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	<title>magzine &#187; Metaverso</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Il team di Pelliken porta l’artigianato nel metaverso</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 15:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Aprile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[Artigianato e metaverso, due mondi che all’apparenza non potrebbero sembrare più lontani. L’unicità del lavoro manuale contro la standardizzazione dell’industria; la tradizione e la cultura contro la spersonalizzazione del prodotto. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2848" height="1500" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/Senza-nome-3.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: salonemilano.it" /></p><p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Artigianato e metaverso, due mondi che all’apparenza non potrebbero sembrare più lontani.</mark> L’unicità del lavoro manuale contro la standardizzazione dell’industria; la tradizione e la cultura contro la spersonalizzazione del prodotto. Eppure, <mark class='mark mark-yellow'>c’è chi crede che queste due realtà siano in grado di dialogare l’una con l’altra, arricchendosi a vicenda. È il caso di <strong>Davide Robaldo</strong> ed <strong>Emil Jellinek</strong></mark>, due ex studenti del Politecnico di Torino pronti a lanciare la prima startup in grado di convogliare la manualità e l’esperienza dei grandi maestri di bottega con i nuovi strumenti digitali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Davide, di cosa si occupa Pelliken e com’è nata l&#8217;idea?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://pelliken.it" target="_blank"><strong>Pelliken</strong></a> è una società da tempo specializzata nella creazione di siti web interattivi. Quello che stiamo cercando di fare è di far evolvere la piattaforma aumentando l’interazione alla vendita online con le nuove tecnologie. <mark class='mark mark-yellow'>Tutto è partito dalla volontà di colmare il gap che separa ancora oggi il mondo dell’artigianato da quello del digitale.</mark> In un momento storico in cui tutti i settori stanno acquisendo nuove tecniche grazie al supporto della tecnologia, l’artigiano non può più permettersi di rimanere fuori dai giochi. Ci siamo, dunque, chiesti come fosse possibile valorizzare i prodotti artigianali a livello digitale e abbiamo trovato nel metaverso la soluzione che stavamo cercando. <span class='quote quote-left header-font'>Ci siamo chiesti come fosse possibile valorizzare i prodotti artigianali a livello digitale e abbiamo trovato nel metaverso la soluzione che stavamo cercando.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Di cosa vi occupate, nello specifico?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Noi gestiamo la digitalizzazione e la conseguente certificazione del prodotto in <em>blockchain</em>. <mark class='mark mark-yellow'>Utilizzando delle speciali fotocamere scannerizziamo il prodotto e ne creiamo una copia digitale ad alta definizione.</mark> Questi modelli, se visualizzati con i cellulari, permettono all’utente di visualizzare virtualmente i prodotti grazie alla realtà aumentata, come ad esempio un mobile all’interno della propria abitazione. È uno strumento che ha riscosso molto successo tra gli utenti. <mark class='mark mark-yellow'>In particolare, abbiamo studiato che i consumatori sono disposti a pagare di più il prodotto se vi è la possibilità di visualizzarlo in 3D o attraverso la realtà aumentata.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Amazon e Ikea, però, hanno inserito già da tempo questa opzione all’interno dei loro siti.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Sì, ma per loro si tratta semplicemente di riconvertire prodotti che al 90% sono standardizzati e già realizzati a partire da modelli digitali. Noi facciamo esattamente l’opposto, digitalizziamo creazioni artigianali, che, di fatto, sono uniche poiché frutto della creatività dell’artista.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Qual è il ruolo del metaverso in tutto questo?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Io credo che il metaverso non sia da intendere come una realtà parallela e totalizzante che ti obbliga a vivere dietro uno schermo, ma come uno strumento che si sta evolvendo e che riuscirà piano piano a migliorare la nostra realtà.</span> Io credo che il metaverso non sia da intendere come una realtà parallela e totalizzante che obbliga a vivere dietro uno schermo. <mark class='mark mark-yellow'>Non è un luogo che inizieremo ad abitare nei prossimi anni; al contrario, è parte di un processo di evoluzione iniziato negli anni Settanta con l’avvento del web. È uno strumento che si sta evolvendo e che riuscirà piano piano a migliorare la nostra realtà.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;">Ecco un esempio pratico: se tra qualche anno ci troveremo a dover fare un determinato acquisto, grazie agli strumenti che si stanno sviluppando sarà possibile visualizzare di fronte a noi un catalogo di prodotti in 3D e in realtà aumentata tra cui scegliere. Questo è il ruolo del metaverso nel nostro progetto: ospitare questa integrazione.</p>
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		<title>Il metaverso è di moda</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 14:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Farina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci si sente infimi, impotenti, di fronte alle notizie di esplorazioni su Marte, scoperte nella Via Lattea, studi sui buchi neri. Questo senso di piccolezza si ingigantisce se si aggiunge ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Copy-of-TEMPLATE-TO-COPY-Hero-image-2022-02-07T132637.660-1024x576.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Copy-of-TEMPLATE-TO-COPY-Hero-image-2022-02-07T132637.660-1024x576" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Ci si sente infimi, impotenti, di fronte alle notizie di esplorazioni su Marte, scoperte nella Via Lattea, studi sui buchi neri. Questo senso di piccolezza si ingigantisce se si aggiunge la possibilità di accedere ad altre dimensioni attraverso la tecnologia. Da quando è stato lanciato il metaverso nell’ottobre 2021 da Mark Zuckerberg, le reazioni sono state molteplici e contrastanti soprattutto perché è difficile dargli una definizione conclusiva. Ma tutti, in un modo o in un altro, hanno tentato di entrarci e di adattarsi, annaspando per rivendicare il proprio spazio.</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Dopo l&#8217;esperienza dello scorso anno, <em><strong>Decentraland</strong></em>, una piattaforma di realtà virtuale scaricabile sia su Windows che su Apple, ha provato a rilanciare la seconda edizione della <em><strong>Metaverse Fashion Week,</strong></em> dal 28 al 31 marzo. Per il gran finale, <strong>Over</strong>, un’altra piattaforma (tutta italiana) di realtà aumentata, renderà l’evento ibrido attraverso uno spazio allestito in piazza Duomo a Milano che verrà inaugurato oggi pomeriggio alle 16, pensato in collaborazione con Gucci e Balmain, due dei marchi che nell’ultimo anno hanno investito seriamente nel metaverso.</mark></p>
<p>Rispetto all’edizione precedente, quando ancora non erano ben chiare le intenzioni né il concetto stesso di metaverso, l’idea di quest’anno è una grande fiera dove, all’interno dei propri padiglioni, i brand preferiscono organizzare diverse esperienze da vivere piuttosto che una lunga serie di sfilate per mostrare le nuove collezioni. Si rende esplicito l’enorme valore aggiunto del metaverso se l’industria della moda iniziasse a investirci seriamente.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>A Milano va in scena per il secondo anno consecutivo la <em>Metaverse Fashion Week, </em>nata per incuriosire i<em> &#8220;perrennials&#8221;</em>: dentro lo spazio virtuale, brand di lusso come Balenciaga, Dolce&amp;Gabbana, Bolt e Balmain propongono collezioni e linee create appositamente per l&#8217;evento. Ma non solo: il metaverso consente di giocare con linee, stili e identità possibili, lontane dal nostro corpo (e carattere) reali</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>“Fin dalla notte dei tempi, l’essere umano si veste in un certo modo per due motivi: per allinearsi alla società, al gruppo sociale a cui si vuole appartenere, oppure per fare l’esatto contrario, per distinguersi dalla massa&#8221;.</mark> <strong>Valeria Volponi</strong>, autrice di </span><i><span style="font-weight: 400;">Moda e Metaverso. Costruire identità di marca tra NFT, communities e social commerce</span></i><span style="font-weight: 400;"> (2022, Franco Angeli Milano), inizia così il suo discorso. <mark class='mark mark-yellow'>“Se questa esperienza nel mondo reale è già particolarmente interessante, perché ci sono miliardi di possibilità per esprimersi in un certo modo, nel metaverso questo numero diventa infinito”. Oltre alle possibilità che già esistono fisicamente si aggiungono anche quelle dell’avatar.</mark> Per accedere a <strong><em>Decentraland</em></strong> e agli eventi organizzati per la <strong><em>Metaverse Fashion Week</em></strong>, è necessario registrarsi (anche come ospite, quindi senza pagare) e creare un proprio alter ego digitale, a propria immagine e somiglianza, oppure completamente opposto, scegliendo fra diversi tipi di corpi, occhi, capelli, bocche, vestiti. “Io non vestirei mai Balenciaga. Sono un tipo molto più classico. Ma, per poter entrare in una determinata situazione, per esempio nella <em>front row</em> di una delle sfilate del metaverso, decido di riprodurre uno degli outfit delle Kardashian che nella vita reale non indosserei mai. Ma alla fine cosa mi cambia?”. Essendo un universo virtuale, lontano ed esteso, per il momento non è nemmeno rischioso. Continua Volponi: <mark class='mark mark-yellow'>“Il concetto di identità, di corpo, di razza, di disabilità, viene continuamente ridefinito in un universo dove tutto è possibile. Poiché ognuno può scegliere il proprio avatar, può scegliere come e da chi farsi rappresentare”.</mark></span></p>
<p><b>Che cos’è, quindi, il metaverso?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se vogliamo provare a dare un confine di massima, <mark class='mark mark-yellow'>il metaverso è un sistema interamente virtuale di universi all’interno dei quali si potranno vivere esperienze che nel mondo fisico non potrebbero avvenire e in grado di dialogare l’uno con gli altri così da poter passare dall’uno agli altri senza problemi.</mark> Ma il grande problema che ci troviamo ad affrontare &#8211; tutti noi, consumatori finali e aziende &#8211; è proprio cercare di capire dove siamo ora per prevedere dove e in che modo si potrà evolvere il futuro. <mark class='mark mark-yellow'>Quindi, la domanda dovrebbe essere: “Che cos’è il metaverso in questo momento?”.</mark> </span></p>
<p><b>Che cosa potrebbe diventare?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essendo un universo dove esperienze che non sarebbero possibili nel mondo fisico sono rese invece possibili, immersive e impattanti, le potenzialità di espansione sono infinite. Dipende dallo sviluppo della tecnologia e<strong><strong> </strong></strong><mark class='mark mark-yellow'>potrebbero esserci elementi come profumi, sapori, possibilità di avvertire il tocco di un’altra persona<strong><strong> </strong></strong></mark>.</span></p>
<p><b>Come si inserisce il settore moda in un universo come questo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stando a queste risposte e alle precedenti affermazioni, la moda, intesa come espressione del proprio sé, trova nel metaverso uno strumento dalle potenzialità enormi. Ma finora in pochi hanno capito come utilizzarlo.<strong><strong> </strong></strong><mark class='mark mark-yellow'>Stando ai dati dello scorso anno, tutti più o meno hanno cercato di inserirsi, sia brand di lusso sia quelli <em>fast fashion</em>. Adesso c’è stata un po’ di selezione naturale: chi continua a investirci è perché veramente ci crede e ha capito che il metaverso non può essere un copia-incolla di tutte le altre situazioni che esistono già<strong><strong> </strong></strong></mark>. Oltre al fatto che i consumatori sono sovrastimolati dai negozi fisici, l’e-commerce, il marketplace, i social, il metaverso è altro. Bisogna pensare a un team dedicato che si occupa di uno <em>storytelling</em> diverso. Altrimenti perché venirci?</span></p>
<p><b>Qualche esempio?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gucci ha creato un metaverso proprio, chiamato <em>Bolt</em>, dove all’interno ci sono prodotti realizzati esclusivamente per questa piattaforma. <em>Balmain</em> ha creato una collezione in collaborazione con Barbie di abiti e accessori acquistabili attraverso Nft. L’anno scorso la collezione Genesi di <em>Dolce&amp;Gabbana</em> è andata <em>sold out</em> in meno di un’ora ed è stata venduta all’asta per quasi sei milioni di dollari.<strong><strong> </strong></strong><mark class='mark mark-yellow'>La richiesta è una: vendimi qualcosa di unico, che non trovo da nessun’altra parte. Io lo compro, me lo tengo lì e poi magari un domani avrà un valore inestimabile<strong><strong> </strong></strong></mark>.</span></p>
<p><b>Si può definire un target?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello di età, no.<strong><strong> </strong></strong><mark class='mark mark-yellow'>Il metaverso fa cadere le categorizzazioni classiche. Non si limita alla generazione Z. Anzi, sono i cosiddetti </span><i><span style="font-weight: 400;">perennials</span></i><span style="font-weight: 400;">, cioè un gruppo di persone trasversali che va dai 15 ai 75 anni accomunate dalla curiosità, dall’apertura mentale e da un certo tipo di approccio, anche globalizzato, al consumo<strong><strong> </strong></strong></mark>.</span></p>
<p><b>Ci sono stati dei risultati concreti finora?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A livello di risultati economici, è molto difficile sia perché i dati non sono pubblici sia perché, secondo me, il metaverso in moda non può e non deve limitarsi a questo.<strong><strong> </strong></strong><mark class='mark mark-yellow'>Il mercato ancora non è abbastanza maturo. Per il momento mi interesserebbe di più capire che tipo di sentimento generano le campagne che vengono lanciate dentro il metaverso<strong><strong> </strong></strong></mark>. Ho catturato la tua attenzione? L’hai trovata veramente diversa? Torneresti per vedere altro?</span></p>
<p><b>Potrà mai la <em>Metaverse Fashion Week</em> arrivare al livello di una settimana della moda fisica?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo me, no. Invece, dovremmo chiederci: perché dovrebbe farlo? Rimarrà una esperienza di nicchia, ma giustamente anche perché raccoglie investimenti che sono più ridotti. Invece, credo che diventerà sempre più interessante, unico e diversificato. Per esempio, non credo affatto a chi dice che un domani vivremo solo nel metaverso. <mark class='mark mark-yellow'>Il metaverso non nasce come una sostituzione della vita reale ma è un’integrazione. Sarebbe molto più interessante se le due esperienze si affiancassero, ma ognuna con la propria identità.</mark></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Platonic Volumetric Rings Show”: la mostra nel metaverso ispirata alla classicità</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 14:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte digitale]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Un link, un avatar e una sequenza di quadri esposti, che di colpo si materializzano sul proprio schermo, pronti per essere visitati. Il tutto comodamente dalla propria postazione di lavoro ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3024" height="1571" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-24-alle-16.47.09.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2023-03-24 alle 16.47.09" /></p><p style="font-weight: 400;">Un link, un avatar e una sequenza di quadri esposti, che di colpo si materializzano sul proprio schermo, pronti per essere visitati. Il tutto comodamente dalla propria postazione di lavoro o dal proprio divano di casa. È così che funzionano le mostre allestite nella realtà del metaverso. <mark class='mark mark-yellow'><strong>Roberto Zanon</strong>, architetto e docente di Design all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha scelto di scoprire e sfruttare le potenzialità offerte dai nuovi spazi virtuali per allestirvi la sua prima meta-mostra, intitolata <strong><em>Platonic Volumetric Rings Show</em></strong>.</mark> L’esposizione, visitabile gratuitamente sulla piattaforma <a href="https://www.spatial.io" target="_blank">spatial.io</a>, si snoda tra cinque anelli, appartenenti alla serie dei 43 “gioielli volumetrici” da lui disegnati e ispirati ai solidi platonici.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Il risultato ottenuto da Zanon è quindi quello di una contemporaneità rispettosa della tradizione millenaria, su cui continua a poggiare le proprie radici: i gioielli creati dall’architetto muovono infatti dalle forme classiche, da lui reinterpretate in un’ottica improntata all’evoluzione e all’attualità.</mark> Il visitatore può accedere al percorso semplicemente attraverso un link che subito lo trasporta in uno spazio altro, in cui la propria fisicità viene incarnata da un<strong> avatar</strong>. Muovendosi con la tastiera del proprio pc o smartphone è possibile esplorare il luogo, collocato in un ambiente roccioso metafora di un volume sgravato però dal peso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Tutti gli oggetti presenti al suo interno sono galleggianti: fluttuano nell’aria conferendo allo spettatore un senso di <strong>evanescenza</strong>.</mark> I due strati che danno vita all’esibizione permettono di confrontare i cinque anelli di Zanon con i relativi disegni costruttivi, esposti al piano superiore. Ogni installazione è poi corredata da una rispettiva sezione illustrativa, accessibile con un clic, che permette di leggere la spiegazione delle varie opere. Per il designer veneziano, «se allestire nel reale è l’opportunità di sperimentare l’organizzazione strutturata dello spazio in rapporto al soggetto da esporre, anche nel virtuale questo rimane vero, ma cambiano le modalità: per apprezzare un’architettura virtuale bisognerà quindi guardarla con la lente giusta e pensarla immersa in un ambiente dotato di sue regole, senza riferimenti al mondo fisico».</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>La mostra virtuale è visitabile al link: <a href="https://www.spatial.io/s/Platonic-Volumetric-Rings-Show-62d671592eeb4a0001f58938?share=4167843164087272517">Platonic Volumetric Rings Show.</a></strong></p>
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		<title>Il futuro del divertimento nel metaverso è il K-pop</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 08:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Bianca Terzoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[A Seoul, in Corea del Sud, si provano sempre più nuovi esperimenti con il metaverso e alcuni hanno a che fare con un fenomeno ormai diventato globale: il K-pop. All’interno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/kpop-metaverse-Hypebae.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il gruppo K-pop Aespa.
Fonte: Hypebae" /></p><p>A Seoul, in Corea del Sud, si provano sempre più nuovi esperimenti con il metaverso e alcuni hanno a che fare con un fenomeno ormai diventato globale: il <strong>K-pop</strong>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>All’interno del metaverso le regole normali non esistono: un esempio è il reality “Girls’ Reverse”, dove 30 cantanti – già membri di band K-pop o artisti famosi – si sfidano in forma di avatar in un mondo virtuale chiamato “W”</mark>. L’esperienza è resa possibile attraverso caschi, monitor visivi e joystick: i concorrenti (umani) sono chiusi in cubicoli e sono controllati da un gruppo di tecnici dietro decine di schermi di computer.</p>
<p>Le loro vere identità non sono rivelate se non alla fine, quando vengono eliminati o vincono la competizione. In palio c’è la possibilità di far parte della prossima it-band femminile coreana. Il tutto potrebbe rappresentare il futuro del divertimento nel metaverso, dove ognuno, in un mondo parallelo, può diventare una star di fama mondiale. <mark class='mark mark-yellow'>E nel metaverso il governo della Corea del Sud sta investendo più di 170 milioni di dollari, formando la cosiddetta “alleanza del metaverso”, che include già centinaia di aziende</mark>.</p>
<p>Tuttavia, i corrispettivi AI digitali delle star di K-pop esistono già da tempo: i primi esperimenti risalgono, infatti, a 25 anni fa. Nel gruppo K-pop Aespa, con video da milioni di visualizzazioni, le quattro cantanti hanno la propria versione digitale e interagiscono liberamente con essa durante i video musicali e le interviste. Inoltre, <mark class='mark mark-yellow'>alcune aziende coreane come Kakao Entertainment stanno progettando di lanciare sul mercato intere band formate solo da componenti digitali, come il gruppo “Mave”, il quale esisterebbe solo nel cyberspazio e sarebbe la prima band creata interamente nel metaverso</mark>. Per rendere le cantanti ulteriormente appetibili, le quattro ragazze del gruppo “Mave” sarebbero in grado di parlare diverse lingue, dal coreano al brasiliano, per poter interagire più facilmente con i propri fan.</p>
<p>L’idea di base è che queste forme umane digitali possano arrivare a stimolare conversazioni profonde: in questo modo, nel metaverso, nessun umano si sentirebbe mai più solo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.nytimes.com/2023/01/29/business/metaverse-k-pop-south-korea.html">NYTimes.com</a>.</strong></p>
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		<title>&#8220;Inside a Roman Gem&#8221;, la mostra d’arte immersiva di Bulgari firmata MIAT</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 19:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Selena Frasson]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#3D]]></category>
		<category><![CDATA[#Bulgari]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza immersiva]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Inside a Roman Gem (&#8220;Dentro una gemma romana&#8221;) è l’installazione multidimensionale ideata e prodotta dal MIAT Multiverse Institute for Arts and Technologies per conto della casa di moda Bulgari. Dallo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1152" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Bulgari-MIAT.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Miat.tech" /></p><p style="font-weight: 400;"><em>Inside a Roman Gem</em> (&#8220;Dentro una gemma romana&#8221;) è l’installazione multidimensionale ideata e prodotta dal <a href="https://www.miat.tech" target="_blank"><strong>MIAT Multiverse Institute for Arts and Technologies</strong></a> per conto della casa di moda <strong>Bulgari</strong>. Dallo scorso 1 ottobre l&#8217;installazione è ospitata al Theatre des Lumières di <strong>Seoul</strong>, dove rimarrà aperta al pubblico fino alla fine dell’anno. Dal 2021 <mark class='mark mark-yellow'>il MIAT, centro sperimentale per le arti immersive e le tecnologie emergenti, combina competenze artistiche e tecnologiche di alto livello per formare giovani talenti all’avanguardia che sappiano guardare al futuro</mark> e puntare sulla creazione di <a href="https://www.miat.tech/immersive-studio/" target="_blank">contenuti immersivi</a>, originali e <span style="color: #000000;">personalizzati per i clienti, realizzati attraverso le cosiddette “tecnologie XR”: realtà virtuale, realtà aumentata, mixed reality e intelligenza artificiale.<br />
</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Il team è formato da talenti di fama internazionale nel <a href="https://www.miat.tech/the-manifesto/" target="_blank">settore dell’“art-tech”</a>, ovvero della tecnologia applicata all&#8217;arte: professionisti come narratori immersivi, registi, produttori, sviluppatori XR e ingegneri del suono, che hanno già collaborato in precedenza con importanti marchi come Walt Disney, National Geographic, Sky, si sono affiancati a Bulgari per creare un&#8217;opera innovativa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel suo viaggio esperienziale <mark class='mark mark-yellow'>il visitatore viene proiettato nel mondo del grande marchio italiano di gioielli</mark>, nato nel 1884 e oggi parte del gruppo francese LVMH, e ha l&#8217;occasione di comprendere l’essenza e la visione che da sempre ispirano la maison: dai legami con l’arte e l’architettura romana alla costante ricerca di una perfezione estetica radicata nel classicismo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>La mostra è stata sviluppata attraverso la ricostruzione tridimensionale delle creazioni della <a href="https://www.bulgari.com/it-it/the-heritage-domvs.html" target="_blank">Collezione Heritage</a> di Bulgari utilizzando sistemi di particelle ed effetti visivi (VFX)</mark>. A supporto delle <span style="color: #000000;">immagini che scorrono sulle pareti </span>è stato realizzato, inoltre, un apposito <strong>accompagnamento musicale che diventa forza trainante</strong> dell&#8217;opera e punta a creare nell’ascoltatore una sensazione di astrazione per rendere la visione un’esperienza totalizzante.</p>
<p style="font-weight: 400;">Concepito come un <strong>momento di straniamento per lo spettatore</strong>, <em>Inside a Roman Gem</em> punta a rendere il visitatore protagonista ponendolo al centro della proiezione visiva e sonora, mentre <mark class='mark mark-yellow'>ad essere esaltati sono il DNA di Bulgari e il suo processo creativo, che mira a realizzare gioielli unici intrisi dello splendore della sua città d&#8217;origine, Roma</mark>.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.miat.tech/inside-a-roman-gem-the-immersive-art-exhibition-created-and-produced-by-miat-for-bulgari/" target="_blank">Miat.tech.com</a>.</strong></p>
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		<title>Metaverso in Africa: ancora troppi ostacoli</title>
		<link>http://www.magzine.it/metaverso-in-africa-ancora-troppi-ostacoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 18:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Meta]]></category>
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		<description><![CDATA[Portare il Metaverso in Africa e aggiungere 40 miliardi di dollari al PIL del continente entro il 2031. È l’ambizioso piano di Meta, l’azienda americana fondata da Mark Zuckerberg che ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="780" height="440" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Photo-1-780x440.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: EduClick Africa" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Portare il <strong>Metaverso</strong> in<strong> Africa</strong> e aggiungere 40 miliardi di dollari al <strong>PIL</strong> del continente entro il <strong>2031</strong>.</mark> È l’ambizioso piano di <strong>Meta</strong>, l’azienda americana fondata da <strong>Mark Zuckerberg</strong> che gestisce alcune delle principali piattaforme social come Facebook e Instagram. Nel giro di qualche anno, quindi, anche in Africa potrebbe sbarcare il mondo virtuale tridimensionale dentro il quale le persone – grazie ad avatar digitali – vivono, svolgono attività e interagiscono tra loro stando seduti a casa propria. <mark class='mark mark-yellow'>«Il Metaverso in Africa aiuterebbe a far crescere le imprese locali e migliorerebbe le modalità di connessione con amici e familiari»</mark> –, ha spiegato Derya Matras, vicepresidente di Meta in Medio Oriente, Africa e Turchia –. «Inoltre, porterebbe vantaggi anche agli studenti, per esempio a quelli di Medicina, che grazie a questo mondo virtuale potrebbero imparare le varie tecniche chirurgiche».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il nuovo progetto ideato dal colosso statunitense sembra, tuttavia, avere davanti a sé diversi ostacoli, a partire dal fatto che in Africa molte persone non possiedono nemmeno lo smartphone. Inoltre, ci sono anche due problematiche legate ad internet: il costo della linea e la velocità della connessione.</mark> Secondo uno <strong><a href="https://www.ookla.com/articles/mobile-perfrormance-mtn-airtel-orange-vodacom-sub-saharan-africa-q3-2022" target="_blank">studio</a></strong> di <strong>Ookla</strong>, la rapidità media di internet nel mondo è di <strong>77.7 megabit</strong> al secondo, mentre quella del Sudafrica, primo Paese per la velocità di rete nel continente africano, è di <strong>68.9 Mbps</strong>. Meta conta, comunque, di risolvere questo problema: «Con <strong><a href="https://engineering.fb.com/2020/11/19/connectivity/subsea-cables/" target="_blank">2Africa</a></strong>, il nostro cavo Internet sottomarino, stiamo portando la connessione in zone sempre più ampie del continente», ha specificato Derya Matras.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Un ulteriore ostacolo è quello relativo al costo, superiore ai <strong>400 dollari</strong>, dei visori per la realtà virtuale (VR o &#8220;virtual reality&#8221;), estesa (XR o &#8220;realtà  estesa&#8221;) e degli occhiali per la realtà aumentata (AR o &#8220;augmented reality&#8221;), strumenti fondamentali per accedere al mondo virtuale.</mark> Meta, però, sembra nicchiare sotto questo profilo: «Ciò che è legato all’hardware inevitabilmente costa molto. Cerchiamo di renderli accessibili ai più, ma sappiamo che non tutti possono permettersi i nostri visori», ha dichiarato Matras. <mark class='mark mark-yellow'>I limiti alla diffusione di questa nuova tecnologia rimangono, dunque, tanti: per questo gli esperti informatici africani sono scettici riguardo al raggiungimento dell&#8217;obiettivo nel breve periodo.</mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://qz.com/meta-wants-to-bring-the-metaverse-to-africans-through-t-1849886796" target="_blank">Qz.com</a>.</strong></p>
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		<title>Il futuro di Internet? Si chiama &#8220;metaverso&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 17:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Ricciarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un “mondo virtuale” in cui miliardi di persone vivono, lavorano, fanno acquisti, imparano e interagiscono tra loro, tutto dal proprio divano di casa. Si chiama “metaverso”, ma che cos’è esattamente? ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Avvenire.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Avvenire.it" /></p><p>Un “mondo virtuale” in cui miliardi di persone vivono, lavorano, fanno acquisti, imparano e interagiscono tra loro, tutto dal proprio divano di casa. <mark class='mark mark-yellow'>Si chiama “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=nxLdqfDObAk" target="_blank">metaverso</a>”, ma che cos’è esattamente? «È una delle innovazioni tecnologiche più attese del prossimo decennio»</mark>, ha dichiarato <strong>Dave Wright</strong>, <span style="color: #000000;">il Responsabile Innovazione del provider IT ServiceNow</span>. Il metaverso è ciò che molti, nel settore informatico, descrivono come l’inevitabile evoluzione di Internet: uno spazio 3D palpabile come la vita reale in cui dei facsimili digitali di noi stessi, detti “avatar”, si muovono da un’esperienza all’altra portando con sé le nostre identità e i nostri soldi. <span class='quote quote-left header-font'>Il metaverso è l’inevitabile evoluzione di Internet: uno spazio 3D palpabile come la vita reale in cui dei facsimili digitali di noi stessi, detti “avatar”, si muovono da un’esperienza all’altra portando con sé le nostre identità e i nostri soldi.</span></p>
<p>Negli ultimi anni la scienza ha fatto grandi passi avanti, tanto che oggi il metaverso viene già utilizzato per la <strong>formazione</strong> <span style="color: #000000;">sul posto di lavoro</span>. <mark class='mark mark-yellow'>«Alcuni ospedali stanno sfruttando il mondo virtuale e la realtà aumentata per allenarsi nelle procedure mediche comuni»</mark>, ha spiegato la giornalista di TechTarget <strong>Esther Ajao</strong>. Inoltre, il co-fondatore di Microsoft <strong>Bill Gates</strong> ha previsto che <mark class='mark mark-yellow'>nei prossimi anni la maggior parte delle riunioni virtuali si sposterà proprio nel metaverso.</mark></p>
<p>Ma le sorprese non finiscono qui. Secondo <strong>Nick Donarski</strong>, co-fondatore della comunità di sviluppatori di giochi Ore System, <mark class='mark mark-yellow'>«la proprietà della nostra identità nel mondo reale verrà trasferita al metaverso attraverso gli NFT». Ma che cos’è un NFT? Semplicemente un’opera d’arte, una canzone o un bene immobile digitale che fornisce al proprietario una sorta di atto digitale</mark> o “prova di proprietà” che potrebbe essere acquistata o venduta nel metaverso.</p>
<div id="attachment_60772" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Startmag.jpeg"><img class="wp-image-60772 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Startmag-1024x576.jpeg" alt="Fonte: Startmag.it " width="1024" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Startmag.it</p></div>
<p><strong>Come potrebbe cambiare, quindi, il futuro con questa nuova tecnologia?</strong> A tal proposito, la giornalista <strong>Mary K. Pratt</strong> ha analizzato i pro e i contro del metaverso. Secondo l&#8217;esperta, <mark class='mark mark-yellow'>un metaverso immersivo consentirebbe agli umani di visitare luoghi ancora sconosciuti come lo spazio</mark> e potrebbe rendere più ricche le connessioni sociali online. Il risvolto della medaglia, però, sarebbe il <mark class='mark mark-yellow'>rischio di amplificare quegli atteggiamenti di odio e di disinformazione</mark> che negli ultimi anni pullulano su tutte le piattaforme social.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere la <em>Guida approfondita al metaverso</em> su <a title="TechTarget.com " href="https://www.techtarget.com/whatis/feature/The-metaverse-explained-Everything-you-need-to-know" target="_blank">TechTarget.com</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>Metaversi sostenibili</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 13:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[digital week]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fotogiornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Abitare sulla Terra sta diventando sempre più insostenibile. La Milano Digital Week ha esplorato nuovi modi di vivere sul pianeta e nuovi modi per raccontarlo. Si potrebbe condurre una vita ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/earth-g5aa7828c8_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Pixabay" /></p><p>Abitare sulla Terra sta diventando sempre più insostenibile. <mark class='mark mark-yellow'>La <strong>Milano Digital Week</strong> ha esplorato nuovi modi di vivere sul pianeta e nuovi modi per raccontarlo. </mark></p>
<p>Si potrebbe condurre una vita parallela nel metaverso: nel talk <strong>&#8220;Death Meta: lotta all’ultima parola sul futuro del metaverso&#8221;</strong> alla Cariplo Factory, il docente in Marketing &amp; Digital Wellbeing <strong>Alessio Carciofi</strong> lo ha definito &#8220;la nuova era di internet&#8221;. E prefigura che la paura di perdersi qualcosa (FOMO, <em>Fear of missing out</em>) al suo interno sarà più stratificata e forte. <mark class='mark mark-yellow'>Un ambiente immersivo, digitale, in realtà virtuale, in cui ci si può muovere in libertà, fare shopping, lavorare, incontrare gli amici. In cui si gioca a videogiochi come Fortnite o si gode di un concerto organizzato dall’altra parte del mondo. </mark> Tutte le prospettive possibili sono state presentate dal giornalista freelance <strong>Andrea Daniele Signorelli</strong>, non convinto che gli esseri umani siano e saranno mai pronti ad abbandonare il mondo fisico isolandosi da tutto ciò che li circonda. «Per le nuove generazioni, acquistare un oggetto virtuale, ad esempio un cappello o un guanto, per il proprio avatar, equivale a comprarlo nella vita vera». Carciofi crede che tra giovani e meno giovani possa esserci un interscambio: i ragazzi possono insegnare loro a vivere il digitale, mentre chi è avanti negli anni può mostrare come affrontare la vita.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Non tutto si riduce all’esperienza del web 3.0: </mark> i protagonisti del dibattito &#8211; moderato dalla giornalista del <em>Corriere della Sera</em> <strong>Martina Pennisi </strong>- sono concordi sulle potenzialità del 2.0. Signorelli cita <strong>TikTok</strong>, social in cui la stragrande maggioranza degli utenti si limita a guardare i vari video creati.</p>
<p>Il web e la sua evoluzione figurano tra i temi trattati dall’agenzia di stampa <em><strong>Adnkronos</strong>. </em>L’audience si è allargata: il lettore finale si è aggiunto a giornalisti, istituzioni, comunicatori professionali. Per questo, nel seminario web dell’azienda Hi-Tech &#8220;Doxee&#8221; <strong>&#8220;Editori digitali (e non solo) nel 2022: una chiaccherata con Adnkronos&#8221;</strong>, il direttore Innovazione e Nuovi Media <strong>Federico Luperi</strong> sottolinea quanto sia importante saper intercettare gli interessi del pubblico e saperne suscitare altrettanto. <mark class='mark mark-yellow'> Egli descrive come da un’informazione grezza si sia passati ad una completa. Evidenzia che per produrla, ci si cura della gestione e della lettura dei dati, cosicché il lettore possa poi farsi un’opinione. </mark> Ciò vuol dire anche fare attenzione ai cambiamenti di comportamento: per Luperi, anticiparli è sinonimo di innovazione.</p>
<h3><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/foto-death-meta.jpg"> <img class="alignnone size-medium wp-image-60017" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/foto-death-meta-224x300.jpg" alt="foto death meta (fatta da Sara Fisichella)" width="224" height="300" /></a></h3>
<p>La condotta delle persone e la loro capacità di reagire agli eventi è al centro del giornalismo delle soluzioni. Un modello che fotografi e giornalisti hanno iniziato a perseguire: <mark class='mark mark-yellow'>non più racconto di denuncia, bensì di soluzioni da adottare che potrebbero ispirare istituzioni ed industria.</mark></p>
<p>Un concetto che si applica al racconto della crisi climatica. Il giornalista e docente sui temi dell&#8217;innovazione sostenibile <strong>Luca Carra </strong>- protagonista del talk <strong>&#8220;Raccontare i limiti: fotogiornalismo e sostenibilità&#8221;</strong> all’ADI Design Museum assieme al vicedirettore &#8220;Gallerie d&#8217;Italia&#8221; a Torino <strong>Antonio Carloni</strong>, alla coordinatrice del premio Italian Sustainability Photo Award (ISPA) e docente di storytelling allo IED di Milano <strong>Sara Guerrini</strong> e al fotografo <strong>Matteo de Mayda</strong>,<strong> </strong>evento<strong> </strong>moderato dal direttore editoriale dell&#8217;agenzia fotogiornalistica Parallelozero <strong>Stefano Milano</strong> &#8211; racconta che &#8220;si stanno esplorando nuove strade per diventare più efficaci, meno divisivi e più convincenti&#8221; e sostiene che descrivere il cambiamento climatico in astratto con i numeri faccia poca presa. <mark class='mark mark-yellow'> «Essere più inclusivi vuol dire parlare non solo degli impatti, ma anche di co-benefici». </mark></p>
<p>Descrivere soluzioni attraverso le immagini è il fulcro dei progetti fotografici che concorrono per la borsa di studio (Grant) da 10mila euro del premio fotografico ISPA. Nel 2021 è stata vinta da <strong>de Mayda</strong> con <em>There is no calm after the storm</em>, focalizzato sulla tempesta Vaia che ha colpito il Triveneto a fine ottobre 2018. Uno degli scatti raffigura uno scivolo per le docce paralimpiche creato con legno ricavato dagli alberi caduti per il forte scirocco soffiato in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Metaverso: la realtà aumentata conquista il Coachella</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 09:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coachella]]></category>
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		<description><![CDATA[La realtà aumentata, nota anche con il termine inglese AR Augmented Reality, è approdata anche al Coachella Valley Music and Arts Festival, il festival musicale che si svolge ogni anno ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="798" height="447" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/Coachella-concert.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Uno screenshot del set di Flume durante il livestream del Coachella. Fonte: Coachella per Time.com." /></p><p><span data-contrast="auto">La<strong> realtà aumentata</strong>, nota anche con il termine inglese AR Augmented Reality, è approdata anche al <b>Coachella Valley Music and Arts Festival</b>, il festival musicale che si svolge ogni anno verso la fine di aprile a <strong>Indio</strong>, in <strong>California</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Chi ha seguito lo show da casa in streaming, durante l’esibizione del musicista elettronico Flume ha potuto ammirare un gigantesco pappagallo, fiori dai colori vivaci e alberi verdeggianti alle spalle dell&#8217;artista. La particolarità è che queste rappresentazioni erano visibili solo dal pubblico a casa, non da chi era fisicamente presente sui campi dell’Empire Polo Club di <span style="color: #000000;">Indio.</mark></span></span></p>
<p><span data-contrast="auto"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">L&#8217;iniziativa</span> </span>nasce dalla collaborazione tra il festival ed Epic Games, la società che ha messo a disposizione il proprio strumento di sviluppo software 3D <strong>Unreal Engine</strong> per creare quello che gli organizzatori dell&#8217;evento hanno definito <span style="color: #000000;">&#8220;</span>il primo livestreaming che abbia aggiunto la realtà aumentata a una performance di un festival di musica&#8221;. Così Epic Games e il team artistico di Flume hanno lavorato per creare enormi immagini 3D psichedeliche che si fondevano perfettamente con la scenografia, fluttuanti intorno all&#8217;artista e nel cielo di Indio.</span></p>
<p><span data-contrast="auto"><mark class='mark mark-yellow'>Il sorprendente effetto visivo è durato pochi minuti, ma è bastato a dimostrare come gli organizzatori di eventi dal vivo potrebbero utilizzare la tecnologia del metaverso per creare esperienze uniche per gli spettatori a casa.<span style="color: #000000;"></mark></span> Molti fra coloro che ci lavorano sono convinti che gli eventi live saranno sempre più ibridi, con componenti sia digitali sia reali, e che gli strumenti immersivi potrebbero aiutare a rendere entrambe le versioni caratteristiche e desiderabili come esperienze in sé<span style="color: #000000;">.</span></span></p>
<p><span data-contrast="auto">&#8220;Non ha senso limitarsi a ricreare virtualmente l&#8217;esperienza della musica dal vivo&#8221;, afferma Sam Schoonover, responsabile dell&#8217;innovazione per Coachella. &#8220;Piuttosto, si dovrebbe dare ai fan qualcosa di nuovo e di diverso, che non possono fare nella vita reale&#8221;. E ancora: <mark class='mark mark-yellow'>&#8220;Il pubblico che segue gli spettacoli online sta crescendo in maniera esponenziale e poiché l&#8217;esperienza a casa non sarà mai paragonabile a quella <span style="color: #000000;">dal vivo</span>, vogliamo offrire agli artisti nuovi modi per esprimersi e accrescere gli ascolti degli spettatori in tutto il mondo&#8221;.</mark></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://time.com/6168688/coachella-enters-the-metaverse/?utm_medium=email&amp;utm_source=sfmc&amp;utm_campaign=newsletter+metaverse+default+ac&amp;utm_content=+++20220421+++body&amp;et_rid=207597863&amp;lctg=207597863" target="_blank">Time.com</a>.</strong></p>
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		<title>Blopolis: il nuovo social per gli scrittori italiani</title>
		<link>http://www.magzine.it/blopolis-il-nuovo-social-per-gli-scrittori-italiani/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 16:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[blop]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche gli scrittori italiani avranno un proprio social network. Blopolis ha l’obiettivo di far conoscere le loro opere e far guadagnare senza mediazioni o barriere, a volte imposte dalle piattaforme ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1124" height="575" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/Blopolis.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: illibraio.it" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Anche gli scrittori italiani avranno un proprio social network. <a href="https://blopolis.it/" target="_blank"><strong>Blopolis</strong></a> ha l’obiettivo di far conoscere le loro opere e far guadagnare senza mediazioni o barriere, a volte imposte dalle piattaforme tradizionali e dagli algoritmi dei canali digitali.</mark> La novità di Blopolis è il fatto di <strong>rivolgersi direttamente a chi scrive libri</strong> e il successo di un’opera è legato al talento e alla capacità di conquistare in modo diretto il pubblico dei lettori. Quanti più <strong><em>blop</em></strong> – le reazioni positive del pubblico – si conquisteranno, tanta più visibilità e riconoscimenti si avranno all’interno del social.</p>
<p>L’idea di questa piattaforma è di <strong>Saro Trovato</strong>, sociologo, esperto di media e fondatore di <a href="https://libreriamo.it/" target="_blank">Libreriamo</a>, una community nata dieci anni fa e dedicata a libri e cultura. <mark class='mark mark-yellow'>«Abbiamo voluto metaforicamente creare una “città virtuale” totalmente abitata dagli amanti del mondo del libro.</mark> La vita in Blopolis si svolgerà confrontandosi costantemente con persone che vivono e condividono questa passione», ha affermato l’ideatore, che ha poi ribadito come la piattaforma cercherà di evitare in tutti i modi la presenza di profili non interessati al progetto. Per entrare a far parte della community basterà iscriversi e, attraverso il proprio profilo, scegliere di scrivere un racconto, una poesia o una recensione da pubblicare subito. I libri pubblicati potranno anche essere comprati direttamente da <strong>Amazon</strong> e, in futuro, attraverso altri canali distributivi e-commerce e fisici.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Blopolis nasce anche come strumento di &#8220;<strong>editoria fluida</strong>&#8220;, in linea con le nuove esigenze e le profonde trasformazioni dell’industria del libro: la piattaforma rappresenterebbe non solo un’opportunità per gli scrittori, ma anche per gli editori che potranno dar spazio al loro catalogo, scoprire nuovi talenti e metterli sul mercato</mark>. Questo nuovo social vuole sostenere il <strong>self-publishing</strong> e il <strong>crowd-publishing</strong> e mira a creare un legame sempre più solido tra gli storyteller e il mondo delle aziende. La rivoluzione è arrivata anche in Italia, ora tocca agli scrittori cercare nuove idee e lanciarsi in questo nuovo mondo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su</strong> <a href="https://www.giornaledellalibreria.it/news-innovazione-blopolis-il-primo-social-media-italiano-dedicato-agli-scrittori-4864.html" target="_blank"><strong>Giornaledellalibreria.it</strong></a><strong>.</strong></p>
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