<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; Inter</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/tag/inter/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 07:23:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;Inter si illude, il Milan ci crede: ai rossoneri la Supercoppa italiana 2025</title>
		<link>http://www.magzine.it/linter-si-illude-il-milan-ci-crede-ai-rossoneri-la-supercoppa-italiana-2025/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/linter-si-illude-il-milan-ci-crede-ai-rossoneri-la-supercoppa-italiana-2025/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 11:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Simbolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[conceicao]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Inzaghi]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>
		<category><![CDATA[supercoppa italiana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=76796</guid>
		<description><![CDATA[Sembrava finita. Ma il calcio è strano, la palla è tonda e – un po’ come nella vita – alla fine la spunta chi ci crede di più. All’Inter non ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1644" height="930" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2025/01/Screenshot-2025-01-07-at-12.05.38.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2025-01-07 at 12.05.38" /></p><p>Sembrava finita. Ma il calcio è strano, la palla è tonda e – un po’ come nella vita – alla fine la spunta chi ci crede di più. All’<strong>Inter</strong> non bastano i due gol a cavallo dell’intervallo firmati dalla “Lautemi”,  la coppia d’attacco composta da Lautaro Martinez e Mehdi Taremi, per mettere in bacheca quella che poteva essere la quarta<strong> Supercoppa Italiana</strong> consecutiva targata Simone Inzaghi. <mark class='mark mark-yellow'> Il primo trofeo calcistico italiano del 2025 se lo aggiudica invece il <strong>Milan</strong> del neo-allenatore <strong>Sergio Conceição</strong>, che in una settimana da coach rossonero ottiene due vittorie su due in quel di <strong>Riad</strong> – contro Juventus e Inter, vale la pena ribadirlo – e riporta al <i>Diavolo </i>un trofeo che mancava da otto edizioni, stesso numero delle <i>Supercoppe </i>conquistate da entrambe le milanesi. </mark></p>
<p>Il tecnico portoghese, con un trascorso da calciatore nella Milano nerazzurra, ritrova nel suo <i>palmares </i>un trofeo che, in campo, aveva conquistato con la Lazio nel 1998. In quel caso, l’ex esterno destro portoghese fu decisivo per suggellare la prima vittoria del trofeo da parte dei biancocelesti, segnando la rete decisiva nei minuti di recupero. Una storia che si ripete, considerando che anche il successo rossonero di ieri sera è arrivato pochi minuti dopo il novantesimo, grazie alla rete del definitivo 2-3 di<strong> Tammy Abraham</strong>, mandato in campo nella ripresa da Conceição per affiancare Morata.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Una mossa “vincente”, dice il risultato,<span class="Apple-converted-space">  </span>ma non l’unica – dice la partita – considerato l’impatto sul match dato dall’ingresso in campo di <strong>Rafael Leão</strong>, le cui letali discese sulla fascia sinistra mandano via via in tilt la retroguardia nerazzurra, a partire da Bisseck, che accusa anche sul piano emotivo la coabitazione in corsia col portoghese. Il <i>dieci </i>del Milan, recuperato <i>in extremis </i>per poter disputare almeno uno scampolo di partita, si dimostra giocatore imprescindibile: in un tempo di gioco, fa dimenticare la tensione e il conseguente appannamento patito sotto la precedente gestione tecnica dell’altro suo connazionale, Paulo Fonseca, esonerato solo otto giorni fa.</p>
<p>Entrato per rilevare un promettente Jimenez che migliora di partita in partita – suo tuttavia l’errore che innesca la rimessa nerazzurra da cui nasce il vantaggio a firma di <strong>Lautaro Martinez</strong> –, Leão guida la rimonta rossonera: procura a Theo Hernandez la punizione dal limite con cui il francese buca la porta di Sommer – non impeccabile nel piazzamento suo e della barriera – per poi confezionare allo stesso Hernandez l’abito da <i>assist-man, </i>che il laterale del Milan indossa in occasione del 2-2 realizzato da Pulisic con una pregevole conclusione all’angolino. Anche in questo caso la retroguardia dell’Inter non è impeccabile: lo dimostra il piazzamento di Bastoni, che prima invece era stato decisivo “mettendoci la faccia” su conclusione ravvicinata di Rejinders. Un discorso che vale anche sul terzo gol del Milan, dove è sempre Leāo a mandare fuori giri Bisseck (stavolta sulla destra) e a mettere Abraham nelle condizioni di non sbagliare la rete del definitivo ribaltone rossonero.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>All’Inter, oltre alla difesa, è mancato qualcosa. Di certo, almeno due gol, sventati in parte dai guantoni di Mike Maignan, bravo nel primo tempo a opporsi su conclusione a botta sicura di Dimarco e fortunato nella ripresa quando la palla si frappone tra lui e il palo alla sua destra, varcando solo in parte la linea di porta. Le tre reti incassate dai nerazzurri sembrano invece figlie di un calo di concentrazione, compensata per contro dalla motivazione, dal coraggio e dalla voglia di rimanere in partita del Milan, come dimostrano le scelte più che offensive di Conceição, dispostosi ad un certo punto con una sorta di 4-2-4 dopo gli ingressi degli inglesi Abraham e Loftus-Cheek. Sostituzioni – forse tardive – che non hanno sorriso invece a <strong>Simone Inzaghi</strong>, soprattutto nei casi di Darmian e Frattesi, sempre meno centrale nelle rotazioni del tecnico piacentino, ma anche di Asllani, chiamato a primo tempo inoltrato al sempre delicato (e complicato) compito di sostituire un giocatore decisivo per il gioco nerazzurro come Hakan Calhanoglu, fermato da un guaio muscolare.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In attesa di quello del prossimo febbraio in campionato, il Milan si prende pure il secondo derby stagionale a discapito dell’Inter, ribaltando il risultato – come nel settembre scorso – in piena (stavolta anche inoltrata) <i>zona Cesarini. </i>Un successo, come quello di fine estate, portato a compimento da Conceição, un altro tecnico portoghese che con il predecessore Fonseca condivide la nazionalità ma non il feeling che sembra già aver impiantato, in pochi giorni, nello spogliatoio del Milan: a testimoniarlo c’è anche il balletto seguente alla premiazione, immortalato dagli smartphone dei suoi calciatori. Un marchio di fabbrica, insieme al contestuale sigaro acceso in bocca, che accomuna Conceição ad un altro allenatore caro al mondo milanista, Carlo Ancelotti. Tra le nuvole di fumo, si inizia ad intravedere qualcosa di buono nell’orizzonte rossonero: al campo, nelle prossime settimane, l’ardua sentenza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/linter-si-illude-il-milan-ci-crede-ai-rossoneri-la-supercoppa-italiana-2025/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Siro, presentato il progetto di restyling: Sala è &#8220;pronto a cedere i diritti di superficie&#8221;</title>
		<link>http://www.magzine.it/san-siro-presentato-il-progetto-di-restyling-sala-e-pronto-a-cedere-i-diritti-di-superficie/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/san-siro-presentato-il-progetto-di-restyling-sala-e-pronto-a-cedere-i-diritti-di-superficie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 22:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Baldonieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[san siro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=69355</guid>
		<description><![CDATA[«Non mi opporrei se Milan ed Inter decidessero di costruire lo stadio fuori dalla città, ma da sindaco di Milano ho il dovere di provare a farle rimanere fino all’ultimo». ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="766" height="442" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.50.51.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Screenshot 2024-02-01 alle 18.50.51" /></p><p style="font-weight: 400;">«Non mi opporrei se Milan ed Inter decidessero di costruire lo stadio fuori dalla città, ma da sindaco di Milano ho il dovere di provare a farle rimanere fino all’ultimo». Con queste parole <strong>Giuseppe Sala</strong> ha aperto la <strong>Commissione consiliare</strong> che mercoledì 31 gennaio si è riunita a Palazzo Marino per discutere un nuovo progetto per il <strong>restyling di San Siro</strong>. Seduto accanto al sindaco, l’architetto <strong>Giulio Fenyves</strong> di Arco associati, lo studio responsabile della proposta. «Il Meazza è un simbolo di Milano, ristrutturarlo significherebbe risollevare l’intero quartiere», ha spiegato Fenyves prima di procedere con la presentazione vera e propria del <a href="https://www.arcoassociati.com/ftp/ARCO%20ASSOCIATI%20-%20SAN%20SIRO%20%20presentazione%2031%2001%2024.pdf">progetto</a>, complicata da alcuni problemi tecnici che hanno reso impossibile la proiezione in aula delle immagini.</p>
<div id="attachment_69347" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_6448.jpg"><img class="wp-image-69347 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_6448-1024x720.jpg" alt="Il sindaco Giuseppe Sala apre la Commissione consiliare sul restyling di San Siro" width="1024" height="720" /></a><p class="wp-caption-text">Il sindaco Giuseppe Sala apre la Commissione consiliare sul restyling di San Siro</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Le principali novità proposte dallo studio sono tre: <strong>l’introduzione di un quarto anello</strong>, che si collocherebbe tra il primo ed il secondo, destinato a sale VIP, ristoranti, shop e sale conferenze; <strong>la realizzazione di un guscio acustico</strong> per isolare l’impianto durante le partite e i concerti; <strong>la costruzione di un “<em>bastione</em>” intorno all’impianto</strong>, che andrebbe a sostituire le attuali cancellate e sarebbe destinato a nuove attività commerciali.</p>
<div id="attachment_69344" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.41.32.png"><img class="wp-image-69344 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.41.32-1024x566.png" alt="Screenshot 2024-02-01 alle 18.41.32" width="1024" height="566" /></a><p class="wp-caption-text">La vista dal nuovo quarto anello</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Da impianto sportivo a “Experience Stadium”: i dettagli del progetto Arco</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il totale di spesa è 235 milioni di euro per la costruzione, più tutti gli extra per le implementazioni tecniche. Secondo l’architetto Fenyves, il restyling di San Siro avrebbe un <strong>costo complessivo di circa 300 milioni</strong>. <mark class='mark mark-yellow'> Un primo intervento sarebbe previsto tra due anni; il completamento dei lavori tra quattro circa.</mark> L’idea, ribadita in Commissione consiliare, è trasformare San Siro in un <em>Experience Stadium </em>inclusivo e sostenibile, dotato di tutti i confort di un impianto di ultima generazione.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.40.53.png"><img class="alignright wp-image-69354 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.40.53-277x300.png" alt="Screenshot 2024-02-01 alle 18.40.53" width="277" height="300" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Oltre all’introduzione del quarto anello, il progetto prevederebbe la sostituzione di tutte le sedute, che diventerebbero più larghe, comode e dotate di dispositivi smart per sfruttare tutti i servizi dello stadio. I posti a seduta esterna passerebbero <strong>dagli 87.500 attuali a 70mila</strong>, a cui si aggiungerebbero <strong>5mila postazioni interne</strong>, quelle del quarto anello.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fronte allo stadio è prevista la realizzazione di un<strong> nuovo parco pubblico</strong>, al cui interno verrebbero erette due nuove torri destinate agli <strong>uffici dei due club</strong>. Un ampio spazio sarebbe riservato anche alla costruzione di nuovi parcheggi coperti. Il progetto è ancora ad uno stato embrionale, «un punto di partenza aperto a qualsiasi miglioria», ha sottolineato Fenyves, ma dimostra che una ristrutturazione di San Siro è possibile.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.49.59.png"><img class="aligncenter wp-image-69360 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/Screenshot-2024-02-01-alle-18.49.59-1024x540.png" alt="Screenshot 2024-02-01 alle 18.49.59" width="1024" height="540" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il sindaco Sala: “Pronti a cedere diritti di superficie di San Siro alle squadre”</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">C’è un “<em>ma</em>” che pesa. I due interlocutori principali, <strong>Inter</strong> e <strong>Milan</strong>, mercoledì non erano presenti a Palazzo Marino. <strong>Sala</strong> si è detto «pronto a convocare le squadre, sperando che si possa avere ancora un tavolo comune» e nel frattempo dà la sua massima disponibilità per trovare la soluzione migliore per tutti. Per provare a convincere i club, il sindaco ha messo sul tavolo per la prima volta la possibilità di <strong>cedere i diritti di superficie dell’area del Meazza</strong>: «<mark class='mark mark-yellow'> La cifra che Inter e Milan dovrebbero pagare ogni anno sarebbe molto più limitata di quella dell’affitto attuale. Potrebbe essere una soluzione, a nessuno sfugge che per i club avere lo stadio nel loro patrimonio è importante </mark>».</p>
<p style="font-weight: 400;">Se le due squadre decidessero di tornare sui propri passi e di aprire alla possibilità di una permanenza a San Siro, <strong>sarebbero tre le strade percorribili secondo Sala</strong>: «La prima è che realizziamo noi i lavori, concordando con Inter e Milan quello che c’è da fare. La seconda è che potremmo partecipare ai lavori insieme alle società, trovando una partnership. La terza, quella più sensata, è quella che ci vedrebbe cedere il diritto di superficie alle squadre a lunghissimo termine».</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo cittadino di Milano tende un braccio ai club, ma lancia anche un messaggio che sa di <em>ultimatum</em>: «Ci aspettiamo che ci comunichino le loro decisioni sulla proposta del 2019 – il progetto che prevedeva la demolizione del Meazza per la costruzione di un nuovo impianto –, <mark class='mark mark-yellow'> mi chiedo se l’istanza presentata dal Milan a San Donato per costruire lo stadio lì debba essere considerata come rinuncia</mark>».</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_6456.jpg"><img class="aligncenter wp-image-69369 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/02/IMG_6456-1024x644.jpg" alt="IMG_6456" width="1024" height="644" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Intanto, in consiglio, c&#8217;è chi parla di <em>deja vù.</em><i> </i><strong>Marco</strong> <strong>Bestetti</strong>, consigliere comunale del gruppo Fratelli d&#8217;Italia,<strong> </strong>ha risposto al sindaco ricordando che il 18 ottobre 2019 c&#8217;era già stata un&#8217;audizione in Comune, che coinvolse anche il Politecnico di Milano, per discutere la fattibilità della ristrutturazione dell&#8217;impianto. In quel caso la risposta fu negativa. «Gli elementi presentati in questa Commissione non rappresentano novità in grado di far cambiare idea alle società, ormai orientate altrove», ha sottolineato Bestetti. «<mark class='mark mark-yellow'> L&#8217;unico dato che registriamo è che abbiamo perso otto anni </mark> – rimarca <strong>Alessandro Verri</strong> della Lega –, come mai queste proposte vengono discusse soltanto adesso?». Diversa la posizione del consigliere <strong>Fredrighini Enrico</strong>, secondo cui «<mark class='mark mark-yellow'> è importante fare fronte comune su questo tema al di là degli schieramenti politici. Il progetto convince per convenienza economica e ambientale (poiché non verrebbe eroso terreno) e durata dei lavori, favorevole all&#8217;esigenza dei club</mark>».</p>
<p style="font-weight: 400;">La palla passa dunque alle due squadre,<strong> invitate da Sala ad un tavolo comune</strong> per esaminare la nuova proposta e per dare una <strong>risposta ufficiale</strong> sulle loro intenzioni. «Se dopo un secolo San Siro è ancora lì è perché è forte – chiosa <strong>l&#8217;architetto Fenyves</strong> al termine del Consiglio –, <mark class='mark mark-yellow'> quanto Milan ed Inter sono disposte a perderci in termini di legame con la loro città?</mark>».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/san-siro-presentato-il-progetto-di-restyling-sala-e-pronto-a-cedere-i-diritti-di-superficie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Inter si ferma sul più bello: la finale va al City Guardiola</title>
		<link>http://www.magzine.it/linter-si-ferma-sul-piu-bello-la-finale-va-al-city-guardiola/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/linter-si-ferma-sul-piu-bello-la-finale-va-al-city-guardiola/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2023 16:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Aprile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[All or nothing Manchester City]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Dimarco]]></category>
		<category><![CDATA[Guardiola]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Inter milan]]></category>
		<category><![CDATA[Inzaghi]]></category>
		<category><![CDATA[Lukaku]]></category>
		<category><![CDATA[Uefa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=67082</guid>
		<description><![CDATA[La sensazione è la stessa di quando da adolescente fai ritorno per la prima volta da un lungo viaggio passato con gli amici. In te è cresciuta la consapevolezza di ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/06/3724785-75785628-2560-1440.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Photo by Sky Sports" /></p><p style="font-weight: 400;">La sensazione è la stessa di quando da adolescente fai ritorno per la prima volta da un lungo viaggio passato con gli amici. In te è cresciuta la consapevolezza di essere finalmente diventato grande. Hai incontrato anche una ragazza, l’hai corteggiata per tutto il viaggio, e poi l’ultima sera, quella che nella maggior parte dei film adolescenziali coincide con il primo bacio, qualcosa è andato storto. A quel punto non penserai a quanto sia stato significativo per te questo viaggio, a quanto ti abbia arricchito, ma ti focalizzerai su quel bacio non dato, che ti terrà sospeso per ore, giorni e forse mesi. <mark class='mark mark-yellow'>Questo in sostanza è quello che è successo ieri all’Inter di Inzaghi, uscita sconfitta per 1-0 nella finale di Champions League contro il Manchester City di Guardiola.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;">L’immagine che meglio riassume la gara dell’Inter arriva al 71esimo minuto, quando Dimarco, il ragazzo d’oro nato e cresciuto con la maglia nerazzurra addosso, centra prima la traversa con un pallonetto di testa che scavalca Ederson, e poi sulla ribattuta colpisce il compagno di squadra Lukaku. Un momento iconico, per certi versi drammatico. A condannare i nerazzurri – seppur indirettamente – è ancora lui, l’uomo che un gol dopo l’altro, ha trascinato l’Inter in Champions. Era già successo nella finale di Europa League 2020, finita 3-2 per il Siviglia proprio grazie ad un autogol di Big Rom; e poi nella successiva edizione della Champions League, contro lo Shakhtar, quando Lukaku parò un colpo di testa a botta sicura di Sanchez che sarebbe valso il passaggio agli ottavi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Una finale, a detta di molti, dal risultato annunciato, con il City che avrebbe dovuto spezzare a metà la squadra di Inzaghi. La realtà però, come spesso ci insegna il calcio, è stata ben diversa dalle previsioni.</mark> <span class='quote quote-left header-font'>L’Inter si è mostrata aggressiva, sfrontata, propositiva ma allo stesso compatta. Non ha subito il contraccolpo psicologico dello svantaggio, bensì è rimasta aggrappata al match fino all’ultimo secondo, sfiorando più volte il pareggio.</span> L’Inter si è mostrata aggressiva, sfrontata, propositiva ma allo stesso compatta. Non ha subito il contraccolpo psicologico dello svantaggio, bensì è rimasta aggrappata al match fino all’ultimo secondo, sfiorando più volte il pareggio. Nel calcio però, vince chi segna un gol in più dell&#8217;avversario, e <mark class='mark mark-yellow'>al City, pur giocando forse la partita meno brillante della sua stagione, è bastato un destro di Rodri per vincere la prima Champions League della sua storia e centrare un traguardo tanto caro all’Inter: il triplete.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;">Una cosa è certa, la squadra di Guardiola è in questo momento la più forte del mondo, un cyborg perfetto, costruito e rodato per sollevare questo trofeo che troppe volte gli era sfuggito. Dimarco qualche giorno prima della partita, ha parlato così del City: “Per loro vincere la Champions è un’ossessione, per noi un sogno”. Alzi la mano chi si aspettava dall’Inter di Inzaghi un percorso simile in Europa. Essere riusciti a giocarsi alla pari una finale contro i marziani di Guardiola è la conferma definitiva del valore di un gruppo che quest’anno, malgrado le due coppe nazionali, ha raccolto troppo poco in campionato. Una squadra forte, costruita nel segno della sostenibilità economica grazie al lavoro eccellente dei due direttori sportivi, Marotta e Ausilio. Basti pensare che l’undici titolare dei neroazzurri è costato in tutto 115 milioni, la stessa cifra che il City ha speso per comprare Jack Grealish.</p>
<p style="font-weight: 400;">Appare dunque chiara quale sia la strada da percorrere per riuscire a colmare il gap che ci separa dal resto delle squadre europee. Ai miliardi sperati dai vari top club, dobbiamo rispondere con un mercato intelligente e fondato sulle idee. Solo in questo modo possiamo tornare protagonisti nei palcoscenici più importanti.  Vedi allora che l’Inter acquista Onana, Acerbi e Chalanoglu a parametro zero; e il Napoli – protagonista di un’ottima Champions – rileva a prezzo di saldo “gli sconosciuti” Kim e Kvaratskhelia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>L’Inter deve ripartire da Istanbul a testa alta, con la consapevolezza di essere diventata grande, anche perché se vincere aiuta a vincere, è anche vero che solo chi ha avuto il privilegio di cadere e di assaporare il gusto amaro della sconfitta, può comprendere realmente quale sia il significato della vittoria.</mark> La squadra di Inzaghi, come un pugile sul ring, ha incassato il colpo, non resta che restituirlo nella prossima stagione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/linter-si-ferma-sul-piu-bello-la-finale-va-al-city-guardiola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inter, Roma e Fiorentina: tris di italiane nelle finali europee</title>
		<link>http://www.magzine.it/inter-roma-e-fiorentina-tris-di-italiane-nelle-finali-europee/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/inter-roma-e-fiorentina-tris-di-italiane-nelle-finali-europee/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 May 2023 08:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Stella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Coppe Europee]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=66823</guid>
		<description><![CDATA[Inter, Roma e Fiorentina. Champions League, Europa League e Conference League. Il calcio italiano prenota un posto in ognuna delle tre finali europee. Era dal 1994 che l’Italia non mandava ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4096" height="2302" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/05/InCollage_20230519_094713647.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="InCollage_20230519_094713647" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Inter, Roma e Fiorentina. Champions League, Europa League e Conference League. Il calcio italiano prenota un posto in ognuna delle tre finali europee.</mark> Era dal 1994 che l’Italia non mandava così avanti nelle coppe continentali tante squadre insieme. È presto per parlare di rinascita del movimento calcistico nostrano ma intanto è lecito sognare un clamoroso triplete. 31 maggio, 7 giugno e 10 giugno sono le tre date da cerchiare sul calendario. Le date delle finali. I giorni in cui si potrà provare a fare la storia.</p>
<p><strong>Champions League: estasi Inter, domina i derby e vola a Istanbul</strong></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Dopo vent’anni è tempo di rivincita. L’Inter supera il Milan, vendica le sconfitte negli Euroderby del 2003 e del 2005 e soprattutto torna in finale di Champions League a distanza di tredici anni dall’ultima volta. Il 10 giugno, ad Istanbul, i nerazzurri sfideranno il Manchester City e proveranno a conquistare la loro quarta Champions.</mark></p>
<p>Per quanto riguarda le semifinali, dopo aver chiuso con un netto 2-0 la gara di andata, l’Inter ha certificato la propria superiorità sui “cugini” anche al ritorno, vincendo 1-0. Gli uomini di Simone Inzaghi, spinti dal tifo degli oltre 75000 tifosi presenti a San Siro, hanno contenuto senza problemi i timidi tentatavi del Milan di riaprire la partita. I rossoneri hanno chiuso il match con un solo tiro in porta: troppo poco per pensare alla rimonta. Quasi tutti i “big” della squadra di Stefano Pioli hanno deluso. Giroud completamene isolato in attacco, Brahim Diaz poco concreto, Theo Hernandez scarico. Nemmeno il recupero in extremis di Leao ha dato gli effetti sperati: il portoghese, lontano dalla migliore condizione, ha sfiorato il gol a fine primo tempo ma per il resto è stato annullato dalla difesa avversaria. L’Inter invece, seppur senza dominare come all’andata, ha fatto valere la propria superiorità fisica e tecnica, soprattutto a centrocampo. <mark class='mark mark-yellow'>E alla fine è stato Lautaro Martinez, uno dei simboli nerazzurri, il capitano, nonché miglior marcatore della squadra con 25 gol stagionali a regalare al popolo nerazzurro l’ultimo atto della più importante coppa continentale.</mark> In generale i nerazzurri, rispetto ai rivali, nella doppia sfida hanno mostrato più idee di gioco, una maggiore freschezza, una difesa estremamente più solida e anche maggiori soluzioni tra gli uomini in panchina.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Saranno settimane di tensione, ma anche di grande entusiasmo nel vivere un’attesa storica. L’antipasto sarà la finale di Europa League il 31 maggio a Budapest tra Roma e Siviglia. Poi toccherà a Fiorentina e West Ham per la finale di Conference del 7 giugno a Praga, prima del piatto forte, la sfida tra Manchester City e Inter che il 10 giugno a Istanbul incoronerà la regina d’Europa.</span></p>
<p>In finale per l’Inter non sarà facile: il Manchester City ha impressionato nella semifinale vinta battendo 4-0 i campioni in carica del Real Madrid. Gli inglesi non sembrano avere punti deboli e sono imbattuti in ogni competizione dal 5 febbraio scorso. Ma ci sarà tempo per pensarci: <mark class='mark mark-yellow'>tra pochi giorni gli uomini di Inzaghi si giocheranno, da favoriti, la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. E con una Supercoppa Italiana già in bacheca e una qualificazione alla prossima Champions League praticamente certa, nel giro di venti giorni la stagione dei nerazzurri potrebbe diventare storica.</mark></p>
<p>Per il Milan invece si chiude un percorso europeo comunque ottimo e inaspettato. Resta il fatto però che il 2023 ha riservato ai rossoneri pochi sorrisi e tante delusioni. Ora l’obiettivo, anzi l’obbligo, è quello di raggiungere la qualificazione alla Champions del prossimo anno. Ma non sarà facile: il quarto posto in campionato dista quattro punti con solo tre partite rimanenti da giocare. Tutto ciò al netto della possibile penalità che potrebbe essere inflitta alla Juventus, attualmente seconda in Serie A, per il caso plusvalenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Europa League: Roma trascinata da Mourinho, Juve con l’amaro in bocca</strong></p>
<p>Non esiste partita più “mourinhana” di quella vista alla BayArena di Leverkusen. 23 tiri subiti a 1, gioco spezzettato, interruzioni continue e, nel dubbio, meglio spazzare il pallone lontano dalla propria porta. Un elogio alla vecchia scuola italiana, poggiata su due pilastri come difesa e contropiede. <mark class='mark mark-yellow'>Lo 0-0 in terra tedesca premia i giallorossi, che si prenotano un posto in prima fila alla finale di Budapest dove, il 31 maggio, affronteranno l’espertissimo Siviglia. Gli spagnoli puntano a conquistare la settima Europa League, ma questa Roma può interrompere il dominio andaluso.</mark> Pellegrini e compagni avranno un bagaglio di esperienza più ricco dopo la Conference League conquistata lo scorso anno, ma il tallone d’Achille resta la poca ampiezza della rosa. Seconde linee non sempre all’altezza e infortuni che si accavallano dall’inizio della stagione – ultimi ma non meno importanti quelli di Celik e Spinazzola sulle fasce – rendono tutto più complicato, ma la tenacia romanista è linfa vitale trasmessa da Mourinho ai suoi giocatori.</p>
<p>Per le italiane è mancata solo la ciliegina sulla torta in queste semifinali e ci ha pensato proprio un ex romanista a rovinare la festa. <mark class='mark mark-yellow'>La maledizione delle coppe europee continua a colpire la Juventus, che, dopo essere andata in vantaggio con Vlahovic, cede 2-1 ai supplementari.</mark> Decisivo il colpo di testa di Erik Lamela che regala la finale al Siviglia. I bianconeri pagano forse un po’ di inesperienza da parte di alcuni giovani lanciati – ottenendo comunque degli ottimi riscontri – da Massimiliano Allegri. Sfuma così la possibilità di giocarsi l’accesso diretto alla prossima Champions League, aspettando il verdetto sulla penalizzazione in campionato che potrebbe compromettere questa e la prossima stagione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Conference League: Fiorentina in finale dopo 33 anni, ora sogna la doppietta</strong></p>
<p>Sofferta, rincorsa, sudata e alla fine conquistata. <mark class='mark mark-yellow'>La finale di Conference League avrà per la seconda volta consecutiva una protagonista italiana e la Fiorentina proverà a far restare la coppa in Italia, dopo il successo della Roma di un anno fa. La semifinale vinta 1-3 in trasferta contro il Basilea è  stata una partita infinita, durata oltre 130 minuti tra tempi regolamentari e supplementari e decisa quasi allo scadere dal sinistro di Barak, entrato dalla panchina.</mark> Una scelta azzeccata da parte di Vincenzo Italiano, il condottiero che al secondo anno sulla panchina viola centra non solo una finale europea che mancava dal 1990, ma ha la possibilità di vincere addirittura due trofei, qualora battesse l’Inter nella finale di Coppa Italia di mercoledì prossimo. Il 7 giugno invece ci sarà l&#8217;ultimo atto appunto della Conference: a Praga sarà sfida contro gli inglesi del West Ham.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/inter-roma-e-fiorentina-tris-di-italiane-nelle-finali-europee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Daspo e denunce dopo la partita Inter-Porto</title>
		<link>http://www.magzine.it/daspo-e-denunce-dopo-la-partita-inter-porto/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/daspo-e-denunce-dopo-la-partita-inter-porto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 02:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia Beni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Daspo]]></category>
		<category><![CDATA[fumogeni]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Porto]]></category>
		<category><![CDATA[stadio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=63480</guid>
		<description><![CDATA[Oltre ai palloni da calcio, a San Siro, volano anche fumogeni e monetine. Sia prima che durante la partita tra Inter e Porto, gara di andata degli ottavi di finale ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="660" height="371" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/02/image.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Il Giorno" /></p><p>Oltre ai palloni da calcio, a San Siro, volano anche fumogeni e monetine. Sia prima che durante la partita tra Inter e Porto, gara di andata degli ottavi di finale di Champions League, <mark class='mark mark-yellow'>dei tifosi si sono resi protagonisti di alcuni episodi che hanno portato il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, ad applicare la misura di <strong>Daspo</strong> – ossia il divieto di accedere alle manifestazioni sportive – nei confronti di quattro persone.</mark></p>
<p>Poco prima che iniziasse la partita, fuori dallo stadio Meazza è stato denunciato un trentaseienne francese, tifoso del Porto. L’uomo è stato accusato di aver strappato la sciarpa dal collo di un supporter neroazzurro e di avergliela poi rubata. Oltre alla denuncia per furto, per lui è stato firmato anche un Daspo di tre anni. Sempre prima del fischio di inizio, un cittadino di ventinove anni proveniente dalla Corsica, anche lui sostenitore della squadra portoghese, è stato bloccato ai cancelli d’ingresso dello stadio, dopo che la sicurezza gli ha trovato un fumogeno nascosto tra gli slip. L’uomo non potrà assistere alle manifestazioni sportive per un anno. Durante la partita, invece, altri due casi che hanno portato al Daspo. Un ultras del Porto, uno svizzero di ventiquattro anni, è stato sorpreso a lanciare un fumogeno acceso dal settore ospiti a quello sottostante, occupato dei tifosi dell’Inter. Per lui è stato applicato un divieto di tre anni. Due anni di Daspo anche un tifoso dell’Inter, un ventiduenne di Como, che ha lanciato delle monetine verso i portoghesi. <mark class='mark mark-yellow'>Infine, è stato denunciato dalla polizia il proprietario di un bar in zona Piazza Sempione per aver venduto delle bottiglie di alcol ai sostenitori del Porto, nonostante l’ordinanza del prefetto lo vietasse.</mark></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/daspo-e-denunce-dopo-la-partita-inter-porto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Supercoppa Italia 2023: apoteosi Inter, tracollo Milan</title>
		<link>http://www.magzine.it/supercoppa-italia-2023-apoteosi-inter-tracollo-milan/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/supercoppa-italia-2023-apoteosi-inter-tracollo-milan/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2023 08:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mozzaja]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Milan]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Supercoppa Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=61783</guid>
		<description><![CDATA[C’è una Milano che esulta e una che sta a testa a bassa. La Supercoppa italiana giocata nel deserto &#8211; anche di pubblico &#8211; di Riyad è dell’Inter. I nerazzurri ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4096" height="2731" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/01/intersupercoppa-twitter-inter.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte foto: Inter" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>C’è una Milano che esulta e una che sta a testa a bassa. La <strong>Supercoppa italiana</strong> giocata nel deserto &#8211; anche di pubblico &#8211; di Riyad è dell’<strong>Inter</strong>. I nerazzurri <strong>battono 3-0 il Milan</strong> in un derby davvero senza storia e conquistano il <strong>primo trofeo</strong> della stagione.</mark> Gli uomini di Inzaghi fanno tutto meglio, sono più convinti, pressano e vanno al doppio della velocità, in altre parole sono una squadra. Il Milan ha paura, è contratto e intimorito. I rossoneri speravano scattasse una scintilla per una partita così importante dopo un inizio di 2023 decisamente sottotono. Così non è stato, anzi hanno mostrato tutti i problemi dell’ultimo periodo: giocatori spaventati e scarichi, poche idee, troppa superficialità e tanti errori in ogni parte del campo.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>La Supercoppa italiana è dell&#8217;Inter: 3-0 al Milan e primo trofeo della stagione portato a casa </span></p>
<p>Partenza a rilento per entrambe le squadre, ma al decimo minuto è l’Inter a passare in vantaggio alla prima occasione utile. Splendida imbucata di Dzeko (il migliore in campo) per Barella che, sul filo del fuorigioco, la mette in mezzo per <strong>Dimarco</strong> che ha tutto il tempo di bucare Tatarusanu. Dieci minuti dopo i nerazzurri raddoppiano. <mark class='mark mark-yellow'>Su un lancio di Bastoni, la difesa dei rossoneri è posizionata molto male, <strong>Dzeko</strong> ne approfitta, entra in area e con un destro preciso batte nuovamente il portiere del Milan.</mark> Gli uomini di Pioli subiscono il colpo e rischiano di subire altri gol prima dell’intervallo. Nel secondo tempo i rossoneri provano a scuotersi, ma non riescono mai a impensierire Onana. I cambi non fanno la differenza e i titolari sembrano svuotati. L’Inter invece è sempre sul pezzo, non sbaglia niente e appena può fa male. <mark class='mark mark-yellow'>A quindici minuti dalla fine cala il tris e chiude la pratica. Altro lancio lungo di Bastoni, altro erroraccio di <strong>Tomori</strong> (peggiore in campo) e <strong>Lautaro Martinez</strong> ne approfitta segnando il terzo gol con una grande giocata.</mark> Il Milan ci prova fino alla fine, ma la traversa un po’ casuale di Rebic nei minuti di recupero è l’occasione più pericolosa della loro partita.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>L&#8217;Inter fa tutto meglio: e&#8217; una squadra, va al doppio della velocità. Il Milan, invece, è contratto, impaurito, fa troppi errori </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'><strong>Simone Inzaghi</strong> si conferma l’uomo delle Supercoppe. <strong>Quattro in carriera</strong>, la seconda con l’Inter, che bissa il successo dell’anno scorso.</mark> Si tratta del settimo trofeo in questa competizione per i nerazzurri. La squadra di Inzaghi lascia Riyad piena di certezze: gioco ritrovato, entusiasmo e calciatori in ottima forma. Tutto questo non si può invece dire per il Milan che deve necessariamente riprendersi. In Campionato il Napoli è lontano e altri passi falsi non sono più ammessi, anche perché le inseguitrici si avvicinano. Occorre rigenerare i giocatori più forti &#8211; Leao e Theo Hernandez su tutti &#8211; che al momento sembrano non incidere come dovrebbero. Oltre a questo servirà ritrovare quella cattiveria agonistica e quella serenità che non si è vista nelle ultime uscite. Dal deserto di Riyad si torna ora alla nebbia di Milano con un aereo in festa e uno in riflessione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/supercoppa-italia-2023-apoteosi-inter-tracollo-milan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/23 queries in 0.049 seconds using disk
Object Caching 973/1130 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-17 19:50:14 by W3 Total Cache -->