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	<title>magzine &#187; formiche</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Le formiche di Fabio Vettori, nemmeno un virus le può fermare</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 09:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra D'Ippolito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[La fama delle sue formiche lo precede e nel periodo di quarantena forzata i suoi puzzle sono stati uno dei passatempi preferiti dagli italiani. Lui è Fabio Vettori, disegnatore trentino, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1580" height="1199" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/Università-Cattolica-2-e1588606045724.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Università Cattolica 2" /></p><p>La fama delle sue formiche lo precede e nel periodo di quarantena forzata i suoi puzzle sono stati uno dei passatempi preferiti dagli italiani. <mark class='mark mark-yellow'>Lui è Fabio Vettori, disegnatore trentino, classe 1957, che ha iniziato a raccontare il lockdown e la vita ai tempi del Coronavirus a colpi di china e acquerello. </mark></p>
<p>«Sono stato molto contento di essere stato preso in questo momento dal fare tutti questi disegni e comunque rimarrà sicuramente qualcosa. Potevo star seduto sul divano a lamentarmi e invece c’è stata proprio una reazione». Se si scorre la sua pagina Instagram è impossibile non esserne colpiti. I soggetti dei disegni sono sempre le sue amate formiche, ma le espressioni e le ambientazioni cambiano di giorno in giorno.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>«Fin da piccolo ho sempre disegnato prima gli animali, poi dei paesaggi con soldatini e omini. A un certo punto sono scappate dentro le formiche e da lì è cambiato un po’ tutto. Le prime erano dei formicai sottoterra, poi si sono evolute, sono uscite e adesso ci assomigliano in tutto, nei vizi e nelle virtù».</mark> Come un vero e proprio alter ego degli esseri umani, le formiche si sono impossessate delle città e ne sono diventate protagoniste indiscusse.</p>
<p>«A me piace molto ritrarle, mi piace andare quasi in cima alla torre e guardare giù e vedere tutte queste formiche che si muovono. In questo momento tragico un po’ meno, infatti le piazze sono tutte vuote». Nei suoi disegni la componente urbana è una delle ambientazioni che più si ripete, insieme alla montagna. «Ho visitato quasi tutte le città che ho disegnato, però questo non è sempre possibile e spesso bisogna fare riferimento alle fotografie. L’importante è mettere dentro cosa è importante della città, cosa le formiche fanno e cosa c’è di caratteristico da vedere».</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Ai primi di marzo Fabio si è armato di matita, rapidograph e colori e ha iniziato a disegnare le scene simbolo di questo momento storico, munendo anche le formiche di mascherina: tutte queste tavole colorate presto diventeranno un libro il cui ricavato andrà alla Croce Rossa Italiana.</span></p>
<p>Questi luoghi reali e non, come quelli della Divina Commedia, pieni di particolari non si limitano ad essere rappresentati sui poster, ma anzi diventano il soggetto di tanti articoli creati dal brand “<strong>Le Formiche di Fabio Vettori</strong>” tra cui cover per cellulari, tazze e magliette. «Fin dal 1985/86 ho avuto la fortuna di poter vendere tanti prodotti realizzati qui da noi a Trento. Nel ‘95 sono usciti i puzzle, poi le agende e i calendari. Ogni anno ne realizziamo uno con un tema e quello del prossimo anno sarà proprio la città con le sue varie attività».</p>
<p><img class="alignright wp-image-44543 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/bergamo-300x300.png" alt="bergamo" width="300" height="300" /></p>
<p>Ai primi di marzo Fabio si è chiuso nel suo studio per realizzare i nuovi schizzi, ma ascoltando la radio, che tiene sempre accesa, è rimasto suggestionato, come tutti, da ciò che stava succedendo nelle città, negli ospedali e nella vita di tutti. <mark class='mark mark-yellow'> Così si è armato di matita, rapidograph e colori e ha iniziato a disegnare le scene simbolo di questo momento storico munendo anche le formiche di mascherina. </mark> «Mi è venuto abbastanza naturale realizzare dei piccoli disegni: ad esempio, le regole di comportamento che abbiamo tradotto in varie lingue, l’ospedale di Bergamo fatto dagli alpini o la mensa dei poveri di Milano; poi i cantieri che riaprono e i momenti spirituali, come la Pasqua, che abbiamo vissuto durante la quarantena».</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'> Tutte queste tavole colorate sono state pubblicate sui social, ma presto diventeranno un libro che verrà poi stampato e il cui ricavato andrà alla Croce Rossa Italiana. </mark> «È diviso in quattro capitoli. Il primo è di ringraziamento: grazie ai medici e a tutte le persone che hanno continuato a lavorare. Il secondo è dedicato ai territori: abbiamo disegnato la Lombardia, il Veneto, ma anche gli Stati e le città. Il terzo racchiude la parte spirituale: “Tutti sulla stessa barca”, quindi anche l’immagine del Papa in quei momenti fortissimi da solo in piazza San Pietro. L’ultimo racconterà quello che succede a tutti quanti: la vita va avanti, siamo rinchiusi in casa e comunque facciamo di tutto, cerchiamo di uscire per correre e andiamo a fare la spesa».</p>
<p>I disegni originali sono già all&#8217;asta su eBay e continuano le spedizioni in tutta Italia dei prodotti realizzati. «C’è stata molta richiesta. Mio figlio manda in giro i puzzle; Lorena, la collaboratrice, colora a casa; poi ci sono due signore che ci danno una mano nel negozio di Moena. Siamo tutti allertati e anche se siamo lontani, siamo uniti a distanza. Aspettiamo di vedere un po’ come si evolverà la situazione».</p>
<p><img class="alignleft wp-image-44541 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/arcobaleno-300x220.jpeg" alt="arcobaleno" width="300" height="220" /></p>
<p>Fabio è fiducioso e la speranza è uno dei temi che da 35 anni accompagna la sua carriera. «È difficile fare una classifica dei disegni, però sicuramente ci sono alcuni che fanno sorridere e che a distanza di tempo piacciono ancora. <mark class='mark mark-yellow'> “L’arcobaleno” è diventato un classico e lo è ancora di più in questo momento dove ci sono arcobaleni dappertutto. Nel disegno dopo la tempesta esce fuori questo lenzuolo sorretto dai palloncini con i colori dell’arcobaleno. Le formiche si arrampicano, scivolano e si tuffano giù nel mare. </mark> Questo dà proprio l’idea della speranza».</p>
<p>Quella stessa speranza Fabio l&#8217;ha voluta infondere a noi studenti. Al termine dell&#8217;intervista via Skype, in pochi minuti, ha realizzato la nostra università e noi formiche affacciate alla finestra con il computer in mano, in attesa di un ritorno alla vita normale. Il Coronavirus, una palla colorata di rosso, continua a girare intorno all&#8217;edificio, ma a fare da sfondo c’è una luminosa <em>Madunina</em> e il duomo di Milano che speriamo di rivedere presto brulicante di formiche.</p>
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