per l&#8217;occasione oltre 750 luoghi, di cui 136 in Lombardia, generalmente inaccessibili o poco conosciuti. E diventano visitabili ville, chiese, palazzi storici, castelli, musei e aree archeologiche, ma anche esempi di archeologia industriale, collezioni d’arte, biblioteche, edifici civili e militari, laboratori artigiani.</mark> Non mancheranno gli itinerari all&#8217;aperto, nei borghi, negli orti botanici e nei giardini storici.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Tra le aperture più curiose che vi segnaliamo, il Centro culturale IKEDA per la pace a Corsico (MI), il più grande centro buddista d&#8217;Europa, che ha portato a un’ampia riqualificazione urbanistica; la sede della Navigazione sul Lago Maggiore ad Arona (NO), dove saranno visitabili il cantiere dedicato alla riparazione dei battelli, il Real Osservatorio Vesuviano, il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, fondato nel 1841; a Palermo, l’Aula bunker dell’Ucciardone, costruita nel 1985-86 all’interno del carcere per ospitare il Maxiprocesso contro i crimini di mafia.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Abbiamo selezionato una serie di luoghi da visitare in Lombardia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/villa-arese-lucini_174627.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65179" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/villa-arese-lucini_174627-300x182.jpg" alt="villa-arese-lucini_174627" width="300" height="182" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Villa Arese Lucini</strong> è una splendida dimora nobiliare di fine cinquecento, immersa nel verde della Brianza, a Osnago. Si tratta di un complesso architettonico dalla mole imponente sviluppatosi nei secoli al fine di celebrare la potenza della famiglia. L’eleganza degli ambienti, le decorazioni sfarzose, i preziosi arredi originali, la colleziona di porcellane cinesi ed una biblioteca di inestimabile valore rendono Villa Arese Lucini uno scrigno di segreti custoditi nel tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/teatro-fraschini-Pavia_169709.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65180" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/teatro-fraschini-Pavia_169709-300x200.jpg" alt="teatro-fraschini Pavia_169709" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Teatro Fraschini (Pavia), </strong>di tradizione considerato uno dei più belli d&#8217;Italia. Erano stati quattro esponenti delle famiglie pavesi più aristocratiche a volere, nel 1771, la costruzione di un nuovo teatro &#8211; per ciò denominato &#8220;dei quattro cavalieri&#8221;. L&#8217;apertura nelle Giornate FAI, ricorre nell&#8217;anno dell&#8217;anniversario della costruzione del teatro. Duecentocinquanta anni di storia, che verranno raccontati durante la visita; sarà l&#8217;occasione non solo per scoprire curiosità sulla sua storia ma anche per creare un ponte tra passato e futuro del Teatro Fraschini attraverso la visita dei suoi spazi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/villa-necchi-campiglio-Milano_46741.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65181" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/villa-necchi-campiglio-Milano_46741-300x199.jpg" alt="villa-necchi-campiglio Milano_46741" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Appartata nel cuore di un tranquillo quartiere nel centro di Milano, <strong>Villa Necchi Campiglio</strong> venne progettata nei primi anni &#8217;30 dall’architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina, esponenti di una borghesia industriale lombarda colta e al passo coi tempi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/casa-verdi_-Milano-81812.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65182" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/casa-verdi_-Milano-81812-300x225.jpg" alt="casa-verdi_ Milano 81812" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Casa Verdi. </strong>Nel 1889 Verdi acquista una grande area in una zona allora semiperiferica di Milano, vicina al Parco Sempione in via di realizzazione. Qui, da una &#8220;archistar&#8221; dell&#8217;epoca, Camillo Boito, fa costruire una grande casa per i musicisti &#8220;meno fortunati&#8221; di lui, riuscito esempio di &#8220;architettura nazionale in cui si fondono filoni espressivi diversi”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Arcivescovado-Milano-01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65183" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Arcivescovado-Milano-01-300x200.jpg" alt="Arcivescovado, Milano 01" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La Quadreria del Palazzo dell’Arcivescovado</strong> di Milano, sede degli Arcivescovi di Milano, dall’epoca di Giovanni I Visconti, fu costituita a partire dal secolo XVII e poi arricchita da lasciti e donazioni. Degna di nota la serie dei grandi ritratti ufficiali degli Arcivescovi che recano la firma di autori anche del contemporaneo, come Sassu, Parma, Messina, oltre a noti seicentisti quali Morazzone e il Cerano. Sarà visitabile il cortile della Curia con le statue in pietra di Ambrogio e Carlo, le lapidi documentarie delle visite milanesi di Giovanni Bosco e Giovanni Paolo II, lo scalone in pietra, la cappella interna affrescata in stile rinascimentale nel primo novecento, la Galleria, ala del loggiato del cortile dei Canonici, chiuso dal Cardinale Monti per esporre la propria raccolta di opere d’arte.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/giardino-all-italiana-di-villa-ravizza-Arcore-MB-_169533.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65184" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/giardino-all-italiana-di-villa-ravizza-Arcore-MB-_169533-300x300.jpg" alt="giardino-all-italiana-di-villa-ravizza Arcore (MB) _169533" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Quante volte passeggiando lungo via Monte Grappa, ad Arcore, ci siamo affacciati all&#8217;elegante cancellata che circonda i <strong>Giardini di Villa Ravizza</strong>, sognando di salire i gradini della scenografica scalinata e scoprire cosa si nasconde sulla sommità della collina? Finalmente potremo osservare da vicino le armoniose balaustre, muovendoci in un trionfo di statue, fontane e mosaici. Ma non tutto è come sembra: il giardino, all&#8217;apparenza settecentesco, è stato creato nei primi decenni del Novecento!</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/cascina-cernuschi-Monza_172744.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65185" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/cascina-cernuschi-Monza_172744-300x199.jpg" alt="cascina-cernuschi Monza_172744" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>Cascina Cernuschi</strong> è situata su viale Mirabello, all&#8217;interno del Parco di Monza, uno dei più grandi parchi cintati d&#8217;Europa, istituito il 14 settembre 1805 per volontà dell&#8217;imperatore Napoleone con lo scopo di farne una tenuta agricola modello e una riserva di caccia. L&#8217;edificio è sede del Posto Fisso Carabinieri a cavallo del Parco di Monza, unico in Italia, inquadrato nel Comando Provinciale dei Carabinieri di Monza e Brianza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Inzago-centro-storico-MI_172688.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65186" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Inzago-centro-storico-MI_172688-300x199.jpg" alt="Inzago, centro-storico (MI)_172688" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">La storia più antica di <strong>Inzago</strong> si snoda attorno a due piazze: la Maggiore, e di Vona. Nella seconda metà del Quattrocento il naviglio Martesana andò a delimitare l&#8217;abitato sud dove si insediarono alcune delle tante ville storiche che ad Inzago sono disperse nell&#8217;edificato. A nord scorre la roggia Crosina, derivata dal Naviglio a Cassano per azionare un complesso di mulini ed irrigare i giardini locali, poi prolungata sino a Gessate. Ne permangono ancora suggestivi scorci.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/istituto-dei-ciechi-Milano_81423.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65187" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/istituto-dei-ciechi-Milano_81423-300x201.jpg" alt="Facciata principale dell'Istituto dei Ciechi di Milano" width="300" height="201" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">In pieno centro di Milano, a due passi da Villa Necchi Campiglio e contornato da edifici Liberty, trova la sua sede <strong>l&#8217;Istituto dei ciechi di Milano</strong>. La storia della Fondazione Istituto dei Ciechi affonda le sue radici nel 1840 quando il ragioniere Michele Barozzi realizzò un &#8220;istituto d&#8217;educazione per i poveri ciechi&#8221; su impulso del governatore austriaco Von Hartig. L&#8217;attuale sede dell&#8217;Istituto in via Vivaio risale al 1892 quando venne edificata su disegno dell&#8217;architetto Giuseppe Pirovano, che progettò l&#8217;edificio ispirandosi al modello dell&#8217;lnstitut National des Jeunes Aveugles di Parigi, tenendo conto delle necessità educative e sociali della comunità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/castello-clusane-BS_169274.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-65188" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/castello-clusane-BS_169274-300x225.jpg" alt="castello-clusane (BS)_169274" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Castello del Carmagnola di Clusane. </strong>Si raggiunge il castello passando per le viuzze del borgo posto sulla riva meridionale del Sebino, tra Iseo e Paratico, abitato fin dall&#8217;antichità, come attestano tracce di villaggi palafitticoli, resti romani e longobardi. Si innalza al di sopra delle case e si affaccia su un vasto panorama che spazia dalla sponda bergamasca alle Torbiere, con di fronte Montisola e in fondo il Monte Guglielmo. Contesto paesaggistico di rara bellezza e luminosità.</p>
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		<title>Character.ai dialoga con i personaggi famosi di ieri e di oggi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 14:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Colonnelli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[AI]]></category>
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		<description><![CDATA[«Ave, Cesare. Cosa pensi dei francesi?». «Ho rispetto per la loro cultura, ma non sono d’accordo con la loro politica. Credo che abbiano molto da imparare da Roma. E poi, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/32328142856_0db719b155_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="32328142856_0db719b155_b" /></p><p style="font-weight: 400;">«Ave, Cesare. Cosa pensi dei francesi?». «Ho rispetto per la loro cultura, ma non sono d’accordo con la loro politica. Credo che abbiano molto da imparare da Roma. E poi, il nostro esercito è migliore del loro».</p>
<p style="font-weight: 400;">«Hai conosciuto Asterix?». «Intendi quel Gallo matto che ha attaccato una fortezza romana? Mi sembra un buon combattente, ma è troppo pazzo per i miei gusti. Se fossi a capo dell’esercito in questo momento, probabilmente lo catturerei e gli chiederei perché è così».</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>In questo botta e risposta, l’<strong>intelligenza artificiale</strong> si mette nei panni del generale romano <strong>Giulio Cesare</strong>, ma in realtà potrebbe interpretare qualsiasi personaggio storico, conosciuto o inventato, come Socrate, Elon Musk o Harry Potter.</mark> Potremmo chiedergli, per esempio, di fare Shakira e di raccontarci senza alcun filtro come procede la sua relazione con l’ormai ex compagno Gerard Piqué. <mark class='mark mark-yellow'><strong>Character.ai</strong> è un chatbot o robot conversazionale di <strong>OpenAI</strong> creato da due ex ingegneri di Google con un obiettivo: poter conversare in maniera credibile con la versione artificiale di persone vive o morte, reali o immaginarie.</mark> È possibile, infatti, costruire il profilo di un personaggio del tutto inventato e parlare con lui: basta descriverlo in un paio di righe. L’alter ego digitale sarà tanto più realista quanto più definiamo le sue caratteristiche e gli si può anche chiedere di applicare diversi strati di stile per farlo parlare, ad esempio, in andaluso o come un poeta rinascimentale. Il dialogo è possibile grazie all’apprendimento automatico di Character.ai, che processa una grande quantità di dati e parole. Per ora, però, anche se convincenti, le risposte dell’intelligenza artificiale rimangono generiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto ha ricevuto ulteriori risorse fino a diventare <strong>LaMDA</strong>, acronimo di <strong>Language Model for Dialogue Applications</strong>, uno dei chatbot più avanzati in circolazione. Tuttavia, specificano i due inventori, <mark class='mark mark-yellow'>Character.ai è una forma di intrattenimento progettata per conversazioni plausibili, non veritiere, e non rappresenta «una fonte affidabile di informazioni».</mark> Nell&#8217;intestazione di ogni dialogo con la macchina si legge infatti: &#8220;Ricordate: tutto ciò che i personaggi dicono è inventato!&#8221;.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a title="El País" href="https://elpais.com/tecnologia/2023-01-14/de-julio-cesar-a-shakira-una-nueva-inteligencia-artificial-logra-conversaciones-imposibles-con-personajes-conocidos.html" target="_blank">El País</a>.</strong></p>
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		<title>Cento anni di Enrico, &#8220;una brava persona&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2022 06:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[“Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”: era il 1992 quando il cantautore Giorgio Gaber pubblicò questo verso. Una frase inflazionata, pluri-ripetuta, ma che cattura perfettamente quello che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="776" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/berlinguer.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Comune di Sassari" /></p><p style="font-weight: 400;">“Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”: era il 1992 quando il cantautore Giorgio Gaber pubblicò questo verso. Una frase inflazionata, pluri-ripetuta, ma che cattura perfettamente quello che Enrico Berlinguer rappresentò per la politica italiana.</p>
<p style="font-weight: 400;">Enrico Berlinguer non era carismatico. Tenace molto, ma di sicuro non aveva quella verve da affabulatore. Ai comizi si presentava “semplicemente” come un ambasciatore dell’ideale in cui credeva. <mark class='mark mark-yellow'>Era il contenuto dei discorsi a essere forte, non il metodo</mark>. Era un leader gentile, composto, ma non per questo non agguerrito. Tanto che, per l’appunto, erano forse soprattutto i suoi modi – accanto alle sue idee – che lo resero così popolare, anche tra le fazioni opposte. Altri tempi, altra politica, altri uomini.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Enrico Berlinguer fu colui che allontanò progressivamente il PCI dall&#8217;URSS, colui che immaginava una nuova sinistra</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Enrico Berlinguer fu colui che allontanò progressivamente il PCI dall&#8217;URSS, colui che immaginava una nuova sinistra. Berlinguer fu colui che ebbe l’audacia di volare controcorrente. Già dai primi anni Sessanta, quando entrò a far parte della direzione nazionale del PCI, espresse le sue perplessità in merito alle relazioni con il PCUS – il Partito Comunista dell’Unione Sovietica – e ai metodi utilizzati dal partito all’interno dell’URSS, in particolare in merito ai suoi esponenti. In qualche modo, a poco più di quarant’anni dal “peccato originale” dei comunisti italiani – il Congresso di Livorno – Berlinguer volle <mark class='mark mark-yellow'>sfidare proprio le origini del suo partito</mark>. Per il più grande schieramento comunista dell’Occidente, una mossa del genere non fu solamente audace, ma anacronistica: lui era molto più avanti di tutti gli altri e non fu l’unica volta a dimostrare di esserlo. In quel momento, evidenziare le storture di quella realtà da molti venerata generò molteplici reazioni, anche avverse, ma quello che risultò immediatamente agli occhi di tutti fu la <mark class='mark mark-yellow'>moderatezza del comunista Berlinguer</mark>. Quasi ossimorico.</p>
<div id="attachment_57560" style="width: 222px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/d720.jpg"><img class="size-full wp-image-57560" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/d720.jpg" alt="Fonte: Camera dei Deputati" width="222" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Camera dei Deputati</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Questo suo animo conciliante portò alla quasi-realizzazione nel 1978 del “compromesso storico”</mark>, un accordo con la Democrazia Cristiana di Aldo Moro per garantire la fiducia in Parlamento alla “balena bianca”. Quindi, sostenere il governo, senza ottenere dicasteri, per far fronte all’emergenza terroristica che sconvolgeva la penisola. Fu proprio l’apertura di Berlinguer, in quegli anni segretario del PCI, a figurare nuovi scenari che erano fino ad allora inimmaginabili. Quelle due forze politiche che si erano giurate lotta eterna, due nemici ma con discreto rispetto, erano in procinto di stingersi la mano e allearsi per un fine comune. Purtroppo, tutti sappiamo cosa accadde quella mattina del <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwiI2IDYlP73AhVTR_EDHe1UA7cQFnoECBAQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCaso_Moro&amp;usg=AOvVaw0e7Sjr1h7Ds4WGW4zCasF3" target="_blank">16 marzo 1978</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La figura di Berlinguer potrebbe essere scandagliata analizzando i mille aneddoti che raccontano perfettamente la sua vita. Però, è quello più triste che può spiegare al meglio perché era amato da molti. Il 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer stava tenendo un comizio a Padova, quando <mark class='mark mark-yellow'>fu colpito da un malore</mark>. Un ictus, poi si scoprì, che lo costringeva a fare <mark class='mark mark-yellow'>pause continue tra le parole che pronunciava davanti a quella platea di militanti. Militanti che, notata l’evidente fatica del loro segretario, iniziavano a urlare “Basta, Enrico, basta!”</mark>. E Berlinguer, forte della sua tenacia – o testardaggine –, volle comunque <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4zDR8hog3S8" target="_blank">finire il suo discorso</a>. Quella sera, tornato in albergo cadde in coma, morendo quattro giorni più tardi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>L’affetto che la gente provava nei suoi confronti sta un po’ anche in quel “Basta, Enrico!”: il chiamarlo per nome non era una mancanza di rispetto</span>Dicevano – anzi, diceva Gaber – che “qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”. L’affetto che la gente provava verso di lui sta un po’ anche in quel “Basta, Enrico!”. <mark class='mark mark-yellow'>Il chiamarlo per nome non era una forma di mancanza di rispetto, ma un atto concesso dalla relazione che Berlinguer aveva con il popolo</mark>. E questa profonda relazione fu ancor più palesata nel giorno del suo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=q-5ZRpngUqQ" target="_blank">funerale</a>. <mark class='mark mark-yellow'>Le lacrime sui volti della gente e le grida di addio verso il feretro, sventolando la prima pagina de <em>L’Unità</em>, scandirono quel 13 giugno</mark>. Le interviste rilasciate dalle “persone comuni” alle videocamere di tutta Italia parlano di Enrico e non di Berlinguer. La disperazione di chi ha perso un amico, non per la scomparsa di uno qualunque. Il saluto a chi ha fatto credere a milioni di persone in un mondo diverso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Cent’anni fa nasceva a Sassari Enrico Berlinguer</mark>. E se dopo 38 anni dalla sua scomparsa ancora ci ricordiamo di lui, forse è perché in fondo a molti manca quel tipo di politica. Forse perché a molti manca quel tipo di persona. Un politico troppo avanti per i suoi tempi. Un uomo troppo spesso citato, troppo poco compreso. Un amico per tutti coloro che l’hanno conosciuto, ma anche per coloro che l’hanno semplicemente ascoltato. Un avversario, non un nemico, per chi non condivideva le sue idee.</p>
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		<title>Off the Radar – dieci pezzi da non perdere  #50</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 17:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Bufoli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage della settimana. In questi dieci pezzi imperdibili si intrecciano storie di singoli e di comunità, di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1487" height="832" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/Immagine-2022-03-14-175511.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto: bimbi ucraini in fuga dal loro Paese in guerra. Fonte: ilmessaggero.it" /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori <strong>longform</strong> e <strong>reportage</strong> della settimana. In questi dieci pezzi imperdibili si intrecciano storie di singoli e di comunità, di luoghi e di minoranze, costrette a fare i conti con emergenze ancora attuali come la guerra e la pandemia. Storie di resistenza e difficoltà provenienti da ogni parte del mondo, dai civili in fuga dall&#8217;Ucraina, ai bambini nati in tempo di Covid; dalle battaglie in difesa dell&#8217;ambiente e della legalità, alla forza di chi è riuscito a rialzarsi coltivando la propria passione, che sia lo sport, la musica o la scienza. Buona lettura!</p>
<p>Torture, lavori forzati, campi di rieducazione, sterilizzazioni di massa e sorveglianza digitale. Il reportage francese <em>Cina: Uiguri, storia di un genocidio</em> racconta la persecuzione del <strong>Partito Comunista Cinese </strong>contro la <strong>minoranza Uigura </strong>di religione musulmana nell&#8217;ovest del Paese attraverso immagini d&#8217;archivio, testimonianze e commenti degli esperti. Disponibile in streaming fino al 7 Giugno 2022. (<a href="https://www.arte.tv/it/videos/100174-000-A/cina-uiguri-storia-di-un-genocidio/" target="_blank">Arte.tv</a>)</p>
<p>La <strong>pandemia</strong> da <strong>Covid-19</strong> dura ormai da due anni. Se sei nato all’inizio del 2020, però, questi due anni sono tutta la tua vita. <em>The Atlantic</em> ha raccolto le testimonianze di sei famiglie che hanno avuto <strong>bambini</strong> proprio in questo momento storico. Come questo fenomeno sta plasmando la loro vita? Che ne sarà del loro sviluppo? (<a href="https://www.theatlantic.com/family/archive/2022/03/covid-babies-toddler-growth-development/627030/" target="_blank">The Atlantic</a>)</p>
<p>Dall’<strong>emergenza</strong> omicidi a quella pandemica, la comunità di <strong>Guayaquil</strong>, la città più grande dell’<strong>Ecuador</strong>, costretta a fare i conti con uno dei focolai <strong>Covid</strong> più virulenti al mondo, ha dimostrato tutta la sua <strong>resilienza</strong>. (<a href="https://www.newyorker.com/magazine/2022/03/14/a-pandemic-tragedy-in-guayaquil" target="_blank">The New Yorker</a>)</p>
<p>Il <strong>commercio illegale del legno</strong> è il terzo mercato criminale al mondo dopo quelli della droga e delle merci contraffatte. 15 “detective del legname” di Amburgo hanno il compito di verificare la provenienza delle importazioni di <strong>legno UE</strong> per individuare eventuali fonti illegali. (<a href="https://www.nationalgeographic.com/environment/article/the-timber-detectives-on-the-front-lines-of-illegal-wood-trade" target="_blank">National Geographic</a>)</p>
<p>A<strong> Beirut</strong>, in Libano, un gruppo di imprenditori gestisce gran parte della fornitura di <strong>energia elettrica</strong>, rimpiazzando la gestione statale. Un <strong>mercato</strong> <strong>illegale</strong> e prosperoso, tra ricatti ai cittadini e rapporti clientelari con la politica. (<a href="https://www.internazionale.it/reportage/helene-sallon/2022/03/07/libano-generatori" target="_blank">Internazionale</a>)</p>
<p>Nel 2015 l’esplosione della <strong>diga Fundão</strong> in Brasile, gestita dalla multinazionale anglo-australiana BHP, travolse un intero villaggio causando <strong>19 morti </strong>e la peggiore <strong>tragedia ambientale</strong> del Paese. Un&#8217;intera comunità è ancora in attesa di giustizia e confida in una nuova sentenza prevista nell&#8217;aprile 2022. (<a href="https://www.theguardian.com/environment/2022/mar/11/jonathan-knowles-justice-for-fundao-tailings-brazil-dam-collapse-aoe" target="_blank">The Guardian</a>)</p>
<p>Dalla banda musicale della Royal Air Force al debutto sulle piste da sci dei <strong>Giochi Paralimpici</strong> <strong>di Pechino 2022</strong> sotto la bandiera britannica: è la storia di <strong>Shona Brownlee</strong> e della metamorfosi che ha vissuto dopo l&#8217;amputazione di una gamba. (<a href="https://www.bbc.com/news/disability-60642118" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>In occasione della <strong>Giornata internazionale della donna</strong>, la scrittrice e storica della scienza <strong>Edna Bonhomme</strong> ricorda i grandi nomi femminili della scienza, come la chimica <strong>Rosalind Franklin</strong>, e fa il punto su un settore dove persiste ancora grande <strong>disparità di genere</strong>. (<a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2022/3/8/women-in-science-should-be-the-norm-not-the-exception" target="_blank">Al Jazeera</a>)</p>
<p>I <strong>dati</strong> aiutano a raccontare la<strong> guerra</strong>: il conflitto <strong>Russo-Ucraino</strong> spiegato in numeri, mappe e infografiche. (<a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/2/28/russia-ukraine-crisis-in-maps-and-charts-live-news-interactive" target="_blank">Al Jazeera</a>)</p>
<p>Chi erano gli oltre 1800 membri del <strong>Congresso americano</strong> che <strong>schiavizzavano i neri </strong>tra il XVIII e il XX secolo? E, soprattutto, come hanno contributo a forgiare gli Stati Uniti d&#8217;America? Un&#8217;indagine storica del <em>Washington Post </em>ha raccolto i loro profili in un database interattivo. (<a href="https://www.washingtonpost.com/history/interactive/2022/congress-slaveowners-names-list/?itid=sf_retropolis" target="_blank">The Washington Post</a>)</p>
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		<title>Vittorio Emanuele II: 200 anni dalla nascita del primo Re d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 19:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo Cozzaglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 17 marzo 1861 il neonato parlamento del Regno d’Italia proclamò la seguente legge: «Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi successori il titolo di Re d’Italia. Tutti ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="908" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/D8A7C6DA-D251-4A54-A126-416A0CADD5E3.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="D8A7C6DA-D251-4A54-A126-416A0CADD5E3" /></p><p>Il 17 marzo 1861 il neonato parlamento del Regno d’Italia proclamò la seguente legge: «Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi successori il titolo di Re d’Italia. Tutti gli atti che debbono essere intitolati in nome del Re lo saranno colla formola seguente: (Il nome del Re) Per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia». <mark class='mark mark-yellow'>Era l’atto conclusivo del lungo processo di unità nazionale passato alla storia con il nome di <strong>Risorgimento</strong>.</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Vittorio Emanuele II ricevette altri titoli: <strong>Padre della Patria</strong>, in quanto primo sovrano del nuovo stato unitario, e <strong>Re Galantuomo</strong>, perché mantenne in vigore lo Statuto Albertino dopo il 1848.</mark> Proprio per ricordare un personaggio importante della nostra storia sono in programma eventi e mostre in occasione del bicentenario della sua nascita (14 marzo). Ci siamo recati alla prima di queste iniziative.</p>
<p>Organizzata dal Centro Studi “Vittorio Emanuele II”, la mostra <strong>“Vittorio Emanuele II: il re che unì l’Italia”</strong> è stata aperta al pubblico il 4 marzo nell’ala di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi vicino a Torino. Giorno e luogo non sono stati scelti casualmente: il 4 marzo 1848 Carlo Alberto promulgò lo Statuto Albertino e a Stupinigi il 12 aprile 1842 fu celebrato il matrimonio tra Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>«Io voglio essere un re costituzionale. Manterrò fede alla legge, ma morirò piuttosto che soggiacere al giogo di un partito»</span></p>
<p>L’inaugurazione ha avuto luogo nell’atrio del complesso, un ambiente che ben rispecchia l’eredità storica della Palazzina. Ad accogliere i visitatori è stato il presidente del Centro Studi “Vittorio Emanuele II”, dottor <strong>Alberto Casirati</strong>, che ha voluto ricordare il primo sovrano d’Italia con una frase del monarca in merito al mantenimento dello Statuto Albertino: «Io voglio essere un re costituzionale. Manterrò fede alla legge, ma morirò piuttosto che soggiacere al giogo di un partito».</p>
<div id="attachment_41844" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/78D7E6B7-A0DD-47C4-BB91-AF5FDE436D39.jpeg"><img class="wp-image-41844 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/03/78D7E6B7-A0DD-47C4-BB91-AF5FDE436D39-300x232.jpeg" alt="78D7E6B7-A0DD-47C4-BB91-AF5FDE436D39" width="300" height="232" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;Arciduca Martino d&#8217;Asburgo-Este (a destra) e il Principe Sergio di Jugoslavia</p></div>
<p><mark class='mark mark-yellow'>A rendere l’inaugurazione un momento particolarmente solenne è stata la presenza di due personalità imparentate con casa Savoia: Sua Altezza Imperiale Reale l’arciduca <strong>Martino d’Asburgo-Este</strong> e Sua Altezza Reale il principe <strong>Sergio di Jugoslavia</strong>.</mark></p>
<p>Entrando nel salone, si nota immediatamente un ritratto solenne del sovrano che pare osservare i visitatori mentre si avvicinano alle vetrine d’esposizione. Si possono ammirare libri, lettere autografe, incisioni, raffigurazioni di membri di casa Savoia (inclusi i secondi sovrani d’Italia, <strong>Umberto I</strong> e la <strong>Regina Margherita</strong>). Tutti oggetti provenienti soprattutto da collezioni private, circondati da bandiere del Regno d’Italia.</p>
<p>«Per l’Italia è un personaggio molto importante perché è il padre della patria. Noi dobbiamo prendere questa mostra per riscoprire anche l’anima del personaggio privato»ha commentato l’arciduca Martino.</p>
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