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	<title>magzine &#187; #notizie</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>“Il giornalismo climatico che funziona”: il nuovo report di EBU</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 17:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizie isolate e confinate ai margini dell’agenda delle comunicazioni; mancanza di informazioni adeguate e sviluppate sulle basi di una conoscenza approfondita; dati quantitativi incapaci di fuoriuscire dai confini della pura ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/News_Report_title_2_Green_1280.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Wan-ifra.org" /></p><p style="font-weight: 400;">Notizie isolate e confinate ai margini dell’agenda delle comunicazioni; mancanza di informazioni adeguate e sviluppate sulle basi di una conoscenza approfondita; dati quantitativi incapaci di fuoriuscire dai confini della pura teoria per invadere quelli della pratica quotidiana delle persone. <mark class='mark mark-yellow'>Il nuovo report <a href="https://www.ebu.ch/files/live/sites/ebu/files/Publications/strategic/open/News_report_2023_Climate_Journalism.pdf" target="_blank"><strong><em>Climate Journalism That Works: between knowledge and impact</em></strong></a> (<em>Il giornalismo climatico che funziona: tra conoscenza e impatto</em>, ndr) muove dalla consapevolezza dei limiti che connotano l’informazione sul clima.</mark> La ricerca, commissionata dalla <a href="https://www.ebu.ch/home" target="_blank">EBU European Broadcasting Union</a>, l&#8217;Unione europea di teleradiodiffusione, è stata realizzata da <strong>Alexandra Borchardt</strong> con il contributo di <strong>Katherine Dunn</strong> e <strong>Felix M. Simon</strong> e include una serie di <strong>casi studio</strong> che forniscono la prova concreta su come innovare il giornalismo climatico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Uno di questi riguarda l’agenzia di stampa francese <a href="https://www.afp.com/en" target="_blank"><strong>AFP<b> Agence France-Presse</b></strong></a>. <mark class='mark mark-yellow'>A partire dal 2019, il responsabile delle notizie globali dell’agenzia<strong> Phil Chetwynd</strong> ha reso «il futuro del pianeta una priorità editoriale», creando l’hub <a href="https://www.afp.com/en/agency/press-releases-newsletter/future-planet-week-special-coverage-afp" target="_blank"><strong><em>Future of the Planet</em></strong></a><em> (Il futuro del Pianeta</em>, ndr<em>)</em>.</mark> «La storia di domani ha iniziato a essere una storia di oggi» ha dichiarato dopo che quell&#8217;estate la Francia aveva toccato temperature bollenti. Lo scopo era quello di sostituire storie di scienza o di politica aride e incuranti dell’impatto sociale e degli aspetti economici con una visione più ampia, in cui un ruolo centrale spettasse alla <strong>trasformazione ecologica dell’economia</strong>. Nel 2022 l’AFP ha unito i desk di economia e ambiente e all’inizio del 2023 più di 20 giornalisti con conoscenze specifiche sul cambiamento climatico hanno iniziato a lavorare presso l’hub, a Parigi. I reporter del clima sono e saranno, però, dislocati in uffici locali di tutti i continenti, anche in luoghi rilevanti per il cambiamento climatico come Manaus, ai margini dell&#8217;Amazzonia e Bangkok, in Thailandia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>L’approccio di AFP si distingue da altre realtà giornalistiche per l&#8217;attenzione alle<strong> immagini di qualità</strong>, e quindi al ruolo dei fotografi sul campo e degli addetti alle ricerche iconografiche, e alla <strong>formazione</strong>, nella convinzione che i redattori debbano possedere alcune nozioni scientifiche basilari per poter scrivere adeguatamente del fenomeno.</mark> Per questo motivo oltre 200 giornalisti sono stati formati, ad esempio, per saper riconoscere il fenomeno del <strong>greenwashing </strong>e lavorare come<strong> fact-checkers </strong>in quest&#8217;ambito: è stato spiegato loro su cosa focalizzare l’attenzione, quali domande porre e come distinguere i buoni propositi dalla pratica. «Non <span style="color: #000000;">trasmettere </span>troppe emozioni, ma basarsi sui fatti» afferma Chetwynd: è questo il principio guida che ispira il metodo di lavoro di AFP.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"> <strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://wan-ifra.org/2023/03/how-to-keep-climate-coverage-on-your-news-agenda/" target="_blank">Wan-ifra.org</a>.</strong></p>
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		<title>NASCE CHORA NEWS, LA TESTATA GIORNALISTICA DI CHORA MEDIA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 17:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#notizie]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuano le novità in casa Chora Media, che dà il via a Chora News, la testata giornalistica della podcast company. Chora News è il nuovo nome di Live, la divisione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="884" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/edgenesis3_20220622103809478_2bceee2eff199595e3e78482f9481c7a.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto Ansa, (c) Matteo Bazzi. Fonte: Primaonline.it" /></p><p>Continuano le novità in casa <a href="https://choramedia.com/" target="_blank"><strong>Chora Media</strong></a>, che dà il via a <mark class='mark mark-yellow'><a href="https://choramedia.com/choranews/" target="_blank"><em><strong>Chora News</strong></em></a>, la testata giornalistica della podcast company.</mark> Chora News è il nuovo nome di <em><strong>Live</strong></em>, la divisione di Chora Media da sempre dedicata all&#8217;attualità e all&#8217;informazione. <strong>Mario Calabresi</strong>, co-fondatore della società assieme a <strong>Guido Maria Brera</strong>, <strong>Mario Gianani</strong> e <strong>Roberto Zanco</strong>, ricoprirà la carica di direttore editoriale; <strong>Francesca Milano</strong>, invece, sarà la direttrice responsabile. La rivoluzione però, sembra riguardare solo il nome: <mark class='mark mark-yellow'>«Non cambierà nulla, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: raccontare storie e ciò che accade intorno a noi attraverso la voce e il lavoro di giornalisti e giornaliste, autori e autrici».</mark></p>
<p>Chora News è solo l’ultima novità della media company, che in due anni e mezzo di attività vanta oltre 136 serie podcast realizzate, per un totale di 1.492 episodi e sonorizzazioni prodotti. <mark class='mark mark-yellow'>Lo scorso febbraio aveva inaugurato <a href="https://www.primaonline.it/2023/02/21/373217/mario-calabresi-vara-chora-studio-e-chora-agency/" target="_blank"><em><strong>Chora Studio</strong></em></a>, il ramo d&#8217;azienda dedicato alla realizzazione di progetti su commissione.</mark> La direttrice <strong>Sara Poma</strong> aveva spiegato così il significato della denominazione: «&#8221;Studio&#8221; ci sembrava la parola giusta per evocare la dedizione, la passione e l’approccio sartoriale che fino a oggi abbiamo rivolto a partner e clienti. Sono valori su cui Chora intende puntare sempre di più, <span style="color: #000000;">così come </span>l’attenzione alle storie, alle voci e al sound design, elementi distintivi di tutte le anime che ci caratterizzano». Tra i committenti dei podcast ci sono anche istituzioni culturali, musei, università e realtà del terzo settore, oltre ad aziende multinazionali e piccole-medie imprese italiane operative in molti settori strategici, dalla moda all&#8217;automotive, dal turismo all&#8217;edilizia.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Da quest&#8217;anno in Chora Media trova spazio anche la nuova divisione <a href="https://agency.choramedia.com/?utm_source=choramedia&amp;utm_medium=link-menu&amp;utm_campaign=Organico-menu&amp;utm_id=Organico" target="_blank"><strong>Chora Agency</strong></a>, che mette a disposizione di potenziali clienti il supporto tecnico e produttivo per realizzare serie podcast partendo da idee interamente proposte dal committente.</mark></p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Continua a leggere su <a href="https://www.primaonline.it/2023/03/22/375683/chora-live-cambia-nome-in-chora-news-e-diventa-testata-giornalistica/" target="_blank">Primaonline.it</a>.</strong></p>
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		<title>Ac2ality, la startup spagnola che ha rivoluzionato le notizie su TikTok</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 15:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella primavera del 2020, un team composto da quattro persone ha lanciato Ac2ality, una startup spagnola che &#8220;traduce quello che dicono i giornali e ti dà le informazioni necessarie per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/ac2uality.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il team fondatore di Ac2uality. Fonte: Rutersinstitute.politics.ox.ac.uk" /></p><p>Nella primavera del 2020, un team composto da quattro persone ha lanciato <strong><em>Ac2ality</em></strong>, una startup spagnola che &#8220;traduce quello che dicono i giornali e ti dà le informazioni necessarie per tenerti aggiornato su ciò che sta accadendo nel mondo&#8221;.</p>
<p>L’iniziativa è stata lanciata subito dopo il primo lockdown in Spagna da Daniela McArena, Gabriela Campbell, Paula Muñoz e María Murillo e pensata per TikTok. <mark class='mark mark-yellow'>Ogni giorno il team, composto da un giornalista e da tre presentatori/video-maker, produce cinque video-notizie di attualità per un pubblico di lingua spagnola.</p>
<p>Attualmente, Ac2ality è diventato il secondo più grande editore di notizie europeo su TikTok.</mark> A confermarlo è un recente rapporto di Nic Newman: sono 4.2 milioni i follower raggiunti dalla startup in due anni e in testa alla classifica c’è il<em> Daily Mail</em>, con 4.4 milioni di follower.</p>
<p>Il giornalista italiano <strong>Francesco Zaffarano</strong> ha intervistato <strong>Daniela McArena</strong>, co-fondatrice del progetto, che ha rivelato i segreti del grande successo riscosso da Ac2uality.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Noi traduciamo i giornali, spieghiamo le notizie in meno di un minuto in modo semplice, visivo, diretto e soprattutto coinvolgente»</mark>, risponde <strong>McArena</strong> a Zaffarano, che le chiede di descrivere l’account a chi non l’ha ancora mai visto.</p>
<p>Quanto all’organizzazione del lavoro, McArena spiega: «C’è un giornalista che ricerca la notizia e scrive la sceneggiatura con una lunghezza di 190 parole, l&#8217;equivalente di un video di un minuto. La notizia così scritta poi viene inviata al presentatore che gira e monta il video».</p>
<p>Inoltre, la startup lavora con tre formati diversi:<strong> <em>5 cosas de Hoy</em></strong>, ossia le cinque notizie più importanti della giornata, <em><strong>Explícamelo Fácil</strong></em>, spiegazioni di un minuto di una singola notizia, e <em><strong>Trends</strong></em>, che parte dalla ricerca di un video o audio di tendenza per creare un contenuto correlato a quella notizia.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Non importa quanto sei grande sulla piattaforma: puoi trovare anche account <span style="color: #000000;">enormi</span>, ma con un livello di coinvolgimento basso. L’importante è creare e cavalcare l’onda del nuovo giornalismo»</mark>, aggiunge McArena rispondendo alla domanda su cosa trova stimolante su una piattaforma come TikTok e sugli obiettivi della sua startup».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a title="Reuters Institute" href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news/how-spanish-startup-became-second-biggest-european-news-publisher-tiktok" target="_blank">Reutersinstitute.politics.ox.ac.uk</a>.</strong></p>
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		<title>Contro le fake-news l&#8217;arma in più è il crowdsourcing</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 08:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Magistro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Finora, Facebook ha esternalizzato il processo di verifica delle notizie che circolano sulla piattaforma, affidandolo a testate giornalistiche e società specializzate. Alcuni studiosi dell&#8217;Mit hanno però avanzato l’ipotesi che anche un gruppo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/10/personal-3285993_1920.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="personal-3285993_1920" /></p><p>Finora, <strong>Facebook</strong> ha esternalizzato il processo di verifica delle notizie che circolano sulla piattaforma, affidandolo a testate giornalistiche e società specializzate. Alcuni studiosi dell&#8217;Mit hanno però avanzato l’ipotesi che anche un gruppo di persone comuni potrebbe svolgere il compito di  fact-checker in modo efficace.</p>
<p>Lo studio (realizzato da <strong>Jennifer Allen</strong>, <strong>Antonio A. Arechar</strong>, <strong>Gordon Pennycook</strong> e <strong>David G. Rand</strong> in collaborazione con il team della <strong>Community Review</strong> di Facebook e finanziato dalla <strong>Hewlett Foundation</strong>) parte da due presupposti: <mark class='mark mark-yellow'>in primo luogo, chi si occupa di fact-checking come professione non può tenere il passo con la grande quantità di disinformazione prodotta ogni giorno; in secondo luogo, è un pensiero condiviso da molti che i fact-checker siano di parte.</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> La soluzione proposta è l’utilizzo del «<em>giudizio del popolo</em>», trasformando gruppi di persone comuni e di diversi orientamenti politici in fact-checker laici. </mark> Per dimostrare che questa strada sia percorribile, sono stati fatti analizzare 207 articoli, prima da 3 fact-checker professionisti e poi da 1.128 americani iscritti alla <strong>Amazon Mechanical Turk</strong>- il servizio di crowdsourcing di <strong>Amazon Web Services </strong>che si occupa di coordinare le intelligenze umane che i computer non possono ancora eguagliare. Questi ultimi hanno tratto le loro conclusioni limotandosi a leggere i titoli e i lead degli articoli. Ne è emerso che: <mark class='mark mark-yellow'>le valutazioni del gruppo di laici corrisponde, nella maggior parte dei casi, alle valutazioni medie dei professionisti; che fattori come le capacità riflessive, le conoscenze politiche e un orientamento politico democratico tra i non professionisti sono collegati ad una concordanza con le valutazioni dei professionisti.</mark></p>
<p>Il fatto che il team di verifica delle news su Facebook non riesca a coprire tutti gli articoli che circolano sulla piattaforma è rilevante. A tal proposito, la testata <strong>The Hill</strong> ha intervistato le sei società di fact-checking che lavorano per Facebook U.S. Nel 2019, <strong>Lead Stories </strong>ha contato tra i 60 e i 70 contenuti verificati al mese mentre <strong>PolitiFact</strong>  si è fermata 50 al mese. <strong>Check Your Fact</strong>  ne ha certificate 49 al mese mentre <strong>Factcheck.org</strong> e  <strong>Science Feedback</strong>  ne hanno controllate rispettivamente 20 e 8 nello stesso periodo di tempo. L&#8217;<strong>Associated Press</strong> non ha voluto fornire informazioni dettagliate, ma da quanto si evince dalla pagina web, i suoi tre fact-checker hanno verificato otto contenuti a testa negli ultimi due mesi, per un totale di 12 contenuti in media al mese.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Nel complesso si contano circa 200 contenuti analizzati mensilmente: un numero insufficiente per una piattaforma che ospita più di 2 miliardi di utenti e che produce un numero di post e di condivisioni assai più alto.</mark> Star dietro a questa massa di contenuti è impossibile. E questo crea ulteriori problemi: in assenza di un alert, un contenuto falso non verificato viene accettato implicitamente come vero. Inoltre, contenuti segnalati come falsi non vengono ritenuti tali a causa della mancanza di fiducia nei confronti dei fact-checker.</p>
<p>Il lavoro di pochi laici può eguagliare quello dei professionisti. Tuttavia, <mark class='mark mark-yellow'>il <em>crowdsourcing</em> non può sostituire il lavoro dei fact-checker, ma costituirebbe solo un tassello all’interno del’immenso puzzle della lotta contro le fake-news.</mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per approfondire, continua a leggere su <a href="https://www.niemanlab.org/2020/10/crowds-of-regular-people-are-as-good-at-moderating-fake-news-on-facebook-as-professional-fact-checkers/">Niemanlab</a></strong></p>
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