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	<title>magzine &#187; Elezioni USA</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Gli elettori di Trump sono cambiati</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2024 06:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Florenzano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[«Se mi darete il mandato, farò cessare il conflitto in Ucraina e la guerra di Gaza». Donald Trump, dopo aver stravinto i caucus in Iowa, ha promesso la fine dei ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/01/TRUMP-1-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="TRUMP 1 FOTO" /></p><p>«Se mi darete il mandato, farò cessare il conflitto in Ucraina e la guerra di Gaza». <strong>Donald Trump</strong>, dopo aver stravinto i <a href="https://www.nytimes.com/interactive/2024/01/15/us/elections/results-iowa-caucus.html"><em>caucus</em> in Iowa</a>, ha promesso la fine dei principali conflitti del nostro tempo. Il risultato nello Stato, che ha ospitato spesso la prima sfida delle primarie dei due partiti, potrebbe dare una spinta, al contrario del 2016 (il <em>tycoon</em> è arrivato 2°) e del 2020 (<strong>Joe Biden</strong> si è classificato 4°), agli aspiranti <strong>Presidente degli Stati Uniti</strong> per contendersi la Casa Bianca.</p>
<p><strong>I <em>trumpiani</em> dal 2016 al 2020</strong></p>
<p>Nel 2016, Trump si è imposto su <strong>Hillary Clinton</strong> in modo inaspettato. Nonostante il successo, ha affermato che milioni di persone avessero votato illegalmente a favore della sua avversaria: l’embrione della <a href="https://edition.cnn.com/2021/05/19/politics/donald-trump-big-lie-explainer/index.html">“Grande bugia”</a>, secondo cui il 45° Presidente sarebbe vittima di una frode elettorale a favore di Biden nel 2020. Le affermazioni false e fuorvianti del <em>tycoon</em> hanno impegnato i vari team di <em>fact checking,</em> come quello della <a href="https://edition.cnn.com/factsfirst/politics/category/donald_trump">CNN</a>. Tra le due elezioni presidenziali, però, il suo consenso non è stato minato. Al contrario, <a href="https://www.brookings.edu/articles/new-2020-voter-data-how-biden-won-how-trump-kept-the-race-close-and-what-it-tells-us-about-the-future/">il voto popolare è aumentato</a>: dal 46% (2016) al 47% (2020).</p>
<p>I target di Trump sono cambiati. Nel 2016, stando a un’analisi del <a href="https://www.pewresearch.org/politics/2018/08/09/an-examination-of-the-2016-electorate-based-on-validated-voters/">Pew Research Center</a>, solo il 28% dei suoi sostenitori aveva meno di 30 anni, mentre tra le fasce d’età 50-64 anni (51-45%) e d’età pari o superiore a 65 anni (53-44%) ha dominato. L’appoggio delle comunità afroamericane (6%) e ispaniche (28%) è stato scarso, ma il <em>tycoon</em> si è assicurato la maggioranza del <em>white voters </em>(54%), che ha rappresentato il 74% degli elettori convalidati. Di questo gruppo, in particolare, ha prevalso tra quelli che non hanno completato il <em>college</em> (64%).</p>
<p>Nel 2020, Trump, pur sconfitto da Biden, ha incrementato il proprio sostegno di un <a href="https://www.brookings.edu/articles/new-2020-voter-data-how-biden-won-how-trump-kept-the-race-close-and-what-it-tells-us-about-the-future/">punto percentuale</a> a livello nazionale. Per esempio, il supporto delle donne bianche (+6%), degli evangelici bianchi (+7%) e degli elettori rurali (+6%) è salito. Il <em>tycoon</em> ha fatto breccia, a sorpresa, tra i giovani d’età compresa 18-29 anni (+7%), gli ispanici (+10%) e gli elettori urbani (+9%). Mentre ha confermato la <a href="https://glaad.org/releases/glaad-2020-post-election-poll-81-lgbtq-voters-voted-president-elect-biden-93-registered/">freddezza</a> (-18%) con la comunità LGBTQ+ che, nel prossimo decennio, si <a href="https://www.hrc.org/press-releases/new-report-lgbtq-voters-becoming-one-of-the-fastest-growing-voting-blocs-in-the-country-projected-to-represent-nearly-one-fifth-of-voters-by-2040-and-fundamentally-reshape-american-electoral-landscape">amplierà</a> e sarà tra le decisive per assegnare la presidenza in alcuni <em>swing states </em>come Arizona, Georgia e Ohio.</p>
<p><strong>Il sostegno per la rivincita</strong></p>
<p>Dopo l’assalto a Capitol Hill dei <em>trumpiani</em> il <a href="https://edition.cnn.com/politics/january-6-insurrection">6 gennaio 2021</a>, i <a href="https://www.politico.com/interactives/2023/trump-criminal-investigations-cases-tracker-list/">quattro processi</a> nei quali Trump si dovrà difendere da 91 capi di imputazione e la messa in discussione della sua <a href="https://www.politico.com/news/2024/01/17/maine-judge-donald-trump-ballot-00136153">eleggibilità</a> in Colorado e Maine, Partito Repubblicano non è riuscito a voltare pagina. Accusato di aver fomentato i suoi elettori a intralciare il passaggio di potere (il processo inizierà a marzo), Trump è il <a href="https://drive.google.com/file/d/16dZWm_7keAUnD8QYF5VEqY9pz2RAOQE1/view?pli=1">probabile sfidante</a> di Biden. Sarebbe il secondo <em>rematch</em> dal 1956, quando si sfidarono, a quattro anni di distanza, D<strong>wight Eisenhower</strong> e <strong>Adlai Stevenson</strong>.</p>
<p>La nuova <em>chance</em> del 45° Presidente è anche merito della sua strategia comunicativa, fondata sulla “Grande bugia”. La sua immagine di miliardario, arrogante e dispotico si sta trasformando in vittima di una congiura. Ciò sta consentendo a Trump di risalire la china, senza nessun ostacolo politico. A tal proposito, intervistato dal <a href="https://www.ft.com/content/30e759e8-e2c9-41ff-a9ba-0ff401a04107">Financial Times</a>, <strong>Frank Luntz</strong>, consulente politico e sondaggista, ha individuato alcuni motivi per cui quello che sarebbe dovuto essere il dopo-Trump è diventato il <em>waiting for a Trump comeback</em>. Secondo lui, la vicenda di Capitol Hill non ha sgretolato il legame umano che Trump ha instaurato: «Il suo vantaggio è così grande a livello nazionale, e non è solo numerico, ma di intensità. Gli elettori non vedono l’ora di votare».</p>
<p>In più, i <em>never trumpers </em>repubblicani si sono piegati a lui: «Sanno quale sarà il risultato e vogliono essere dalla sua parte. Se non ci si inchina ai suoi piedi, distruggerà alle prossime primarie, e loro hanno paura di questo».», ha aggiunto Luntz. Non sembrano scalfire il <em>tycoon</em> nemmeno gli <a href="https://edition.cnn.com/2023/11/14/politics/biden-trump-nazi-rhetoric/index.html">attacchi</a>, sempre più costanti con l’avvicinarsi della sfida per la Casa Bianca, del Presidente Biden: «Recentemente ha parlato di sangue dell’America avvelenato. Il sangue in America è stato avvelenato. Ancora una volta, riecheggiano le stesse frasi usate nella Germania nazista».</p>
<p>Infatti, stando ad <a href="https://projects.fivethirtyeight.com/polls/president-general/">alcuni sondaggi</a>, Trump potrebbe scalzare l’attuale Presidente e tornare alla guida degli Stati Uniti. Lindsay Chervinsky, storica della Nazione e del governo, avvisa: «Un eventuale secondo mandato sarebbe molto diverso dal primo, qualcosa che nessuno ha mai visto prima».</p>
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		<title>Usa, la storia di Mark Kelly, senatore eletto grazie all&#8217;AI</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 07:56:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Maccarrone]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
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		<description><![CDATA[Vincere un seggio al Senato anche grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale (AI). È l&#8217;impresa riuscita a Mark Kelly, divenuto senatore americano con il Partito Democratico guidato dal presidente eletto Joe Biden. Un evento reso ancora ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1052" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/computer-searches-1172404_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="computer-searches-1172404_1920" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Vincere un seggio al Senato anche grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale (AI).</mark> È l&#8217;impresa riuscita a <strong>Mark Kelly</strong>, divenuto senatore americano con il Partito Democratico guidato dal presidente eletto Joe Biden. Un evento reso ancora più difficile dalla tendenza dell&#8217;Arizona – lo Stato in cui è stato eletto Kelly – a votare per il Partito Repubblicano, ma che alle elezioni del 3 Novembre ha deciso di scegliere Joe Biden, contribuendo attivamente alla sua vittoria.</p>
<p>Mark Kelly non è un candidato qualunque. Prima di decidere di scendere in politica, il neo senatore era stato aviatore nella <strong>US Navy</strong><em>, </em>la marina militare statunitense, con la quale aveva preso parte alla <strong>Prima</strong> <strong>guerra del Golfo</strong> e totalizzato più di cinquemila ore di volo a bordo di oltre cinquanta diversi velivoli. Poi, nel 1996, insieme al gemello Scott, aveva passato con successo la selezione per astronauti nel programma <strong>Shuttle</strong> della <strong>Nasa</strong>, venendo scelto quattro missioni<em>. </em>La Nasa, infatti, si proponeva di studiare gli effetti sugli esseri umani della prolungata permanenza nello spazio, partendo dall&#8217;ipotesi che la gravità possa piegare il tempo. Per farlo aveva deciso di separare due gemelli, cioè persone provviste dello stesso corredo genetico, e di far passare uno dei due molto più tempo in missione rispetto all&#8217;altro.</p>
<div id="attachment_48948" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/scott-mark-kelly.jpg"><img class="size-medium wp-image-48948" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/scott-mark-kelly-300x180.jpg" alt="Credit Nasa - I due gemelli omozigoti Mark (a sinistra) e Scott Kelly (a destra)" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Credit Nasa &#8211; I due gemelli omozigoti Mark (a sinistra) e Scott Kelly (a destra)</p></div>
<p>Ed eccoci all&#8217;esperienza in politica. Mark ha vinto il seggio al Senato nelle elezioni svolte per rimpiazzare il posto vacante di <strong>John McCain</strong>, il repubblicano critico di <strong>Donald Trump</strong> ed ex candidato alla Casa Bianca, scomparso nel 2018. Nella battaglia di Kelly contro la sua sfidante repubblicana, <strong>Martha McSally</strong>, è stata impiegata l&#8217;AI nella gestione dei social media, <mark class='mark mark-yellow'>tecnologia che si è rivelata decisiva durante la campagna elettorale per aumentare il coinvolgimento degli elettori.</mark></p>
<p>In piena pandemia, infatti, quando il distanziamento sociale e le norme restrittive anti-Covid imponevano un cambio radicale di paradigma in cui comizi, porta a porta e <span style="color: #333333;">manifestazioni</span> erano limitati al massimo, il <strong>Machine Learning</strong><em> </em>e le altre forme di AI permettono di potenziare le campagne elettorali attraverso una migliore interpretazione dei sentimenti di opinione pubblica e lettori, migliorando l&#8217;interazione sui social media. <strong>Justin Jenkins</strong>, il direttore digitale della campagna elettorale di Kelly, ha detto a <span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="http://https://venturebeat.com/2020/11/30/how-mark-kelly-used-conversational-ai-to-help-win-a-senate-seat/">Venturebeat</a><span style="color: #333333;">: «Quando è scoppiata la pandemia, la campagna ha iniziato a esplorare modi diversi di ripetere quelle conversazioni faccia a faccia che abbiamo sempre avuto». </span></span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Con Kelly impossibilitato a incontrare gli elettori, sono entrati in campo i bot generati dall&#8217;AI</mark>, che non erano i classici messaggi standardizzati che, in un certo senso, tendono a condurre una forma di interazione con l&#8217;interlocutore online abbastanza alienante. Al contrario, questo tipo di AI in grado di condurre una conversazione cerca di interpretare l&#8217;intento dell&#8217;utente e, di adattarsi alle varie espressioni che gli interlocutori in chat possono usare a seconda delle diverse conversazioni. L&#8217;obiettivo è quello di assemblare delle risposte che siano allo stesso tempo utili e amichevoli a chi formula le domande, senza sembrare un robot.</p>
<p>Ovviamente i vantaggi offerti da una tale tecnologia sono molteplici. Innanzitutto, i messaggi generati tramite AI – a maggior ragione se adatti a una conversazione e non robotizzati – possono portare a un&#8217;interazione più veloce e autentica. Nel caso di Kelly, per esempio, i bot gli hanno consentito di parlare con più di 180mila elettori tramite <strong>Facebook</strong> <strong>Messenger</strong> durante il primo mese di utilizzo del programma AI.</p>
<p>Questo dimostra che, se utilizzata nel modo corretto – e quindi usando dei bot intelligenti che riproducano una conversazione adattandosi ai diversi tipi di linguaggio etc. – l&#8217;AI consente di rispondere a coloro che sui social commentano i post del candidato e, nel frattempo, anche spronare coloro che reagiscono positivamente al messaggio politico a interagire, votare e, perché no, a fare una donazione. Tutto ciò a una velocità maggiore, guadagnando un vantaggio sullo sfidante.</p>
<p>Nei prossimi anni si presume che l&#8217;intelligenza artificiale applicata ai social possa migliorare in credibilità, intelligenza e anche nella velocità di consegna dei messaggi. <mark class='mark mark-yellow'>Gli addetti ai lavori non si pongono limiti; si potrà discutere in chat di cucina, così come di riduzione delle tasse o di politica estera</mark>. Solo che dall&#8217;altro lato del pc non ci sarà un essere umano, ma un dispositivo intelligente che, adattandosi al linguaggio corrente, riuscirà non solo a rispondere ma a intrattenere vere e proprie discussioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su</strong> <span style="color: #ff9900;"><a style="color: #ff9900;" href="https://venturebeat.com/2020/11/30/how-mark-kelly-used-conversational-ai-to-help-win-a-senate-seat/">Venturebeat</a></span></p>
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		<title>Fiona ed Ellie, un&#8217;America spaccata in due</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 05:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Barra]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le presidenziali Statunitensi sono agli sgoccioli e si configurano come le elezioni dei record e delle continue sorprese. Con 290 voti – contro i 232 dell’uscente Donald Trump – Joe ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="6912" height="4160" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/pexels-pixabay-290386.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa 2020" /></p><p>Le presidenziali Statunitensi sono agli sgoccioli e si configurano come le elezioni dei record e delle continue sorprese. <mark class='mark mark-yellow'>Con 290 voti – contro i 232 dell’uscente Donald Trump – Joe Biden ha ottenuto la nomina come presidente degli Stati Uniti d’America</mark>, aggiudicandosi anche il titolo di candidato più votato di sempre. Il democratico è, inoltre, il terzo ad aver vinto le elezioni senza vincere l’Ohio dal 1900: prima di lui solo Franklin D. Roosevelt e John F. Kennedy.</p>
<p>Una sfida sudata, che ancora vede in atto il<mark class='mark mark-yellow'>riconteggio dei voti in Georgia, uno dei cosiddetti “swing states”</mark>. Questi stati, detti anche “battleground states” – ovvero stati indecisi – sono quelli in cui si consuma effettivamente la sfida elettorale. Nel 2020, oltre la Georgia e l’Ohio, sono stati: Arizona, Florida, secondo distretto congressuale del Maine, Minnesota, Michigan, Nebraska, Nevada, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin e New Hampshire. Fatta esclusione della Florida che è andata a Trump, Biden si è aggiudicato il cosiddetto “Big Four” (composto da Florida, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin), considerato decisivo per il risultato delle elezioni presidenziali di quest’anno. La ragione di questa tesi è che i quattro stati sopracitati siano passati ai repubblicani nel 2016 solo per un punto percentuale o meno.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/pexels-andrew-neel-5821296.jpg"><img class="alignnone wp-image-48321 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/pexels-andrew-neel-5821296-1024x682.jpg" alt="usa 2020" width="1024" height="682" /></a></p>
<p>A elezioni concluse e dopo tutte le cose che abbiamo sentito dire da politici, esperti e giornalisti, ci è sembrato doveroso sentire il parere dei giovani che dovranno fare i conti con i risultati di queste elezioni. In particolare,<mark class='mark mark-yellow'>abbiamo parlato con Ellie Willard e Fiona Flaherty, due praticanti giornalisti dell’Arizona State University</mark>. Entrambi si dicono soddisfatti per il risultato, “con la speranza che lo slancio verso il cambiamento in questa nazione continui anche sotto il presidente democratico”, specifica Ellie. Sempre lei, definisce<mark class='mark mark-yellow'>la campagna elettorale fatta dai due candidati “molto intensa e abrasiva”</mark>. Le pubblicità sono state pervasive e i candidati non si sono preoccupati di insultare – anche facendo riferimento ad aspetti personali e non politici – l’avversario: “si trovavano prima di ogni video di YouTube”. Quello che emerge dalle parole della ragazza è che Biden si sia sforzato di fare appello ai giovani promuovendo questioni come il debito universitario e la sostenibilità. Fiona, invece, sottolinea un aspetto strettamente legato all’attualità: il Covid-19. “Penso che entrambi i candidati abbiano fatto un buon lavoro, con la differenza che Joe Biden ha condotto una campagna molto più sicura visto il tempo di pandemia in cui ci troviamo”. In più, Fiona fa luce su un aspetto tanto consolidato nell’opinione pubblica, quanto interessante dal punto di vista sociale e culturale: “Penso che nessuno dei due candidati abbia davvero influenzato qualcuno, ma c&#8217;è stato un movimento interessante tra molti giovani democratici chiamato &#8220;Settle for Biden&#8221;. Si tratta di un gruppo di ex sostenitori di altri candidati democratici a cui non piace necessariamente Biden, ma non piace Trump.” Sono moltissimi, infatti, gli elettori che hanno votato spinti non da una forma di consapevolezza o ammirazione nei confronti del candidato democratico, ma da un cosiddetto <mark class='mark mark-yellow'>“Anti-Trumpismo”</mark> dilagante nel paese, specialmente all’indomani della pandemia.  I giovani statunitensi stanno dimostrando un forte spirito critico, riuscendo a scindere la felicità per la vittoria del candidato maggiormente in linea con le proprie ideologie e pensando al bene del proprio paese. Prima di fidarsi, infatti, vogliono “assicurarsi che sia responsabile e che mantenga le sue promesse politiche”.</p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/biden-trump-sempionenews.jpg"><img class="aligncenter wp-image-48322 " src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/biden-trump-sempionenews.jpg" alt="biden trump " width="888" height="444" /></a></p>
<p>Un altro motivo per il quale ricorderemo queste elezioni è la<mark class='mark mark-yellow'>transizione non pacifica e la mancata accettazione della sconfitta da parte di Donald Trump, che ha deciso di fare ricorso alla Corte Suprema per presunti brogli elettorali commessi dai democratici</mark>. Un’accusa molto pesante a cui Joe Biden ha risposto con toni altrettanto duri, affermando che anche lui è disposto ad andare sul penale pur di fare chiarezza sulla questione. Come osserva giustamente Ellie, “i voti considerati mancanti non avrebbero fatto una grande differenza perché la maggior parte dei voti che hanno decretato il risultati sono stati contati in modo corretto ed equo”. Seppur la questione rimane ancora aperta, Fiona sottolinea che – in quanto giornalista e ricercatrice – non ci sia alcuna prova di frodi elettorali di massa. E questo è stato confermato anche da molte agenzie di intelligence del paese. “Negli ultimi decenni ci sono stati alcuni piccoli casi di frode, ma nulla che minerebbe il processo democratico – dice, e continua –. Penso che gli sforzi di Trump per cercare di far pensare che sia una frode siano pericolosi”.</p>
<p>La questione ha le sue radici nella battaglia – iniziata anni fa – da Trump riguardo il <mark class='mark mark-yellow'>voto postale</mark>. Questa modalità è diffusa in America in 34 stati su 50 sin dai tempi della guerra civile e consente a chi ha difficoltà a recarsi nel seggio di riferimento – per disabilità o perché residente in zone rurali molto lontane – di votare a distanza. L’ex presidente ha sempre sostenuto che questa modalità, più permeabile alle frodi, minasse il processo democratico. Secondo Fiona, invece, “lo implementa, perché consente a queste persone di far sentire la propria voce, quando altrimenti non avrebbero potuto, soprattutto se si pensa a coloro che vivono nelle riserve dei nativi americani o nelle terre tribali”. Ellie ricorda che sono anche i militari e i cittadini che vivono all’estero a beneficiare del voto per corrispondenza.<mark class='mark mark-yellow'>“Ovviamente quando si ha un gran numero di elettori c’è sempre la possibilità di frode”, ma i benefici di aiutare le persone a votare in sicurezza – soprattutto durante una situazione pandemica come quella corrente – superano quest’eventualità</mark>.</p>
<p>Ma la vera domanda che in molti si fanno è: cosa si aspettano i cittadini americani dall’elezione di Joe Biden? Quali sono i dubbi? Quali le speranze? C’è chi è più fiducioso e chi lo è meno. E<mark class='mark mark-yellow'>Fiona e Ellie si configurano un po’ come l’emblema di un’America spaccata in due</mark>. Da un lato c’è chi non crede cambierà molto “se non per quanto riguarda la pandemia”. Dall’altro, invece, chi pensa che la situazione cambierà in meglio perché – nonostante sia difficile unificare un paese così diviso in questo momento – “è positivo che finalmente ci sia qualcuno che metta in primo piano la lotta alle disuguaglianze sociali che subiscono le persone di colore e  la comunità LGBTQ”. I punti interrogativi sono ancora tanti, ma i giovani statunitensi sanno che, per avere delle risposte, si dovrà aspettare ancora. L’importante, nel frattempo, è non smettere di sperare che “America” possa non essere soltanto sinonimo di grandi ricchezze e rapidi profitti, ma anche patria di diritti sociali e civili.</p>
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		<title>In Nevada un nuovo capitolo delle primarie</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Feb 2020 21:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante una pausa elettorale durata più di dieci giorni, la campagna per le primarie presidenziali dei democratici continua ad animare il dibattito negli Stati Uniti. Oggi gli elettori tornano a ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/GettyImages_1201952028.0.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="GettyImages_1201952028.0" /></p><p>Nonostante una pausa elettorale durata più di dieci giorni, la campagna per le primarie presidenziali dei democratici continua ad animare il dibattito negli Stati Uniti. <mark class='mark mark-yellow'>Oggi gli elettori tornano a votare in Nevada, uno degli Stati che meglio rappresenta le tante sfaccettature all’interno dell’universo americano</mark>; emblematico in tal senso il volantino pubblicato dalla <strong>Culinary Workers Union</strong>, il sindacato dei cuochi, in cui veniva sconsigliato, a oltre 130mila persone fra membri della <em>union</em> e dei loro familiari, di votare per Elizabeth Warren e soprattutto per <strong>Bernie Sanders</strong>, il candidato a oggi favorito nei sondaggi. Il perché è presto detto: si tratta di due politici che, fra i principali punti in programma, hanno quello del <strong>Medicare for All</strong>, cioè una sanità pubblica che abolirebbe di fatto la Culinary Healthcare di cui godono a oggi gli iscritti alla CWU; e, come evidenzia Marco Sioli, professore di American history and politics presso l’Università di Milano, <mark class='mark mark-yellow'>“è storicamente provato che, nel momento in cui riesci ad avere un’assicurazione sanitaria privata legata al lavoro, ti chiedi come si possa garantirla a tutti”</mark>. Quella che negli anni la CWU è riuscita a negoziare è infatti un tipo di copertura sanitaria dai più reputata eccellente, con costi molto ridotti per i propri lavoratori. “Sono d’accordo con la <em>union</em> – commenta John Rowe, professore di Health policy alla Columbia University – quando sostengono che Medicare for All garantirebbe ai propri membri una minore copertura sanitaria a dei costi maggiori”.</p>
<div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="visualisation/1434334"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script></div>
<p>Un sindacato, quello della CWU, peraltro composto a maggioranza da latino-americani – e che rappresentano a loro volta una porzione importante dell’elettorato dem in Nevada – ovvero quelli più lontani da candidati moderati e in ascesa come <strong>Buttigieg</strong> e <strong>Bloomberg</strong>. A tal proposito, giovedì si è tenuto un nuovo dibattito, che ha visto la presenza, per la prima volta, proprio di Bloomberg; il quale non ne è uscito benissimo, subendo soprattutto gli attacchi di Warren, che l’ha incalzato sugli svariati accordi di riservatezza con cui il miliardario ha chiuso molte accuse di discriminazioni di genere all’interno delle sue aziende; <mark class='mark mark-yellow'>un’inversione di tendenza per la senatrice del Massachusetts, tanto da risultare al momento seconda nei sondaggi nel Nevada, con il 16% </mark> secondo <em>RealClearPolitics</em>. “Bloomberg rappresenta non pochi problemi fra i democratici, per via del suo passato repubblicano – sottolinea Raffaella Baritono, che insegna Storia e politica degli Stati Uniti all’Università di Bologna – e questo può rinvigorire di certo l’appoggio della parte più progressista nei confronti di Warren, specie per quella fetta di elettorato che si rende conto che Sanders non sarebbe il candidato vincente in caso di elezioni generali”.</p>
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		<title>Elezioni USA, Buzzfeed News punta su TikTok e Instagram</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 12:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[BuzzFeed]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ambasciatori Teen” per parlare di politica ai giovani, futuri elettori. Questa l’idea di BuzzFeed News, che negli Stati Uniti punta a reclutare tre ragazzi tra i 16 e i 19 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1346" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/24280745856_d5c97bdc51_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="24280745856_d5c97bdc51_k" /></p><p>“Ambasciatori Teen” per parlare di politica ai giovani, futuri elettori. Questa l’idea di <strong>BuzzFeed News</strong>, che negli Stati Uniti punta a reclutare tre ragazzi tra i 16 e i 19 anni che si occupino dei canali <strong>Instagram</strong> e <strong>TikTok</strong> per realizzare storie che raccontino la politica, in vista delle prossime presidenziali.</p>
<p>I tre fortunati lavoreranno da remoto – ciascuno dal proprio Stato di residenza – pubblicando un video o una storia a settimana. L’importante è che emerga la loro passione per i temi politici, <mark class='mark mark-yellow'>dimostrando grande abilità nello storytelling </mark>.</p>
<p>“Ciò che produrranno sarà condotto allo standard giornalistico” ha detto <strong>Sara Yasin</strong>, direttrice della sezione News, e verrà retribuito mensilmente da marzo a novembre. Prima di cominciare, però, i ragazzi affronteranno una fase di training a New York per imparare dai propri mentori.</p>
<p>Perché scegliere TikTok e Instagram per un simile progetto? Lo scopo di BuzzFeed News è proporre qualcosa di diverso: video per piattaforme popolarissime tra la Generazione Z realizzati da giovani che appartengano alla medesima. “Penso che sia davvero importante passare a loro il microfono”, ha aggiunto Yasin. Anche se gli Ambasciatori Teen non hanno ancora l’età per votare, per la direttrice <mark class='mark mark-yellow'>fanno parte di una generazione che è stata stimolata dall’attuale momento politico.</mark> Da qui, la decisione di puntare sulle piattaforme conosciute dai giovanissimi, dove i ragazzi si possono incontrare e confrontare.</p>
<p style="text-align: center;">continua a leggere su <a href="https://www.niemanlab.org/2020/02/teen-ambassadors-buzzfeed/">Niemanlab</a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Elezioni USA, Costa: &#8220;La vittoria di Trump si poteva prevedere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 14:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Pisacane]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Costa è giornalista e vicedirettore de Il Post. Cura un blog dal 2003 e negli ultimi due anni è diventato uno dei massimi esperti sulle elezioni americane. Noi di Magzine ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="916" height="524" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/11/costa1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="costa1" /></p><p style="text-align: justify;">Francesco Costa è giornalista e vicedirettore de <em>Il Post</em>. Cura un blog dal 2003 e negli ultimi due anni è diventato uno dei massimi esperti sulle elezioni americane. Noi di <em>Magzine </em>gli abbiamo parlato dopo la sorprendente vittoria di Trump. E ancora una volta Costa ci ha dimostrato che quella dei sondaggi non è una scienza esatta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è maturata la vittoria di Trump?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trump è riuscito a consolidare lo storico elettorato repubblicano. Ha ottenuto più o meno gli stessi voti di McCain e qualcuno in meno di Romney. <mark class='mark mark-yellow'>Quindi è riuscito a mantenere i consensi soprattutto in alcuni Paesi chiave come il Midwest, nella regione nord orientale degli Stati Uniti, e a vincere a sorpresa in: Michigan, Pennsylvania, Iowa e Wisconsin.</mark> Ha conquistato gli elettori bianchi per vari motivi, che riguardano sia la situazione economica di quelle regioni, che hanno patito la recessione più di altre, che una questione in parte etnica. Sono luoghi in cui i bianchi si sentono in qualche modo minacciati non solo dalla crisi, ma anche dal cambiamento demografico in corso. Trump ha trionfato nelle campagne, nelle zone rurali, che sono anche i territori meno soggetti all&#8217;immigrazione o agli attentati terroristici. Ma ha convinto anche chi è più esposto a questi fenomeni, mentre Clinton è stata votata dagli elettori più poveri. Trump non ha solo portato la classe operaia dalla sua parte, ma ha saputo sfruttare il malessere di alcuni grandi elettori. <span class='quote quote-left header-font'>Però non bisogna dimenticarsi che Hillary ha ricevuto più voti del tycoon, quindi lui è diventato presidente in funzione di un sistema elettorale che prevede il voto stato per stato</span>Però non bisogna dimenticarsi che Hillary ha ricevuto più voti del tycoon, quindi lui è diventato presidente in funzione di un sistema elettorale che prevede il voto stato per stato. La vera notizia è che l’ormai ex first lady ha perso 6 milioni di voti rispetto a Obama quattro anni fa, quindi c’è un pezzo di elettorato democratico che non si è presentato alle urne perché, evidentemente, non era abbastanza entusiasta del candidato. Le spiegazioni possono essere molte, ma di sicuro il punto di forza di Trump è stata la debolezza della Clinton.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fino all’ultimo i sondaggisti hanno sostenuto la vittoria di Hillary. Dove hanno sbagliato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I sondaggi nazionali sono stati persino ancor più accurati di quattro anni fa, quando avevano previsto una vittoria risicata di Obama, e invece ottenne larghi consensi.  L’errore vero è stato circoscritto nella zona del Midwest. Se si sposta l’1% dei voti da Trump a Clinton, Hillary vince le elezioni, quindi l’errore c’è stato, ma non è stato particolarmente grave. Però, per quanto piccolo, ha cambiato l’esito delle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E i media?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>La stampa ha sbagliato nel pensare che uno come Trump non potesse vincere. In base agli standard del passato, va alla Casa Bianca chi convince di più nei dibattiti e alle convention. Quindi molti hanno escluso che potesse diventare presidente.</mark> In realtà dovevamo, parlo anche per me, renderci conto che la sua vittoria era possibile. Bisognava osservare un po’ meglio l’America, e fidarsi meno dei precedenti storici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono stati gli elementi vincenti della campagna elettorale di Trump?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una comunicazione molto forte e concentrata su un messaggio omogeneo. Trump ha sempre detto di voler rendere l&#8217;America grande come una volta, con una necessità di riscatto che coinvolge chi ha sofferto di più in questi anni. Poi ha saputo presentarsi come un imprenditore, un uomo al di fuori del mondo della politica, con un’ideologia anti establishment. Per questo è sbagliato accostare la figura del tycoon a quella di Berlusconi. Il Cavaliere, quando vinse le elezioni in Italia, salvò l&#8217;establishment precedente, portando al governo gli ex democratico-cristiani, i leghisti e gli ex del movimento sociale. Trump invece è arrivato in politica lottando contro la classe dirigente, cercando di estromettere anche i repubblicani. Il partito pensava di indebolirlo lasciandolo solo contro tutti, invece l’idea che fosse un candidato indipendente ha rafforzato la sua immagine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove ha sbagliato Hillary Clinton?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A decidere l’esito delle elezioni sono stati solo 110 mila voti. Ma se anche Clinton avesse vinto in modo risicato, sarebbe stata lo stesso una sconfitta. Il suo risultato è stato deludente, mentre quello di Trump sorprendente. <span class='quote quote-left header-font'>C&#8217;erano dei limiti innati nella campagna elettorale di Hillary: il suo passato, gli scandali e le sue qualità da candidata che non hanno esaltato e non hanno creato abbastanza entusiasmo fra gli elettori democratici</span>C&#8217;erano dei limiti innati nella campagna elettorale di Hillary: il suo passato, gli scandali e le sue qualità da candidata che non hanno esaltato e non hanno creato abbastanza entusiasmo fra gli elettori democratici. Poi non è riuscita a trovare un messaggio all’altezza del <em>Change </em>di Obama. Alcuni di questi errori potevano essere risolti o comunque minimizzati, ma la tendenza di Hillary a proteggersi dalla stampa, ad alimentare dubbi e sospetti sulla sua persona perché poco trasparente, non l’hanno aiutata. Si è costruita un’immagine sbagliata: quella della donna di potere di cui non ci si può fidare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi quattro anni di presidenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È difficile dire in che modo il presidente Trump sarà diverso dal candidato Trump. Ci vorrà qualche mese per capire davvero quello che ci aspetta. <mark class='mark mark-yellow'>Lui ha cambiato spesso idea, si è contraddetto ed è sempre stato imprevedibile. Quello che sappiamo, è che si apre una fase totalmente nuova per la politica americana. Gli stessi repubblicani devono capire come rapportarsi con questo presidente che, per quanto aderisca al loro partito, ne è un corpo estraneo.</mark> Invece per i democratici si prepara una lunga traversata nel deserto: sono stati estromessi non solo dalla Casa Bianca, ma anche dal Congresso, e ad oggi non hanno dei veri leader nazionali. Manca una classe giovane di quarantenni che possa poi puntare a riprendere il potere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale effetto avrà l&#8217;elezione di Trump sui movimenti populisti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Porterà nuovi consensi. Quello di Trump non è un episodio isolato: è una tendenza che in Europa esiste da anni, dal Movimento 5 Stelle in Italia, a Podemos in Spagna, senza dimenticare Le Pen in Francia e il fenomeno Brexit. Forse per la prima volta il Vecchio Continente ha anticipato il nuovo. La vittoria di Trump contribuirà a rafforzare i movimenti populisti e metterà un po&#8217; di vento dietro alla loro schiena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si poteva prevedere la vittoria di Trump? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trump aveva il 30% delle possibilità di vincere: il suo successo era improbabile, non impossibile, e il fatto che alla fine sia il nuovo presidente non significa che il calcolo fosse sbagliato. La sua vittoria si poteva prevedere. Ci siamo convinti che non fosse possibile perché, a buon senso, era un candidato assurdo. Però i dati e la storia degli americani ci dicevano che questo scenario, per quanto improbabile, si poteva verificare.</p>
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		<title>Elezioni Usa, Pence: dal Tea Party alla Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 15:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Pisacane]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando durante la convention repubblicana di Cleveland ha accettato la nomination a vice presidente, Mike Pence si è definito &#8220;un cristiano, un conservatore e un repubblicano, in quest&#8217;ordine&#8221;&#8220;un cristiano, un ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/11/ct-vp-debate-pence-trump-huppke-20161004.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="ct-vp-debate-pence-trump-huppke-20161004" /></p><p style="text-align: justify;">Quando durante la convention repubblicana di Cleveland ha accettato la nomination a vice presidente, Mike Pence si è definito <span class='quote quote-left header-font'>&#8220;un cristiano, un conservatore e un repubblicano, in quest&#8217;ordine&#8221;</span>&#8220;un cristiano, un conservatore e un repubblicano, in quest&#8217;ordine&#8221;. E si è subito candidato per essere l’antitesi di Trump: corretto, cortese e disciplinato. Lui e il nuovo inquilino della Casa Bianca condividono le chiavi del mondo, mentre i governi d’oltreoceano guardano preoccupati al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Di origini irlandesi e fortemente religioso, Pence ha abbandonato il cattolicesimo per diventare evangelista. E’ nato nel 1959 a Columbus, ed è cresciuto in una famiglia di grandi lavoratori, con il padre che gestiva una catena di stazioni di servizio. Si è laureato in Diritto all’Hanover College, e come governatore dell’Indiana ha fatto discutere per alcune sue posizioni antiabortiste che, lo scorso marzo, lo hanno spinto a firmare un provvedimento per impedire a una donna di interrompere la sua gravidanza, in seguito bloccato da un giudice federale. E’ contrario ai finanziamenti ai centri di pianificazione familiare, e sostiene il rifiuto dei servizi alle coppie gay.</p>
<p style="text-align: justify;">Pence è stato tra i primi parlamentari ad aderire al Tea Party, il movimento politico nato negli USA nel 2009 a difesa del libero mercato, che non accetta tra l’altro il salvataggio delle banche o i provvedimenti di stabilizzazione economica di emergenza. La sua esperienza politica bilancia quella, scarsa, di Trump: per un decennio è stato membro della Camera.<mark class='mark mark-yellow'> Per la sua lunga carriera, potrebbe essere il vice-presidente più influente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, considerata anche la scarsa dimestichezza del numero uno con il governo e la politica.</mark> In passato, Pence ha salvato la campagna elettorale di Trump, rassicurando gli elettori quando il neo-presidente è stato investito dagli scandali e dalle accuse di presunte violenze sessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i due non sono stati sempre allineati. Molti ricorderanno che il vice ha storto il naso in seguito ad alcune dichiarazioni pro Putin e sessiste del tycoon. Infatti trascorsero 48 ore prima che smentisse le speculazioni che lo davano in procinto di abbandonare la campagna elettorale. <span class='quote quote-left header-font'>La politica favorevole alla Russia è uno dei punti di disaccordo con Donald Trump, e più volte Pence ha chiesto maggiori dimostrazioni di forza rispetto alle provocazioni di Putin</span>La politica favorevole alla Russia è uno dei punti di disaccordo con Donald Trump, e più volte Pence ha chiesto maggiori dimostrazioni di forza rispetto alle provocazioni di Putin. Un’altra divergenza riguarda la politica sull&#8217;immigrazione: durante la campagna elettorale, il vice presidente si è opposto alle limitazioni per i musulmani che entrano in America. E’ comunque favorevole all&#8217;aumento dei controlli alle frontiere, così come si è detto disponibile a limitare la vendita delle armi da fuoco alle persone inserite nelle liste dei sospetti per terrorismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><mark class='mark mark-yellow'>La sua esperienza di conduttore di programmi radiofonici gli ha dato la dialettica necessaria per parlare con gli elettori, e per vincere il faccia a faccia contro il suo rivale democratico Tim Kaine, a differenza di quanto accaduto a Trump in occasione dei tre confronti diretti con Hillary Clinton.</mark> Difficile immaginare come due personalità così diverse possano pedalare in tandem e giocare nella stessa squadra. E qualcuno già si chiede se Pence sarà il presidente ombra dell’era Trump o il prossimo candidato repubblicano alla Casa Bianca.</p>
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		<title>I giornali sono morti? Non dopo queste presidenziali</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 11:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Guidotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>

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		<description><![CDATA[I giornali di carta probabilmente scompariranno, come il telefono di casa, ma non il giorno dopo le elezioni. Molte persone, oggi, leggono le notizie attraverso Facebook o direttamente tramite le ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="401" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/11/Trump-NYT.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="trump-nyt" /></p><p>I giornali di carta probabilmente scompariranno, come il telefono di casa, ma non il giorno dopo le elezioni.</p>
<p>Molte persone, oggi, leggono le notizie attraverso Facebook o direttamente tramite le diverse app che forniscono notizie, ma <mark class='mark mark-yellow'>uno screenshot non è come la prima pagina di un quotidiano.</mark>  Il giorno dopo l&#8217;elezione di Barack Obama nel 2008, ad esempio, le copie dei giornali finirono subito tanto che furono stampate copie extra.</p>
<p>Per questo motivo, dopo la recente vittoria di Trump, il <strong>Los Angeles Times</strong> ha messo in vendita una stampa commemorativa della prima pagina, mentre il <strong>NY Times</strong> ha stampato 225.000 copie extra e ha fatto arrivare il giornale anche fuori dai soliti quartieri.</p>
<p>Per molte persone ancora, <mark class='mark mark-yellow'>leggere sulla carta stampata è una esperienza unica,</mark> l&#8217;odore dei fogli e l&#8217;impatto visivo non hanno paragoni con il digitale e soprattutto una copia cartacea la si può collezionare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://bigstory.ap.org/article/5e7370beb7e945f6a7e85c20b85bb145/print-newspapers-are-dead-not-after-historic-elections" target="_blank"><strong>⇒ Continua a leggere l&#8217;articolo su Associated Press</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elezioni USA, chi è il nuovo presidente degli Stati Uniti</title>
		<link>http://www.magzine.it/elezioni-usa-chi-e-il-nuovo-presidente-degli-stati-uniti/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 14:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Pisacane]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Agli occhi degli americani, Donald Trump è stato più credibile di Hillary Clinton e ha vinto con 279 grandi elettori favorevoli e 218 contrari. Un risultato poco prevedibile, che i ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1160" height="629" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/11/aiuto-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="GOP 2016 Debate" /></p><p style="text-align: justify;">Agli occhi degli americani, Donald Trump è stato più credibile di Hillary Clinton e ha vinto con 279 grandi elettori favorevoli e 218 contrari. <mark class='mark mark-yellow'>Un risultato poco prevedibile, che i sondaggi e i media non sono riusciti a immaginare.</mark> Fino all’ultimo, il tycoon sembrava lo sconfitto dalle belle speranze, che combatteva per ricevere almeno l’onore delle armi. Adesso è il 45° presidente degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='quote quote-left header-font'>Trump si è rivolto ai cittadini medi, che non riescono a vivere il sogno americano, vincendo con il voto di protesta, contro ogni pronostico e abbandonato dal suo stesso partito.</span>Trump si è rivolto ai cittadini medi, che non riescono a vivere il sogno americano, vincendo con il voto di protesta, contro ogni pronostico e abbandonato dal suo stesso partito. Tra lo stupore generale, ora si attende e si teme il futuro. Lui stesso sembra meravigliato, mentre pronuncia un discorso della vittoria da manuale, che richiama l’unità nazionale e la necessità di riportare gli States sugli scudi. I Repubblicani hanno la maggioranza anche al Congresso, e la strada sembra spianata. Ma chi è il vero Donald Trump? Quello scorretto e irriverente della campagna elettorale o quello più istituzionale di queste ultime ore? Bisognerà aspettare un paio di mesi per scoprirlo. Oggi conosciamo l’imprenditore, i suoi casinò, le trasmissioni in TV e le belle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">A 13 anni Fred Trump manda il futuro presidente a studiare alla New York Military Academy, per domare il carattere ribelle del figlio. Nel 1968 si laurea in Economia e Finanza presso la Wharton School of Business dell&#8217;Università della Pennsylvania. Tre anni dopo è alla guida della società di costruzioni paterna. <mark class='mark mark-yellow'>Trump è ambizioso, punta in alto e non si ferma. Si trasforma in un uomo d’affari che sa come coltivare la propria immagine, e si trasferisce a Manhattan.</mark> Qui partecipa a progetti di design architettonico e riqualifica l’Old Pen Central per 60 milioni di dollari. Poi crea la Trump Organization e rischia la bancarotta lanciandosi nel settore dei casinò, col Taj Mahal di Atlantic City, ma riesce a saldare tutti i debiti e a tornare in pista. La sua rivincita è la Trump World Tower, completata nel 2001. Per molti anni rimane la torre abitativa più alta del mondo, con 72 piani di appartamenti e superattici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue passioni sono il wrestling e il gentil sesso, su cui si è spesso dibattuto durante la campagna elettorale. <mark class='mark mark-yellow'>Il tycoon ospita due edizioni di WrestleMania ed è ospite fisso a molti incontri.</mark> Dal 1996 al 2015 è a capo del concorso di bellezza Miss Usa. Si sposa tre volte e ha 5 figli. La futura First Lady è la modella slovena Melania, che lo ha supportato fin dal primo minuto. Non manca anche un’apparizione al cinema, in <em>Celebrity </em>di Woody Allen, dove interpreta se stesso. Dal 2004 presenta e co-produce il reality show televisivo <em>The Apprentice</em>, da cui viene in seguito “licenziato” per alcune affermazioni polemiche sugli immigrati. Dal 2006, è il testimonial della multinazionale delle telecomunicazioni e dell&#8217;energia Acn. Infine non può mancare la politica. <span class='quote quote-left header-font'>Donald Trump aderisce prima al Partito Democratico, e poi a quello Repubblicano, che lo supporta nella sua corsa verso la Casa Bianca.</span>Donald Trump aderisce prima al Partito Democratico, e poi a quello Repubblicano, che lo supporta nella sua corsa verso la Casa Bianca. Non lo fermano i sospetti sul suo reddito da capogiro, sull’evasione fiscale, sui presunti legami con personaggi equivoci ai tempi delle case da gioco, e sui compensi mai pagati ai fornitori. Neppure le accuse di presunti abusi sessuali e i commenti offensivi sulle donne o sulle minoranze etniche si rivelano un ostacolo al suo cammino. E la costruzione di un muro tra Usa e Messico diventa un punto di forza. Dal 1° gennaio 2017 Trump farà la storia, nel bene o nel male.</p>
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		<title>Elezioni USA, media esposti ad attacco hacker</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 15:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe China]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="689" height="399" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2016/11/hacker-e1478621903190.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="" /></p><p style="text-align: justify;">Il rischio &#8220;hackeraggio&#8221; durante le elezioni presidenziali statunitensi è dietro l’angolo. Secondo alcuni esperti, <mark class='mark mark-yellow'>gli hacker potrebbero manipolare il risultato elettorale</mark> in due modi: innanzitutto, penetrando nei sistemi di voto locale; in secondo luogo, colpendo i media che pubblicano l’esito delle urne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Upguard</strong>, una società californiana che si occupa di sicurezza informatica, ha scoperto grazie a una sua scheda di valutazione che l’<strong>Associated Press</strong>, il <strong>Wall Street Journal</strong> e la <strong>CBS News</strong> non sarebbero in grado di fronteggiare un attacco virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli hacker, sia statunitensi che stranieri, in particolare russi, hanno già cambiato la storia della campagna elettorale, violando i sistemi informatici e rubando mail e documenti riservati.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, nell&#8217;epoca del 2.0 anche chi ambisce a guidare gli Stati Uniti d&#8217;America deve fare i conti con le schegge impazzite del web.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.mcclatchydc.com/news/politics-government/election/article113168918.html">Continua a leggere su ⇒ McClatchyDC.com</a></strong></p>
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