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	<title>magzine &#187; Medvedev</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Internazionali d&#8217;Italia: Medvedev è il nuovo re, italiani deludenti e biglietti troppo cari</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 22:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;La terra rossa è una superficie che ho sempre odiato&#8221;. Daniil Medvedev ribadisce il concetto nonostante abbia la coppa del vincitore in mano. Perché sì, nonostante lo scarso feeling con ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/Daniil-Medvedev-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Daniil-Medvedev-scaled" /></p><p><span style="font-weight: 400;">&#8220;La terra rossa è una superficie che ho sempre odiato&#8221;. <strong>Daniil Medvedev</strong> ribadisce il concetto nonostante abbia la coppa del vincitore in mano. Perché sì, nonostante lo scarso feeling con l&#8217;argilla, è lui il nuovo re degli <strong>Internazionali di Roma</strong> (e pensare che prima di quest’anno non aveva mai vinto un match nel torneo romano). <mark class='mark mark-yellow'>In finale -la prima al Foro Italico senza almeno uno tra Rafael Nadal e Novak Djokovic dal 2004- il russo batte, a sorpresa, il danese <strong>Holger Rune</strong> col punteggio di <strong>7-5 7-5</strong>.</mark> Nel primo set il nativo di Mosca si difende bene, contenendo la pimpante partenza del suo avversario. E a fine parziale piazza la zampata decisiva, sfruttando il primo e unico calo del giovane danese. Il secondo set invece regala maggiori emozioni. Rune, per nulla abbattuto dal parziale appena perso, subito strappa la battuta al russo portandosi sul 2-0. Ma Medvedev, con un paio di passanti meravigliosi recupera immediatamente lo svantaggio salendo 3-2. Nel settimo gioco il russo, però, dopo aver perso il primo punto al termine di uno scambio durissimo e spettacolare, perde nuovamente il servizio commettendo tre errori grossolani. Arrivati sul 5-4, al momento di rinviare la contesa al terzo set, Rune si irrigidisce mentre Medvedev entra nella modalità &#8220;non sbaglio più niente e respingo ogni colpo&#8221;. Il neo numero 2 della classifica piazza 3 game consecutivi e si può inginocchiare a braccia alzate sul centrale del Foro Italico. <mark class='mark mark-yellow'>Per Medvedev prosegue un 2023 straordinario: secondo <strong>Masters 1000</strong> vinto dopo Miami e quinto titolo stagionale su dieci tornei disputati. In totale per il russo, quello conquistato a Roma, è il ventesimo torneo ottenuto in carriera, il sesto a livello Masters 1000. Ma soprattutto è il primo trofeo vinto sulla terra battuta.</mark> I suoi avversari sono avvisati: Daniil sa vincere anche sul &#8220;mattone tritato&#8221; e al <strong>Roland Garros</strong>, al via dal 28 maggio, andrà tenuto assolutamente d&#8217;occhio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>&#8220;La terra rossa è una superficie che ho sempre odiato&#8221;. Daniil Medvedev vince il Masters 1000 di Roma, primo torneo vinto sulla terra battuta. E pensare che non aveva mai vinto un match al Foro Italico</span><br />
</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il torneo femminile invece lo ha vinto<strong> Elena Rybakina</strong>. La kazaka ha battuto in finale la sorpresa del torneo <strong>Anhelina Kalinina</strong>. La tennista ucraina, numero 47 del mondo, si è ritirata in lacrime dopo aver perso il primo set 6-4 per un infortunio alla gamba.</mark> L’ultimo atto è stato a tratti surreale: a causa della pioggia si è giocato alle 11 di sera e il pubblico sugli spalti era davvero poco, non certo un bel biglietto da visita per il torneo. Rybakina sembra ormai diventata una certezza del circuito Wta, pronta a contendersi la vetta del ranking: pian piano sta trovando una certa continuità di risultati, cosa che manca a molte big, uscite anzitempo dai campi del Foro Italico. <mark class='mark mark-yellow'>Anche le ragazze azzurre non hanno brillato. Certo un risultato di peso era difficile aspettarselo, però qualcosa in più si poteva fare.</mark> La nostra numero uno <strong>Martina Trevisan</strong>, specialista della terra battuta, ha perso all’esordio con la ceca Karolina Muchova, sprecando malamente un match point. La numero due azzurra <strong>Camila Giorgi</strong> ha ottenuto il miglior risultato tra le italiane. Il terzo turno perso sempre con Muchova, giustiziera delle nostre portacolori, grida vendetta per un primo parziale in cui ha dilapidato un vantaggio di 5-1 e non ha sfruttato parecchi set point.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Questa volta a Roma non hanno brillato neanche gli azzurri. Undici italiani nel tabellone principale, ma nessuno è riuscito a raggiungere i quarti, a differenza dello scorso anno. Senza Berrettini (ancora alle prese con problemi fisici, che lo costringeranno a saltare anche il Roland Garros e a rientrare sull’erba), i migliori risultati li hanno ottenuti <strong>Jannik Sinner</strong> e <strong>Lorenzo Musetti</strong>, entrambi fuori agli ottavi.</mark> L’altoatesino ha disputato una partita troppo brutta per essere vera, cedendo in tre set al tignoso argentino Cerundolo. Musetti, invece, si è arreso a Stefanos Tsitsipas con un doppio 7-5: un match molto equilibrato in cui il giovane azzurro ha messo in mostra colpi di gran classe, ma anche tutte le difficoltà del suo tennis, a partire dalla posizione in campo, sempre troppo lontano dalla linea di fondo. Da segnalare anche i buoni piazzamenti di <strong>Sonego</strong> e del veterano <strong>Fognini</strong>, entrambi out al terzo turno per mano rispettivamente di Tsitsipas e Rune. </span><span style="font-weight: 400;">Vedere un italiano alzare il trofeo degli Internazionali per ora sembra un miraggio. Dal successo di Panatta del 1976 è passato davvero troppo tempo. La sensazione per ora è che, forse, i nostri giocatori soffrano la pressione di giocare in casa e non riescano ad esprimersi al meglio, nonostante il calore (a volte eccessivo) del pubblico del Foro Italico. <mark class='mark mark-yellow'>Siamo un Paese di impazienti: se non si vince, si è scarsi. Ma non è così, bisogna avere pazienza, nel tennis vince soltanto uno. Il movimento è in salute e il colpo grosso agli Internazionali arriverà.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><span class='quote quote-left header-font'>Questa volta a Roma non hanno brillato neanche gli azzurri. Undici italiani nel tabellone principale, ma nessuno è riuscito a raggiungere i quarti, a differenza dello scorso anno</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Questa edizione è stata però anche oggetto di numerose polemiche legate alla questione del caro-biglietti, soprattutto per quanto riguarda i due campi principali del <strong>Foro Italico</strong>.</mark> Nei primi turni del torneo il costo di biglietto più economico per vedere la sessione diurna -composta da tre partite- sul <strong>Campo Centrale</strong> o sul <strong>Grandstand</strong> oscillava già tra i 60 e gli 80 euro. Costi che giorno dopo giorno ovviamente sono aumentati fino alla finale. Per assistere all’ultimo atto del torneo maschile romano si partiva da una base di <strong>287 euro</strong>. Vanno fatte ora due premesse doverose. La prima: il “combined” di Roma quest’anno, rispetto agli scorsi anni, ha migliorato il proprio status diventando un torneo organizzato su due settimane e non più sui canonici sette giorni. La seconda: gli organizzatori di un torneo hanno tutto il diritto di scegliere il prezzo che ritengono più adatti per i biglietti. Tuttavia ciò, almeno nel caso degli Internazionali d’Italia 2023, ha messo in luce alcune incongruenze. Una di queste è il fatto che i costi dei tagliandi più economici per assistere alla fasi finali di Roma sono più alti di quelli del Roland Garros. Inutile ricordare che quello francese è uno dei quattro tornei più importanti, mentre Roma, seppur prestigioso, fa parte della categoria “1000” e quindi non può essere paragonato allo slam parigino.</span></p>
<div id="attachment_66894" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/Immagine-2023-05-22-103749.png"><img class="size-medium wp-image-66894" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/Immagine-2023-05-22-103749-300x254.png" alt="Confronto prezzi dei biglietti tra Roma e Roland Garros" width="300" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Confronto prezzi dei biglietti tra Roma e Roland Garros</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un’altra incongruenza invece è quella legata alla presenza del pubblico sui vari campi nei primi giorni del torneo romano. <mark class='mark mark-yellow'>A causa dei prezzi alti, gli spalti dei due stadi principali sono spesso rimasti semi-deserti, nonostante la presenza in campo di italiani di spicco come Sinner o di altri tennisti di alto livello. I tifosi hanno preferito acquistare il cosiddetto biglietto “Ground”: un tagliando che garantiva l’accesso a tutti i campi secondari, con una spesa massima di 40 euro. Gli appassionati di tennis hanno quindi mandato un segnale chiaro all’organizzazione: piuttosto che spendere cifre alte per vedere tennisti importanti, preferiamo assistere a match meno prestigiosi, ma più economici.</mark> Infine anche nelle fasi decisive del torneo, finale femminile compresa, molti seggiolini sono rimasti vuoti. Adesso spetterà alla Federazione Italiana Tennis valutare se proporre la stessa policy di vendita dei biglietti anche il prossimo anno. <mark class='mark mark-yellow'>Ma il presidente federale, <strong>Angelo Binaghi</strong>, nella <a href="https://www.internazionalibnlditalia.com/news/in-evidenza/binaghi-conferenza-finale-agli-ibi-obiettivi-raggiunti-nel-2024-faremo-meglio-lintervento-completo/">conferenza stampa</a> di fine torneo si è espresso chiaramente: &#8220;Il mercato ci dice che i prezzi sono giusti. Per me i biglietti costano anche poco&#8221;. Qualche dubbio rimane…</mark></span></p>
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		<title>Sinner si ferma in finale: a Miami trionfa Medvedev</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 21:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima vittoria in un Master 1000 è rimandata. Come nel 2021, la finale del torneo di Miami si rivela amara per Jannik Sinner. Il tennista italiano si arrende a Daniil ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/04/115274_medvedev-sinner-final-miami-open-2023.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="115274_medvedev-sinner-final-miami-open-2023" /></p><p><span style="font-weight: 400;">La prima vittoria in un <strong>Master 1000</strong></span><span style="font-weight: 400;"> è rimandata. <mark class='mark mark-yellow'>Come nel 2021, la finale del torneo di <strong>Miami</strong> si rivela amara per <strong>Jannik Sinner</strong>. Il tennista italiano si arrende a <strong>Daniil Medvedev</strong> col punteggio di <strong>75 63</strong> e dovrà aspettare ancora prima di poter alzare il suo primo titolo importante.</mark> Una finale mai praticamente in discussione, con il russo che si è dimostrato superiore sia a livello tattico che a livello fisico. E soprattutto Medvedev si conferma autentico tabù per Sinner: con questa sono 6 vittorie su 6 sfide giocate contro il rivale altoatesino. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La partita, come detto, non ha molto da raccontare. <mark class='mark mark-yellow'>Fin dai primi game Sinner, appare fisicamente scarico e tiene a fatica i propri turni di battuta. Il russo da parte sua inizia a tessere la propria tela, caratterizzata da scambi lunghi e colpi sulle righe: una tattica che ancora una volta manda in difficoltà il 21enne italiano.</mark> Paradossalmente però il primo break dell’incontro lo mette a segno Sinner nel quinto gioco, sfruttando un calo al servizio del rivale. Ma l’illusione dura poco e Medvedev pareggia i conti al game successivo. Da lì di fatto la finale diventa un monologo del 27enne di Mosca, che si aggiudica il primo parziale strappando ancora il servizio a Sinner nel dodicesimo gioco. Nel secondo set, un Sinner sempre più affaticato cede la battuta per due volte consecutive e la gara si trascina senza più sussulti fino al 63 conclusivo che regala a Medvedev il primo titolo a Miami e il quinto 1000 in carriera. Per il russo questo 2023 continua ad essere ricco di soddisfazioni: da febbraio ha conquistato quattro tornei dei cinque giocati e ha vinto 25 partite su 26.</span></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Sinner sta migliora giorno dopo giorno ma la sensazione è che manchi qualcosa per vincere i tornei davvero importanti: tenuta fisica e servizio sono ancora da perfezionare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per quanto riguarda Sinner è d’obbligo sottolineare comunque l’ottimo torneo disputato in Florida dove, in semifinale, ha battuto in rimonta il numero 1 del ranking <strong>Carlos Alcaraz</strong>. E ciò si unisce alle altre eccellenti prestazioni offerte negli ultimi mesi tra il 1000 di Indian Wells (sconfitta in semifinale con Alcaraz), il 500 di Rotterdam (sconfitta in finale sempre con Medvedev), il 250 di Montpellier (vittoria finale) e lo Slam in Australia (amara sconfitta in cinque set contro Tsitsipas agli ottavi). <mark class='mark mark-yellow'>Resta però la sensazione che a Jannik, nonostante i progressi continui mostrati, manchi ancora qualcosa sia a livello di resistenza fisica che a livello tecnico inteso soprattutto in un servizio più costante ed efficace. Sinner è tornato al numero 9 della classifica (suo Best Ranking fino ad ora) e ha dimostrato di poter battere, a volte, alcuni dei suoi migliori avversari. Ma per vincere i grandi tornei serve iniziare a farlo con continuità.</mark></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In campo femminile, invece, c’è da segnalare un gradito ritorno.<strong> Petra Kvitova</strong>, talentuosa tennista ceca, torna a vincere un torneo prestigioso, il trentesimo della sua carriera su quarantuno finali giocate, e da oggi è di nuovo tra le prime dieci giocatrici della classifica Wta. In finale ha battuto <strong>7-6 6-2</strong> la kazaka di passaporto <strong>Elena Rybakina</strong>, che due settimane fa ha trionfato nel torneo di Indian Wells.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Per quanto riguarda il tennis italiano non è certo tutto rose e fiori. Se Sinner è ormai una certezza, pronto a giocarsela con tutti, gli altri azzurri stanno facendo più fatica.</mark> A Miami ha disputato un buon torneo anche <strong>Sonego</strong>. Il torinese ha raggiunto gli ottavi, dopo aver superato Thiem, Evans e Tiafoe, ma si è arreso all’argentino Cerundolo, che sulle coste della Florida si risveglia dal torpore e diventa sempre pericoloso. Continua, invece, il periodo no di <strong>Musetti e Berrettini</strong>. Il tennista romano è sembrato più in condizione rispetto ad Indian Wells, però la forma fisica non è ancora delle migliori perché gli infortuni pesano. <mark class='mark mark-yellow'>La sconfitta all’esordio contro l’americano McDonald, giocatore solido, ma comunque modesto, è l’ennesimo campanello d’allarme di un’annata storta: in questo 2023 le vittorie di Berrettini si contano sulle dita di una mano</mark>. Ora inizia la stagione sulla terra battuta e l’azzurro non ha punti da difendere perché lo scorso anno era infortunato. Se ritrova la condizione, l’occasione per risalire in classifica è ghiotta. Anche Musetti spera di ritrovarsi sulla sua amata terra rossa. Gli ultimi mesi non hanno evidenziato i progressi che tutti si aspettavano e il ritorno sulla sua superficie preferita può essere l’occasione giusta per cercare di migliorare ancora il proprio best ranking.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Chi gode, invece, di buona salute è il movimento femminile. Se il periodo d’oro di Pennetta, Schiavone, Errani e Vinci appartiene al passato, questa settimana abbiamo comunque sei azzurre tra le prime cento della classifica.</mark> La nostra numero uno, <strong>Martina Trevisan</strong>, ha raggiunto i quarti di finale a Miami, prima volta per lei in un torneo sul cemento, ed è in crescita. Adesso si vola sulla terra europea. È il momento di salutare il cemento americano, è il momento di sporcarsi scarpe e calzini.</span></p>
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