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	<title>magzine &#187; Kerouac</title>
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		<title>Cent’anni da riscoprire</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 06:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Galiè]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="539" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/11/IMG_20221121_100704_012_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Saramago" /></p><p>Non sempre guardarsi indietro trasforma in delle statue di sale, come accadde alla moglie di Lot in fuga da Sodoma nel libro della Genesi. Gli anniversari rischiano di essere un terreno scivoloso, soprattutto quando fini a loro stessi, solo legati a un numero o a un vuoto giro di parole.<mark class='mark mark-yellow'>L’undicesima edizione di Bookcity Milano ha scelto di accettare questa sfida intraprendendo un suggestivo viaggio a ritroso nelle carriere di vari autori centenari tra parole, innovazione e musica</mark>.</p>
<p>Le guide nell’itinerario dei ricordi sono spesso i familiari, come nei casi di <strong>Pilar del Rio e Margherita Fenoglio</strong>, due donne e due modi diversi di rapportarsi con la letteratura di cui sono testimoni. La prima, moglie del premio Nobel portoghese José Saramago, custodisce la stessa visione poetica e antropologica del marito; la seconda conserva lo spirito anticonformista che suo padre Beppe trasmetteva prima da partigiano e poi da scrittore.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>I centenari di Saramago e Fenoglio nelle testimonianze e ricordi dei familiari: Bookcity celebra gli anniversari dei grandi scrittori scegliendo una lettura intima</span></p>
<p>Pilar ha scelto di ricordare Saramago attraverso le parole conclusive del suo romanzo <em>Il Vangelo secondo Gesù Cristo</em>, leggendo la sua stessa traduzione in lingua spagnola. Lo scrittore, d’altronde, rappresenta un <em>unicum</em> nella letteratura lusitana: a differenza di suoi molti conterranei, perlopiù influenzati da autori inglesi, francesi e americani, egli attinse al vicino immaginario donchisciottesco. Saramago, che avrebbe voluto credersi europeo ma disapprovava l’ideale colonialista, si considerava infatti transiberico, ovvero portoghese, spagnolo e sensibile all’Africa.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>“Gracias, obrigada, grazie”: Pilar ha ringraziato il pubblico anche in italiano, non semplicemente perché fosse ospite, quanto per sottolineare il legame suo e del marito con il nostro Paese</mark>. Saramago amava l’Italia profondamente: ne apprezzava le bellezze e le contraddizioni che la facevano assomigliare alla sua patria, tanto da volerci tornare un’ultima volta per congedarsi poco prima di morire.</p>
<p>Lo stesso amore viscerale lo provava Beppe Fenoglio nei confronti delle donne della sua vita: la madre, la sorella e la fidanzata. La figlia Margherita, pur rimanendo orfana del padre a soli due anni, lo ha conosciuto grazie alle sue pagine e ai racconti di sua nonna. La guerra, la resistenza e il trauma di veder cadere compagni e avversari hanno segnato la sua esistenza, condannandolo al desiderio di essere scrittore, contro il volere della sua famiglia che lo avrebbe voluto laureato e dietro una cattedra. Come era solito dire provocatoriamente a sua madre, la laurea gliel’avrebbero prima o poi portata a casa: nel 2005, infatti, l’Università di Torino gliel’ha conferita <em>ad honorem</em>.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>“Fenoglio è il partigiano inquieto che torna a casa, è il figlio ribelle, è lo scrittore che ha bisogno di spazio perché la scrittura è la sua risposta al mondo”. Così lo descrive Marco Balzano, autore milanese</mark>, ricordando come Fenoglio in segno di sovversione utilizzasse per i suoi scritti la carta intestata dell’azienda vinicola di famiglia.</p>
<p>La riscoperta di un libro può avvenire anche attraverso la musica che scorre tra le sue pagine. Il jazz detta il tempo degli eventi e delle riflessioni nei romanzi di Jack Kerouac: su tutti il suo più celebre, <em>Sulla strada</em>. Ai Frigoriferi Milanesi, i cento anni dalla nascita dello scrittore sono stati celebrati con una lettura del traduttore Leopoldo Carra accompagnata dalle note del sassofonista Rudi Manzoli, che hanno restituito le sensazioni del secondo dopoguerra americano.</p>
<p>E, talvolta, più che di ricordo, si dovrebbe parlare di permanenza.<mark class='mark mark-yellow'><em>Six Memos for the Next Millennium</em> è il titolo originale e forse quello che meglio esprime l’idea di futuro contenuta nelle <em>Lezioni Americane</em> di Italo Calvino</mark>. Andrea Prencipe e Massimo Sideri lo definiscono <em>L’innovatore rampante</em>: un autore capace di fornire uno sguardo nuovo sulla realtà, che predilige il grigio al bianco e nero; uno scrittore in grado di far coesistere la cultura umanistica e quella scientifica, al punto da ispirare tuttora strategie di marketing e imprenditori.</p>
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