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	<title>magzine &#187; massa-carrara</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Marmettola: la polvere che colora di bianco i fiumi della Lunigiana</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2024 16:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bertolini]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/WhatsApp-Image-2024-03-21-at-17.38.34.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2024-03-21 at 17.38.34" /></p><p><strong>Carrara</strong> è una gemma incastonata tra le tortuose Alpi Apuane. <strong>Su queste montagne nascono diversi corsi d’acqua</strong> e si districano molte falde acquifere. Non solo: qui sorgono alcune tra le più famose <strong>cave di marmo</strong> del mondo. Una produzione che, negli ultimi trent’anni, ha visto aumentare in maniera esponenziale l’estrazione di questa pietra. Allo stesso tempo è aumentato anche <strong>l’inquinamento</strong>, soprattutto nelle falde acquifere. Cos’è che lo causa? La polvere di marmo, chiamata <strong>marmettola</strong>.</p>
<p>Durante le piogge intense, nelle zone di Carrara e Massa, non è raro osservare come i corsi d’acqua si tingano di bianco. I fiumi <strong>Carrione</strong> e <strong>Frigido</strong> sono riempiti dalla marmettola che scende a valle dopo aver contaminato i canali di alimento della falda. La marmettola è, dunque, la polvere di marmo, residuo lasciato dal taglio e dalla lavorazione dei blocchi. Se lasciata a terra ed esposta all’acqua si trasforma in una <strong>fanghiglia melmosa e nociva per l’ambiente</strong>. Una volta secca <strong>cementifica</strong> gli alvei di fiumi e torrenti, formando strati impenetrabili che sono dannosi per la biodiversità. Non solo: <strong>aumenta</strong> anche il <strong>rischio di esondazioni e alluvioni</strong>, come accaduto nel novembre 2014.</p>
<div id="attachment_71717" style="width: 588px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/marmettola-1.jpeg"><img class="wp-image-71717" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/marmettola-1.jpeg" alt="marmettola 1" width="588" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">La fanghiglia creata dalla marmettola. Fonte: Toscana Chianti Ambiente</p></div>
<p>Secondo Legambiente, <mark class='mark mark-yellow'>“sedimentando nell’alveo, la marmettola occlude le branchie di invertebrati e pesci, forma uno strato impermeabile e asfittico e stronca il potere autoepurante dei fiumi”</mark>. Inoltre, essendo carbonato di calcio è acido e la sua acidità <strong>riduce la possibilità di sviluppo della vita dei microrganismi</strong>.</p>
<p>La presenza della marmettola <mark class='mark mark-yellow'>non solo causa danni alle acque superficiali, ma anche a quelle sotterranee e alle sorgenti, in molti casi sfruttate per il reperimento di acqua potabile.</mark> Le sorgenti con torbidità contenuta sono potabilizzate da filtri mentre quelle caratterizzate da elevata torbidità vengono temporaneamente escluse dalla rete acquedottistica, generando uno <strong>spreco di risorse</strong>. Inoltre, l’acqua contenente marmettola non può essere utilizzata neppure per irrigare in agricoltura.</p>
<p>Più volte è stato denunciato al ministero dell’ambiente questo problema che caratterizza le acque delle apuane. Sebbene istituzioni e imprenditori conoscano il problema e <a href="https://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/sistemi-produttivi/attivita-estrattiva/impatto-ambientale-la-marmettola" target="_blank">l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana</a> (ARPAT) monitori costantemente i corsi d’acqua, <strong>la situazione non migliora</strong>: la marmettola continua a scendere e i cittadini ne pagano le conseguenze.</p>
<div id="attachment_71718" style="width: 369px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-71718 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/marmettola-2.jpg" alt="marmettola 2" width="369" height="206" /><p class="wp-caption-text">Fonte: La voce apuana</p></div>
<p>La sorgente del <strong>Cartaro</strong> è soggetta a inquinamento da marmettola a tal punto che per renderla potabile necessita di un impianto gigantesco, che<strong> costa ai cittadini di Massa 350mila euro l’anno</strong> di bollette. Secondo studi dell’ISPRA, l’acqua, per essere potabile, deve avere un valore NTU – un parametro della torbidità dell’acqua – inferiore ad 1. Tuttavia, spesso l’impianto in questione non funziona: l’acqua in entrata arriva ad avere un <strong>NTU superiore a 1300</strong> – in base a quanto emerge dal <a href="https://sira.arpat.toscana.it/apex2/f?p=143:2:0::NO:::">monitoraggio dell’ARPAT sulla torbidità</a> – e il sistema non riesce a ridurlo fino al punto di sicurezza.</p>
<p><strong>Fin dagli anni Settanta</strong> esiste il problema della marmettola, anni in cui sono stati inventati <strong>metodi di smaltimento</strong> non efficaci per il rispetto ambientale. Per liberarsi degli scarti non utilizzabili dopo l’estrazione dei blocchi sono stati creati i <strong>“ravaneti”</strong>, accumuli di pietre su pendii. Qui veniva gettato tutto ciò che non poteva essere d’interesse agli imprenditori e alle segherie, compresa la marmettola. Quest’ultima viene classificata, oggi, come un <strong>rifiuto speciale</strong> e come tale ha le sue regole per lo smaltimento. Come già detto, però, spesso viene lasciata nei piazzali e con l’arrivo delle piogge viene trasportata fino al mare.</p>
<p>La marmettola, comunque, può essere <strong>riutilizzata</strong> in vari modi nel mondo dell’industria: nei cementifici, in edilizia, nelle opere civili o nei recuperi ambientali. <mark class='mark mark-yellow'>A queste condizioni le aziende che producono marmo possono trarre guadagno dalla vendita di questa polvere senza pagare tutto il processo di smaltimento.</mark></p>
<div id="attachment_71719" style="width: 467px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-71719" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/03/marmettola-3-1024x528.jpeg" alt="marmettola 3" width="467" height="241" /><p class="wp-caption-text">Le cave di marmo. Fonte: Il corriere apuano</p></div>
<p>Le soluzioni per evitare le dispersioni di marmettola e per reimpiegarla in nuove attività, dunque, ci sarebbero: resta però il colore bianco del fiume a ricordarci come continuiamo a sottovalutare una risorsa così preziosa come l’acqua.</p>
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