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	<title>magzine &#187; news</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>OFF THE RADAR #79</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2024 14:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ilenia Cavaliere]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#world]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana Off the Radar, la rubrica di Magzine che offre uno sguardo agli avvenimenti più rilevanti del momento, riporta grandi sviluppi nel mondo delle intelligenze artificiali: dai nuovi sistemi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="940" height="788" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/05/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Progetto senza titolo" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Questa settimana </span><b>Off the Radar</b><span style="font-weight: 400;">, la rubrica di </span><i><span style="font-weight: 400;">Magzine</span></i><span style="font-weight: 400;"> che offre uno sguardo agli avvenimenti più rilevanti del momento, riporta grandi sviluppi nel mondo delle intelligenze artificiali: dai nuovi sistemi di machine learning e dialogo ai pagamenti, fino al futuro dell’edilizia. Non solo: l’IA rappresenta un argomento spinoso anche in fatto di crimini come le frodi con i deepfake. Il colosso digitale </span><i><span style="font-weight: 400;">Google</span></i><span style="font-weight: 400;"> sta introducendo una nuova funzionalità che consente ai rivenditori di includere </span><b>immagini 3D</b><span style="font-weight: 400;"> negli annunci generati dall&#8217;IA. Non solo, </span><i><span style="font-weight: 400;">Google</span></i><span style="font-weight: 400;"> ha annunciato la costruzione di un cavo in fibra ottica per collegare l&#8217;Africa e l&#8217;Australia per aumentare la connettività digitale in Africa.  </span></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Google sta introducendo una nuova funzionalità che consente ai rivenditori di includere</span><b> immagini 3D</b><span style="font-weight: 400;"> negli annunci generati dall&#8217;IA. Questo aggiornamento mira a migliorare l&#8217;</span><b>attrattiva visiva</b><span style="font-weight: 400;"> e l&#8217;efficacia degli annunci online, utilizzando l&#8217;intelligenza artificiale generativa per creare immagini di prodotto personalizzate. I rivenditori possono sfruttare questi nuovi strumenti per produrre annunci più dinamici e interattivi, aumentando potenzialmente il coinvolgimento degli utenti e le vendite. </span><a href="https://www.cnbc.com/2024/05/21/google-is-letting-retailers-include-3d-images-in-ai-generated-ads.html"><span style="font-weight: 400;">CNBC </span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Google ha annunciato la </span><b>costruzione di un cavo in fibra ottica</b><span style="font-weight: 400;">, denominato </span><i><span style="font-weight: 400;">Umoja</span></i><span style="font-weight: 400;"> (unità in swahili), per collegare l&#8217;Africa e l&#8217;Australia. Il cavo partirà dal Kenya e attraverserà vari paesi africani prima di raggiungere l&#8217;Australia, con l&#8217;obiettivo di </span><b>aumentare la connettività digitale e promuovere la crescita economica in Africa</b><span style="font-weight: 400;">. Google collaborerà anche con il governo keniota per migliorare la sicurezza informatica, l&#8217;innovazione basata sui dati e l&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale, dimostrando il suo impegno nel supportare la crescita economica della regione. </span><a href="https://www.wired.it/article/google-cavo-fibra-ottica-africa-australia/"><span style="font-weight: 400;">Wired</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Paura ad andare in giro con la carta di credito e contanti? Niente panico: tra poco potrete </span><b>pagare con la vostra faccia</b><span style="font-weight: 400;">. Non proprio con il vostro volto ma con i vostri sistemi biometrici. Già Mastercard, JP Morgan e Visa hanno implementato questo sistema di pagamento in alcuni paesi e si dicono fiduciosi nell’allargare questo progetto al mondo intero. </span><a href="https://www.cnbc.com/2024/05/20/this-may-be-the-year-you-pay-with-your-face-as-biometrics-hit-tipping-point.html"><span style="font-weight: 400;">CNBC</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Il Gruppo Mondadori ha lanciato il 20 Maggio Plai, l&#8217;acceleratore di startup per trasformare le idee basate sull&#8217;intelligenza artificiale in realtà di successo. Come alleati principali Mondadori avrà </span><b>Startupbootcamp</b><span style="font-weight: 400;">,  l&#8217;acceleratore di startup numero uno in Europa, Asia, Africa e America latina, e </span><b>I3P</b><span style="font-weight: 400;">, l&#8217;incubatore di startup del Politecnico di Torino. Ci sono inoltre le collaborazioni strategiche con AWS di Amazon, GroupM, Multiversity e PWC. Nonché quelle di networking con Codemotion e l&#8217;italiano Datapizza. </span><a href="https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/mondadori-ia-plai"><span style="font-weight: 400;">Focus</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Con l’IA 200.000 dipendenti pubblici rischiano di essere sostituiti. Secondo la ricerca </span><i><span style="font-weight: 400;">L&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale sul pubblico impiego</span></i><span style="font-weight: 400;"> condotta da FPA,</span><b> l&#8217;intelligenza artificiale rappresenta un forte shock per la pubblica amministrazione</b><span style="font-weight: 400;">, simile alla crisi del 2007 e alla pandemia del 2020. Il report evidenzia che il </span><b>57% </b><span style="font-weight: 400;">dei</span><b> 3,2 milioni</b><span style="font-weight: 400;"> di dipendenti pubblici italiani è altamente esposto all&#8217;impatto dell&#8217;IA, con possibili interazioni tra le loro mansioni e quelle svolte dagli algoritmi. Questo potrebbe arricchire le loro attività lavorative oppure </span><b>portare alla sostituzione dei lavoratori</b><span style="font-weight: 400;">. </span><a href="https://forbes.it/2024/05/21/con-ia-200000-dipendenti-pubblici-rischiano-sostituiti/"><span style="font-weight: 400;">Forbes</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Microsoft ha recentemente svelato </span><i><span style="font-weight: 400;">Copilot</span></i><span style="font-weight: 400;">, una funzione basata sull&#8217;intelligenza artificiale, integrata nelle applicazioni di Office come Word, Excel e Outlook. Questa tecnologia mira a migliorare la </span><b>produttività degli utenti</b><span style="font-weight: 400;">, fornendo suggerimenti e automazioni durante l&#8217;uso dei programmi. Inoltre, Microsoft ha annunciato il passaggio dei suoi PC ai processori ARM, sfidando direttamente Apple e i suoi chip M1 e M2. Questo cambiamento rappresenta un significativo passo avanti per Microsoft, che mira a offrire dispositivi più efficienti e performanti. </span><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/microsoft-svela-copilot-pc-abbraccia-arm-e-sfida-apple-AGOepSB?refresh_ce&amp;nof"><span style="font-weight: 400;">Il Sole 24 Ore</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">L&#8217;intelligenza artificiale, il BIM, il Metaverso e la stampa 3D rappresentano il futuro dell&#8217;</span><b>edilizia</b><span style="font-weight: 400;">. La componente digitale sta rivoluzionando il modo di progettare e costruire edifici, ma una recente ricerca rivela che </span><b>solo il 20% delle imprese di costruzione</b><span style="font-weight: 400;"> è realmente pronto per queste innovazioni. </span><i><span style="font-weight: 400;">Autodesk</span></i><span style="font-weight: 400;"> ha identificato le 10 innovazioni tecnologiche che trasformeranno il settore edilizio. </span><a href="https://www.rinnovabili.it/green-building/materiali-e-tecnologie/le-10-innovazioni-che-cambieranno-il-futuro-delledilizia/"><span style="font-weight: 400;">Rinnovabili.it</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">Arriva la </span><b>quarta versione di ChatGPT</b><span style="font-weight: 400;">. </span><span style="font-weight: 400;">La nuova formula di OpenAI potrebbe diventare la tua migliore amica. Come? Trasformando le conversazioni uomo-computer in esperienze realistiche, proprio come nel film di fantascienza </span><i><span style="font-weight: 400;">Her</span></i><span style="font-weight: 400;"> nel quale Joaquim Phoenix interpreta un uomo solitario che si innamora della sua assistente virtuale. </span><a href="https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/chatgpt-diventera-la-tua-migliore-amica"><span style="font-weight: 400;">Focus</span></a></p>
<p><b>- </b><span style="font-weight: 400;">In vista degli </span><b>Europei</b><span style="font-weight: 400;"> di calcio in Germania (14 giugno &#8211; 14 luglio), le minacce informatiche crescono. Check Point Software avverte sull&#8217;uso di AI per creare </span><b>deepfake</b><span style="font-weight: 400;">. Su GitHub e Telegram si trovano risorse e servizi economici per deepfake. Cristiano Voschion evidenzia i rischi finanziari e di dati personali, esortando a incrementare formazione sulla sicurezza e protezione informatica contro phishing e disinformazione. </span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2024/05/24/europei-di-calcio-gli-hacker-usano-lia-per-truffe-online_70ee53bc-03c5-43fc-b1eb-e5778b69a536.html">ANSA</a></span></p>
<p><strong>- </strong><b>Amazzonia</b><span style="font-weight: 400;"> verso il punto di non ritorno: 1/3 della foresta fatica a riprendersi dalla siccità. I ricercatori dell’università di Lovanio hanno contato quattro grandi episodi di siccità prolungata ed estrema dal 2000 a oggi e, per valutarne l’impatto, hanno analizzato le immagini satellitari mensili della copertura forestale dell’Amazzonia tra 2001 e 2019 ricavando i tempi di recupero dopo gli episodi di siccità tramite la colorazione delle foglie. </span><a href="https://sisef.org/2024/02/24/lo-stress-senza-precedenti-potrebbe-portare-oltre-meta-dellamazzonia-verso-un-punto-di-non-ritorno-entro-il-2050/#:~:text=Recenti%2520%252F%2520SISEF%2520News-,Lo%2520stress%2520senza%2520precedenti%2520potrebbe%2520portare%2520oltre%2520met%C3%A0%2520dell'Amazzonia,non%2520ritorno%2520entro%2520il%25202050&amp;text=Secondo%2520una%2520nuova%2520ricerca%252C%2520ben,di%2520rottura%2520entro%2520il%25202050."><span style="font-weight: 400;">SISEF.ORG</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Il giornalismo climatico che funziona”: il nuovo report di EBU</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 17:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizie isolate e confinate ai margini dell’agenda delle comunicazioni; mancanza di informazioni adeguate e sviluppate sulle basi di una conoscenza approfondita; dati quantitativi incapaci di fuoriuscire dai confini della pura ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/News_Report_title_2_Green_1280.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Wan-ifra.org" /></p><p style="font-weight: 400;">Notizie isolate e confinate ai margini dell’agenda delle comunicazioni; mancanza di informazioni adeguate e sviluppate sulle basi di una conoscenza approfondita; dati quantitativi incapaci di fuoriuscire dai confini della pura teoria per invadere quelli della pratica quotidiana delle persone. <mark class='mark mark-yellow'>Il nuovo report <a href="https://www.ebu.ch/files/live/sites/ebu/files/Publications/strategic/open/News_report_2023_Climate_Journalism.pdf" target="_blank"><strong><em>Climate Journalism That Works: between knowledge and impact</em></strong></a> (<em>Il giornalismo climatico che funziona: tra conoscenza e impatto</em>, ndr) muove dalla consapevolezza dei limiti che connotano l’informazione sul clima.</mark> La ricerca, commissionata dalla <a href="https://www.ebu.ch/home" target="_blank">EBU European Broadcasting Union</a>, l&#8217;Unione europea di teleradiodiffusione, è stata realizzata da <strong>Alexandra Borchardt</strong> con il contributo di <strong>Katherine Dunn</strong> e <strong>Felix M. Simon</strong> e include una serie di <strong>casi studio</strong> che forniscono la prova concreta su come innovare il giornalismo climatico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Uno di questi riguarda l’agenzia di stampa francese <a href="https://www.afp.com/en" target="_blank"><strong>AFP<b> Agence France-Presse</b></strong></a>. <mark class='mark mark-yellow'>A partire dal 2019, il responsabile delle notizie globali dell’agenzia<strong> Phil Chetwynd</strong> ha reso «il futuro del pianeta una priorità editoriale», creando l’hub <a href="https://www.afp.com/en/agency/press-releases-newsletter/future-planet-week-special-coverage-afp" target="_blank"><strong><em>Future of the Planet</em></strong></a><em> (Il futuro del Pianeta</em>, ndr<em>)</em>.</mark> «La storia di domani ha iniziato a essere una storia di oggi» ha dichiarato dopo che quell&#8217;estate la Francia aveva toccato temperature bollenti. Lo scopo era quello di sostituire storie di scienza o di politica aride e incuranti dell’impatto sociale e degli aspetti economici con una visione più ampia, in cui un ruolo centrale spettasse alla <strong>trasformazione ecologica dell’economia</strong>. Nel 2022 l’AFP ha unito i desk di economia e ambiente e all’inizio del 2023 più di 20 giornalisti con conoscenze specifiche sul cambiamento climatico hanno iniziato a lavorare presso l’hub, a Parigi. I reporter del clima sono e saranno, però, dislocati in uffici locali di tutti i continenti, anche in luoghi rilevanti per il cambiamento climatico come Manaus, ai margini dell&#8217;Amazzonia e Bangkok, in Thailandia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>L’approccio di AFP si distingue da altre realtà giornalistiche per l&#8217;attenzione alle<strong> immagini di qualità</strong>, e quindi al ruolo dei fotografi sul campo e degli addetti alle ricerche iconografiche, e alla <strong>formazione</strong>, nella convinzione che i redattori debbano possedere alcune nozioni scientifiche basilari per poter scrivere adeguatamente del fenomeno.</mark> Per questo motivo oltre 200 giornalisti sono stati formati, ad esempio, per saper riconoscere il fenomeno del <strong>greenwashing </strong>e lavorare come<strong> fact-checkers </strong>in quest&#8217;ambito: è stato spiegato loro su cosa focalizzare l’attenzione, quali domande porre e come distinguere i buoni propositi dalla pratica. «Non <span style="color: #000000;">trasmettere </span>troppe emozioni, ma basarsi sui fatti» afferma Chetwynd: è questo il principio guida che ispira il metodo di lavoro di AFP.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"> <strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://wan-ifra.org/2023/03/how-to-keep-climate-coverage-on-your-news-agenda/" target="_blank">Wan-ifra.org</a>.</strong></p>
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		<title>NASCE CHORA NEWS, LA TESTATA GIORNALISTICA DI CHORA MEDIA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 17:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Continuano le novità in casa Chora Media, che dà il via a Chora News, la testata giornalistica della podcast company. Chora News è il nuovo nome di Live, la divisione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="884" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/edgenesis3_20220622103809478_2bceee2eff199595e3e78482f9481c7a.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Foto Ansa, (c) Matteo Bazzi. Fonte: Primaonline.it" /></p><p>Continuano le novità in casa <a href="https://choramedia.com/" target="_blank"><strong>Chora Media</strong></a>, che dà il via a <mark class='mark mark-yellow'><a href="https://choramedia.com/choranews/" target="_blank"><em><strong>Chora News</strong></em></a>, la testata giornalistica della podcast company.</mark> Chora News è il nuovo nome di <em><strong>Live</strong></em>, la divisione di Chora Media da sempre dedicata all&#8217;attualità e all&#8217;informazione. <strong>Mario Calabresi</strong>, co-fondatore della società assieme a <strong>Guido Maria Brera</strong>, <strong>Mario Gianani</strong> e <strong>Roberto Zanco</strong>, ricoprirà la carica di direttore editoriale; <strong>Francesca Milano</strong>, invece, sarà la direttrice responsabile. La rivoluzione però, sembra riguardare solo il nome: <mark class='mark mark-yellow'>«Non cambierà nulla, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: raccontare storie e ciò che accade intorno a noi attraverso la voce e il lavoro di giornalisti e giornaliste, autori e autrici».</mark></p>
<p>Chora News è solo l’ultima novità della media company, che in due anni e mezzo di attività vanta oltre 136 serie podcast realizzate, per un totale di 1.492 episodi e sonorizzazioni prodotti. <mark class='mark mark-yellow'>Lo scorso febbraio aveva inaugurato <a href="https://www.primaonline.it/2023/02/21/373217/mario-calabresi-vara-chora-studio-e-chora-agency/" target="_blank"><em><strong>Chora Studio</strong></em></a>, il ramo d&#8217;azienda dedicato alla realizzazione di progetti su commissione.</mark> La direttrice <strong>Sara Poma</strong> aveva spiegato così il significato della denominazione: «&#8221;Studio&#8221; ci sembrava la parola giusta per evocare la dedizione, la passione e l’approccio sartoriale che fino a oggi abbiamo rivolto a partner e clienti. Sono valori su cui Chora intende puntare sempre di più, <span style="color: #000000;">così come </span>l’attenzione alle storie, alle voci e al sound design, elementi distintivi di tutte le anime che ci caratterizzano». Tra i committenti dei podcast ci sono anche istituzioni culturali, musei, università e realtà del terzo settore, oltre ad aziende multinazionali e piccole-medie imprese italiane operative in molti settori strategici, dalla moda all&#8217;automotive, dal turismo all&#8217;edilizia.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Da quest&#8217;anno in Chora Media trova spazio anche la nuova divisione <a href="https://agency.choramedia.com/?utm_source=choramedia&amp;utm_medium=link-menu&amp;utm_campaign=Organico-menu&amp;utm_id=Organico" target="_blank"><strong>Chora Agency</strong></a>, che mette a disposizione di potenziali clienti il supporto tecnico e produttivo per realizzare serie podcast partendo da idee interamente proposte dal committente.</mark></p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Continua a leggere su <a href="https://www.primaonline.it/2023/03/22/375683/chora-live-cambia-nome-in-chora-news-e-diventa-testata-giornalistica/" target="_blank">Primaonline.it</a>.</strong></p>
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		<title>TikTok sarà il nuovo Google?</title>
		<link>http://www.magzine.it/tiktok-sara-il-nuovo-google/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 17:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Christian Valla]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da quando Larry Page e Sergey Brin resero pubblico Google Search, nel 1997, Google ha dominato stabilmente il mercato dei motori di ricerca al punto che “googlare” è diventato sinonimo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1094" height="498" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-09-alle-16.59.15.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Morning Consult e Repubblica.it" /></p><p>Da quando Larry Page e Sergey Brin resero pubblico <strong>Google Search</strong>, nel 1997, Google ha dominato stabilmente il mercato dei motori di ricerca al punto che “googlare” è diventato sinonimo di “fare una ricerca online”. Quello che però emerge da un <a href="https://morningconsult.com/2023/02/21/tiktok-is-becoming-google-for-gen-z/" target="_blank">sondaggio</a> condotto dalla società di consulenza statunitense <strong>Morning Consult</strong> dal 3 al 5<strong> febbraio 2023</strong> – su un campione rappresentativo di poco più di 2mila adulti americani –, ci sottopone una realtà ben diversa: <mark class='mark mark-yellow'>circa il 14% dei componenti della Generazione Z, che hanno meno di 20 anni, se vuole informarsi su un fatto di cronaca inizia la ricerca su TikTok, cosa che fa solo l’1% dei cosiddetti &#8220;boomer&#8221;, di età superiore ai 60 anni, e in generale il 2% di tutti gli altri gruppi anagrafici presi in considerazione.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;">Se su risposte a domande fattuali come “Chi è stato il primo presidente della Repubblica italiana?” o “Quando è nata l’attuale fidanzata di Leonardo DiCaprio?” <strong>Google</strong> rimane imbattibile, <strong>TikTok</strong> mette in difficoltà <span style="color: #000000;">più che altro</span> il panorama dei <strong>blog</strong>, in cui il lettore è costretto a leggere interi paragrafi di contenuti poco rilevanti prima di arrivare alla ricetta che vuole provare, o ai consigli di viaggio che stava cercando e quello dei video di YouTube che impiegano moltissimo tempo prima di mostrare, per esempio, come aggiustare un lavandino.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel momento in cui si cercano contenuti meno leggeri, come quelli che hanno a che fare con la politica, la salute o l’attualità, la questione si fa, però, più complessa. <mark class='mark mark-yellow'>Secondo il <a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/digital-news-report/2022" target="_blank"><em><strong>Digital News Report 2022</strong></em></a> stilato dal <strong>Reuters Institute</strong> dell’Università di Oxford, che ogni anno offre un’analisi dettagliata dello stato del giornalismo a livello mondiale, TikTok sta diventando molto rapidamente anche una fonte di informazione, soprattutto per le persone tra i 18 e i 24 anni.</mark> E <strong>Francesca Tripodi</strong>, professoressa di Scienze dell’Informazione presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill, è convinta che questa tendenza potrebbe esporre un numero crescente di persone alla <strong>disinformazione</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo la professoressa siamo, comunque, molto lontani dal momento in cui TikTok diventerà la sola fonte di informazione per le persone. «<strong>Google</strong> sta cercando di rendere la ricerca più umana e di offrire alle persone un modo per porre domande più facilmente.<strong> TikTok</strong> offre, invece, una libreria di contenuti infiniti, consultabile senza limiti, su quasi tutti gli argomenti».</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/2023/03/03/news/si_tiktok_sta_diventando_il_google_della_gen_z_lo_dimostrano_i_numeri-390329054/" target="_blank">Repubblica.it</a>.</strong></p>
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		<title>Pagare e donare per le news: Generazione Z e Millennials a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 21:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fare informazione di qualità costa. Le nuove forme di giornalismo sono quindi sempre più chiamate a progettare modelli di business economicamente sostenibili, all&#8217;interno di un panorama in cui la gratuità della stampa online ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1062" height="704" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Online-news.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Pexels.com" /></p><p>Fare informazione di qualità costa. Le nuove forme di giornalismo sono quindi sempre più chiamate a progettare modelli di business economicamente sostenibili, all&#8217;interno di un panorama in cui la gratuità della stampa online viene data quasi per scontata. Una <a href="https://www.americanpressinstitute.org/wp-content/uploads/2023/03/MIP-Funding-News.pdf" target="_blank">ricerca</a> condotta condotta dal 18 maggio all&#8217;8 giugno 2022 dal <a href="https://apnorc.org/projects/the-media-insight-project/" target="_blank"><strong>Media Insight Project</strong></a>, iniziativa nata dalla collaborazione tra l&#8217;<a href="https://www.americanpressinstitute.org/" target="_blank"><strong>American Press Institute</strong></a> e l&#8217;<a href="https://apnorc.org/" target="_blank"><strong>AP-NORC Center for Public Affairs Research</strong></a>, mostra, però, che <mark class='mark mark-yellow'>sia la Generazione Z – che ha tra i 16 e i 24 anni –, sia i Millennials – che hanno tra i 23 e i 38 anni – sono disposte a finanziare giornali e siti online tramite abbonamenti e donazioni.</mark></p>
<p>Lo studio, condotto su un campione di <strong>quasi</strong> <strong>6mila americani</strong> <strong>tra i 16 e i 40 anni</strong>, sottolinea come <mark class='mark mark-yellow'>il 60% di tutti gli intervistati ha sottoscritto un abbonamento o fatto una donazione per qualche mezzo di informazione. Più si va avanti con l&#8217;età, più aumenta la predisposizione a donare.</mark> Nello specifico, il 51% della Generazione Z ha effettuato una donazione o ha pagato un abbonamento per accedere alle notizie, mentre tra i Millennials di età compresa tra i 25 e i 31 anni la percentuale sale al 63%. Prendendo in considerazione, invece, i Millennials tra i 32 e 40 anni, la cifra cresce fino a toccare il 67%.</p>
<p>La scelta dei media in cui investire i propri soldi, evidenzia lo studio, dipende dall&#8217;età delle persone. <mark class='mark mark-yellow'>Tra gli intervistati con meno di 40 anni la maggior parte dei soldi – il 47% del totale – è destinata a forme di informazione alternative, come <strong>newsletter </strong>o <strong>video</strong> e <strong>podcast</strong> di creators indipendenti. Solo il 22% delle donazioni o degli abbonamenti, riguarda, invece, giornali tradizionali online o stampati.</mark></p>
<p>Tutti gli intervistati che hanno sottoscritto un abbonamento o che fanno donazioni frequenti sono persone attive nella <strong>ricerca delle notizie</strong> <span style="color: #000000;">e nella loro <strong>diffusione</strong>. </span>Il 31% di loro condivide gli articoli letti con amici e parenti, contro il 13% di chi non paga per accedere ai contenuti di informazione. Nonostante questo, anche tra chi è solito donare, <mark class='mark mark-yellow'>la maggior parte delle persone non cerca attivamente le notizie, ma vi si imbatte per caso mentre naviga su internet o sui social network.</mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.americanpressinstitute.org/publications/reports/how-gen-z-and-millennials-pay-for-or-donate-to-news/" target="_blank">Americanpressinstitute.org</a>.</strong></p>
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		<title>Una comunità di reporter investigativi contro la disinformazione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 15:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Arcai]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2023 l’informazione corre veloce. Complici più di tutto i social media e i motori di ricerca, che con un click possono aprire un mondo. A volte falso e disinformato, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="400" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/vh.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="vh" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Nel 2023 l’informazione corre veloce. Complici più di tutto i social media e i motori di ricerca, che con un click possono aprire un mondo. A volte falso e disinformato, a volte puntuale e veritiero. <mark class='mark mark-yellow'>La disinformazione è un problema serio e lo sanno bene i giornalisti minacciati, imprigionati o assassinati. Così, per la prima volta, una comunità internazionale di reporter investigativi ha deciso di far luce su un business che fa molta paura: quello dei mercenari della disinformazione.</mark> </span>L’indagine<a href="https://forbiddenstories.org/case/story-killers/" target="_blank"><b> #StoryKillers</b></a> parte dall’assassinio della giornalista <b>Gauri Lankesh,</b><i> </i>che aveva denunciato le “fabbriche di bugie” nell’India centrale. A partire dallo scorso anno, più di 100 giornalisti di 30 media in tutto il mondo, coordinati dall’organizzazione <b><i><a href="https://forbiddenstories.org/" target="_blank" rel="noopener">Forbidden Stories</a></i></b>, hanno continuato il lavoro di indagine sulla disinformazione globale.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spesso questa minaccia, diffusa in tutto il mondo, è invisibile, ma, grazie al <a href="https://www.oii.ox.ac.uk/news-events/news/social-media-manipulation-by-political-actors-now-an-industrial-scale-problem-prevalent-in-over-80-countries-annual-oxford-report/" target="_blank">Rapporto dell’</a></span><a href="https://www.oii.ox.ac.uk/news-events/news/social-media-manipulation-by-political-actors-now-an-industrial-scale-problem-prevalent-in-over-80-countries-annual-oxford-report/" target="_blank"><i><span style="font-weight: 400;">Oxford Internet Institute</span></i></a><span style="font-weight: 400;">, nel 2021 oltre 80 Paesi hanno fatto ricorso alle campagne di manipolazione sui social media. Tra i media partner di #StoryKillers ci sonopiccole e grandi testate, tra cui alcune molto note come <i><a href="https://www.theguardian.com/" target="_blank" rel="noopener">The Guardian</a>, </i><a href="https://www.lemonde.fr/" target="_blank" rel="noopener"><i>Le Monde</i></a>, <i><a href="https://www.washingtonpost.com/" target="_blank" rel="noopener">The Washington Post</a>, <a href="https://www.spiegel.de/" target="_blank" rel="noopener">Der Spiegel</a>, <a href="https://elpais.com/" target="_blank" rel="noopener">El País</a> e <a href="https://irpi.eu/" target="_blank" rel="noopener">IRPI</a>.</i></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle aziende individuate dai reporter è </span><a href="https://eliminalia.com/it/" target="_blank"><span style="font-weight: 400;">Eliminalia</span></a><span style="font-weight: 400;">, che cerca di cancellare contenuti indesiderati per conto di terzi. La sede principale è in Spagna, ma conta uffici in diverse parti del mondo e ogni ufficio ha il compito di far sparire ciò che non è gradito ai propri clienti. Quando si fa una ricerca su Google, i primi link che si leggono sono quelli capaci di fare più visualizzazioni, ed è proprio contro l’algoritmo di quei link che lavora il team di </span><span style="font-weight: 400;">Eliminalia</span><span style="font-weight: 400;">. Inizia con l&#8217;inivare delle mail intimidatorie da indirizzi come </span><a href="mailto:egal-abuse.eu@pec.it"><span style="font-weight: 400;">egal-abuse.eu@pec.it</span></a><span style="font-weight: 400;"> o </span><a href="mailto:italy@abuse-report.eu"><span style="font-weight: 400;">italy@abuse-report.eu</span></a><span style="font-weight: 400;">, per poi passare all’attacco chiedendo direttamente a Google di rimuovere il link e, se Google ci casca, il gioco è fatto. Rimettere un contenuto online, infatti, è un procedimento complesso e il nuovo link finirebbe comunque per essere indicizzato nelle seconde o terze pagine di Google, dunque Eliminalia l&#8217;avrebbe vinta comunque. <mark class='mark mark-yellow'>Nel 2022 sono state depositate 1.4 milioni di richieste di rimozione di 5.3 milioni di link.</mark> La maggior parte, per fortuna, non andate a buon fine.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'></span>Quando le email non bastano, però, entrano in campo le fake news. L&#8217;indagine #StoryKillers ha dimostrato anche che Eliminalia ha prodotto oltre 3mila articoli falsi, raccolti su 600 siti web, collegati a 48 nomi di clienti.<span style="font-weight: 400;"></mark> </span>Per salire di posizione nelle pagine di Google, occorre condividere la notizia su forum e blog. Google, infatti, prende in considerazione il numero di volte in cui quel link è stato incluso in altri siti web, secondo la logica del cosiddetto &#8220;backlink&#8221;. <mark class='mark mark-yellow'>Eliminalia crea, così, backlink verso siti web fasulli per aumentare il traffico.</mark> Rimuovere un singolo link costa tra i 200 e 2mila euro, pagati da clienti anche italiani, e questo dà la misura del giro d&#8217;affari dell&#8217;azienda, attiva sul web dal 2013.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.lasvolta.it/6397/disinformazione-chi-cancella-le-notizie-scomode-dal-web" target="_blank">Lasvolta.it.</a></strong></p>
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		<title>Ac2ality, la startup spagnola che ha rivoluzionato le notizie su TikTok</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 15:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella primavera del 2020, un team composto da quattro persone ha lanciato Ac2ality, una startup spagnola che &#8220;traduce quello che dicono i giornali e ti dà le informazioni necessarie per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/ac2uality.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il team fondatore di Ac2uality. Fonte: Rutersinstitute.politics.ox.ac.uk" /></p><p>Nella primavera del 2020, un team composto da quattro persone ha lanciato <strong><em>Ac2ality</em></strong>, una startup spagnola che &#8220;traduce quello che dicono i giornali e ti dà le informazioni necessarie per tenerti aggiornato su ciò che sta accadendo nel mondo&#8221;.</p>
<p>L’iniziativa è stata lanciata subito dopo il primo lockdown in Spagna da Daniela McArena, Gabriela Campbell, Paula Muñoz e María Murillo e pensata per TikTok. <mark class='mark mark-yellow'>Ogni giorno il team, composto da un giornalista e da tre presentatori/video-maker, produce cinque video-notizie di attualità per un pubblico di lingua spagnola.</p>
<p>Attualmente, Ac2ality è diventato il secondo più grande editore di notizie europeo su TikTok.</mark> A confermarlo è un recente rapporto di Nic Newman: sono 4.2 milioni i follower raggiunti dalla startup in due anni e in testa alla classifica c’è il<em> Daily Mail</em>, con 4.4 milioni di follower.</p>
<p>Il giornalista italiano <strong>Francesco Zaffarano</strong> ha intervistato <strong>Daniela McArena</strong>, co-fondatrice del progetto, che ha rivelato i segreti del grande successo riscosso da Ac2uality.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Noi traduciamo i giornali, spieghiamo le notizie in meno di un minuto in modo semplice, visivo, diretto e soprattutto coinvolgente»</mark>, risponde <strong>McArena</strong> a Zaffarano, che le chiede di descrivere l’account a chi non l’ha ancora mai visto.</p>
<p>Quanto all’organizzazione del lavoro, McArena spiega: «C’è un giornalista che ricerca la notizia e scrive la sceneggiatura con una lunghezza di 190 parole, l&#8217;equivalente di un video di un minuto. La notizia così scritta poi viene inviata al presentatore che gira e monta il video».</p>
<p>Inoltre, la startup lavora con tre formati diversi:<strong> <em>5 cosas de Hoy</em></strong>, ossia le cinque notizie più importanti della giornata, <em><strong>Explícamelo Fácil</strong></em>, spiegazioni di un minuto di una singola notizia, e <em><strong>Trends</strong></em>, che parte dalla ricerca di un video o audio di tendenza per creare un contenuto correlato a quella notizia.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Non importa quanto sei grande sulla piattaforma: puoi trovare anche account <span style="color: #000000;">enormi</span>, ma con un livello di coinvolgimento basso. L’importante è creare e cavalcare l’onda del nuovo giornalismo»</mark>, aggiunge McArena rispondendo alla domanda su cosa trova stimolante su una piattaforma come TikTok e sugli obiettivi della sua startup».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a title="Reuters Institute" href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/news/how-spanish-startup-became-second-biggest-european-news-publisher-tiktok" target="_blank">Reutersinstitute.politics.ox.ac.uk</a>.</strong></p>
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		<title>Rivoluzione per Will Media, acquisita da Chora</title>
		<link>http://www.magzine.it/rivoluzione-per-will-media-acquisita-da-chora/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 18:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Selena Frasson]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’acquisizione, annunciata oggi, della media company Will Media da parte della società specializzata in podcast Chora Media, nasce il primo polo italiano dell&#8217;informazione nativa digitale audio e video. Dopo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="983" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Chora-Will.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto i fondatori di Chora Media. Da sinistra: Guido Brera, Mario Gianani e Mario Calabresi. Fonte: Primaonline.it" /></p><p>Con l’acquisizione, annunciata oggi, della media company <strong>Will</strong> <strong>Media</strong> da parte della società specializzata in podcast <strong>Chora Media</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>nasce il primo polo italiano dell&#8217;informazione nativa digitale audio e video</mark>. Dopo l’ufficializzazione della fusione tra le due community, che insieme contano due milioni di persone e oltre tre milioni di ascolti medi mensili, inizia dunque una nuova avventura all’insegna del progresso, anche se le due società continueranno a essere fedeli al proprio progetto editoriale. <mark class='mark mark-yellow'>“L’audio è la grande novità di questi ultimi due anni – afferma Mario Calabresi, CEO di Chora – e in pochi mesi in Italia l&#8217;ascolto dei podcast è completamente esploso.</mark> Siamo stati capaci di intercettare questa richiesta di innovazione e cambiamento e vogliamo continuare a crescere e a sperimentare. Abbiamo scelto Will perché la riteniamo la realtà più dinamica, fresca e innovativa del mondo social&#8221;.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>L’intenzione dei nuovi proprietari è<span style="color: #000000;"> di puntare al target di 30enni, vero patrimonio di Will, e di </span>consolidarsi come <strong>editori cross-platform</strong>, spaziando dall’intrattenimento all’informazione per soddisfare le esigenze delle diverse realtà che devono comunicare in questa fase di cambiamento profondo della società.</mark></p>
<p>Il nuovo assetto dovrebbe consentire, a sua volta, a Will di imprimere una svolta nello sviluppo della propria proposta commerciale. Le novità riguarderanno anche il team, che attualmente coinvolge 35 giovani professionisti con un’età media intorno ai 27 anni, di cui il 60% sono donne. Il prossimo anno le assunzioni potrebbero raddoppiare.</p>
<p>Mario Calabresi entrerà a far parte del Cda di Will Media, mentre Alessandro Tommasi, tra i fondatori di Will, parteciperà a quello di Chora, pur rimanendo alla guida della media company nata nel gennaio del 2020. <mark class='mark mark-yellow'>“Questa operazione – dice Tommasi – ci permetterà di continuare il lavoro di spiegazione e di accompagnamento dei nostri utenti attraverso la complessità del tempo che viviamo”.</mark> E conclude: «Il mondo dei media è messo alla prova dal digitale, ma anche dalle abitudini dei più giovani, per questo il suo percorso di consolidamento è inevitabile e positivo per utenti ed operatori del settore».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.giornaledibrescia.it/italia-ed-estero/chora-media-compra-will-primo-polo-informazione-nativa-digitale-1.3735921" target="_blank">Il Giornale di Brescia</a>.</strong></p>
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		<title>L&#8217;app di Journalism Trust Initiative contro la disinformazione</title>
		<link>http://www.magzine.it/lapp-di-journalism-trust-initiative-contro-la-disinformazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 11:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Arcai]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un progetto finanziato dalla Commissione Europea che promette di innalzare la fiducia dei lettori verso il giornalismo: questo è l&#8217;obiettivo del Journalism Trust Initiative, che rende il fact checking una ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"> Un progetto finanziato dalla Commissione Europea che <mark class='mark mark-yellow'>promette di innalzare la fiducia dei lettori verso il giornalismo:</mark> questo è l&#8217;obiettivo del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=sr2XF17NoSo" target="_blank"><strong>Journalism Trust Initiative</strong></a>, che rende il <strong>fact checking</strong> una certificazione internazionale e guida le aziende giornalistiche verso l&#8217;autodeterminazione e la consapevolezza di informare in modo giusto e bilanciato. Il progetto, nato nel 2019, è stato <a href="https://youtu.be/umx_k3LVnCE" target="_blank">presentato al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia</a> solo nel 2022<span style="color: #000000;"> a causa della pandemia</span><span style="color: #000000;">.</span></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">La <strong>Journalism Trust Initiative</strong> è <span style="color: #000000;">supportata</span> dall’<strong>ITCapp</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>un percorso scandito da tre prove fondamentali: il <strong>Check</strong>, che permette all’azienda di rendersi conto del suo impatto sulle notizie; lo <strong>Show</strong>, che rende il pubblico partecipe delle scelte che sono state fatte nella ricerca degli eventi e della loro elaborazione testuale; e il <strong>Glow</strong>, la certificazione dorata vera e propria, che consiste in un attestato di presa di coscienza riconosciuta dalla Journalism Trust Initiative.</mark></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Alla testata viene prima richiesto di effettuare un&#8217;autovalutazione tramite l&#8217;applicazione web, che consiste in una verifica interna della conformità allo <strong>standard JTI</strong>. L<span style="color: #000000;">&#8216;azienda </span>può, quindi, scegliere di diffondere i risultati di questa autovalutazione e di pubblicarli in un <strong>rapporto di trasparenza</strong>. Infine, nell&#8217;ambito di una <span style="color: #000000;">valutazione</span> indipendente, viene effettuato un audit esterno da parte di un organismo di certificazione riconosciuto. Dopo aver superato con successo i tre passaggi, il supporto verrà certificato e riceverà l&#8217;etichetta JTI.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>La fiducia del pubblico nell&#8217;informazione è essenziale. Tuttavia, con l&#8217;aumento della disinformazione, rischia di andare perduta. Rendere disponibili queste regole alle società di media di tutto il mondo fornirà un forte contrappeso alle notizie false di cui il pubblico è inondato.</mark></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Al centro di questo strumento c&#8217;è l&#8217;<strong>autovalutazione</strong>, che consente alle società editrici di controllare, migliorare e promuovere la qualità delle loro pratiche giornalistiche. <mark class='mark mark-yellow'>L&#8217;obiettivo è costruire un ecosistema informativo più sano, in cui sarà possibile identificare e premiare la pratica del giornalismo affidabile ripristinando la fiducia del pubblico nel giornalismo in generale.</mark></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;"><span style="color: #000000;">Lo standard JTI </span>si basa su un elenco di criteri, redatto da <strong>Reporters senza frontiere</strong> in collaborazione con oltre 130 organizzazioni e individui che rappresentano il settore dei media, il mondo accademico, gli organismi di regolamentazione e di autoregolamentazione, le società tecnologiche e gli attori dello sviluppo dei media. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Originariamente pubblicato dal <strong>Comitato Europeo per la Standardizzazione</strong>, questo standard è ora disponibile come applicazione web interattiva. Il lancio dell&#8217;applicazione Internet JTI è stato preceduto da una fase pilota a cui hanno preso parte quasi 50 media per effettuare test completi dello strumento. Questi includono <em>CBC/Radio-Canada</em>, <em>France Télévisions</em> e la svizzera <em>SRG-SSR</em>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Un antidoto contro la disinformazione</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Lo sviluppo dell&#8217;ITC è una risposta diretta alla diffusione virale della disinformazione osservata negli ultimi anni. Secondo l&#8217;<strong>Edelman Trust Barometer 2020</strong>, non meno del 74% degli utenti di Internet afferma di essere preoccupato per la disinformazione sui social network e il 64% si rivolge alle organizzazioni dei media per informazioni affidabili. <mark class='mark mark-yellow'>Dimostrare la qualità delle loro pratiche giornalistiche consente, quindi, alle società di media non solo di soddisfare le aspettative del pubblico, ma anche di raggiungere un numero maggiore di persone e di sviluppare le proprie fonti di guadagno.</mark> Per fare ciò, l&#8217;ITC ora offre loro uno strumento digitale unico, grazie al quale possono anche ottenere un audit indipendente basato sulla propria autovalutazione per ricevere l&#8217;<strong>&#8220;etichetta JTI&#8221;</strong> a garanzia della loro conformità all&#8217;omonimo standard.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Rafforzare le testate e rassicurare il pubblico</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Per combattere la disinformazione e ripulire lo spazio informativo, il pubblico, ma anche le aziende, in particolare inserzionisti e distributori, devono essere in grado di distinguere tra fonti di informazione affidabili e fonti dubbie. JTI fa questa distinzione attraverso un meccanismo trasparente, prescrittivo e leggibile da una macchina, in modo che gli utenti possano sapere immediatamente se un supporto è affidabile: un&#8217;opportunità per le società editrici che possono così dimostrare la propria professionalità e la qualità del proprio lavoro.</span></p>
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		<title>Ben e Justin Smith fondano una nuova media startup globale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 16:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Cascini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[start-up]]></category>

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		<description><![CDATA[I giornalisti americani Ben e Justin Smith, uniti per caso dal cognome, ma soprattutto da un forte interesse per il mondo dell&#8217;informazione, annunciano di essere al lavoro per dar vita ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="330" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/Ben_Smith_irishtimes.com_.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto: il giornalista Ben Smith. Fonte: Irishtimes.com" /></p><p>I giornalisti americani<strong> Ben e Justin Smith</strong>, uniti per caso dal cognome, ma soprattutto da un forte interesse per il mondo dell&#8217;informazione, annunciano di essere al lavoro per dar vita a un <strong>nuovo progetto editoriale</strong>. Il primo lascia un posto da editorialista al <em>New York Times </em>e sarà top editor della nuova impresa, il secondo lascia l&#8217;incarico di amministratore delegato di<em> Bloomberg Media </em>e ne guiderà la parte commerciale.<em><br />
</em></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;idea, che ha preso forma lo scorso autunno dopo anni di confronto fra i due, è <mark class='mark mark-yellow'>costruire una <strong>newsroom globale</strong> che annunci le notizie, offra sfumature a storie complesse senza cadere in prevedibili faziosità e sperimenti nuovi formati di narrazione.</mark> Ancora sconosciuti i dettagli su quali generi e regioni del mondo copriranno, su quanto denaro hanno pianificato di raccogliere e sulla data di avvio dell&#8217;impresa. Sul pubblico di riferimento, però, Ben Smith si è già sbilanciato: <mark class='mark mark-yellow'>«Ci sono 200 milioni di persone che hanno studiato all&#8217;università, che leggono in inglese, ma che nessuno sta veramente trattando come un pubblico, eppure parlano fra loro e si rivolgono a noi. Ecco chi sarà il nostro pubblico».</mark> </span>L’obiettivo sarà anche quello di valorizzare i singoli giornalisti, perché chi legge e chi guarda la TV si sente realmente connesso con chi scrive le storie e con chi prepara i servizi.</p>
<p>Prima di approdare al <em>New York Times</em> nel 2020, Ben Smith ha lavorato come reporter a <em>Politico</em> e per più di otto anni è stato caporedattore di <em>BuzzFeed</em>. “La mia scelta è dettata dalla voglia di inseguire un sogno personale, oltre che dalla possibilità di sfruttare una grande occasione di mercato”, ha dichiarato invece Justin Smith in un tweet che annuncia il suo addio a <em>Bloomberg</em>. Dopo un&#8217;esperienza ad <em>Atlantic Media</em>, il giornalista ha lavorato a<em> Bloomberg</em> dal 2013, dove &#8220;ha contribuito a trasformare il giornale in un media di successo, moderno e digitale&#8221;, ha dichiarato il fondatore della testata.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.nytimes.com/2022/01/04/business/ben-smith-new-york-times.html" target="_blank">NewYorkTimes.com</a>.</strong></p>
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