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	<title>magzine &#187; giornali</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Le testate giornalistiche sperimentano i podcast su YouTube</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 11:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Bilanzuoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I podcast giornalistici sbarcano su YouTube: la piattaforma video di Google ha recentemente introdotto la categoria &#8220;Podcast&#8221;, all’interno della quale ha inserito in primo piano i prodotti del New York ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="5363" height="3575" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/04/retro-microphone-isolated-color-background.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="retro microphone isolated on color background" /></p><p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>I podcast giornalistici sbarcano su YouTube:</mark> la piattaforma video di Google ha recentemente introdotto la categoria &#8220;Podcast&#8221;, all’interno della quale ha inserito in primo piano i prodotti del <a href="https://www.nytimes.com/" target="_blank"><em>New York Times</em></a> e di <a href="https://www.npr.org/" target="_blank"><em>National Public Radio</em></a>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>«Ci impegniamo a sostenere il futuro del giornalismo e questo significa continuare a creare opportunità per il settore, sfruttare le ultime tecnologie e tecniche per la crescita su YouTube»</mark>, ha dichiarato Elena Hernandez, portavoce di YouTube. «Che si tratti di video lunghi, cortometraggi o podcast, lavoriamo sempre per migliorare l&#8217;esperienza e supportare più formati per i giornalisti», ha aggiunto.</p>
<p>Secondo la società americana di business intelligence <strong>Morning Consult</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>gli ascoltatori di podcast negli Stati Uniti preferirebbero guardarli su YouTube piuttosto che ascoltare le versioni solo audio. Secondo i dati, infatti, YouTube è la piattaforma di podcast più utilizzata tra gli ascoltatori e ha superato Spotify e Apple.</mark> Anche <strong>Cumulus Media</strong> ha condotto un sondaggio a riguardo, dal quale si è evinto che i podcast che si possono guardare attirano maggiormente i neofiti del genere, soprattutto i più giovani dai 18 ai 34 anni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Tra le prime testate ad aver deciso di portare i podcast su YouTube ci sono <a href="https://www.espn.com/" target="_blank"><em>ESPN</em></a> e <a href="https://slate.com/" target="_blank"><em>Slate</em></a>.</mark> <em>ESPN</em>, al posto di creare canali YouTube separati per ogni argomento, ha deciso di raggrupparli in tematiche (basket, calcio e arti marziali miste sono alcuni dei più popolari) a cui gli utenti possono iscriversi: ciò comporta che un appassionato di un settore viene avvisato solo quando escono <strong>&#8220;vodcast&#8221;</strong> relativi al proprio ambito di interesse.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Slate</em>, che nel 2022 ha raggiunto i 190 milioni di download dei suoi podcast, ha annunciato da poco la sua nuova collaborazione con YouTube, con l&#8217;obiettivo di <mark class='mark mark-yellow'>provare a immaginare come sarà la prossima generazione di “video podcast”.</mark></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su </strong><strong><a href="https://www.niemanlab.org/2023/04/why-news-outlets-are-putting-their-podcasts-on-youtube/" target="_blank"><strong>NiemanLab.org</strong></a><strong>.</strong></strong></p>
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		<title>“The Hollywood Reporter”: al via la versione romana dello storico giornale americano</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2023 10:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Bilanzuoli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aprile 2023 la testata The Hollywood Reporter lancerà la sua prima edizione europea in Italia. La sua sede aprirà questo mese a Roma e avrà come direttrice la giornalista Concita ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="820" height="360" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/04/THR.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: pagina Facebook di &quot;The Hollywood Reporter&quot;" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Nell&#8217;aprile 2023 la testata <em>The Hollywood Reporter</em> lancerà la sua <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7039543923760902145/" target="_blank">prima edizione europea in Italia</a>. La sua sede aprirà questo mese a Roma e avrà come direttrice la giornalista Concita de Gregorio. Sarà una piattaforma multimediale: un sito web, una rivista cartacea e una rete di community per la promozione di eventi rivolti al mercato globale.</mark> A produrre la rivista è Penske Media Corporation insieme a Brainstore Media, membro di Artmediamix, guidato da Gian Marco Sandri.</p>
<p><em><a href="https://www.hollywoodreporter.com/">The Hollywood Reporter</a></em>, nato nel 1930 e da sempre interamente dedicato all’entertainment, è stato il primo giornale americano a trattare esclusivamente argomenti legati all’<strong>industria cinematografica</strong>. E ora la versione nostrana <em>The Hollywood Reporter Roma</em> «mira a promuovere la qualità e la creatività italiana in tutto il mondo, senza vincoli, intercettando i cambiamenti culturali e sociali. Il mezzo audiovisivo è diventato centrale nel processo di conoscenza e di educazione delle nuove generazioni e continuerà ad esserlo. È quindi una grande gioia lavorare con uno staff editoriale di giovani e giovanissimi per dare spazio e voce a tutto ciò», ha dichiarato la neodirettrice Concita de Gregorio.</p>
<p>«Avevamo la necessità di creare una partnership internazionale con un brand autorevole per presidiare uno spazio di mercato dell&#8217;editoria dell&#8217;entertainment che esiste e segue un trend esponenziale come quello dello sviluppo delle piattaforme di streaming – dichiara Gian Marco Sandri –. <mark class='mark mark-yellow'>Roma è la città del cinema, ha fatto la storia dello spettacolo, dal Colosseo a Cinecittà. La convergenza dei successi italiani nell&#8217;arte, nello sport, nella musica e nel cinema ha restituito all&#8217;Italia una centralità di cui questo ponte tra Roma e Hollywood vuole essere specchio e motore. Per l&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento e non solo».</mark></p>
<p>Entusiasta anche Nekesa Moody, direttrice editoriale che supervisiona le molteplici ramificazioni del brand negli Stati Uniti: «Progetti incredibilmente interessanti e innovativi provengono dall&#8217;Italia. De Gregorio s&#8217;è fatta notare con una forte identità, reportage, immagini e video che i nostri lettori americani hanno imparato ad amare e in cui nutrono fiducia».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/53/93290/nasce-l-edizione-italiana-di-the-hollywood-reporter.aspx" target="_blank">News.cinecitta.com</a>.<br />
</strong></p>
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		<title>Quotidiani in costante calo, ma “Il Corriere della Sera” resta il più venduto</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 20:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Colonnelli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[ADS Accertamenti Diffusione Stampa, società che divulga i dati relativi a tiratura e diffusione della stampa quotidiana e periodica italiana, ha pubblicato i numeri delle vendite di gennaio 2023 dei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1825" height="1000" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/giornali-e1670931289962.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Lanotiziagiornale.it" /></p><p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.adsnotizie.it/index.asp" target="_blank"><strong>ADS Accertamenti Diffusione Stampa</strong></a>, società che divulga i <a href="https://www.adsnotizie.it/_dati_DMS.asp" target="_blank">dati</a> relativi a tiratura e diffusione della stampa quotidiana e periodica italiana, ha pubblicato i numeri delle vendite di gennaio 2023 dei principali quotidiani. I dati elaborati sono relativi al totale delle vendite individuali, cioè alla somma delle copie cartacee, acquistate in edicola e tramite abbonamenti al quotidiano tradizionale di carta, e delle copie digitali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'><em>Il Corriere della Sera</em> si conferma la testata più venduta in Italia: il totale delle vendite individuali cresce dalle circa 88mila copie del gennaio 2022 alle oltre 109mila copie a gennaio 2023, <span style="color: #000000;">nonostante la perdita contenuta pari al 2,1% sul totale di copie vendute.</mark></span></p>
<p style="font-weight: 400;">In seconda posizione, a una distanza però significativa, si trova <em>la Repubblica, </em>le cui vendite scendono di oltre 17 punti percentuali. L’andamento negativo del quotidiano guidato da Maurizio Molinari si conferma anche nel numero di copie cartacee vendute, che diminuisce del 22% rispetto a gennaio 2022, e in quello delle copie digitali, vendute a un prezzo pari o superiore al 30% di quello cartaceo. Qui <em>la Repubblica</em> perde quasi una copia su quattro, facendo da contraltare al <em>Corriere</em>, che sul digitale cresce in un anno di 16 punti percentuali.</p>
<div id="attachment_65258" style="width: 1500px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.datamediahub.it/wp-content/uploads/2023/03/Vendite-Corsera-Vs-Repubblica-Gennaio-2023.jpg" target="_blank"><img class="wp-image-65258 size-full" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Vendite-Corsera-Vs-Repubblica-Gennaio-2023.jpg" alt="Fonte: Datamediahub.it" width="1500" height="1689" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Datamediahub.it</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Al terzo posto per il totale delle vendite individuali fra i quotidiani si posiziona <em>il Sole24Ore</em>, nonostante un calo delle vendite del 3.1%.</mark> A preoccupare sono i dati della carta, ambito in cui il giornale di Confindustria realizza solitamente un quarto delle vendite individuali: in edicola il <em>Sole24Ore</em> registra una contrazione di più di 10 punti percentuali rispetto all&#8217;inizio del 2022.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>A registrare un trend positivo è, invece, <em>Il Fatto Quotidiano: </em>il giornale diretto da Marco Travaglio cresce del 10.4%, raggiungendo quasi i livelli del 2021.</mark> A contribuire significativamente è il <strong>digital</strong>, i cui numeri sono in salita da gennaio dell’anno scorso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Più in generale, <mark class='mark mark-yellow'>a livello di copie digitali, sono solo <strong>cinque su 16</strong> i quotidiani che vendono più di 5mila copie nel giorno medio, sottolineando una tendenza – in negativo – ormai costante nel mondo dell’informazione del nostro Paese.</mark></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="http://www.datamediahub.it/2023/03/13/per-le-vendite-di-quotidiani-parte-male-il-2023/#axzz7wmUjFIxO" target="_blank">Datamediahub.it</a>.</strong></p>
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		<title>Pagare e donare per le news: Generazione Z e Millennials a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 21:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fare informazione di qualità costa. Le nuove forme di giornalismo sono quindi sempre più chiamate a progettare modelli di business economicamente sostenibili, all&#8217;interno di un panorama in cui la gratuità della stampa online ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1062" height="704" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2023/03/Online-news.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Pexels.com" /></p><p>Fare informazione di qualità costa. Le nuove forme di giornalismo sono quindi sempre più chiamate a progettare modelli di business economicamente sostenibili, all&#8217;interno di un panorama in cui la gratuità della stampa online viene data quasi per scontata. Una <a href="https://www.americanpressinstitute.org/wp-content/uploads/2023/03/MIP-Funding-News.pdf" target="_blank">ricerca</a> condotta condotta dal 18 maggio all&#8217;8 giugno 2022 dal <a href="https://apnorc.org/projects/the-media-insight-project/" target="_blank"><strong>Media Insight Project</strong></a>, iniziativa nata dalla collaborazione tra l&#8217;<a href="https://www.americanpressinstitute.org/" target="_blank"><strong>American Press Institute</strong></a> e l&#8217;<a href="https://apnorc.org/" target="_blank"><strong>AP-NORC Center for Public Affairs Research</strong></a>, mostra, però, che <mark class='mark mark-yellow'>sia la Generazione Z – che ha tra i 16 e i 24 anni –, sia i Millennials – che hanno tra i 23 e i 38 anni – sono disposte a finanziare giornali e siti online tramite abbonamenti e donazioni.</mark></p>
<p>Lo studio, condotto su un campione di <strong>quasi</strong> <strong>6mila americani</strong> <strong>tra i 16 e i 40 anni</strong>, sottolinea come <mark class='mark mark-yellow'>il 60% di tutti gli intervistati ha sottoscritto un abbonamento o fatto una donazione per qualche mezzo di informazione. Più si va avanti con l&#8217;età, più aumenta la predisposizione a donare.</mark> Nello specifico, il 51% della Generazione Z ha effettuato una donazione o ha pagato un abbonamento per accedere alle notizie, mentre tra i Millennials di età compresa tra i 25 e i 31 anni la percentuale sale al 63%. Prendendo in considerazione, invece, i Millennials tra i 32 e 40 anni, la cifra cresce fino a toccare il 67%.</p>
<p>La scelta dei media in cui investire i propri soldi, evidenzia lo studio, dipende dall&#8217;età delle persone. <mark class='mark mark-yellow'>Tra gli intervistati con meno di 40 anni la maggior parte dei soldi – il 47% del totale – è destinata a forme di informazione alternative, come <strong>newsletter </strong>o <strong>video</strong> e <strong>podcast</strong> di creators indipendenti. Solo il 22% delle donazioni o degli abbonamenti, riguarda, invece, giornali tradizionali online o stampati.</mark></p>
<p>Tutti gli intervistati che hanno sottoscritto un abbonamento o che fanno donazioni frequenti sono persone attive nella <strong>ricerca delle notizie</strong> <span style="color: #000000;">e nella loro <strong>diffusione</strong>. </span>Il 31% di loro condivide gli articoli letti con amici e parenti, contro il 13% di chi non paga per accedere ai contenuti di informazione. Nonostante questo, anche tra chi è solito donare, <mark class='mark mark-yellow'>la maggior parte delle persone non cerca attivamente le notizie, ma vi si imbatte per caso mentre naviga su internet o sui social network.</mark></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.americanpressinstitute.org/publications/reports/how-gen-z-and-millennials-pay-for-or-donate-to-news/" target="_blank">Americanpressinstitute.org</a>.</strong></p>
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		<title>Charlie: una newsletter per capire i giornali</title>
		<link>http://www.magzine.it/charlie-una-newsletter-per-capire-i-giornali/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 17:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Valente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Charlie Skinner è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di The Newsroom: una serie americana in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/IMDb.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: IMDb" /></p><p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilpost.it/2015/11/15/sam-waterston/" target="_blank">Charlie Skinner</a> è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di <em>The Newsroom</em>: una serie americana in cui viene svelato il “dietro le quinte” di una TV via cavo. «Sai una cosa? Ai vecchi tempi, tipo dieci minuti fa, facevamo le news bene. E sai come facevamo? Lo avevamo deciso», afferma Skinner.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una frase che ha ispirato <em>Il Post</em>, il quotidiano online diretto da Luca Sofri. <mark class='mark mark-yellow'>È nata così <strong><em><a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/">Charlie</a></em></strong>: la newsletter della testata esce una volta alla settimana e, come la serie americana, ha lo scopo di svelare che cosa si muove dietro le pagine o le homepage dei giornali internazionali, nazionali e locali.</mark> Ogni domenica i lettori hanno la possibilità di capire i meccanismi dietro alla pubblicazione di un articolo: un’occasione per riflettere sulle notizie lette durante la settimana e per rimanere aggiornati sulle novità e sul futuro del giornalismo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>La struttura di <em>Charlie</em> è rimasta invariata dalla sua prima edizione, che risale al <strong>2 agosto 2020</strong>.</mark> La parte iniziale è indicata come <strong>prologo</strong>: uno spazio riservato all’analisi del fatto della settimana, che fornisce una chiave di lettura critica e spunti <span style="color: #000000;">sull&#8217;attualità</span> su cui riflettere. Poi si entra nel cuore della newsletter e i titoli in grassetto sono utili per individuare l’argomento che viene successivamente sviluppato. È il lettore a decidere se e quanto approfondire un determinato tema, scegliendo in base ai propri interessi e al tempo a disposizione. Un altro strumento utile <span style="color: #000000;">sono i link inseriti nel testo</span>, che permettono di arricchire il contenuto senza appesantirlo. <mark class='mark mark-yellow'>I temi affrontati su <em>Charlie</em> variano ogni settimana, per seguire il flusso delle notizie</mark> e quelli più ricorrenti sono: i diritti e i doveri nel giornalismo internazionale, il clima all’interno delle redazioni e <span style="color: #000000;">l’individuazione di pagine promozionali </span>sui quotidiani, ovvero di quegli spazi che l&#8217;editore di un giornale dedica a iniziative promosse dal proprio Gruppo. Infine, la newsletter si chiude sempre con l’<strong>epilogo</strong>, che riporta i link per l’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter-post-abbonati-iscrizione/" target="_blank">iscrizione</a>, l’accesso all’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter/#itemcharlie" target="_blank">archivio</a> delle edizioni precedenti e l’approfondimento sulla <a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/" target="_blank">scelta del nome</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Charlie è <strong>innovativa</strong> per tre motivi, di cui il primo è lo <strong>scopo</strong>. È l’unica newsletter in Italia, infatti, che si impegna a raccontare il dietro le quinte dei giornali:</mark> un aspetto fondamentale per creare una comunità di lettori consapevoli dei contenuti di cui fruiscono. Gli utenti sono, così, in grado di distinguere se un tema viene trattato per l&#8217;importanza del fatto in sé o se la scelta è determinata da meccanismi interni o esterni alla redazione. <mark class='mark mark-yellow'>La seconda ragione riguarda il <strong>metodo di scrittura</strong>:</mark> lo stile è sintetico, chiaro e diretto e la lettura è personalizzata: l’utente è libero di scegliere quale tema approfondire e quanto tempo dedicare alla sua fruizione, facilitato dalla presenza dei titoli e dei link. Nella newsletter è come se il giornalista prendesse per mano il lettore, spiegando con esempi, collegamenti e riflessioni il dietro le quinte del mondo dell’informazione. <mark class='mark mark-yellow'>Il terzo e ultimo motivo è l’<strong>appuntamento fisso</strong>.</mark> L&#8217;uscita domenicale permette, infatti, di raggiungere due obiettivi: creare un pubblico fidelizzato e fornire agli utenti gli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza la settimana che verrà.</p>
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		<title>NFT, nuova fonte di guadagno per gli editori di giornali</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 15:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Miniutti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insieme all&#8217;elenco annuale delle cento persone più ricche del mondo, l&#8217;11 aprile 2022 la rivista Forbes ha pubblicato per i suoi abbonati la sua ultima collezione di NFT, il Forbes ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1366" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/51060556503_36862758a5_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Credits: Marco Verch via Flickr" /></p><p style="font-weight: 400;">Insieme all&#8217;elenco annuale delle cento persone più ricche del mondo, l&#8217;<strong>11 aprile 2022</strong> la rivista <em>Forbes</em> ha pubblicato per i suoi abbonati la sua ultima collezione di NFT, il <em>Forbes Virtual NFT Billionaires</em>, costituita da cento ritratti<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"> in versione &#8220;cartoon&#8221; degli stessi miliardari.</span> <span style="color: #000000;">I</span></span> <em>Non Fungible Tokens</em> sono stati venduti a 0,25 ETH l’uno, che equivale a 765 dollari, in meno di un giorno. Questo significa che <span style="color: #000000;">l&#8217;a</span>mmontare totale convertito di 25 Ether – criptovaluta seconda per importanza solo al Bitcoin – ha portato circa 77mila dollari nelle casse del giornale statunitense. <mark class='mark mark-yellow'><span style="color: #000000;">I guadagni ottenuti da questi oggetti digitali non si fermano, tuttavia, alla semplice vendita, ma provengono anche dal mercato secondario: <em>Forbes</em>, ad esempio, guadagna una royalty del 10 per cento da ogni rivendita di token che emette.</mark></span></p>
<p style="font-weight: 400;">Il mercato degli NFT, che nel 2021 è risultato assai proficuo, quest’anno ha registrato un leggero declino. Dei cento “gettoni” di <em>Forbes</em>, per ora solo 14 sono stati rivenduti, anche se a un costo medio di circa 6,9 volte superiore al loro prezzo di vendita originale. Ciò significa che, stando a calcoli approssimativi, nelle tasche della rivista sono entrati più di 73mila dollari dal mercato secondario, cioè l&#8217;equivalente di 23,99 ETH.</p>
<div align="center">
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">What is a Forbes Virtual NFT Billionaire ? Find out! <a href="https://t.co/eJ2rfqiVod">https://t.co/eJ2rfqiVod</a> <a href="https://t.co/Xt7TyFXs7H">pic.twitter.com/Xt7TyFXs7H</a></p>
<p>— Forbes Crypto (@ForbesCrypto) <a href="https://twitter.com/ForbesCrypto/status/1517809762838228992?ref_src=twsrc%5Etfw">April 23, 2022</a></p></blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><script src="https://platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
</div>
<p>Il trend negativo porta molti a pensare che siamo vicini allo scoppio di una bolla generata dal mercato di questi contenuti digitali esclusivi, ma è troppo presto per dirlo. Il <strong>20 aprile 2022</strong> il prezzo medio di vendita di un NFT si attestava attorno ai 1.700 dollari, cifra ben lontana dal picco medio più alto di sempre di 6.900 dollari, registrato il 2 gennaio 2022.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Il mercato degli NFT sembra interessare soprattutto quei token che creano un senso di comunità e di esclusività, come quella nata attorno alla collezione “Bored Ape Yacht Club”. Così, anche l&#8217;editore <em>Time</em> ha creato il proprio gruppo, “TIMEPieces”<em>, </em>che prevede eventi privati sul canale dedicato Discord, la possibilità di ottenere biglietti per conferenze e altre occasioni di networking.</mark> Inoltre, i possessori di NFT possono collegare i loro portafogli di criptovalute a Time.com e ottenere un abbonamento digitale al sito web come bonus. Tutto questo consente ora a <em>Time </em>di guadagnare il 60 per cento del denaro ricavato dalle vendite di NFT dal suo mercato secondario. E di rientrare, così, fra quei giornali che creano una community oltre quella tradizionale dei lettori, per includere anche gli entusiasti del cosiddetto “Web3”, basato sul meccanismo della blockchain.</p>
<p>&#8220;L&#8217;aspetto dell&#8217;utilità e quello dell&#8217;intrattenimento convergeranno&#8221;, sostiene Vadim Supitskiy, Chief technology officer di <em>Forbes</em>, che aggiunge: «Gli NFT diventeranno biglietti per eventi virtuali e nel metaverso e serviranno come chiave di accesso per gli abbonamenti, fino alla fusione dell&#8217;era del Web2, dominata dalle big tech e dai contenuti generati dagli utenti, con quella del Web3».</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://digiday.com/media/publishers-secondary-market-strategy-what-happens-when-the-monetary-appeal-of-nfts-isnt-enough/%20" target="_blank">Digiday.com</a>.</strong></p>
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		<title>Abbonarsi via youTube: ecco l&#8217;offerta del sito ai giornali</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2020 14:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presto ci si potrà abbonare alle principali testate giornalistiche con un semplice click su YouTube. Questa almeno è la proposta che il colosso californiano ha fatto agli editori statunitensi nel ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2500" height="1667" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/YouTube-e-news.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="YouTube e news" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Presto ci si potrà abbonare alle principali testate giornalistiche con un semplice click su <strong>YouTube</strong>.</mark> Questa almeno è la proposta che il colosso californiano ha fatto agli editori statunitensi nel tentativo di soddisfare la loro richiesta di sfruttare le piattaforme digitali per aumentare gli introiti con cui sostenersi.</p>
<p>L’idea di YouTube sarebbe quella di utilizzare il <strong><em>sales tool</em></strong>, uno strumento introdotto già nel 2018 che permette agli iscritti di un canale di comprare <em>merchandising</em> o di accedere a contenuti extra pagando piccole somme. Lo stesso sistema verrebbe applicato per i canali delle testate giornalistiche: <mark class='mark mark-yellow'>in vendita ci sarebbe sia l’abbonamento mensile o annuale al giornale sia la possibilità di accedere a contenuti altrimenti protetti dal <em>paywall</em> sui siti e nelle app.</mark> Inoltre YouTube sta pensando a come collegare le sottoscrizioni già esistenti ai canali delle relative testate, così che gli editori possano iniziare a rilasciare dei contenuti visibili solo per chi è abbonato.</p>
<p>Per ora si tratta di una suggestione, ma la proposta è valida e gli editori credono che lo strumento possa funzionare se non in termini di vendita, almeno in ambito pubblicitario. <mark class='mark mark-yellow'>A YouTube si chiede di condividere i dati degli utenti</mark> – nomi e indirizzi e-mail, deducibili nel momento in cui si sottoscrive l’abbonamento attraverso lo strumento <em>Subscribe with Google</em> – <mark class='mark mark-yellow'>per entrare direttamente in contatto con loro,</mark> ma è aperta la disputa sulla percentuale di ricavi che spetterebbe alla piattaforma.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per approfondire, continua a leggere su <a href="https://digiday.com/future-of-tv/youtube-plans-to-let-news-publishers-sell-off-platform-subscriptions-through-their-channels/">Digiday</a></strong></p>
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