<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:ymaps="http://api.maps.yahoo.com/Maps/V2/AnnotatedMaps.xsd" >

<channel>
	<title>magzine &#187; #digitale</title>
	<atom:link href="http://www.magzine.it/tag/digitale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.magzine.it</link>
	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 23:44:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.0.35</generator>
	<item>
		<title>Il futuro di Internet? Si chiama &#8220;metaverso&#8221;</title>
		<link>http://www.magzine.it/il-futuro-di-internet-si-chiama-metaverso/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/il-futuro-di-internet-si-chiama-metaverso/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 17:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Ricciarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=60764</guid>
		<description><![CDATA[Un “mondo virtuale” in cui miliardi di persone vivono, lavorano, fanno acquisti, imparano e interagiscono tra loro, tutto dal proprio divano di casa. Si chiama “metaverso”, ma che cos’è esattamente? ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="682" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Avvenire.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Avvenire.it" /></p><p>Un “mondo virtuale” in cui miliardi di persone vivono, lavorano, fanno acquisti, imparano e interagiscono tra loro, tutto dal proprio divano di casa. <mark class='mark mark-yellow'>Si chiama “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=nxLdqfDObAk" target="_blank">metaverso</a>”, ma che cos’è esattamente? «È una delle innovazioni tecnologiche più attese del prossimo decennio»</mark>, ha dichiarato <strong>Dave Wright</strong>, <span style="color: #000000;">il Responsabile Innovazione del provider IT ServiceNow</span>. Il metaverso è ciò che molti, nel settore informatico, descrivono come l’inevitabile evoluzione di Internet: uno spazio 3D palpabile come la vita reale in cui dei facsimili digitali di noi stessi, detti “avatar”, si muovono da un’esperienza all’altra portando con sé le nostre identità e i nostri soldi. <span class='quote quote-left header-font'>Il metaverso è l’inevitabile evoluzione di Internet: uno spazio 3D palpabile come la vita reale in cui dei facsimili digitali di noi stessi, detti “avatar”, si muovono da un’esperienza all’altra portando con sé le nostre identità e i nostri soldi.</span></p>
<p>Negli ultimi anni la scienza ha fatto grandi passi avanti, tanto che oggi il metaverso viene già utilizzato per la <strong>formazione</strong> <span style="color: #000000;">sul posto di lavoro</span>. <mark class='mark mark-yellow'>«Alcuni ospedali stanno sfruttando il mondo virtuale e la realtà aumentata per allenarsi nelle procedure mediche comuni»</mark>, ha spiegato la giornalista di TechTarget <strong>Esther Ajao</strong>. Inoltre, il co-fondatore di Microsoft <strong>Bill Gates</strong> ha previsto che <mark class='mark mark-yellow'>nei prossimi anni la maggior parte delle riunioni virtuali si sposterà proprio nel metaverso.</mark></p>
<p>Ma le sorprese non finiscono qui. Secondo <strong>Nick Donarski</strong>, co-fondatore della comunità di sviluppatori di giochi Ore System, <mark class='mark mark-yellow'>«la proprietà della nostra identità nel mondo reale verrà trasferita al metaverso attraverso gli NFT». Ma che cos’è un NFT? Semplicemente un’opera d’arte, una canzone o un bene immobile digitale che fornisce al proprietario una sorta di atto digitale</mark> o “prova di proprietà” che potrebbe essere acquistata o venduta nel metaverso.</p>
<div id="attachment_60772" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Startmag.jpeg"><img class="wp-image-60772 size-large" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/12/Startmag-1024x576.jpeg" alt="Fonte: Startmag.it " width="1024" height="576" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: Startmag.it</p></div>
<p><strong>Come potrebbe cambiare, quindi, il futuro con questa nuova tecnologia?</strong> A tal proposito, la giornalista <strong>Mary K. Pratt</strong> ha analizzato i pro e i contro del metaverso. Secondo l&#8217;esperta, <mark class='mark mark-yellow'>un metaverso immersivo consentirebbe agli umani di visitare luoghi ancora sconosciuti come lo spazio</mark> e potrebbe rendere più ricche le connessioni sociali online. Il risvolto della medaglia, però, sarebbe il <mark class='mark mark-yellow'>rischio di amplificare quegli atteggiamenti di odio e di disinformazione</mark> che negli ultimi anni pullulano su tutte le piattaforme social.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere la <em>Guida approfondita al metaverso</em> su <a title="TechTarget.com " href="https://www.techtarget.com/whatis/feature/The-metaverse-explained-Everything-you-need-to-know" target="_blank">TechTarget.com</a>.<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/il-futuro-di-internet-si-chiama-metaverso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rivoluzione per Will Media, acquisita da Chora</title>
		<link>http://www.magzine.it/rivoluzione-per-will-media-acquisita-da-chora/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/rivoluzione-per-will-media-acquisita-da-chora/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 18:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Selena Frasson]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=59099</guid>
		<description><![CDATA[Con l’acquisizione, annunciata oggi, della media company Will Media da parte della società specializzata in podcast Chora Media, nasce il primo polo italiano dell&#8217;informazione nativa digitale audio e video. Dopo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="983" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Chora-Will.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nella foto i fondatori di Chora Media. Da sinistra: Guido Brera, Mario Gianani e Mario Calabresi. Fonte: Primaonline.it" /></p><p>Con l’acquisizione, annunciata oggi, della media company <strong>Will</strong> <strong>Media</strong> da parte della società specializzata in podcast <strong>Chora Media</strong>, <mark class='mark mark-yellow'>nasce il primo polo italiano dell&#8217;informazione nativa digitale audio e video</mark>. Dopo l’ufficializzazione della fusione tra le due community, che insieme contano due milioni di persone e oltre tre milioni di ascolti medi mensili, inizia dunque una nuova avventura all’insegna del progresso, anche se le due società continueranno a essere fedeli al proprio progetto editoriale. <mark class='mark mark-yellow'>“L’audio è la grande novità di questi ultimi due anni – afferma Mario Calabresi, CEO di Chora – e in pochi mesi in Italia l&#8217;ascolto dei podcast è completamente esploso.</mark> Siamo stati capaci di intercettare questa richiesta di innovazione e cambiamento e vogliamo continuare a crescere e a sperimentare. Abbiamo scelto Will perché la riteniamo la realtà più dinamica, fresca e innovativa del mondo social&#8221;.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>L’intenzione dei nuovi proprietari è<span style="color: #000000;"> di puntare al target di 30enni, vero patrimonio di Will, e di </span>consolidarsi come <strong>editori cross-platform</strong>, spaziando dall’intrattenimento all’informazione per soddisfare le esigenze delle diverse realtà che devono comunicare in questa fase di cambiamento profondo della società.</mark></p>
<p>Il nuovo assetto dovrebbe consentire, a sua volta, a Will di imprimere una svolta nello sviluppo della propria proposta commerciale. Le novità riguarderanno anche il team, che attualmente coinvolge 35 giovani professionisti con un’età media intorno ai 27 anni, di cui il 60% sono donne. Il prossimo anno le assunzioni potrebbero raddoppiare.</p>
<p>Mario Calabresi entrerà a far parte del Cda di Will Media, mentre Alessandro Tommasi, tra i fondatori di Will, parteciperà a quello di Chora, pur rimanendo alla guida della media company nata nel gennaio del 2020. <mark class='mark mark-yellow'>“Questa operazione – dice Tommasi – ci permetterà di continuare il lavoro di spiegazione e di accompagnamento dei nostri utenti attraverso la complessità del tempo che viviamo”.</mark> E conclude: «Il mondo dei media è messo alla prova dal digitale, ma anche dalle abitudini dei più giovani, per questo il suo percorso di consolidamento è inevitabile e positivo per utenti ed operatori del settore».</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.giornaledibrescia.it/italia-ed-estero/chora-media-compra-will-primo-polo-informazione-nativa-digitale-1.3735921" target="_blank">Il Giornale di Brescia</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/rivoluzione-per-will-media-acquisita-da-chora/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Charlie: una newsletter per capire i giornali</title>
		<link>http://www.magzine.it/charlie-una-newsletter-per-capire-i-giornali/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/charlie-una-newsletter-per-capire-i-giornali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 17:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Valente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[ilPost]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter]]></category>
		<category><![CDATA[newsroom]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[TheNewsroom]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=58368</guid>
		<description><![CDATA[Charlie Skinner è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di The Newsroom: una serie americana in ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/IMDb.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: IMDb" /></p><p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.ilpost.it/2015/11/15/sam-waterston/" target="_blank">Charlie Skinner</a> è il direttore della divisione news del canale ACN (Atlantis Cable News). Nella realtà però non esiste, perché è un personaggio di <em>The Newsroom</em>: una serie americana in cui viene svelato il “dietro le quinte” di una TV via cavo. «Sai una cosa? Ai vecchi tempi, tipo dieci minuti fa, facevamo le news bene. E sai come facevamo? Lo avevamo deciso», afferma Skinner.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una frase che ha ispirato <em>Il Post</em>, il quotidiano online diretto da Luca Sofri. <mark class='mark mark-yellow'>È nata così <strong><em><a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/">Charlie</a></em></strong>: la newsletter della testata esce una volta alla settimana e, come la serie americana, ha lo scopo di svelare che cosa si muove dietro le pagine o le homepage dei giornali internazionali, nazionali e locali.</mark> Ogni domenica i lettori hanno la possibilità di capire i meccanismi dietro alla pubblicazione di un articolo: un’occasione per riflettere sulle notizie lette durante la settimana e per rimanere aggiornati sulle novità e sul futuro del giornalismo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>La struttura di <em>Charlie</em> è rimasta invariata dalla sua prima edizione, che risale al <strong>2 agosto 2020</strong>.</mark> La parte iniziale è indicata come <strong>prologo</strong>: uno spazio riservato all’analisi del fatto della settimana, che fornisce una chiave di lettura critica e spunti <span style="color: #000000;">sull&#8217;attualità</span> su cui riflettere. Poi si entra nel cuore della newsletter e i titoli in grassetto sono utili per individuare l’argomento che viene successivamente sviluppato. È il lettore a decidere se e quanto approfondire un determinato tema, scegliendo in base ai propri interessi e al tempo a disposizione. Un altro strumento utile <span style="color: #000000;">sono i link inseriti nel testo</span>, che permettono di arricchire il contenuto senza appesantirlo. <mark class='mark mark-yellow'>I temi affrontati su <em>Charlie</em> variano ogni settimana, per seguire il flusso delle notizie</mark> e quelli più ricorrenti sono: i diritti e i doveri nel giornalismo internazionale, il clima all’interno delle redazioni e <span style="color: #000000;">l’individuazione di pagine promozionali </span>sui quotidiani, ovvero di quegli spazi che l&#8217;editore di un giornale dedica a iniziative promosse dal proprio Gruppo. Infine, la newsletter si chiude sempre con l’<strong>epilogo</strong>, che riporta i link per l’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter-post-abbonati-iscrizione/" target="_blank">iscrizione</a>, l’accesso all’<a href="https://www.ilpost.it/newsletter/#itemcharlie" target="_blank">archivio</a> delle edizioni precedenti e l’approfondimento sulla <a href="https://www.ilpost.it/2020/07/31/newsletter-sui-giornali-charlie/" target="_blank">scelta del nome</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Charlie è <strong>innovativa</strong> per tre motivi, di cui il primo è lo <strong>scopo</strong>. È l’unica newsletter in Italia, infatti, che si impegna a raccontare il dietro le quinte dei giornali:</mark> un aspetto fondamentale per creare una comunità di lettori consapevoli dei contenuti di cui fruiscono. Gli utenti sono, così, in grado di distinguere se un tema viene trattato per l&#8217;importanza del fatto in sé o se la scelta è determinata da meccanismi interni o esterni alla redazione. <mark class='mark mark-yellow'>La seconda ragione riguarda il <strong>metodo di scrittura</strong>:</mark> lo stile è sintetico, chiaro e diretto e la lettura è personalizzata: l’utente è libero di scegliere quale tema approfondire e quanto tempo dedicare alla sua fruizione, facilitato dalla presenza dei titoli e dei link. Nella newsletter è come se il giornalista prendesse per mano il lettore, spiegando con esempi, collegamenti e riflessioni il dietro le quinte del mondo dell’informazione. <mark class='mark mark-yellow'>Il terzo e ultimo motivo è l’<strong>appuntamento fisso</strong>.</mark> L&#8217;uscita domenicale permette, infatti, di raggiungere due obiettivi: creare un pubblico fidelizzato e fornire agli utenti gli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza la settimana che verrà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/charlie-una-newsletter-per-capire-i-giornali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Muck Rack: la piattaforma che connette giornalisti e aziende</title>
		<link>http://www.magzine.it/muck-rack-la-piattaforma-che-connette-giornalisti-e-aziende/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/muck-rack-la-piattaforma-che-connette-giornalisti-e-aziende/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 15:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maria Colonnelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[muck rack]]></category>
		<category><![CDATA[portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=58354</guid>
		<description><![CDATA[“A window to see what’s happening right now in the world of journalism” (&#8220;una finestra per vedere cosa sta accadendo nel mondo del giornalismo&#8221;): è questo il claim di Muck ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="785" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/Muck_Rack_Logo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Prnewswire.com" /></p><p style="font-weight: 400;">“A window to see what’s happening right now in the world of journalism” (&#8220;una finestra per vedere cosa sta accadendo nel mondo del giornalismo&#8221;): è questo il claim di <a href="https://muckrack.com/" target="_blank"><strong>Muck Rack</strong></a> e quando nasce, nel 2009, il mondo dell’informazione è al centro di un turbinio di cambiamenti generati dal lancio dei <strong>social media</strong>. Nel 2006, Jack Dorsey crea e struttura <strong>Twitter</strong>, una nuova piattaforma online interattiva che va ad affiancarsi all’ormai affermato Facebook. Già agli esordi, i giornalisti rappresentano la categoria più numerosa tra gli utenti iscritti al nuovo social media e ben presto Twitter diventa il mezzo prediletto dai professionisti dell’informazione per diramare e sponsorizzare i loro prodotti giornalistici.</p>
<p style="font-weight: 400;">I primi a carpirne le potenzialità sono proprio i fondatori di Muck Rack, che valutano necessaria una razionalizzazione dell’inesauribile flusso informativo generato dagli utenti online. L’<strong>obiettivo</strong> preliminare del nuovo portale Muck Rack (il cui nome riprende la storica definizione dei giornalisti come &#8220;<strong>muckrakers</strong>&#8221; – letteralmente “<strong>spalatori di letame</strong>”<strong> – </strong>da parte del presidente Theodore Roosevelt per via del loro lavoro d&#8217;indagine della società corrotta) è facilitare l’accesso agli account Twitter delle migliaia di giornalisti registrati e mettere in contatto fra loro i professionisti dell’informazione presenti sul social network. <mark class='mark mark-yellow'>Per favorire l’incontro online tra colleghi, gli iscritti a Muck Rack costruiscono un portfolio riassuntivo di esperienze lavorative e competenze acquisite da presentare come biglietto da visita agli altri utenti.</mark> L’efficacia delle amicizie virtuali che si vengono a creare ha spinto numerosi professionisti ad aprire un profilo Muck Rack, tanto che il portale è passato dai 150 iscritti iniziali a più di 15mila solo nel 2013.</p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Con lo sviluppo di nuovi strumenti di <strong>aggregazione di dati</strong>, il campo di lavoro del software si è, poi, considerevolmente esteso: la raccolta automatica di informazioni consente agli utenti della piattaforma di ricercare giornalisti in base alla testata di appartenenza o all’area tematica, facilitando le aziende in fase di reclutamento di professionisti specializzati</mark>. Per fare un esempio esplicativo: attraverso il motore di ricerca Muck Rack, una rivista di caccia e pesca può trovare un giornalista esperto in quella determinata tematica. L’indicizzazione del panorama mediatico aiuta anche i freelance a selezionare la testata più coerente con il proprio prodotto, il cui successo viene monitorato anche dopo la sua pubblicazione. Il portale rileva il tasso di coinvogimento, o di <strong>engagement</strong>, generato dagli articoli degli iscritti, tracciandone eventuali <strong>condivisioni</strong> online da parte di altri utenti, e invia una mail di avviso all’autore ogniqualvolta il pezzo venga ripubblicato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sembra più difficile a dirsi che a farsi: in realtà, Muck Rack potrebbe essere <strong>il LinkedIn dei giornalisti</strong>, con qualche funzionalità in più. Per le aziende, il software è fondamentale per semplificare l’individuazione di professionisti che possano fare al caso loro; per i giornalisti è una vetrina in più dove esibire competenze e produzioni passate e tenere sotto controllo nuove offerte di lavoro. Tutto questo non sarebbe possibile senza l’ausilio di un’intelligenza artificiale in costante miglioramento: <mark class='mark mark-yellow'>l’<strong>AI</strong> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apprendimento_automatico" target="_blank"><strong>machine learning</strong></a>, o apprendimento automatico, sono alla base della capacità del portale di selezionare le notizie più rilevanti emerse quotidianamente nel panorama mediatico mondiale, sulla base degli interessi mostrati dall’utente. Insomma, Muck Rack crea un’informazione personalizzata e al contempo il più fedele possibile alla reale rilevanza dei fatti.</mark></p>
<p style="font-weight: 400;">I media e, di conseguenza, il giornalismo, sono in continua trasformazione e non c’è giorno in cui non vengano ideati e realizzati nuovi sistemi di comunicazione. Per ora, Twitter rimane una delle piattaforme più apprezzate dai giornalisti, se non la più apprezzata, ma chissà che qualcosa non cambi in futuro. Di sicuro, rispetto al 2009, Muck Rack vedrà qualcosa di diverso da quella sua &#8220;finestra aperta sul mondo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/muck-rack-la-piattaforma-che-connette-giornalisti-e-aziende/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Editoria e pubblicità prendono due strade diverse?</title>
		<link>http://www.magzine.it/editoria-e-pubblicita-prendono-due-strade-diverse/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/editoria-e-pubblicita-prendono-due-strade-diverse/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 13:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[#ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[#pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=58160</guid>
		<description><![CDATA[La crescita impetuosa degli utenti, i costi legati alla tecnologia – ma non alla produzione di informazione –, insieme a sistemi sempre più efficienti per raccogliere e distribuire inserzioni pubblicitarie ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/grafica-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: sagrafica.it" /></p><p>La crescita impetuosa degli utenti, i costi legati alla tecnologia <span style="color: #000000;">– ma non alla produzione di informazione </span>–, insieme a sistemi sempre più efficienti per raccogliere e distribuire inserzioni pubblicitarie hanno costituito alcuni dei motivi di vantaggio competitivo delle <strong>piattaforme digitali</strong> rispetto ai classici editori. Dopo vent&#8217;anni segnati da queste tendenze, ci troviamo di fronte ad una nuova fase evolutiva?</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Negli ultimi anni la considerazione pubblica delle piattaforme digitali è passata dall’approvazione incondizionata alla critica, perché se da una parte la qualità dell’informazione di tali piattaforme si è rivelata in molti casi dubbia, dall’altra non tutte hanno dimostrato di volerla migliorare.</mark> La <strong>crisi</strong> della pubblicità sulle piattaforme rappresenta, dunque, un fenomeno passeggero o una difficoltà reale?</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Snap </span></strong>– la società americana proprietaria di Snapchat e di altri prodotti e servizi – ha subito un durissimo colpo in Borsa quando ha annunciato che, nelle attuali condizioni macroeconomiche, il prossimo trimestre sarà deludente dal punto di vista della <strong>pubblicità</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Inflazione, diminuzione dei tassi di crescita, incertezza geopolitica sono i principali motivi che portano gli inserzionisti pubblicitari a rallentare gli investimenti.</mark></p>
<p>Ma quanto è forte la domanda di <b>informazione di qualità</b> e quanto è debole il modello di business basato solo sulla<b> pubblicità</b>? Quest&#8217;ultima è sempre legata alla <span style="color: #000000;">congiuntura: secondo il <i>Financial Times</i></span>, attualmente il mercato globale della<span style="color: #000000;"> pubblicità</span> digitale vale circa 520 miliardi <span style="color: #000000;">di dollari ed è concentrato nelle mani di pochi gruppi.</span> Ad esempio, la somma del fatturato di <strong>Google (Alphabet)</strong> e di <strong>Facebook (Meta)</strong> vale circa 360 miliardi <span style="color: #000000;">di dollari </span>e si basa per la maggior parte sulla pubblicità.</p>
<p>Inoltre, l’<strong>ecommerce</strong> è in forte crescita e i modelli di business basati su di esso hanno davanti maggiori prospettive e più <span style="color: #000000;">concorrenza</span>. <mark class='mark mark-yellow'>L’ecommerce potrebbe rappresentare uno spazio per la crescita di <strong>nuovi editori</strong> <span style="color: #000000;">o di <strong>editori tradizionali</strong></span> ben disposti al cambiamento?</mark> Sì, se la qualità dell&#8217;informazione tornerà ad avere un ruolo prioritario rispetto alla ricerca del profitto ad ogni costo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.lasvolta.it/1985/lipotesi-della-separazione-delleditoria-dalla-pubblicita%20" target="_blank">Lasvolta.it</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/editoria-e-pubblicita-prendono-due-strade-diverse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Arts &amp; Culture: il Duomo di Milano a portata di click</title>
		<link>http://www.magzine.it/google-arts-culture-il-duomo-di-milano-a-portata-di-click/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/google-arts-culture-il-duomo-di-milano-a-portata-di-click/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 18:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Pellaco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Duomo]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=57386</guid>
		<description><![CDATA[Da oggi il Duomo di Milano è ancora più accessibile grazie al progetto Milan Cathedral Remixed di Google: un percorso interattivo che regala agli utenti del web una visione inedita ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1140" height="641" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/google-duomo-remixed.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Artsandculture.google.com" /></p><p>Da oggi il Duomo di Milano è ancora più accessibile grazie al progetto <em><strong>Milan Cathedral Remixed </strong></em>di<strong> Google</strong>: un percorso interattivo che regala agli utenti del web una visione inedita del patrimonio presente all’interno della cattedrale, fruibile da pc o smartphone comodamente seduti in poltrona. I lavori di realizzazione sono durati due anni, durante i quali le telecamere del colosso di Mountain View sono entrate all’interno della cattedrale per catalogare e digitalizzare gli ambienti e le opere d’arte.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Attraverso i 15 percorsi di <strong>Google Street View</strong> è possibile percorrere le navate, salire sulle terrazze o scendere sottoterra nella cripta</mark>, come già accade per le strade delle città di mezzo mondo. Inoltre, <mark class='mark mark-yellow'>migliaia di immagini hanno catturato, in alta definizione, i dettagli di oltre 50 vetrate</mark>: è questo il punto di forza dell’iniziativa, che permette così di apprezzare i particolari dei disegni raffiguranti la storia della cristianità, noti anche come &#8220;Biblia pauperum&#8221; (letteralmente &#8220;la Bibbia dei poveri&#8221; e degli analfabeti che non sapevano leggere i testi sacri). La <strong>Google Art Camera</strong> è salita all&#8217;altezza vertiginosa di 30 metri e ha raggiunto anche le finestre meno accessibili, di norma non visibili a occhio nudo.</p>
<p>Navigando sul sito, l’utente ha la possibilità di seguire quattro differenti “remix” che compongono un viaggio educativo e multimediale. Si parte dal classico percorso a 360 gradi per passare a giochi e quiz sulla storia e le caratteristiche dell’edificio. Il terzo percorso è dedicato alle installazioni contemporanee presenti in cattedrale e l’ultimo divide la visita in base ai colori che dominano la struttura. La visita virtuale non si esaurisce solo con le immagini: <mark class='mark mark-yellow'>l’obiettivo è quello di rendere accessibile la storia dell’arte attraverso una serie di informazioni e curiosità che l’utente incontra nelle varie sezioni sotto forma di testi</mark>.</p>
<p>Il progetto, realizzato in collaborazione con la <strong>Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano</strong>, che dal 1387 si occupa di conservare e valorizzare il simbolo spirituale e architettonico del capoluogo lombardo, è <a href="https://g.co/milancathedral" target="_blank">accessibile gratuitamente</a> sul portale <em>Arts &amp; Culture</em> di Google e dall&#8217;app <em>Google Arts &amp; Culture</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://blog.google/outreach-initiatives/arts-culture/milan-cathedral-up-close-and-beautiful/" target="_blank">Blog.google</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/google-arts-culture-il-duomo-di-milano-a-portata-di-click/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Neri Pozza celebra Pasolini con tre copertine in NFT</title>
		<link>http://www.magzine.it/neri-pozza-celebra-pasolini-con-tre-copertine-in-nft/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/neri-pozza-celebra-pasolini-con-tre-copertine-in-nft/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rachele Callegari]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[cripto-arte]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[neripozza]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[pierpaolo pasolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=56248</guid>
		<description><![CDATA[Il fenomeno degli NFT (Non Fungible Tokens) è sbarcato anche nel mondo dell’editoria italiana. In occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, la casa editrice Neri Pozza ha deciso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/Pasolini-fonte-Il-Giornale-di-Vicenza.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: &quot;Il Giornale di Vicenza&quot;" /></p><p><span data-contrast="auto">Il fenomeno degli <strong>NFT</strong> (Non Fungible Tokens) è sbarcato anche nel mondo dell’editoria italiana. <mark class='mark mark-yellow'>In occasione del centenario della nascita di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, la casa editrice <strong>Neri Pozza </strong>ha deciso di proporre la versione NFT della copertina di <em>Caro Pier Paolo</em></span><span data-contrast="auto">, l&#8217;opera scritta da Dacia Maraini per celebrare l&#8217;anniversario dello scrittore scomparso.</mark><br />
</span></p>
<p><span data-contrast="auto">In vista della pubblicazione, con cui la casa editrice ha fatto anche il suo <a href="https://www.giornaledellalibreria.it/news-editori-nasce-neri-pozza-podcast-unaltra-casa-editrice-italiana-entra-nel-mondo-delle-storie-in-cuffia-4800.html" target="_blank">ingresso nel mondo dei podcast</a>, Neri Pozza ha chiesto all’artista veronese <strong>Nicola Verlato</strong> di realizzare tre copertine in formato NFT. Il progetto si chiama<strong> #NFPPP</strong> ed è stato presentato a Roma dallo stesso artista all’interno del programma espositivo <em>Hostia. Pier Paolo Pasolini</em>, <span style="color: #000000;">a sua volta</span> parte delle iniziative promosse dal &#8220;Comitato nazionale per le celebrazioni della nascita di Pasolini&#8221;.</span></p>
<p><span data-contrast="auto">«Sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1946 per opera di Neri Pozza, artista oltre che editore, la nostra casa editrice ha cercato di tenere vivo il legame tra arte e letteratura», ha spiegato il suo direttore editoriale <strong>Giuseppe Russo</strong>. Il quale ha aggiunto: <mark class='mark mark-yellow'>«L’idea è quella di raggiungere con immediatezza, mediante la tecnologia che la <strong>blockchain</strong> offre, la comunità artistica internazionale per riproporre la figura e l’opera di Pier Paolo Pasolini, che ha segnato la storia del Novecento con la sua libera testimonianza creativa, politica e culturale. Il risultato è una collezione unica nel panorama della <strong>cripto-arte</strong>, in cui nell’universo digitale irrompe la qualità artistica e letteraria».</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"></mark></span></p>
<p><span data-contrast="auto">#NFPPP è solo la prima delle tante iniziative che Neri Pozza ha in programma per unire letteratura e creazioni digitali. Le tre copertine dedicate a Pasolini saranno <strong>messe all’asta</strong> sulla piattaforma <a href="http://neripozzanft.com/" target="_blank">neripozzanft.com</a> a partire dal <strong>30 aprile 2022</strong> e il ricavato servirà a creare una borsa di studio per giovani redattori dedicata alla memoria di <strong>Nicoletta Bettucchi</strong>, redattrice e filologa della casa editrice, scomparsa di recente.</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su</strong> <a href="https://www.giornaledellalibreria.it/news-editori-neri-pozza-entra-nel-mondo-degli-nft-con-tre-copertine-dautore-per-celebrare-pasolini-4866.html" target="_blank">Giornaledellalibreria.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/neri-pozza-celebra-pasolini-con-tre-copertine-in-nft/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Novecento” è il primo romanzo italiano trasformato in NFT</title>
		<link>http://www.magzine.it/novecento-e-il-primo-romanzo-italiano-trasformato-in-nft/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/novecento-e-il-primo-romanzo-italiano-trasformato-in-nft/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 13:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Colombo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[#letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Baricco]]></category>
		<category><![CDATA[baricco]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[NFT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=56054</guid>
		<description><![CDATA[Dare nuova vita a un libro, “esaltare il momento della pura invenzione”. È questo il motivo per cui Novecento di Alessandro Baricco, l&#8217;opera pubblicata nel 1994 da Feltrinelli che ha ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/04/nft-novecento-di-baricco.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: Giornalettismo.com" /></p><p>Dare nuova vita a un libro, “esaltare il momento della pura invenzione”. È questo il motivo per cui <strong><em>Novecento</em> </strong>di<strong> Alessandro Baricco</strong>, l&#8217;opera pubblicata nel 1994 da Feltrinelli che ha reso celebre l&#8217;autore a livello internazionale, è stato trasformato in un NFT. <mark class='mark mark-yellow'>Il mercato dei <em>Non Fungible Token –</em> letteralmente &#8220;Gettoni Non Fungibili, cioè non sostituibili&#8221; <em>–</em> è in rapida ascesa ed è la prima volta che un romanzo italiano diventa un’opera digitale.</mark></p>
<p>Dal <strong>31 marzo 2022</strong> sulla piattaforma <a href="https://opensea.io/assets/0x495f947276749ce646f68ac8c248420045cb7b5e/72091042799655788253293262521975116902663364480644013637444847742044732391524" target="_blank">OpenSea</a> è disponibile in edizione limitata la traccia audio del libro, con il titolo <em>Novecento. The Source Code</em>, recitata dal suo autore: Baricco spiega di aver scelto di leggere l’opera per risalire al momento in cui questa ha preso vita. “Non è solo il prodotto finito, confezionato, ad avere valore”, racconta lo scrittore. L’obiettivo è stato quello di ritrovare la &#8220;musica&#8221; del libro, il suo &#8220;codice sorgente&#8221;, appunto, che nascerebbe proprio dalla voce del suo autore, trasformata in 85 minuti di audio e venduta al prezzo di 1500 dollari.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, <mark class='mark mark-yellow'>gli <strong>NFT</strong> sono sequenze alfanumeriche, codici informatici, certificati di autenticità digitale che corrispondono a opere d&#8217;arte digitali: un quadro, una foto, una gif, una canzone o, appunto, un libro.</mark> Sono beni smaterializzati che si possono comprare online e la loro unicità è garantita dalla <strong>blockchain</strong>, una tecnologia che può essere paragonata a un registro digitale non modificabile, dove sono annotate tutte le transazioni effettuate per acquistare gli NFT. Ad ogni acquisto, i dati di quel particolare Token e della sua transizione vengono inseriti nella blockchain e rimangono lì immutati fino all&#8217;aggiornamento della stessa, che avviene ad ogni nuova operazione. Se questo può sembrare lontano dalla realtà di tutti i giorni, basti pensare che oggi gli NFT sono entrati a far parte del mondo della moda, dello sport, dei videogiochi, ma anche dell&#8217;arte e dell&#8217;editoria: nel 2021 un NFT è stato venduto per circa 70 milioni di dollari dalla casa d&#8217;aste Christie’s e sia <strong>SIAE</strong> sia <strong>Bookwire</strong> hanno iniziato a investire in questo nuovo modello di business.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Anche Alessandro Baricco ha grande fiducia in questa rivoluzione, che definisce “qualcosa che probabilmente è destinato a cambiare di molto la nostra vita, com&#8217;è successo dieci anni fa con le app”.</mark> Non è la prima volta che l’editoria italiana sbarca in questo mercato: copertine da collezione di periodici ed edizioni limitate di libri e di e-book sono già state <span style="color: #000000;">vendute all&#8217;asta </span>in passato con questa formula. Le potenzialità di questa tecnologia applicate alla letteratura sono diverse: capitoli esclusivi, commenti al testo, prefazioni e contenuti extra audio e video possono essere aggiunti con facilità alle copie digitali dei libri, che diventano così esemplari unici, vendibili a prezzi più alti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per sapere di più, continua a leggere su <a href="https://www.giornaledellalibreria.it/news-innovazione-novecento-di-alessandro-baricco-e-il-primo-libro-italiano-a-diventare-un-nft-4858.html" target="_blank">Giornale della Libreria</a>.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/novecento-e-il-primo-romanzo-italiano-trasformato-in-nft/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Subtext, la piattaforma che lega redattori e lettori</title>
		<link>http://www.magzine.it/subtext-la-piattaforma-che-lega-redattori-e-lettori/</link>
		<comments>http://www.magzine.it/subtext-la-piattaforma-che-lega-redattori-e-lettori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 08:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Magistro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[#digitale]]></category>
		<category><![CDATA[#lettori]]></category>
		<category><![CDATA[#redattori]]></category>
		<category><![CDATA[#relazione]]></category>
		<category><![CDATA[#subtext]]></category>
		<category><![CDATA[#utenti]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.magzine.it/?p=50219</guid>
		<description><![CDATA[Aggirare il caos dei social media per dare vita a vere e proprie conversazioni. È questo l’obiettivo di Subtext, la piattaforma di messaggistica, lanciata nel 2019 da Alpha Group e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/man-791440_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="man-791440_1920" /></p><p>Aggirare il caos dei social media per dare vita a vere e proprie conversazioni. È questo l’obiettivo di <a href="https://joinsubtext.com"><strong>Subtext</strong></a>, la piattaforma di messaggistica, lanciata nel 2019 da<strong> Alpha Group</strong> e creata per mettere in relazione i redattori delle testate giornalistiche, gli host, con i loro lettori.</p>
<p>Con lo scoppio della pandemia, le redazioni hanno dato vita a innumerevoli progetti incentrati completamente sul Coronavirus, tra cui newsletter e podcast.  La <strong>Cnn</strong>, ad esempio, ha lanciato <strong>Coronavirus: Fact vs. Fition;</strong> <strong>Quartz</strong> ha fatto lo stesso con <strong>Coronavirus: Need to Know</strong>; <strong>BuzzFeed</strong> con <strong>The Coronavirus Newsletter</strong>; il <strong>Washington Post</strong> con <strong>To Your Health: Coronavirus</strong>; il <strong>New York Times</strong> con <strong>Coronavirus Briefing</strong>. Ma questi sono solo alcuni esempi. Ne sono nati così tanti che su <strong>Twitter</strong> alcuni utenti hanno iniziato a creare newsletter basate sulle newsletter del Coronavirus. Ovviamente false.</p>
<p>«Il problema &#8211; come ha affermato il co-fondatore e Ceo di Subtext, <strong>Mike Donoghue </strong>- è che le redazioni stavano investendo molto tempo, denaro e fatica nel creare grandi audience sui social media, ma alla fine, stavano solamente prendendo in prestito le audience stesse, senza creare delle relazioni con loro». È proprio partendo dalle mancanze delle newsletter che è stato pensato Subtext, basato su relazioni vere che nascono da conversazioni genuine, senza fare uso di un carico tecnologico troppo pesante.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Gli Sms sono infatti un mezzo di comunicazione molto efficace. </mark>Ma Subtext non è stato il primo a scoprirlo. Nel 2016, il <em>Washington Post</em> aveva già lanciato un sistema di messaggistica sfruttando i bot dell’app di Facebook Messenger. La <em>Cnn</em> ha affermato che gli utenti trascorrevano in media 2 minuti con il bot, ma le risposte erano lente e il carico di notifiche troppo pesante per gli utenti. Altri due esperimenti sono stati <strong>Purple</strong>, piattaforma di messaggistica acquisita da <strong>The Skimm</strong> nel 2019, e <strong>Outlier Media</strong>, il primo progetto giornalistico locale che informa i cittadini sui problemi casalinghi quotidiani.</p>
<p>Subtext non si distingue dagli esperimenti precedenti solo perché è rivolta direttamente alle redazioni. <mark class='mark mark-yellow'>Il legame che si crea tra il lettore e il giornalista è così forte da far sentire in colpa il lettore nel momento in cui decide di disiscriversi alla piattaforma.</mark> «Riceviamo mail di disiscrizione in cui i lettori ci chiedono di non farlo sapere all’host» ha confessato Donoghue. I dati, infatti, sono incoraggianti: <mark class='mark mark-yellow'>solo il 2% degli abbonati decide di annullare l&#8217;iscrizione.</mark></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>La <strong>privacy</strong> degli utenti è un punto centrale per Subtext. </mark>I dati raccolti sono proprietà dell’host e vengono eliminati se l’utente decide di abbandonare la piattaforma. Inoltre, Subtext non viene a conoscenza di chi apre personalmente il messaggio.</p>
<p>Le parole chiave di Subtext sono <strong>comunità</strong>, <strong>relazione</strong> e <strong>interazione</strong> e le redazioni ne stanno sfruttando i mezzi in modo originale e unico. <em>NPR</em>, ad esempio, sta sfruttando la piattaforma per informare i lettori sul suo podcast e ricevere feedback a riguardo; <strong>Arizona Republic</strong> per rispondere alle domande sul Coronavirus; il <strong>Globe</strong>, invece, per inviare ricette.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Se vuoi saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.niemanlab.org/2021/02/subtext-lets-journalists-build-deeper-relationships-with-readers-one-text-at-a-time/">Niemanlab</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.magzine.it/subtext-la-piattaforma-che-lega-redattori-e-lettori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/29 queries in 0.074 seconds using disk
Object Caching 1311/1550 objects using disk

 Served from: www.magzine.it @ 2026-04-18 06:19:00 by W3 Total Cache -->