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	<title>magzine &#187; musical</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Una &#8220;Divina Commedia&#8221; in musical</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2022 16:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[#divinacommedia]]></category>
		<category><![CDATA[musical]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[È la ricerca dell’Amore (che move il sole e l’altre stelle) a spingere Dante Alighieri a compiere il suo viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso; questo stesso Amore è quello ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="6000" height="4000" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/La-città-di-Dite-con-Virgilio-e-Dante.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="La città di Dite con Virgilio e Dante" /></p><p style="text-align: left;">È la ricerca dell’Amore (che move il sole e l’altre stelle) a spingere Dante Alighieri a compiere il suo viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso; questo stesso Amore è quello che va cercando il Dante di Andrea Ortis, regista di <em>Divina Commedia Opera Musical</em>, mentre ripercorre le tappe fondamentali dell’opera letteraria, incontrando i personaggi chiave delle tre cantiche in un’ambientazione fedelissima a quella originale, eppure estremamente moderna.</p>
<div id="attachment_53192" style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/Virgilio-e-Dante.jpg"><img class="wp-image-53192 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/Virgilio-e-Dante-200x300.jpg" alt="Virgilio e Dante" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Virgilio (Andrea Ortis) e Dante (Antonello Angiolillo)</p></div>
<p>Mettere in scena un’opera della portata della <em>Commedia</em> ha richiesto uno stretto processo di sintesi e selezione: <mark class='mark mark-yellow'>«In ogni campo per fare sintesi devi conoscere. E la conoscenza mi ha permesso di fare un’altra operazione importante: quello che definirei un reset intellettuale. Se io, infatti, chiedo al pubblico come si immagina l’Inferno, il pubblico mediamente risponde “Rosso, con il fuoco”, però invece no. Perché Dante il punto peggiore dell’Inferno lo fa bianco, ghiaccio, dove è confitto Lucifero è tutto ghiacciato. Quindi il reset intellettuale mi ha permesso di immaginare un mio panorama, una mia visione».</mark></p>
<p>La molteplicità degli ambienti danteschi viene resa grazie a fasci di luce proiettati su un velo di tulle che divide a metà il palcoscenico: l’effetto è quello di sentirsi completamente immersi nelle scene. In questo senso, una delle rappresentazioni più riuscite è il canto di Ulisse: colpevole di essersi spinto oltre le Colonne d’Ercole, viene colto da una tempesta che fa naufragare lui e tutto il suo equipaggio. La sensazione dell’acqua che si chiude sopra la nave è stata resa in scena dalla proiezione di alcune onde che, sovrapponendosi una all’altra, nascondono al pubblico la vista del palco. «Ho voluto mettere in risalto come la “canoscenza” umana oggi può spingersi molto avanti ma quando si va oltre a tutto, quando non c’è più etica, allora c’è la devastazione, il crollo, l’affondamento del “folle volo”. E anche la barca che ho fatto disegnare, è una barca che si solleva ma ha già la fattezza della sconfitta, è un sogno che ha già in sé il seme del fallimento».</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Il regista Andrea Ortis: «Ho voluto mettere in risalto come la “canoscenza” umana oggi può spingersi molto avanti ma quando si va oltre a tutto, quando non c’è più etica, allora c’è la devastazione, il crollo, l’affondamento del “folle volo”».</span></p>
<div id="attachment_53193" style="width: 200px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/Virgilio-Ortis.jpg"><img class="wp-image-53193 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/02/Virgilio-Ortis-200x300.jpg" alt="Virgilio Ortis" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Virgilio</p></div>
<p>Il lunghissimo studio ha coinvolto non solo il regista, che è anche interprete della figura di Virgilio, ma il cast tutto, tecnici compresi. <mark class='mark mark-yellow'>«La lettura a tavolino del copione io non l’ho fatta solo con gli interpreti, ma anche con il corpo di ballo, i macchinisti, i tecnici, in modo che il grande racconto della storia umana di Dante partisse anche da una “canoscenza” di tutti. Perché poi cambiano i modi, cambia la delicatezza, l’attenzione: se conosci puoi amare, ma se non conosci difficilmente ami. Se conosci, puoi sollevare quella barca in una maniera differente, capendo quello che fai. Se sai che dopo c’è Ugolino e sai chi è Ugolino, allora quando smonti tutta quella barca lo fai con il silenzio corretto, sapendo che quel silenzio prelude a quel traditore, al dramma di quella ghiaccia nella quale i traditori stanno».</mark></p>
<p>E la richiesta di Ortis non si è limitata alla lettura dei canti, ma allo studio dello scenario storico, dell’ambiente fiorentino, del sistema politico e religioso di allora. Ma oltre al mero studio, c’è una forte sovrapposizione umana «perché quei vizi e quelle virtù sono nostre, quei peccati sono i nostri».</p>
<p><em>(Photocredits: Divina Commedia Opera Musical)</em></p>
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		<title>CineWeek XVI: Musical</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 06:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Grease]]></category>
		<category><![CDATA[Hamilton]]></category>
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		<category><![CDATA[Moulin Rouge]]></category>
		<category><![CDATA[musical]]></category>
		<category><![CDATA[The Greatest Showman]]></category>

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		<description><![CDATA[State cercando una via di fuga dalla realtà oppressa da crisi di governo, ritardi nella campagna vaccinale e ancora stress da zona gialla, arancione e rossa? Allora il CineWeek che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="719" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/01/The-Greatest-Showman-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="The Greatest Showman 2" /></p><p>State cercando una via di fuga dalla realtà oppressa da crisi di governo, ritardi nella campagna vaccinale e ancora stress da zona gialla, arancione e rossa? Allora il CineWeek che abbiamo preparato è quello che ci vuole! <mark class='mark mark-yellow'>Questa settimana vogliamo catapultarvi nel magico mondo dei musical, dove colori, musica, canto e ballo la fanno da padroni.</mark> Tra film più recenti e pietre miliari del genere, <strong>concedetevi una pausa di un paio di ore e lasciatevi inebriare dalle storie che vi proponiamo</strong>. Non ve ne pentirete, promesso!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: LA LA LAND</strong></p>
<p>«<em>Someone in the crowd could be the one you need to know</em>». E infatti è proprio un incontro casuale a segnare i destini di Mia e Sebastian. Los Angeles diventa il palcoscenico dei sogni e dell’amore, il legame tra la nostalgia per il grande jazz di lui e il desiderio di vivere la settima arte di lei. La musica e le canzoni accompagnano lo spettatore lungo una narrazione empatica che trasporta all’interno del film. La magia dei sogni non dura però per sempre e spesso come Sebastian giungiamo a dire «<em>What a waste of a lovely night</em>». Ma i sogni come il futuro sono imprevedibili e non ci è dato sapere quale strada sia quella giusta, quella che ci porta alla felicità. Eppure le emozioni provate vivranno nei cuori, nel ricordo e nei sorrisi di Mia e Sebastian, per sempre.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video e in DVD</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: THE GREATEST SHOWMAN</strong></p>
<p>Non si può entrare di soppiatto in questo film. Vieni trascinato nello schermo fin dai titoli di testa, con la musica che si alterna al rimbombo di centinaia di piedi che scandiscono il tempo. Impossibile non innamorarsi di questo coloratissimo musical del 2017, con protagonista Hugh Jackman in forma strepitosa. Dimenticate Wolverine e concentratevi sulla sua interpretazione di Phineas T. Barnum, creatore dell’omonimo circo. P.T. è un uomo che rincorre a tutti i costi il successo puntando a scrollarsi di dosso il suo passato di giovane indigente e lo fa anche dimenticando ciò che alla fine scopre essere la cosa davvero più importante: l’amore della sua famiglia. Travolgente, entusiasmante, con musiche indimenticabili fin dal primo ascolto, <em>The Greatest Showman</em> è il musical perfetto per i sognatori, per i romantici e per chi ha bisogno di ritrovare un po’ di fiducia in se stesso.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney+ e Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: HAMILTON</strong></p>
<p><em>Hamilton</em> potrebbe sembrare ostico per chi non ama l’hip hop, la storia americana o Broadway. È un musical di due ore e 40 minuti che ruota attorno ad Alexander Hamilton, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti; per capirci, una di quelle persone talmente importanti da avere stampata la propria faccia sulla banconota da dieci dollari. Insomma, potrebbe sembrare la cosa peggiore da guardare per rilassarsi alla fine di una giornata pesante, invece vi sbagliate. Se apprezzate anche solo una delle tre componenti sopra indicate (hip hop, Stati Uniti o Broadway), resterete incantati da <em>Hamilton</em>: i brani, rappati per la maggior parte, sono tutte delle hit pazzesche, musicate benissimo e con tecniche sempre diverse. La ricostruzione storica è talmente leggera e alla portata di chiunque che anche le questioni del dipartimento del Tesoro risultano interessanti, pure per quelli che di Stati Uniti non sanno un granché. È uno degli spettacoli di Broadway più innovativi degli ultimi vent’anni. E poi, diciamolo, non potete mica perdervi la <em>rap battle</em> fra Alexander Hamilton e Thomas Jefferson.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney+</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: GREASE</strong></p>
<p>Musical fa rima con <em>Grease</em>. Considerato uno dei più celebri di tutti i tempi, la storia di Danny e Sandy ha fatto sognare intere generazioni, imponendosi nell’immaginario collettivo come narrazione riuscita di un amore giovanile e affresco della società americana degli anni Cinquanta. Dai costumi ai dialoghi, passando per le musiche fino alle coreografie, ogni aspetto di <em>Grease</em> è rientrato a pieno titolo nella storia del cinema e nelle vite dei suoi estimatori. A chi non è mai capitato di ballare a una festa sulle note di <em>You’re the One That I Want</em> o di <em>Summer Nights</em>? Difficile rispondere. Se la forza del musical è assicurata dall’energia travolgente dei giovanissimi John Travolta e Olivia Newton-John, tutti i personaggi sembrano in realtà sprigionare una spensierata e leggera allegria. Non solo sorrisi, ma anche stupore per il pubblico di <em>Grease</em>, che tratteggia personaggi stereotipati, disposti a mettersi in discussione di fronte a sentimenti innati.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: MOULIN ROUGE!</strong></p>
<p>«<em>How wonderful life is while you’re in the world</em>». Eccessivo, sfarzoso, a tratti pacchiano, ma irresistibile. <em>Moulin Rouge!</em> è uno di quei film che sono riusciti a rimodellare un genere, il musical, frullando melodramma e riferimenti pop, tradizione e innovazione, omaggiando lo spirito bohemien con un’energia rock che fa i conti con tutte le rivoluzioni che sono state accompagnate da alcune delle più belle canzoni della seconda metà del Novecento: mentre si cantano, ballano e remixano in scioltezza <em>Pride (In the Name of Love)</em> degli U2 e <em>Like a Virgin</em> di Madonna, si rimane sedotti e trascinati da una ricostruzione scenografica sontuosa, dalla carica <em>freak</em> dei personaggi, dal romanticismo oscenamente manifesto che travolge la storia d’amore tra il Christian di Ewan McGregor e Satine, una Nicole Kidman mai così bella, praticamente un sogno. Lo puoi amare, lo puoi odiare, ma non restare indifferente. La geniale versione di <em>El Tango de Roxanne</em> realizza la sintesi perfetta tra la melodia della musica leggera e la spudoratezza dell’operazione.</p>
<p><strong>Disponibile su Apple TV, Rakuten, Infinity, Google Play, Tim Vision</strong></p>
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		<title>PRISCILLA, IL MUSICAL CHE ABBATTE I TABù</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 15:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Annarosa Laureti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[musical]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Si spengono le luci, si alza il sipario, e sulle note incalzanti della hit It’s raining men si aprono le danze. Stare fermi, seduti sulla comoda poltroncina del teatro, è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="464" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/PRISCILLA-e1547744188412.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="PRISCILLA" /></p><p>Si spengono le luci, si alza il sipario, e sulle note incalzanti della hit <em>It’s raining men </em>si aprono le danze. Stare fermi, seduti sulla comoda poltroncina del teatro, è impossibile, quando è di scena <strong>Priscilla Il Musical</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>L’energia che attori e ballerini emanano dal palco raggiunge immediatamente ogni singolo spettatore regalando un’aura magica di gioia e glitter, <em>ca va sans dire</em>.</mark> In un batter di ciglia finte ci si ritrova catapultati in Australia per seguire le avventure di Tick, Adam e Bernadette a spasso nel deserto sul <em>glamorous pink bus</em> alla volta di Alice Springs. La promessa, però, di un’ultima spettacolare esibizione è solo il pretesto di uno dei protagonisti, Tick, per vedere per la prima volta il proprio figlio e affrontare con lui il discorso più importante, quello dell’omosessualità.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>«È bellissimo carpire nei volti delle persone la gioia di aver vissuto un’emozione insieme a noi»</span></p>
<p>Il musical dei record vincitore di due Tony Awards tuttavia va oltre i 500 costumi sgargianti, i lustrini e le paillettes. È una macchina enorme, una vera e propria famiglia che, sera dopo sera, spettacolo dopo spettacolo, cerca, con fare leggero e strappando un sorriso, di lanciare al proprio pubblico un messaggio importante di accettazione. «È bellissimo carpire nei volti delle persone la gioia di aver vissuto un’emozione insieme a noi &#8211; dice <strong>Cristian Ruiz</strong>, in scena nei panni di Tick -. <mark class='mark mark-yellow'>La cosa buffa è che uno potrebbe pensare che lo spettacolo richiami molto pubblico gay, ma io vedo sempre un sacco di famiglie, di nonni con i propri nipoti»</mark> continua Simone Leonardi, sul palco Bernadette.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «Nel backstage succede di tutto e se ci fossero delle telecamere sarebbe ancora più bello per il pubblico» </span></p>
<p>Dietro alle quinte, tra colpi di scena e cambi veloci – «quello di <em>I will survive</em> avviene in circa dieci secondi» rivela Cristian – un team di professionisti si esibisce in una coreografia parallela a quanto accade sul palco. «Nel backstage succede di tutto e se ci fossero delle telecamere sarebbe ancora più bello per il pubblico che si farebbe tantissime risate in più» ammette Pedro Batista Gonzalez, nel musical Adam. <mark class='mark mark-yellow'>«Priscilla è uno spettacolo che richiede tante energie e non ti puoi permettere di essere scollegato da ciò che accade in scena. Siamo una squadra e a volte capita di dover dare una mano anche mentre ti stai cambiando. È tutto molto veloce ma per niente stressante&#8230; altrimenti non faremmo questo lavoro».</mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>«Persino Arturo Brachetti ci ha chiesto se volessimo rubargli il mestiere!» </span></p>
<p>Insieme ai protagonisti si esibiscono gli ensemble: si tratta di artisti che interpretano più ruoli e che in gran rapidità riescono a trasformarsi da bisbetici contadini a ragazze in abito da sera. Aiutatati da costumi pensati per essere indossati in pochi secondi (anche quei capi che sembrano costituiti da più pezzi sono in realtà un unico vestito da infilare direttamente), ognuno deve essere in grado di gestire una quantità di vestiti enorme, «per certi versi preoccupante», ammette Simone. «All&#8217;inizio, interpretare il personaggio di Bernadette voleva dire ricordarsi cosa c’era tra un cambio e un altro. Persino Arturo Brachetti, che una volta venne a salutarci, ci chiese se volessimo rubargli il mestiere!».</p>
<p>Una delle parti più impegnative e importanti è quella del make-up perché, come spiega sempre Simone, «Priscilla è uno spettacolo che parla di tutti i trucchi che usiamo per essere accettati e per integrarci in mezzo agli altri». «Ogni sera &#8211; continua l’attore &#8211; impiego un’ora e mezza per trasformare la mia faccia in quella di una signora e per me, che nella vita sono uno che ha la barba e i peli, è sempre un po’ traumatico. Ma ecco, quando sono finalmente sormontato dalla parrucca bionda, succede un piccolo miracolo e mi ritrovo ad essere l’esatto ritratto di mia madre. <mark class='mark mark-yellow'>Ci sono persone che pensano che nella vita faccia la <em>drag queen</em>, ma io faccio l’attore. Quando mi vedono fuori sono sempre un po’ scioccate nel trovare Simone, ma Simone non è Bernadette e smessi i panni di questo personaggio poi ne interpreto altri».</mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> «La magia di Priscilla è riuscire a sdoganare concetti che fuori da qui sono ancora dei tabù»</span></p>
<p>Al ritmo dei successi dance anni ’70 e ’80 – da <em>Girls just wanna have fun </em>ad <em>Hot stuff </em>passando per <em>Boogie wonderland </em>solo per citarne alcuni – gli stereotipi e le etichette esistenti nella società vengono superati ed annientati: «La magia di Priscilla è riuscire a sdoganare concetti che là fuori sono ancora dei tabù mentre qua dentro, in teatro, sono di colpo risolti» rivela Simone. E anche la tematica dell’omosessualità assume una piega diversa andando ad intrecciarsi con quella dell’amore paterno. Diversamente da come siamo abituati, infatti, in Priscilla assistiamo al <em>coming out</em> di un padre al proprio figlio e alla dimostrazione della potenza del più nobile dei sentimenti. <mark class='mark mark-yellow'>«I bambini &#8211; spiega Cristian &#8211; sono molto meno ingenui di quanto pensiamo: hanno una capacità critica molto ampia e possono insegnarci tantissimo</mark>. Benji è molto consapevole del ruolo del padre, una drag queen, e lo accetta per quello che è».</p>
<p>Famiglia, unità, affetto e tanta allegria sogno gli ingredienti di quel sogno che è Priscilla, «lo spettacolo migliore &#8211; conclude Predo sorridendo &#8211; in cui si possa mai lavorare».</p>
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