<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; politica italiana</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/tag/politica-italiana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 07:23:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>IL FUTURO DEL M5S: L&#8217;INCERTEZZA È L&#8217;UNICA CERTEZZA</title>
		<link>http://www.magzine.it/il-futuro-del-m5s-lincertezza-e-lunica-certezza/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/il-futuro-del-m5s-lincertezza-e-lunica-certezza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 19:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Piga]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[M5s]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=75524</guid>
		<description><![CDATA[Il futuro del Movimento 5 Stelle non s’intravede. Domenica la foschia era diminuita davanti agli occhi del partito, dopo il voto dell’Assemblea costituente. In un’altra sera d’autunno, dopo quella della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/M5s_-Conte-a-Grill-21306305.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte e Beppe Grillo - ANSA" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Il futuro del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> non s’intravede. Domenica la foschia era diminuita davanti agli occhi del partito, dopo il voto dell’<strong>Assemblea costituente</strong>. </span><a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/10-anni-del-movimento-5-stelle-m5s"><span style="font-weight: 400;">In un’altra sera d’autunno</span></a><span style="font-weight: 400;">, dopo quella della nascita e della fondazione (4 novembre 2009, Teatro Smeraldo di Milano), il M5S sembrava aver iniziato la sua adolescenza, abbandonando il padre accompagnato per mano dai <em>click</em> degli iscritti. Ma la foschia si è rifatta fitta lunedì quando <strong>Beppe Grillo</strong>, garante del gruppo, ha sfruttato l’opportunità data dallo statuto, </span><a href="https://www.corriere.it/politica/24_novembre_25/m5s-grillo-chiede-formalmente-la-ripetizione-della-votazione-c389dd01-153b-4dee-b547-fd7bbc711xlk.shtml"><span style="font-weight: 400;">impugnando</span></a><span style="font-weight: 400;"> il risultato e chiedendo la ripetizione del voto, in programma <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/26/m5s-ricorso-grillo-si-rivota-da-giovedi-a-domenica-prossima/7781704/">dal 5 all&#8217;8 dicembre</a>.</span></p>
<p><b>Lo scontro</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È un altro <em>no</em> a marchiare la storia del M5S. Oggi è l’opposizione del co-fondatore all’esito dell’</span><a href="https://www.movimento5stelle.eu/assemblea-costituente-risultati/"><span style="font-weight: 400;">Assemblea costituente</span></a><span style="font-weight: 400;">, per sollecitare l’astensione e puntare al mancato raggiungimento del quorum. In principio furono le barricate per TAV e TAP, grandi opere e grandi eventi, fondamenti della creatura di <strong>Gianroberto Casaleggio</strong> e Grillo. Fino a lunedì, invece, lo stop era al garante, al limite dei due mandati degli eletti e all’impossibilità di modificare nome e simbolo, cardini della presidenza di <strong>Giuseppe Conte.</strong> Il Movimento resta a sandwich tra i desiderata di Conte e Grillo, in un altro capitolo della </span><a href="https://www.ilpost.it/2024/09/17/perche-grillo-e-conte-litigano/"><span style="font-weight: 400;">diatriba</span></a><span style="font-weight: 400;"> cominciata tre anni fa. Il pomo della discordia è il nuovo <strong>statuto</strong> proposto &#8211; per rafforzare la propria leadership &#8211; dal secondo e osteggiato &#8211; per mantenere invariato il suo ruolo &#8211; dal primo.</span></p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DCzdWFZMGRR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
<div style="padding: 16px;"><a style="background: #FFFFFF; line-height: 0; padding: 0 0; text-align: center; text-decoration: none; width: 100%;" href="https://www.instagram.com/p/DCzdWFZMGRR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank"><br />
</a></p>
<div style="display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"></div>
<div style="padding: 19% 0;"></div>
<div style="display: block; height: 50px; margin: 0 auto 12px; width: 50px;"></div>
<div style="padding-top: 8px;">
<div style="color: #3897f0; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: 550; line-height: 18px;">Visualizza questo post su Instagram</div>
</div>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/DCzdWFZMGRR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank">Un post condiviso da Giuseppe Conte (@giuseppeconte_ufficiale)</a></p>
</div>
</blockquote>
<p><script src="//www.instagram.com/embed.js" async=""></script></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«È una guerra lenta. Da una parte c’è il padre-padrone, dall’altra l’uomo-simbolo dell’ascesa a Palazzo Chigi del M5S. Il punto di non ritorno è stato l’appoggio del partito al governo Draghi, voluto da Grillo. L’accordo fu frutto di telefonate notturne del garante al futuro presidente del Consiglio e fu trovato sulla testa di Conte, offeso e arrabbiato per la fine della sua seconda esperienza da <em>premier</em> durante la pandemia», è l’opinione di </span><strong><a href="https://www.ilfoglio.it/autori/simone-canettieri/">Simone Canettieri</a></strong><span style="font-weight: 400;">, cronista parlamentare de <em>Il Foglio</em>, raggiunto da <em>Magzine</em>.</span></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><b>Il voto</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo quindici anni, e la </span><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/m5s-la-scissione-50-deputati-e-11-senatori-pronti-seguire-maio-AEciPRhB"><span style="font-weight: 400;">scissione</span></a><span style="font-weight: 400;"> griffata <strong>Luigi Di Maio</strong> (2022), il <em>contismo</em> &#8211; che mosse i primi passi durante il <strong>governo Conte II</strong> &#8211; era in procinto di scalzare il <em>grillismo</em>. Il risultato fugava da ogni dubbio, prima di lunedì. Tra i quesiti più importanti, quello sul posizionamento politico del M5S, dagli albori emblema dell’antisistema e del populismo italiano ed equidistante da centrodestra e centrosinistra. Ma, da qualche anno, sulla via dell’<em>istituzionalizzazione</em> con la presa di potere di Conte. Il 36.70% aveva collocato il M5S tra i «progressisti indipendenti» e affidato al Consiglio nazionale, che avrebbe dovuto sostituire il garante (63.24% pro-abolizione della figura), la decisione di alleanze politiche locali con partiti o movimenti saldate da «un accordo programmatico preciso» (92.45%). E il Consiglio nazionale, su proposta del presidente del M5S (Conte), avrebbe potuto approvare modifiche a nome e simbolo del partito (78.65%).</span></p>
<p><strong><strong> </strong></strong></p>
<p><b>La cronistoria</b></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Il Vaffa-Day. </span></i><span style="font-weight: 400;">Un uomo indossa una polo nera a maniche lunghe e pantaloni scuri, tiene un microfono intorno al collo e urla <em>vaffanculo</em> di qua e di là. È al centro di un palco, di fronte </span>Piazza Maggiore, a Bologna, gremita di persone: sono 50mila, attente ad ascoltare le sue parole. Quelle di un comico, di nome Beppe Grillo, che da anni ha abbandonato la sua professione e combatte contro un sistema politico ritratto come un insieme di inetti interessati al tornaconto personale, con stipendi d’oro e privilegi spropositati rispetto alla condizione del resto dei cittadini. La genesi del M5S affonda le sue radici in quel pomeriggio dell’<strong>8 settembre 2007</strong>, mentre<strong> </strong>l&#8217;Italia è colpita dalla crisi economica, le famiglie faticavano ad arrivare a fine mese, inghiottite dal vortice della Grande recessione.</p>
<div id="attachment_75539" style="width: 992px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/POL28F1_3322288F1_8245_20130226220528_HE10_20130227_MGZOOM.jpg"><img class="size-full wp-image-75539" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/POL28F1_3322288F1_8245_20130226220528_HE10_20130227_MGZOOM.jpg" alt="In piazza Maggiore a Bologna nel marzo 2010 (Ansa/Benvenuti) " width="992" height="661" /></a><p class="wp-caption-text">In piazza Maggiore a Bologna nel marzo 2010 (Ansa/Benvenuti)</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/09/06/a-dieci-anni-da-quel-vaffa-che-le-tv-volevano-ignorare/3839401/">Vaffa-Day</a></strong><span style="font-weight: 400;"> nasce dall’idea di Grillo e del perito informatico Casaleggio &#8211; che sogna la rete come mezzo per introdurre la “democrazia diretta” in politica &#8211; e segna l’inizio di una protesta destinata a trasformarsi in un movimento capace, in poco più di un decennio, di rivoluzionare il panorama politico italiano. «Vaffanculo! Chi è senza lavoro non può campare, ma i parlamentari condannati continuano a prendere pensioni d’oro! Non siamo né di sinistra né di destra, siamo una rivoluzione!», urla Grillo. Il consenso cresce rapidamente, ed è  in quel momento che si capisce la necessità di organizzarsi concretamente per dare vita a</span> <span style="font-weight: 400;">una realtà metapolitica capace di </span><a href="https://www.facebook.com/beppegrillo.it/posts/apriremo-il-parlamento-come-una-scatoletta-di-tonno-scopriremo-tutti-gli-inciuci/10151275292116545/?locale=it_IT"><span style="font-weight: 400;">«aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno»</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">La nascita e i successi.</span></i> <span style="font-weight: 400;">Il M5S è fondato il</span><strong><a href="https://tg24.sky.it/politica/2019/10/03/m5s-10-anni-fotostoria"> 4 novembre 2009</a> </strong>e si pone, <span style="font-weight: 400;">sin dall’inizio, come alternativa radicale ai partiti tradizionali. Il suo simbolo è rappresentato da cinque stelle che incarnano i temi fondanti del partito: acqua pubblica, tutela dell’ambiente, mobilità sostenibile, connettività e sviluppo equo e sostenibile. L’ingresso del M5S sulla scena politica nazionale avviene dopo le </span><strong><a href="https://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2013/2013/02/25/news/elezioni_grillo_m5s_risultati_reazioni-53396877/">elezioni politiche 2013</a></strong><span style="font-weight: 400;">, un evento storico. Il 24-25 febbraio, i risultati sono stati inequivocabili: col 25.6% dei voti alla Camera dei deputati, diventa il primo partito. La scelta di non aderire alle “larghe intese” promosse dal <strong>Partito Democratico</strong> di <strong>Pier Luigi Bersani</strong> rafforza l’immagine dei pentastellati, forza politica autonoma e distante dalle logiche tipiche dei partiti, votate al compromesso.</span></p>
<div id="attachment_75543" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/6032bd302b_59437769.jpg"><img class="size-full wp-image-75543" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/6032bd302b_59437769.jpg" alt="Il candidato premier del M5S Luigi di Maio esulta dopo aver visto le prime proiezioni dei risultati elettorali al Senato (Ansa da Instagram) " width="1024" height="682" /></a><p class="wp-caption-text">Il candidato premier del M5S Luigi di Maio esulta dopo aver visto le prime proiezioni dei risultati elettorali al Senato (Ansa da Instagram)</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>2016</strong> è uno degli anni cruciali nella storia dei “grillini”. Da un lato, la morte del co-fondatore Casaleggio priva il M5S di una figura centrale nella definizione della sua visione strategica. Dall&#8217;altro, il partito ottiene due vittorie importanti nelle elezioni comunali di </span><a href="https://tg24.sky.it/politica/2016/06/20/Ballottaggio-torino-comunali-vittoria-appendino-m5s-sconfitta-fassino"><span style="font-weight: 400;">Torino</span></a><span style="font-weight: 400;"> e </span><a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2016/06/19/news/comunali_a_roma_risultati-142378379/"><span style="font-weight: 400;">Roma</span></a><span style="font-weight: 400;">. <strong>Chiara Appendino</strong> si prende il capoluogo piemontese e <strong>Virginia Raggi</strong> s’impone nella Capitale. Le due donne simboleggiano il rinnovamento e incarnano la rottura netta con le amministrazioni precedenti del centrosinistra. È l’antipasto del successo storico nelle </span><strong><a href="https://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/04/news/risultati_elezioni_politiche_pd_centrodestra_m5s_fi_lega-190424815/">politiche del 4 marzo 2018</a></strong><span style="font-weight: 400;">. Circa un italiano su tre sceglie il M5S, segnando un punto di svolta nella politica. Sul piano programmatico, il partito annovera tra le priorità il reddito di cittadinanza, sostegno economico per contrastare la povertà, una maggiore protezione sociale e una rinnovata attenzione alle tematiche ambientali.</span></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Dal governo al lento declino.</span></i> <span style="font-weight: 400;">Il trionfo sancisce una trasformazione profonda: dall’essere partito rivoluzionario anti-sistema a schieramento con ambizioni di governo. Tra <strong>2019</strong> e <strong>2021</strong>, i “grillini” sono, da prima forza parlamentare, l’architrave di due maggioranze di governo diverse e agli antipodi. La prima, nata a margine della tornata elettorale della <strong>primavera 2018</strong>, si regge sul </span><a href="http://www.ansa.it/documents/1526568727881_Governo.pdf"><span style="font-weight: 400;">«contratto per il governo del cambiamento»</span></a><span style="font-weight: 400;"> stipulato con <strong>Lega</strong> di <strong>Matteo Salvini</strong>, che dà vita al <em>governo giallo-verde. </em>Lo guidato, da <em>premier</em>, un personaggio sconosciuto, docente e avvocato, Conte. Ma il suo esecutivo si sfalda nell’estate 2019, quella del </span><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/03/matteo-salvini-sale-in-consolle-a-petto-nudo-al-papeete-tra-musica-dance-cocktail-e-inno-di-mameli-video/5367061/"><span style="font-weight: 400;">Papeete Beach</span></a>, <span style="font-weight: 400;">per mano del segretario del Carroccio, che ritira l’appoggio con l’obiettivo di tornare alle urne. Ma le elezioni anticipate non saranno indette e il M5S si alleerà col PD e formerà il governo Conte II (<em>giallo-rosso</em>). </span></p>
<div id="attachment_75546" style="width: 980px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/governo-5.jpg"><img class="wp-image-75546 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/governo-5.jpg" alt="Il rito della campanella tra Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte – Roma, 1 giugno 2018 (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)" width="980" height="649" /></a><p class="wp-caption-text">Il rito della campanella tra Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte – Roma, 1 giugno 2018 (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">La nuova maggioranza affronta la sfida della pandemia di COVID-19. Al timone c&#8217;è ancora Conte, che si intesta la gestione dell’emergenza economico-sanitaria e raggiungere </span><a href="https://www.movimento5stelle.eu/giuseppe-conte-eletto-presidente-del-movimento-5-stelle/"><span style="font-weight: 400;">il vertice del M5S</span></a><span style="font-weight: 400;">. Ma, da presidente del partito, incassa subito il primo dispiacere nelle </span><strong><a href="https://www.wired.it/article/elezioni-2022-risultati-fratelli-italia-destra-lega-forza-italia-pd-movimento-5-stelle/">politiche del 2022</a>: </strong>p<span style="font-weight: 400;">erde oltre la metà dei voti rispetto a quattro anni prima e la sua unica consolazione è il consolidamento del sostegno nelle regioni meridionali. Qualche mese dopo, il reddito di cittadinanza, la legge-bandiera del M5S, è smantellato dall’esecutivo Meloni. Intanto, il calo nei consensi non si arresta: il </span><a href="https://www.lastampa.it/speciale/esteri/elezioni-europee-2024/2024/06/10/news/delusione_per_conte_partito_in_calo_astensionismo_al_sud-14377312/"><span style="font-weight: 400;">peggior risultato di sempre</span></a><span style="font-weight: 400;"> è alle elezioni europee del giugno scorso, nelle quali i pentastellati raggiungono il 9.98% e perdono 6 seggi a Strasburgo, distanti da Fratelli d’Italia (28.76%) e PD (24.11%). È il sintomo della crisi d’identità del partito, diviso tra il tentativo di mantenere una linea progressista e la difficoltà di ritrovare lo slancio antisistema che caratterizzava le sue origini.</span></p>
<p><b>Le incertezze</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Domenica gli iscritti hanno fornito le coordinate al M5S per battere una strada alternativa nell’agone politico e interrompere </span><a href="https://www.italiaoggi.it/news/elezioni-il-partito-che-ha-perso-di-piu-e-stato-il-m5s-202407011841578643"><span style="font-weight: 400;">l’erosione</span></a><span style="font-weight: 400;"> di </span><a href="https://www.corriere.it/politica/24_ottobre_29/m5s-liguria-crollo-600d9f2b-9a42-4138-8234-ee56d70b5xlk.shtml"><span style="font-weight: 400;">consensi</span></a><span style="font-weight: 400;">. A Conte il compito di percorrerla, prima del semaforo rosso acceso da Grillo. L’interrogativo, in attesa del nuovo esito, è se l’antipolitica e il populismo duro e puro avranno ancora cittadinanza nel partito se la linea-Conte venisse confermata: «Penso avrà il suo spazio. Sappiamo benissimo che in Italia come nel resto d&#8217;Europa, anche a sinistra, il populismo è presente. E non credo che la nuova votazione, se ribadisse i risultati della precedente, cambierebbe il DNA e l’approccio del M5S, che potremmo chiamare “partito di Conte”», analizza Canettieri.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra risposta sospesa è sulla fattibilità del “campo largo”, promossa da M5S e PD, come alleanza definitiva, continua e solida. L’esperimento, che ha dato i suoi frutti con la </span><a href="https://www.lastampa.it/politica/2024/11/19/news/campo_largo_voto_regionali_emilia_umbria-14818291/"><span style="font-weight: 400;">doppietta</span></a><span style="font-weight: 400;"> nelle regionali in Emilia Romagna e Umbria ha ribadito, però, lo strapotere &#8211; in termini di voti &#8211; dello schieramento capitanato da <strong>Elly Schlein</strong>. Sulle possibili ripercussioni se l’Assemblea costituente replicasse le scelte di domenica, Canettieri ritiene che «nessuno tollera di essere secondo, riserva, nessuno &#8211; come cantava Cesare Cremonini &#8211; vuole essere Robin ma, alla fine, l’alleanza ci sarà nelle urne, benché la ragion d’essere del M5S è distinguersi dal PD sui dossier ambiente, guerre e politica internazionale».</span></p>
<div id="attachment_75551" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/07f1f8fa90ce1842d18a9e218df254a0-U11008846884Big-1440x752_IlSole24Ore-Web.jpg"><img class="size-full wp-image-75551" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/07f1f8fa90ce1842d18a9e218df254a0-U11008846884Big-1440x752_IlSole24Ore-Web.jpg" alt="Il fondatore del M5S, Beppe Grillo, con il presidente del movimento Giuseppe Conte all'evento sull'intelligenza artificiale organizzato dal M5S a Roma, 18 novembre 2023. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI" width="650" height="339" /></a><p class="wp-caption-text">Il fondatore del M5S, Beppe Grillo, con il presidente del movimento Giuseppe Conte all&#8217;evento sull&#8217;intelligenza artificiale organizzato dal M5S a Roma, 18 novembre 2023. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI</p></div>
<p><span style="font-weight: 400;">L’incertezza riguarda anche il destino politico di Grillo. Soprattutto se non compirà il ribaltone e le sue ambizioni saranno sgretolate, per la seconda volta, dai suoi ex sostenitori. Intanto, all’indomani dell’Assemblea costituente che l’ha defenestrato dal M5S, è apparsa </span><a href="https://www.open.online/2024/11/25/beppe-grillo-scissione-m5s-nuovo-partito/"><span style="font-weight: 400;">l’indiscrezione</span></a><span style="font-weight: 400;"> sulla fondazione di nuovo partito, in tandem con i “grillini” di ritorno <strong>(Virginia Raggi, Alessandro Di Battista, Danilo Toninelli)</strong>: «Ormai è un generale tradito, in ritirata, senza truppe. Non credo abbia la testa e i soldi per strutturare un altro partito. E le persone delle quali abbiamo letto sui giornali si occupano d’altro. Quindi, messo insieme tutto ciò, sorge un dubbio: quali sarebbero le parole chiave del M5S di Grillo per emergere rispetto a quello di Conte?». </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’elenco dei quesiti si irrobustisce. Agli iscritti del M5S le risposte tra una settimana: uguali o diverse a tre giorni fa, dissolveranno la foschia sul futuro del partito, di Conte e Grillo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/il-futuro-del-m5s-lincertezza-e-lunica-certezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’underdog vince: Schlein conquista il Nazareno</title>
		<link>http://www.magzine.it/lunderdog-vince-schlein-conquista-il-nazareno/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/lunderdog-vince-schlein-conquista-il-nazareno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 14:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie]]></category>
		<category><![CDATA[Schlein]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=63705</guid>
		<description><![CDATA[Contro i sondaggi, contro la pioggia, contro il voto degli iscritti: Elly Schlein è la nuova segretaria del Partito Democratico. Una giovane trentasettenne alla guida del principale partito di sinistra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="960" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/121542480_351038223011949_5473074236594549201_n.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elly Schlein ospite ad un incontro con le 6000 Sardine" /></p><p style="font-weight: 400;">Contro i sondaggi, contro la pioggia, contro il voto degli iscritti: <strong>Elly Schlein</strong> è la nuova segretaria del Partito Democratico. <mark class='mark mark-yellow'>Una giovane trentasettenne alla guida del principale partito di sinistra in Italia</mark> che è riuscita a spodestare <strong>Stefano Bonaccini</strong>, colui di cui è stata vice alla regione Emilia-Romagna. Una rivincita non solo personale, ma di un’importante fetta dell’elettorato democratico: Schlein si è proposta di <mark class='mark mark-yellow'>rappresentare i giovani, gli ultimi e le minoranze</mark>, e questi hanno voluto affidarsi a lei.</p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre <strong>un milione di votanti</strong>: un risultato deludente se si considera la progressiva perdita di partecipanti alle primarie (nel 2007 erano stati <strong>3,5 milioni</strong>), ma un successo considerando l’astensione record registrata negli ultimi appuntamenti elettorali. Bisogna anche dire che, probabilmente, la giornata di pioggia ha influito sul numero ridotto di partecipanti. Il primo risultato semi-ufficiale è arrivato ieri sera alle 23, quando la deputata Roggiani ha annunciato dalla sede romana del Partito Democratico i dati: <mark class='mark mark-yellow'>all’80% dello spoglio, Schlein in testa con il<strong> 53,8%</strong> dei consensi</mark>. E Bonaccini, da Casalecchio di Reno, riconosce la vittoria dell’avversaria: “Lei è stata più capace di me a dare senso al rinnovamento. Da domani mi metto a disposizione, sono pronto a dare una mano, ma non chiedo ruoli per me”.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="it">Una bella giornata di partecipazione per il Partito Democratico.</p>
<p>Ho chiamato Elly e lo ho fatto le mie congratulazioni: gli elettori le hanno democraticamente assegnato la vittoria e adesso si apre una nova stagione per il Pd (1/2) <a href="https://t.co/frRRh4JniF">pic.twitter.com/frRRh4JniF</a></p>
<p>— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) <a href="https://twitter.com/sbonaccini/status/1629980184563576833?ref_src=twsrc%5Etfw">February 26, 2023</a></p></blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Elly Schlein eletta contro le previsioni: i sondaggi davano Bonaccini vincitore, soprattutto dopo il risultato ottenuto nei circoli</span>L’elezione popolare di Schlein ha ribaltato le previsioni: <mark class='mark mark-yellow'>quasi tutti i sondaggi di questi ultimi mesi davano il presidente dell’Emilia-Romagna come vincitore</mark>. Questo scenario sembrava essere confermato pure dal voto nei <strong>circoli</strong>, che aveva visto Bonaccini al primo posto con il <strong>52,9%</strong> e Schlein dietro di 18 punti. Alle primarie di ieri, quindi, arrivava da sfavorita. Ma la <mark class='mark mark-yellow'>variabile degli elettori e dei simpatizzanti attirati dalla novità</mark> non era stata presa in considerazione da molti. Infatti, <mark class='mark mark-yellow'>Schlein rappresenta quell’ala della sinistra che si era allontanata in questi anni dal PD</mark> perché non si riconosceva più negli obiettivi e nelle posizioni del partito. La stessa neo-segretaria si era allontanata in dissenso per le politiche di <strong>Renzi</strong> e ha ripreso la tessera del PD solo due mesi fa. <mark class='mark mark-yellow'>E ora sembra che quelle pecore smarrite abbiano ritrovato il proprio pastore. Anzi, la propria <strong>pastora</strong></mark>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Schlein ha vinto perché rappresenta la “voglia di sinistra” che aleggia da diversi anni in quella fascia di elettorato. Inoltre, è sia <strong>giovane</strong> che <strong>donna</strong>, una ventata di aria fresca in un partito spesso criticato per le sue battaglie femministe solo di facciata e per la sua dirigenza “gerontocratica”. Non a caso la campagna elettorale della giovane bolognese ha puntato molto sul cambio della “<strong>Nomenklatura</strong>”, sull’intenzione di lasciarsi alle spalle tutte quei politici che negli ultimi anni hanno modellato il PD a loro piacimento. Adesso, <mark class='mark mark-yellow'>per la prima volta nella storia della Repubblica due donne sono al capo dei principali partiti in Parlamento: Schlein del Partito Democratico, Meloni di Fratelli d’Italia</mark>. “Saremo un problema per il governo di Giorgia Meloni” ha detto la neoeletta nel primo discorso dalla sede del suo comitato.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="it">Elly Schlein &#8220;saremo un bel problema per il governo di Giorgia Meloni. Da oggi noi daremo un contributo a organizzare l&#8217;opposizione in Parlamento e in tutto il Paese. A difesa di quell&#8217;Italia che fa più fatica, a difesa di quei poveri che il governo colpisce e non vuole vedere&#8221; <a href="https://t.co/He1JE3Vy9b">pic.twitter.com/He1JE3Vy9b</a></p>
<p>— Local Team (@localteamtv) <a href="https://twitter.com/localteamtv/status/1629985165022830594?ref_src=twsrc%5Etfw">February 26, 2023</a></p></blockquote>
<p><script src="https://platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p style="font-weight: 400;">Ora, la sfida principale della neosegretaria sarà quella delle <strong>alleanze</strong>. Da un lato trova il sostegno di Giuseppe <strong>Conte</strong>, anche se la paura del leader del MoVimento è che Schlein possa saccheggiare parte dell’elettorato pentastellato. Dall’altro, Carlo <strong>Calenda</strong> prende le distanze, accusando PD e M5S di attaccarsi a “posizioni populiste radicali”. <mark class='mark mark-yellow'>Sembrerebbe quindi in discussione la possibilità di riproporre la strategia del campo largo ai prossimi appuntamenti elettorali</mark>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Almeno sulla carta, Elly Schlein sembra essere il motore del cambiamento per il Partito Democratico. La <strong>sfida alle correnti</strong> e l’imposizione di una linea forte su diritti e lavoro saranno il <em>leit motiv</em> della nuova segreteria. Sarà una svolta gattopardiana o il PD avrà veramente una nuova anima?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/lunderdog-vince-schlein-conquista-il-nazareno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Draghi da Mattarella. Obbligatori pagamenti col Pos &#8211; Le notizie del giorno</title>
		<link>http://www.magzine.it/draghi-da-mattarella-obbligatori-pagamenti-col-pos-le-notizie-del-giorno/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/draghi-da-mattarella-obbligatori-pagamenti-col-pos-le-notizie-del-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 21:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[pos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=59604</guid>
		<description><![CDATA[Draghi sale al Colle per riferire sui vertici, ma la maggioranza litiga. A causa delle tensioni attualmente in corso tra alcune forze politiche della maggioranza di governo, l’incontro di questa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="684" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/24473150210_09b61ed1ed_b.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Flickr" /></p><p><strong>Draghi sale al Colle per riferire sui vertici, ma la maggioranza litiga.</strong></p>
<p>A causa delle tensioni attualmente in corso tra alcune forze politiche della maggioranza di governo, l’incontro di questa mattina tra il premier Mario Draghi e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva scatenato qualche preoccupazione. Tuttavia, i temi del colloquio non hanno toccato quello della salute dell’esecutivo, ma &#8211; a quanto si apprende da fonti interne al Quirinale &#8211; è stata l’occasione per il capo di governo per fare il punto con Mattarella sui più recenti appuntamenti internazionali a cui l’Italia ha partecipato, come i vertici del G7 e della NATO.<br />
Se sullo sfondo peggiora la spaccatura all’interno del MoVimento, dall’altra parte la Lega passa all’attacco. In particolare, è il segretario del Carroccio Matteo Salvini che parla di “continue provocazioni di Pd e 5Stelle” in riferimento alla presentazione da parte di questi di due proposte parlamentari: l’introduzione dello Ius Scholae e la legalizzazione della cannabis. I toni e i contenuti dell’intervista rilasciata dal ‘Capitano’ al Corriere della Sera sono molto duri: “Siamo stati fin qui molto responsabili […]. Non possiamo però accettare una forzatura che rischia di danneggiare l&#8217;Italia e gli italiani”. Sono parole che risuonano come una minaccia: ritirate le proposte, o il governo crolla.</p>
<p>(Andrea Miniutti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La norma entra in vigore: mai più rifiuti ai pagamenti elettronici.</strong></p>
<p>Da oggi i pagamenti elettronici, siano essi di somme ingenti o micropagamenti, sono obbligatori nei negozi. Qualora un commerciante, artigiano o professionista non accettasse le carte di credito e di debito con il Pos, incapperebbe in una multa: l’importo minimo è di 30 euro, a cui si aggiunge il 4% del valore della transazione rifiutata. L’obbligo esiste dal 2014 ma fino ad ora le sanzioni non erano mai entrate in vigore. Chi ha il dispositivo fuoriuso è escluso dall’ammenda.<br />
La lotta all’evasione fiscale percorre quindi la strada della tracciabilità dei pagamenti, ma c’è chi non approva: per Confesercenti, si tratta di un “provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese più piccole” che hanno un costo della moneta elettronica elevato in particolare sulle transazioni di importo ridotto. Confcommercio invece crede che un incentivo ai pagamenti elettronici possa arrivare non dalle sanzioni, ma dalla “riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori e imprese”. Propone di potenziare il credito d&#8217;imposta sulle commissioni pagate dall&#8217;esercente e di introdurre la gratuità per i micropagamenti.<br />
Tra i lavoratori coinvolti dalla norma vi sono i tabaccai, che chiedono di essere esonerati dalle nuove regole. L’Associazione italiana tabaccai (Assotabaccai) ha dichiarato che &#8220;La lotta all&#8217;evasione fiscale, tramite l&#8217;obbligo di accettazione di pagamenti con carta e bancomat, è un controsenso nel caso delle tabaccherie che sono, infatti, concessionarie dello Stato&#8221;.</p>
<p>(Sara Fisichella)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Svezia e Finlandia nella NATO, ma secondo le condizioni della Turchia.</strong></p>
<p>Svezia e Finlandia entreranno nella Nato. Durante il vertice dell’alleanza nordatlantica a Madrid, in programma in questi giorni, i ministri degli Esteri di Turchia, Svezia e Finlandia hanno firmato un memorandum che permetterà ai due Paesi scandinavi l’ingresso nella Nato. L’ostacolo maggiore era rappresentato dalla posizione del presidente turco Erdogan, il quale aveva posto un veto all’ingresso dei due Paesi. Il motivo principale è da ricercare nella presenza in Svezia e Finlandia di esponenti del Pkk, il partito dei lavoratori curdo responsabile di diversi attacchi terroristici in Turchia. Ora le persone ricercate sul suolo svedese e finlandese verranno estradate. Inoltre, il divieto sull’esportazione di armi verso la Turchia da parte di Svezia e Finlandia sarà abolito. L’accordo rappresenta una vittoria per Erdogan, che riesce a raggiungere diplomaticamente i propri fini anti-curdi. Secondo il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, “Il memorandum firmato risponde alle preoccupazioni della Turchia sulla lotta al terrorismo e l&#8217;esportazione di armi”. I due Paesi scandinavi abbandonano quindi le loro posizioni neutrali, a causa dei continui attacchi da parte russa in Ucraina. I tempi per l’adesione saranno stabiliti dai “parlamenti dei 30 paesi membri che dovranno ratificarla” conclude Stoltenberg.</p>
<p>(Bianca Terzoni)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/draghi-da-mattarella-obbligatori-pagamenti-col-pos-le-notizie-del-giorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amministrative 2022, banco di prova per le politiche</title>
		<link>http://www.magzine.it/amministrative-2022-banco-di-prova-per-le-politiche/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/amministrative-2022-banco-di-prova-per-le-politiche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2022 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=59330</guid>
		<description><![CDATA[Una volta Palmiro Togliatti, interrompendo una riunione alla sede di via Botteghe Scure del PCI, disse a Pietro Secchia: “E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/generico-ottobre-2021-108797.large_.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Arci" /></p><p style="font-weight: 400;">Una volta Palmiro Togliatti, interrompendo una riunione alla sede di via Botteghe Scure del PCI, disse a Pietro Secchia: “E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve?”. Ecco, forse quella frase aveva un che di vero, e quello che è successo a Verona ne è stata la dimostrazione. Ma andiamo con ordine.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Risultati sorprendenti per il &#8220;campo largo&#8221; a Catanzaro, Parma e Verona, ma la coalizione di centrodestra ne esce vincitrice, anche se di poco</span>Il fine settimana appena concluso ha scombussolato (nuovamente) gli equilibri politici parziali che si erano andati a instaurare nell’ultimo periodo. Nonostante molti esperti avessero previsto un quasi <em>en plein</em> della coalizione di centro-destra (Forza Italia – Lega – Fratelli d’Italia) a queste elezioni amministrative, pronostico parzialmente confermato dai risultati del primo turno,<mark class='mark mark-yellow'> i ballottaggi hanno ribaltato totalmente il risultato incassato due settimane fa</mark>. Il “campo largo” di Letta, che prende sotto al suo arco dal Movimento 5 Stelle ad alcune formazioni centriste, ha incassato 7 capoluoghi sui 14 che sono andati al secondo turno. Ma i risultati più sorprendenti sono stati senza dubbio quelli ottenuti a Catanzaro, Parma e soprattutto, Verona. Nel capoluogo calabrese era da undici anni che il centrosinistra non otteneva lo scranno da sindaco, mentre a Parma la sinistra non governava dal 1998: da quell’anno prima l’era berlusconiana, poi quella a cinque stelle. <mark class='mark mark-yellow'>Ma il vero risultato che nessuno si aspettava è arrivato dalla città di Romeo e Giulietta, dove Damiano Tommasi – noto ex calciatore della Roma – ha superato di pochi punti l’avversario Sboarina</mark>. Emblematica la sconfitta della destra in una delle sue roccaforti, governata per vent’anni, che apre grandi discussioni all’interno della coalizione. Infatti, <mark class='mark mark-yellow'>causa principale della sconfitta è stata la proprio rottura tra le formazioni alleate</mark>, le quali hanno preferito candidarsi in due schieramenti prima, poi non si sono sostenute al ballottaggio.</p>
<div id="attachment_59331" style="width: 1015px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/twitter_610b078b6f2042a9a98a1f7a908c2228.jpeg"><img class="wp-image-59331 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/twitter_610b078b6f2042a9a98a1f7a908c2228-1015x1024.jpeg" alt="Elaborazione e raccolta dati YouTrend" width="1015" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">Elaborazione e raccolta dati YouTrend</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Tuttavia, se da una parte il Partito Democratico festeggia, queste elezioni hanno confermato alcune tendenze nazionali. Innanzitutto, che <mark class='mark mark-yellow'>il centrodestra, se corre unito, vince molto</mark>. Lo dimostrano i risultati ottenuti nei comuni maggiori, dove la coalizione “tricefala” ha vinto di tre punti il medagliere di questa tornata elettorale. Dall’altra parte, <mark class='mark mark-yellow'>in quelle zone dove il M5S ha ancora un peso significativo in termini di voti, il “campo largo” ottiene ottimi risultati</mark>, anche se si inizia a dubitare della tenuta di una simile alleanza dopo lo strappo di Di Maio dal resto del MoVimento. Infine, che <mark class='mark mark-yellow'>il polo centrista non è riuscito ad incidere seriamente nei risultati</mark>.</p>
<p style="font-weight: 400;">A poco meno di un anno dalle prossime elezioni politiche – sempre considerando che si arrivi fino al termine della legislatura in corso – si iniziano a delineare ulteriormente i confini di quelli che saranno gli schieramenti. Ma alcune domande continuano ad emergere: quanto (e se) reggerà il “campo largo”? Il centrodestra rimarrà unito nonostante i malumori interni? E il “terzo polo liberale”, sostenuto dai partiti di centro, sarà una realtà consolidata? Di risposte, però, ancora non ce ne sono.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/amministrative-2022-banco-di-prova-per-le-politiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cento anni di Enrico, &#8220;una brava persona&#8221;</title>
		<link>http://www.magzine.it/cento-anni-di-enrico-una-brava-persona/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/cento-anni-di-enrico-una-brava-persona/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 06:02:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Berlinguer]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=57551</guid>
		<description><![CDATA[“Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”: era il 1992 quando il cantautore Giorgio Gaber pubblicò questo verso. Una frase inflazionata, pluri-ripetuta, ma che cattura perfettamente quello che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="776" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/berlinguer.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Comune di Sassari" /></p><p style="font-weight: 400;">“Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”: era il 1992 quando il cantautore Giorgio Gaber pubblicò questo verso. Una frase inflazionata, pluri-ripetuta, ma che cattura perfettamente quello che Enrico Berlinguer rappresentò per la politica italiana.</p>
<p style="font-weight: 400;">Enrico Berlinguer non era carismatico. Tenace molto, ma di sicuro non aveva quella verve da affabulatore. Ai comizi si presentava “semplicemente” come un ambasciatore dell’ideale in cui credeva. <mark class='mark mark-yellow'>Era il contenuto dei discorsi a essere forte, non il metodo</mark>. Era un leader gentile, composto, ma non per questo non agguerrito. Tanto che, per l’appunto, erano forse soprattutto i suoi modi – accanto alle sue idee – che lo resero così popolare, anche tra le fazioni opposte. Altri tempi, altra politica, altri uomini.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Enrico Berlinguer fu colui che allontanò progressivamente il PCI dall&#8217;URSS, colui che immaginava una nuova sinistra</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Enrico Berlinguer fu colui che allontanò progressivamente il PCI dall&#8217;URSS, colui che immaginava una nuova sinistra. Berlinguer fu colui che ebbe l’audacia di volare controcorrente. Già dai primi anni Sessanta, quando entrò a far parte della direzione nazionale del PCI, espresse le sue perplessità in merito alle relazioni con il PCUS – il Partito Comunista dell’Unione Sovietica – e ai metodi utilizzati dal partito all’interno dell’URSS, in particolare in merito ai suoi esponenti. In qualche modo, a poco più di quarant’anni dal “peccato originale” dei comunisti italiani – il Congresso di Livorno – Berlinguer volle <mark class='mark mark-yellow'>sfidare proprio le origini del suo partito</mark>. Per il più grande schieramento comunista dell’Occidente, una mossa del genere non fu solamente audace, ma anacronistica: lui era molto più avanti di tutti gli altri e non fu l’unica volta a dimostrare di esserlo. In quel momento, evidenziare le storture di quella realtà da molti venerata generò molteplici reazioni, anche avverse, ma quello che risultò immediatamente agli occhi di tutti fu la <mark class='mark mark-yellow'>moderatezza del comunista Berlinguer</mark>. Quasi ossimorico.</p>
<div id="attachment_57560" style="width: 222px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/d720.jpg"><img class="size-full wp-image-57560" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/d720.jpg" alt="Fonte: Camera dei Deputati" width="222" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Camera dei Deputati</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Questo suo animo conciliante portò alla quasi-realizzazione nel 1978 del “compromesso storico”</mark>, un accordo con la Democrazia Cristiana di Aldo Moro per garantire la fiducia in Parlamento alla “balena bianca”. Quindi, sostenere il governo, senza ottenere dicasteri, per far fronte all’emergenza terroristica che sconvolgeva la penisola. Fu proprio l’apertura di Berlinguer, in quegli anni segretario del PCI, a figurare nuovi scenari che erano fino ad allora inimmaginabili. Quelle due forze politiche che si erano giurate lotta eterna, due nemici ma con discreto rispetto, erano in procinto di stingersi la mano e allearsi per un fine comune. Purtroppo, tutti sappiamo cosa accadde quella mattina del <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwiI2IDYlP73AhVTR_EDHe1UA7cQFnoECBAQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FCaso_Moro&amp;usg=AOvVaw0e7Sjr1h7Ds4WGW4zCasF3" target="_blank">16 marzo 1978</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La figura di Berlinguer potrebbe essere scandagliata analizzando i mille aneddoti che raccontano perfettamente la sua vita. Però, è quello più triste che può spiegare al meglio perché era amato da molti. Il 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer stava tenendo un comizio a Padova, quando <mark class='mark mark-yellow'>fu colpito da un malore</mark>. Un ictus, poi si scoprì, che lo costringeva a fare <mark class='mark mark-yellow'>pause continue tra le parole che pronunciava davanti a quella platea di militanti. Militanti che, notata l’evidente fatica del loro segretario, iniziavano a urlare “Basta, Enrico, basta!”</mark>. E Berlinguer, forte della sua tenacia – o testardaggine –, volle comunque <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4zDR8hog3S8" target="_blank">finire il suo discorso</a>. Quella sera, tornato in albergo cadde in coma, morendo quattro giorni più tardi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>L’affetto che la gente provava nei suoi confronti sta un po’ anche in quel “Basta, Enrico!”: il chiamarlo per nome non era una mancanza di rispetto</span>Dicevano – anzi, diceva Gaber – che “qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona”. L’affetto che la gente provava verso di lui sta un po’ anche in quel “Basta, Enrico!”. <mark class='mark mark-yellow'>Il chiamarlo per nome non era una forma di mancanza di rispetto, ma un atto concesso dalla relazione che Berlinguer aveva con il popolo</mark>. E questa profonda relazione fu ancor più palesata nel giorno del suo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=q-5ZRpngUqQ" target="_blank">funerale</a>. <mark class='mark mark-yellow'>Le lacrime sui volti della gente e le grida di addio verso il feretro, sventolando la prima pagina de <em>L’Unità</em>, scandirono quel 13 giugno</mark>. Le interviste rilasciate dalle “persone comuni” alle videocamere di tutta Italia parlano di Enrico e non di Berlinguer. La disperazione di chi ha perso un amico, non per la scomparsa di uno qualunque. Il saluto a chi ha fatto credere a milioni di persone in un mondo diverso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Cent’anni fa nasceva a Sassari Enrico Berlinguer</mark>. E se dopo 38 anni dalla sua scomparsa ancora ci ricordiamo di lui, forse è perché in fondo a molti manca quel tipo di politica. Forse perché a molti manca quel tipo di persona. Un politico troppo avanti per i suoi tempi. Un uomo troppo spesso citato, troppo poco compreso. Un amico per tutti coloro che l’hanno conosciuto, ma anche per coloro che l’hanno semplicemente ascoltato. Un avversario, non un nemico, per chi non condivideva le sue idee.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/cento-anni-di-enrico-una-brava-persona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/19 queries in 0.010 seconds using disk
Object Caching 875/993 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-17 11:58:54 by W3 Total Cache -->