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	<title>magzine &#187; Stoccolma</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Finlandia e Svezia nella Nato, la Turchia frena</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2022 09:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La neutralità ad Helsinki e Stoccolma potrebbe non essere più di casa e l’ingresso nella Nato si avvicina sempre di più. In Svezia si attende l’esito della riunione straordinaria convocata per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/52001819843_ddc30eaae8_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Flickr
Autore: Anne Sjöholm / valtioneuvoston kanslia" /></p><p>La neutralità ad <strong>Helsinki</strong> e <strong>Stoccolma</strong> potrebbe non essere più di casa e l’ingresso nella <strong>Nato</strong> si avvicina sempre di più. In <strong>Svezia</strong> si attende l’esito della riunione straordinaria convocata per oggi, 16 maggio, che dovrebbe deciderne il destino. In <strong>Finlandia</strong>, dopo il comunicato stampa del primo ministro <strong>Sanna Marin</strong> e del presidente <strong>Sauli Niinistö</strong> del 12 maggio che parla di domanda di adesione da porre “senza indugio”, il cammino sembra già tracciato e si aspetta l’approvazione del Parlamento. E&#8217; una presa di posizione netta da parte del governo e appoggiata dai finlandesi ma che infastidisce Mosca da un parte con Putin che definisce la scelta potenziale &#8220;un errore&#8221; e che, rispetto alla Nato, ha visto il freno della Turchia, perplessa a causa delle posizioni favorevoli di Finlandia e Turchia verso il PKK, il partito curdo turco definito da Ankara &#8220;terrorista&#8221;.</p>
<p><strong>Massimo De Leonardis</strong>, <strong>docente di Storia dei trattati e politica internazionale all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</strong>, evidenzia come i finnici sostengano la nuova direzione intrapresa dai piani alti alla luce degli avvenimenti in <strong>Ucraina</strong>. <mark class='mark mark-yellow'> “Prima dell’invasione russa dell’Ucraina solo circa il 26% dell’opinione pubblica era favorevole all’ingresso della Finlandia nell’Alleanza Atlantica. Sembra che questa percentuale sia salita intorno al 70/75%”. </mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Secondo il docente di Storia dei trattati politici Massimo De Leonardis, &#8220;prima dell’invasione russa dell’Ucraina solo circa il 26% dell’opinione pubblica era favorevole all’ingresso della Finlandia nell’Alleanza Atlantica. Sembra che questa percentuale sia salita intorno al 70/75%&#8221;. </span></p>
<p>Per i finnici, l’intenzione di allinearsi ha già avuto la prima ripercussione: lo stop alle forniture elettriche da parte della Russia a partire dal 14 maggio. <strong>Rao Nordic Oy</strong>, la compagnia di proprietà della società con sede a Mosca <strong>InterRao</strong>, sostiene di non aver ricevuto quanto pattuito per importare l’energia russa sul suolo finlandese. Il fabbisogno del Paese scandinavo è coperto dalla Russia solo per il dieci per cento. Una lacuna che ritiene di poter colmare con l’aiuto della <strong>Svezia</strong> e con le proprie centrali che produrrebbero di più.</p>
<p>Nel concreto, la risposta della Federazione russa è arrivata quindi attraverso una limitazione di tipo economico: il <strong>Cremlino</strong> non ha reagito dal punto di vista militare. Con un riferimento storico, il professor <strong>De Leonardis</strong> respinge l’ipotesi di una vera e propria aggressione russa alla Finlandia: <mark class='mark mark-yellow'> “Naturalmente si spera che si resti nel campo del dispiegamento di nuovi sistemi d’arma vicino al confine finlandese e che non si vada ovviamente oltre </mark>. Nel 1939 l’<strong>Unione Sovietica</strong> aveva attaccato la <strong>Finlandia</strong>. La cosiddetta <strong>Guerra d’inverno</strong> durò circa due mesi. L’Urss trovò molto filo da torcere da parte della Finlandia che aveva e che ha tutt’oggi un ottimo esercito”.</p>
<p><strong>De Leonardis</strong> sostiene che, data l’attuale situazione, Stoccolma potrebbe seguire i passi della vicina di casa. “Il caso della <strong>Svezia</strong> è storicamente molto diverso. Nel Seicento e nel Settecento è stata tra i principali nemici dell’allora Russia zarista. Dopo l’epoca napoleonica, dopo il 1815, ha adottato una politica di neutralità che ha mantenuto fino ad oggi”.</p>
<p>Per il ricercatore<strong> </strong>in <strong>Storia delle Relazioni Internazionali dell</strong>&#8216;<strong>Università Cattolica </strong><strong>Davide Borsani, <em>Associate Research Fellow </em>dell&#8217;Ispi </strong>“gli svedesi, nel momento in cui vedono nell’Alleanza Atlantica sia la Norvegia che la Finlandia, resterebbero l’unico Paese fuori da essa. E a quel punto sarebbero inclini a seguire tutta la Scandinavia con i rischi che questo comporta, anzitutto sul lungo periodo”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Per il ricercatore Davide Borsani &#8220;gli svedesi nel momento in cui vedono nell’Alleanza Atlantica sia la Norvegia che la Finlandia, resterebbero l’unico Paese fuori. E a quel punto sarebbero inclini a seguire tutta la Scandinavia con i rischi che questo comporta anzitutto nel lungo periodo&#8221; </span></p>
<p><strong>Borsani</strong> ritiene che <strong>Finlandia</strong> e <strong>Svezia</strong> hanno davanti un processo breve: “I due Paesi hanno già una forma di integrazione con la <strong>Nato</strong>, ad esempio erano membri di alcuni partenariati, quindi c’è già un livello di interoperabilità dal punto di vista militare con i Paesi dell’Alleanza. <mark class='mark mark-yellow'>Sono due democrazie consolidate con valori liberali, un’identità democratica anche questa consolidata e quindi dal punto di vista politico non pongono alcun tipo di problemi&#8221;. </mark></p>
<p>Le richieste di adesione alla Nato dei due angoli di Scandinavia sembrano avvicinarsi sempre di più e <strong>De Leonardis</strong> spiega che i parametri per entrare nell’Alleanza Atlantica non sono particolarmente stringenti. “Tra i criteri principali vi è il controllo delle forze armate da parte del potere politico e il non avere contenziosi territoriali con Paesi vicini. Negli anni Novanta l’Ungheria aveva un contenzioso riguardo alla Transilvania con la Romania che è stato risolto attraverso un trattato tra le due nazioni prima che gli ungheresi potessero aderire nel 1999. Questo spiega anche perché l’adesione dell’Ucraina, a prescindere da ogni altra considerazione, è estremamente difficile”.</p>
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