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	<title>magzine &#187; grano</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Off the Radar – dieci pezzi da non perdere #51</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 16:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Galiè]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna Off the Radar, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori longform e reportage della settimana. Nei dieci pezzi selezionati si spazia dai risvolti umani ed economici del conflitto russo-ucraino ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="680" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/HoliFestival_Wikimedia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Holi Festival 2014 presso il Sri Sri Radha Krishna Temple. Autore: Steven Gerner. Fonte: Flickr.com" /></p><p>Torna <strong>Off the Radar</strong>, la rubrica di Magzine dedicata ai migliori <strong>longform</strong> e <strong>reportage</strong> della settimana. Nei dieci pezzi selezionati si spazia dai risvolti umani ed economici del conflitto russo-ucraino ai ricordi della pandemia, dai racconti di persone costrette a fare i conti con discriminazioni e criminalità alle festività di questi giorni <span style="color: #000000;">che celebrano</span> antiche tradizioni. Buona lettura!</p>
<p>Fra i <strong>tre milioni di ucraini</strong> che sono scappati dalla guerra c’è <strong>Ivanna</strong>, che, con i suoi bambini, si è rifugiata dalla sorella Olga nel Maryland, sulla costa orientale degli Stati Uniti. Si sente fortunata per la nuova vita, ma infelice pensando ad amici e parenti che si svegliano con il rumore delle bombe. (<a href="https://www.washingtonpost.com/dc-md-va/2022/03/17/ukraine-refugee-maryland-lviv-zelensky/" target="_blank">The Washington Post</a>)</p>
<p>«La forza e il cuore del popolo russo mi hanno sempre ispirato. Ecco perché spero mi permetterete di dirvi la <strong>verità</strong> sulla <strong>guerra in Ucraina</strong>»: con queste parole <strong>Arnold Schwarzenegger</strong> si rivolge con una lettera agli &#8220;amici russi&#8221; e parla dell&#8217;affetto che prova per la loro patria ricordando il suo incontro con <strong>Yury Petrovich Vlasov</strong>, sollevatore di pesi russo nato in Ucraina. (<a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2022/03/schwarzenegger-russia-ukraine-war-message/627100/" target="_blank">The Atlantic</a>)</p>
<p>La routine come rifugio, l’accumulo come risposta al trauma. Il <strong>lockdown</strong> e il <strong>Covid</strong> hanno cambiato la vita di molte persone della <strong>Bay Area </strong>di<strong> San Francisco</strong> che, tra il 2020 e il 2021, hanno raccolto oggetti e riflessioni legati alla loro vita quotidiana durante la pandemia e li conservano tuttora, per non dimenticare. (<a href="https://www.sfchronicle.com/bayarea/article/We-ve-lost-so-much-during-the-pandemic-Here-17002212.php" target="_blank">San Francisco Chronicle</a>)</p>
<p>Nella California di oggi, <strong>migliaia di donne indigene</strong> stanno scomparendo nel nulla. Nipoti, amiche, figlie private delle madri e costrette a crescere con le nonne, persone che stanno pagando il prezzo di una mentalità maschilista e oppressiva, mentre la polizia si volta dall’altra parte. (<a href="https://www.nationalgeographic.com/history/article/california-crisis-missing-indigenous-women" target="_blank">National Geographic</a>)</p>
<p><strong>Lia Thomas</strong> è stata una delle migliori nuotatrici del Texas. Il suo corpo mascolino, tuttavia, l&#8217;ha portata <span style="color: #000000;">a mettere in discussione</span> la propria identità sessuale, così ha iniziato un <strong>percorso di transizione</strong>. Le sue vittorie l&#8217;hanno messa al centro di un dibattito sugli <strong>atleti trans</strong>. (<a href="https://www.newyorker.com/sports/sporting-scene/how-one-swimmer-became-the-focus-of-a-debate-about-trans-athletes" target="_blank">The New Yorker</a>)</p>
<p>Gli<strong> Stati Uniti</strong> accolgono le tradizioni di tutto il mondo e quella di <strong>San Patrizio </strong>non fa eccezione: la ricorrenza si celebra anche a New York e Chicago, ma il sangue irlandese scorre anche in <strong>due piccole città</strong> nel Massachusetts e nell’Indiana, i cui abitanti sentono questa festa più di ogni altra in America. (<a href="https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-60749788" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p>L&#8217;arma di <strong>food power</strong> più antica che ci sia: il <strong>grano</strong>. Dalla Grecia Antica alla guerra in Ucraina, anche <strong>Vladimir Putin</strong> punta tutto su questo strumento di pressione geopolitica. (<a href="https://www.arte.tv/it/videos/103960-026-A/dietro-le-mappe-il-grano-arma-del-food-power/" target="_blank">Arte</a>)</p>
<p>Si chiama <strong>H100</strong> il progetto che nei prossimi tre anni fornirà gratuitamente <strong>energia pulita</strong> a trecento case a Buckhaven e Methil, in <strong>Scozia</strong>. Per la prima volta la multinazionale National Grid utilizzerà il gas idrogeno verde, prodotto a impatto zero. (<a href="https://www.bbc.com/news/business-60241966" target="_blank">BBC</a>)</p>
<p><strong>El Limoncito</strong> è diventata una città fantasma: i cittadini l&#8217;hanno lasciata in balìa di uomini armati appartenenti ai due cartelli rivali che si contendono il <strong>mercato della droga </strong>in<strong> Messico</strong>. Una vera e propria guerra che svuota le strade e le case. (<a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/17/mexico-ghost-town-drug-wars-limoncito" target="_blank">The Guardian</a>)</p>
<p>Dopo un anno di stop causato dal Covid, sono iniziati i preparativi per <strong>l’Holi</strong>, la <strong>festa induista</strong> che quest&#8217;anno si celebra il <strong>18 marzo </strong>nel subcontinente indiano. Il rito popolare prevede di cospargersi di polvere colorata e ballare a ritmo di musica per festeggiare l’arrivo della primavera, che simboleggia la vittoria del bene sul male. (<a href="https://www.aljazeera.com/news/2022/3/16/holi-festival-2022-india-religion" target="_blank">Al Jazeera</a>)</p>
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		<title>Ucraina, la battaglia del grano</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 16:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[Prezzi che volano alle stelle, problemi degli approvvigionamenti, danni ambientali e trasporti bloccati. Sono queste alcune delle conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina, un conflitto che sta causando reazioni ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="540" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/03/grano-prezzi-alle-stelle-per-la-guerra-in-ucraina-a-rischio-la-fornitura_04436c86-9a2e-11ec-b767-4f88b7d70a6a_1920_1080_v3_xl_16_9.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="grano-prezzi-alle-stelle-per-la-guerra-in-ucraina-a-rischio-la-fornitura_04436c86-9a2e-11ec-b767-4f88b7d70a6a_1920_1080_v3_xl_16_9" /></p><p>Prezzi che volano alle stelle, problemi degli approvvigionamenti, danni ambientali e trasporti bloccati. Sono queste alcune delle conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina, un conflitto che sta causando reazioni negative in tantissimi settori. Tra questi, la produzione e lo stoccaggio del grano. <mark class='mark mark-yellow'>La sospensione delle spedizioni sul Mar Nero che vieta a Russia e Ucraina di esportare grano è una delle cause. Altre sono la siccità della scorsa estate in Canada, Usa e Nord Africa, e l’aumento del costo dell’energia.</mark></p>
<p>“I quantitativi di grano tenero che arrivano da Russia e Ucraina non sono eccessivi. Ma questi Paesi rappresentano importanti forniture, e c’è un impatto sui prezzi”, afferma Mimmo Pelagalli, giornalista di AgroNotizie. <mark class='mark mark-yellow'>In Italia per i grani teneri c’è stato uno sfondamento della linea di 400 euro a tonnellata, con rincari sulle farine di grano tenero e una ricaduta negativa sul premio qualità.</mark></p>
<p>“In questo quadro che non delinea di per sé un problema di scarsità, ma solo di accesso ai beni per l’elevato prezzi, si è inserito un nuovo attore: l’Ungheria – prosegue Pelagalli -. Per evitare elevati incrementi di prezzo, l&#8217;Ungheria ha assoggettato le esportazioni di grano tenero e mais a un regime di autorizzazioni di tipo statale talmente restrittivo da essere paragonato ad una sorta di embargo. C’è inoltre il problema dell’attacco che si sta verificando tra i contatti di intermediazione, perché l’Ungheria oltre ad esportare tanto grano della sua produzione, è un grande soggetto mediatore di grano da altre provenienze. Quindi se l&#8217;Ungheria compra grano da altri Paesi, automaticamente bloccando le sue forniture blocca anche il grano di altra provenienza. Se si interrompe questo flusso ci sono problemi seri di approvvigionamento e di prezzi”.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>In caso di allargamento della guerra, potremmo avere il problema delle forniture che non avrebbero più una via marittima per raggiungerci</span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Sul fronte del grano duro, il grosso della produzione è localizzata tra il nord degli Stati Uniti, il Canada e l’Unione Europea. Nel Canada, nella sola provincia del Saskatchewan si produce l’80 per cento del grano canadese che serve alla nostra industria.</mark> “Abbiamo anche delle piccole forniture che vengono dalla Russia, non dall’Ucraina. Qualcosa di più importante arriva dal Kazakistan. Se questo conflitto dovesse continuare senza allargarsi non dovremmo avere grossi problemi dal punto di vista dell’approvvigionamento. In caso di allargamento, quindi del blocco totale della portualità sul Mar Nero, potremmo avere il problema delle forniture dal Kazakistan che non avrebbero più una via marittima diretta per raggiungerci”.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Il grano duro è aumentato a partire dalla scorsa estate, questo è dipeso da due fattori: il primo, la siccità che ha colpito la scorsa estate dimezzando i raccolti in Nord America e in Nord Africa. Questo fatto ha alimentato la richiesta, facendo scoppiare una crescita dei prezzi legata alla scarsità. Il secondo è l’aumento dei prezzi dell’energia che già c’era a fine 2021, alimentato dalle tensioni dei mercati dovute alla ripresa post-Covid. In più, se la guerra continua, saltano le semine.</mark> “La guerra sta danneggiando il grano verde perché se c’è guerra l’agricoltore non fa la concimazione di copertura. La resa per ettaro viene a calare, quindi calano la produzione e l’output finale. C’è poi il problema di tutti quei campi che saranno inagibili per la produzione agricola perché dobbiamo ipotizzare che ci saranno delle battaglie campali. Con carri, uso di missilistica, proiettili che rimarranno inesplosi, di mine e materiali pericolosi avremo nel post-bellico il problema dello sminamento dei campi. Questo significa una riduzione massiva della produzione agricola dell’Ucraina nei seminativi che avrebbe effetti devastanti”.</p>
<p>Il motivo dei timori che crescono sui mercati è anche questo: più tempo passa e più la guerra dura, maggiore è il danno all’infrastruttura terra, senza la quale non si fa agricoltura. <mark class='mark mark-yellow'>“Se danneggiamo la terra perché ci sono gli esplosivi &#8211; conclude Pelagalli &#8211; non si può raccogliere, non si può concimare, non si può seminare. Riduciamo la produzione agricola del vero e proprio granaio nel cuore dell’Europa che è l’Ucraina&#8221;.</mark></p>
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