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	<title>magzine &#187; Di Maio</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Scissione tra i 5Stelle e ritorno allo stato d&#8217;emergenza &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2022 04:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I 5stelle non sono più il primo partito, cambiano gli equilibri parlamentari. Con l&#8217;addio di Luigi Di Maio e dei parlamentari che hanno deciso di seguirlo nel gruppo Insieme per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="303" height="166" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/siccità.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="siccità" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>I 5stelle non sono più il primo partito, cambiano gli equilibri parlamentari.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Con l&#8217;addio di <strong>Luigi Di Maio</strong> e dei parlamentari che hanno deciso di seguirlo nel gruppo <em>Insieme per il futuro</em>, il Movimento 5 stelle passa da 155 a 105 deputati, da 72 a 61 senatori e perde cinque degli undici tra sottosegretari e viceministri.</mark> Lo scossone dentro il Movimento ha coinvolto anche i seggi a Strasburgo. Infatti le eurodeputate <strong>Chiara Gemma</strong> e <strong>Daniela Rondinelli</strong> hanno lasciato la delegazione del M5S al Parlamento europeo che si riduce così a soli cinque membri. <mark class='mark mark-yellow'>In attesa di capire se si porrà la questione di riequilibrare le commissioni parlamentari, la Lega diventa il gruppo più numeroso alla Camera (132 deputati) e, non appena si costituirà la componente del nuovo partito di Di Maio nel gruppo Misto in Senato, quello di<strong> Matteo Salvini</strong> avrà 61 senatori al pari del M5s.</mark> Secondo alcuni osservatori la scissione di Di Maio spinge politicamente il M5s più lontano dall’agenda di Draghi e dalla sua linea strategica per la gestione del conflitto in Ucraina. D’altra parte proprio sulle divisioni in politica estera aveva calcato Di Maio nell’ incontro serale con la stampa per spiegare le ragioni della “sofferta” scissione del Movimento. Ad ogni modo i prossimi passaggi parlamentari saranno ad alto rischio. A cominciare dal voto sul <em>decreto Aiuti</em> previsto a fine mese, che contiene la norma che permette la costruzione del termovalorizzatore a Roma, molto contestata da Conte e i suoi. E se dai vertici dell’esecutivo per ora si esclude una riconfigurazione delle cariche ministeriali, non è escluso che nei prossimi giorni Conte, che ha deciso di rimanere alla maggioranza, insista per riaprire questo fronte.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Riccardo Piccolo)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Finito lo stato d’emergenza per pandemia, inizia quello per siccità.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>Solo qualche mese fa è terminato in Italia lo stato d’emergenza che, dallo scoppio della pandemia da Covid-19, ha aiutato il Paese ad affrontare i disagi generati dal virus. Adesso la misura potrebbe venire di nuovo introdotta, non più a causa del pericolo sanitario, bensì climatico.</mark> La richiesta, che rappresenta un primo passo amministrativo per affrontare il problema, è stata mossa dalle Regioni del Nord colpite dal rischio siccità. Proprio oggi i rispettivi rappresentanti hanno incontrato in conferenza il capo della Protezione Civile, <strong>Fabrizio Curcio</strong>, che al termine del colloquio ha dichiarato: “Ricordiamoci che questa misura serve a fare delle cose. Si sta lavorando per definire quali sono le attività che seguono allo stato di emergenza, che non è un’idea ma consiste in una serie di azioni che vanno fatte.” <mark class='mark mark-yellow'>La situazione è complessa: non piove da settimane, i fiumi sono in dismissione, il cuneo salino nel Po arriva a decine di chilometri. E le previsioni future non lasciano presagire inversioni di tendenza dal punto di vista meteorologico, bensì periodi di siccità che da eccezione potrebbero trasformarsi in costante.</mark> L’intervento del governo è necessario per stanziare risorse che coprano i danni all’agricoltura e intervenire sui bacini idroelettrici dei laghi. Il governatore della Lombardia, <strong>Attilio Fontana</strong>, ha parlato di “situazione mai grave come quest’anno”, ricordando come nella Regione già da due mesi si sia cercato di agire per preservare il delicato equilibrio tra le esigenze idropotabili e di irrigazione. “Si dovrà ricorrere magari ai fondi del Pnrr”, propone.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Ludovica Rossi)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Maturità post pandemia: apre le danze la prima prova d’italiano.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Al via questa mattina la prima prova dell’esame di maturità 2022. <mark class='mark mark-yellow'>Per i 520 mila studenti che questa mattina hanno sostenuto la prova scritta d’italiano, le tracce proposte sono state sette: da <strong>Giovanni Pascoli</strong> a <strong>Giovanni Verga</strong>, il Nobel per la fisica <strong>Giorgio Parisi</strong>, le leggi razziali tratte da un brano di <strong>Liliana Segre</strong> e <strong>Gherardo Colombo</strong>, ma anche una riflessione sulla musica da un testo di <strong>Oliver Sacks</strong>.</mark> La traccia più gettonata è stata quella sull’iperconnessione scelta da uno studente su cinque che parte da una riflessione sul ruolo delle nuove tecnologie digitali. Non poteva mancare la proposta di un argomento di attualità: la pandemia infatti è entrata all’esame di maturità grazie alla tipologia C. Agli studenti è stato chiesto di analizzare un testo di <strong>Luigi Ferrajoli</strong> dal nome “Perché Costituzione della Terra?”.  Quanto alle regole per il sostenimento della prova, quest’anno niente obbligo di mascherina che viene solo fortemente raccomandata. “Voglio ribadire il mio messaggio di incoraggiamento alle studentesse e agli studenti – commenta il Ministro dell’istruzione <strong>Patrizio Bianchi</strong> alla vigilia dell’esame –: questo è un momento importante che va vissuto con entusiasmo. Le tracce sono bellissime, siamo al vostro fianco”.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Melissa Scotto Di Mase)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Terremoto in Afghanistan: i morti salgono a mille.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non c’è pace per l’Afghanistan. <mark class='mark mark-yellow'>La scorsa notte una forte scossa di terremoto ha colpito il Paese che, dallo scorso agosto, si trova di nuovo sotto il potere talebano. Al momento si attestano mille morti e 1.500 feriti, ma nelle prossime ore è probabile che il numero delle vittime aumenti. Lo United States Geological Survey (Usgs) ha registrato la scossa di magnitudo 5.9 a circa 46 chilometri dalla città di Khost, nel Sud-Est dell’Afghanistan, a una profondità di 51 chilometri.</mark> Inoltre, secondo il Centro Sismologico Euro Mediterraneo (Emsc), la scossa sarebbe stata avvertita non solo in Afghanistan e in Pakistan, ma anche in India. “Esortiamo tutte le agenzie umanitarie a inviare immediatamente squadre nell’area per prevenire ulteriori catastrofi”, ha scritto su Twitter il portavoce del governo talebano <strong>Bilal Karimi</strong>. Infatti, la regione terremotata di Paktika è oggi una delle più povere del Paese e presenta gravi carenze sia nelle infrastrutture che nei servizi essenziali. Ma non è la prima volta che l’Afghanistan vive una tragedia simile: trovandosi in una zona ad alto rischio sismico, è stata per lungo tempo soggetta a terremoti devastanti. A questo proposito, l’Ufficio della Nazioni unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha dichiarato che, negli ultimi dieci anni, l’Afghanistan avrebbe avuto una media di 560 morti ogni anno a causa del terremoto: oltre 7mila vittime.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Aurora Ricciarelli)</p>
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		<title>L&#8217;addio di Di Maio e il nuovo missile russo &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 22:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’addio di Di Maio ai 5Stelle, in rotta con Conte “ambiguo in politica estera”. Quella di oggi “è una scelta sofferta, che mai avrei immaginato di dover fare: io e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/di-maio.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Italian PM Draghi reports at the Senate" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>L’addio di Di Maio ai 5Stelle, in rotta con Conte “ambiguo in politica estera”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'> Quella di oggi “è una scelta sofferta, che mai avrei immaginato di dover fare: io e tanti altri colleghi e amici lasciamo il Movimento, quella che da domani non sarà più la prima forza politica in Parlamento”. Queste le parole di <strong>Luigi Di Maio</strong> durante la conferenza stampa che ha confermato la sua uscita dal Movimento 5 Stelle insieme ad un gruppo cospicuo di parlamentari per creare una nuova forza politica che si chiamerà <em>Insieme per il futuro</em>.</mark> Per la nascita di una nuova formazione a Montecitorio sono sufficienti 20 deputati, e 10 senatori a Palazzo Madama. Ma già si prevede che, su 227 parlamentari 5 stelle (155 alla Camera e 72 al Senato), oltre un quarto sono già pronti a mettersi alle spalle il Movimento. “Abbiamo scelto di fare un&#8217;opzione verità”, ha dichiarato Di Maio in piena rottura con l&#8217;ala <em>contiana</em> del Movimento che, secondo il ministro, avrebbe mantenuto una eccessiva ambiguità in politica estera. Ha poi continuato dicendo che “In questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa”. Poco prima delle 20 Di Maio era salito al Quirinale per informare il presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, dell’imminente addio al M5S e confrontarsi con lui sulle eventuali ricadute del suo stacco sul governo, che ad ora rimangono poco chiare. <mark class='mark mark-yellow'>Intanto nell’aula del Senato è stata approvata con 219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno.</mark> “L&#8217;Italia continuerà a lavorare con l&#8217;Unione Europea e con i partner del G7 per sostenere l&#8217;Ucraina, e ottenere la pace”, queste le parole del presidente che vanno a chiarire quella che sarà la linea strategica dell’Italia nel conflitto in Ucraina.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Riccardo Piccolo)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Putin non si ferma: è pronto il nuovo missile Sarmat.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Si chiama Sarmat, detto anche in modo evocativo “Satan 2”, ed è un missile balistico intercontinentale sviluppato a partire dal 2011. A inizio aprile, quando fu testato per la prima volta, il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong> disse: “Con questo missile ci penseranno bene prima di attaccarci”. <mark class='mark mark-yellow'>Secondo il ministero della Difesa, infatti, Satan 2 sarebbe capace di “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”: la nuova mossa di Putin per minacciare  e spaventare l’Ucraina, ma anche per imporre la propria autorità e supremazia all’interno del panorama europeo. È di oggi l’annuncio che sta destando le preoccupazioni dell’Europa e del resto del mondo: “Il super missile balistico Sarmat sarà operativo in Russia entro la fine dell’anno”, ha detto il presidente Putin incontrando al Cremlino i giovani diplomatici dell’accademia militare.</mark> Si tratta di una vera arma di distruzione di massa: a propellente liquido e del peso di 200 tonnellate, Sarmat sarebbe in grado di scatenare dodici grandi testate termonucleari, con un raggio d’azione di circa 18 mila chilometri e una resa esplosiva fino a 750 kilotoni. A confronto, la bomba atomica di Hiroshima era di circa 15 kilotoni. Il leader del Cremlino ritiene che Satan 2 sarà una garanzia per la sicurezza russa “contro le attuali minacce”. “Farà riflettere coloro che ci stanno minacciando”, ha detto Putin alla fine del suo discorso.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Aurora Ricciarelli)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Non è mai fine per il processo a Patrick Zaki: prossimo aggiornamento in autunno.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Aggiornato al 27 settembre. È questo l’esito della sesta udienza del processo a carico di <strong>Patrick Zaki</strong> che si è tenuta oggi a Mansura, in Egitto. Il nuovo aggiornamento era stato già ipotizzato da alcune fonti giudiziarie, che, alla vigilia dell’appuntamento alla Corte d’emergenza, avevano previsto un rinvio anche di altri due mesi. Si era astenuta invece da qualsiasi congettura la legale di Zaki, <strong>Hoda Nasrallah</strong>. Essendo infatti quello contro lo studente dell’università di Bologna un “processo politico” il suo sviluppo è incerto: il giudice monocratico potrebbe pronunciare la sentenza in maniera inaspettata. <mark class='mark mark-yellow'>L’accusa mossa al giovane è quella di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese”, già costatagli 22 mesi di custodia cautelare. A sostenerla è un articolo del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis e discriminati da frange della società musulmana. Per questo motivo, nonostante la scarcerazione dell’8 dicembre scorso, lo studente non può al momento fare ritorno in Italia.</mark> Dice però di sentire che “c’è Bologna dietro di me” e di non vedere l’ora di tornare a festeggiare e trascorrere lì il prossimo semestre: “Non è accettabile, voglio tornare ai miei studi e inizio a sentirmi non libero”. Si unisce al turbamento dell’attivista anche il portavoce di Amnesty International Italia, <strong>Riccardo Noury</strong>, che ha così commentato la vicenda: “Un periodo di tempo esorbitante. È inaccettabile, considerando che Patrick Zaki è sotto processo solo per aver espresso pacificamente la sua opinione.”</p>
<p style="font-weight: 400;">(Ludovica Rossi)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Incidenti sul lavoro: a Lecce muore un operaio di 72 anni.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Donato Marti</strong> è l’ennesima vittima della lunga lista di operai morti sul posto di lavoro. <mark class='mark mark-yellow'>Originario di Avetrana in provincia di Taranto, l’uomo è morto a Lecce in Via Parini dove era impegnato da giorni in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile. Le cause dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento ma sembrerebbe che la caduta sia avvenuta da un’altezza di circa cinque metri, mentre, con altri operai era impegnato nell’installazione di un montacarichi. Sul luogo è intervenuto il 118 che ha tempestivamente trasferito Marti in Ospedale Vito Fazzi, ma dopo qualche ora non ce l’ha fatta.</mark> Ora la Procura di Lecce ha avviato un’inchiesta. Si tratta della terza vittima registrata in provincia di Lecce nel giro di 50 giorni. “Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l’età per ottenere l’assegno previdenziale” dichiara <strong>Valentina Fragassi</strong>, segretaria generale della Cgil di Lecce. Dunque, è sempre più urgente un provvedimento che aumenti il potere d’acquisto delle pensioni, allargando la platea di coloro i quali possono beneficiare della quattordicesima.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Melissa Scotto Di Mase)</p>
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		<title>Elezioni in Francia e l&#8217;appello di Zelensky all&#8217;Italia &#8211; Le quattro notizie del giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 03:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Rossi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francia: Macron perde la maggioranza. Rieletto all’Eliseo meno di due mesi fa, il presidente francese Emmanuel Macron non potrà più contare sulla maggioranza assoluta in Parlamento. Per il presidente è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/France_election_thumbnail-8bhqri.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="France_election_thumbnail-8bhqri" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>Francia: Macron perde la maggioranza.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Rieletto all’Eliseo meno di due mesi fa, il presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> non potrà più contare sulla maggioranza assoluta in Parlamento. Per il presidente è stata una sconfitta al di là di ogni previsione: al ritorno dalla sua prima visita nell’Ucraina in guerra, Macron aveva chiesto al popolo francese una maggioranza “forte e chiara” per una “Francia davvero europea”. <mark class='mark mark-yellow'>Il Parlamento francese esce invece dalle urne con gli equilibri sconvolti. Macron e la sua coalizione <em>Ensemble</em> sono lontanissimi dalla maggioranza assoluta necessaria per governare: 289 seggi. Nel primo mandato il presidente aveva 341 deputati che oggi oscillano fra 210 e 230.</mark> Ad emergere come principale forza di opposizione, con 170-190 seggi, è stata l’alleanza di sinistra <em>Nupes</em> guidata dal tribuno <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong>. Ma c’è stato un risultato storico anche per il <em>Rassemblement National</em> di <strong>Marine Le Pen</strong> che è salito a 80-95 seggi, rispetto agli otto attuali. Il presidente del Consiglio francese <strong>Elisabeth Borne</strong>, poche ore dopo l’annuncio dei primi risultati, ha parlato dall’Hotel de Matignon: “È una situazione inedita che rappresenta un rischio per il nostro Paese viste le sfide che dobbiamo affrontare sia sul piano nazionale che internazionale”, ha detto. La Borne ha poi lanciato un appello all’unità per “costruire una maggioranza d’azione per lo Stato francese”, senza escludere la possibilità di raggiungere dei “compromessi”.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Aurora Ricciarelli)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ucraina, 117^ giorno di guerra in Ucraina: le parole di Zelensky all&#8217;Italia.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><mark class='mark mark-yellow'>“Per favore sosteneteci. Muoversi verso l’Unione Europea per noi è un fattore unificante e ricevere lo status di candidato ci rafforzerebbe. L’Ucraina ha bisogno di aiuto: rifornimenti, alimenti, armi ed equipaggiamenti moderni.” È questa la richiesta che il presidente ucraino <strong>Zelensky</strong> ha mosso oggi all’Italia,</mark> intervenendo in video-collegamento al Global Policy Forum dell’Ispi in corso a Milano. Segnali positivi in questo senso sembrano provenire anche dall’Ungheria e dagli USA, entrambi favorevoli alla concessione della candidatura. Ai cittadini del suo Paese il presidente ha invece registrato un video, durante il viaggio di rientro da Lysychansk, promettendo loro un ritorno alla normalità e la riconquista dei propri territori: “La Russia non ha abbastanza missili per piegare la voglia di vivere degli ucraini”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non trapela invece la stessa fiducia dalle parole del segretario generale dell’Alleanza Atlantica <strong>Stoltenberg</strong> che, di fronte ai quattro fronti su cui ancora proseguono i combattimenti, prevede una guerra che “potrebbe durare anni”. Nel frattempo, <mark class='mark mark-yellow'>il Parlamento ucraino ha approvato un disegno di legge che vieta l’importazione di libri e giornali russi, bielorussi o delle repubbliche separatiste del Donbass e limita musica, concerti e film di autori del Paese ostile.</mark> Si tratta di un provvedimento che rischia però di rivoltarsi contro l’Ucraina stessa, offrendo all’opinione pubblica di Mosca un motivo per giustificare l’invasione a difesa delle popolazioni russe e incrementando il consenso a Putin.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Ludovica Rossi)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>M5s si divide sulla questione armi, sfiduciato Di Maio.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La tensione interna al Movimento 5 Stelle è alta da giorni e il ministro <strong>Di Maio</strong> rischia l’espulsione. Il pomo della discordia, che ha portato ieri sera ad una riunione notturna emergenziale del Consiglio nazionale del movimento, riguarda l’invio delle armi in Ucraina. Infatti <mark class='mark mark-yellow'>la bozza redatta da alcuni senatori pentastellati che chiedeva lo stop dell’invio di altre armi a Kiev, è stata duramente criticata da Luigi Di Maio, che aveva spiegato: &#8220;Quel testo ci disallinea dall&#8217;alleanza della Nato e dell&#8217;Ue&#8221; e &#8220;se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell&#8217;Italia&#8221;.</mark> La riunione, sospesa a tarda notte, è proseguita oggi ma l’espulsione del ministro è rimasta congelata. Questa mattina poi si è tenuta una riunione da remoto dei componenti del M5s delle commissioni parlamentari con i vertici pentastellati per definire la linea da portare al vertice tra governo e maggioranza, in vista del voto di domani al Senato sulle comunicazioni del presidente del Consiglio <strong>Mario Draghi</strong> alla vigilia del Consiglio europeo. Da quanto è emerso il Movimento continuerà nella mediazione con il resto della maggioranza sulla risoluzione unitaria, senza creare problemi. Chiederanno però “un più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento riguardo le linee di indirizzo politico che verranno perseguite dal governo ai consessi europei e internazionali”. Dunque, nessun riferimento alle armi, ma a una de-escalation militare e alla centralità del Parlamento.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Riccardo Piccolo)</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Allarme siccità: il governo è pronto a valutare misure per far fronte all&#8217;emergenza.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il fiume Po ha raggiunto i livelli più bassi da oltre settanta anni. Quella trascorsa è stata la sesta primavera più calda di sempre e le previsioni future continuano a non promettere nulla di buono. <mark class='mark mark-yellow'>A preoccupare maggiormente gli italiani è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano che quest’anno ha segnato un calo del 15%.</mark> In una situazione così drammatica le regioni chiedono aiuto al governo sollecitando un intervento rapido per fronteggiare l’emergenza climatica. Nei mesi scorsi sono state Veneto, Lombardia e Piemonte le prime regioni a lanciare l’allarme ma la situazione ora resta critica anche al Centro-Sud. È prevista questa settimana una riunione con l’esecutivo che da giorni tiene sotto osservazione il dossier siccità. Si tratta di una situazione grave che il ministro delle Politiche agricole <strong>Stefano Patuanelli</strong> definisce &#8220;inevitabile&#8221;. <mark class='mark mark-yellow'>Molti comuni e acquedotti hanno deciso di intervenire a riguardo decretando la chiusura dei rubinetti nelle ore notturne.</mark> Mentre in Friuli di Venezia Giulia è atteso nei prossimi giorni un decreto per razionare l’acqua in ambito privato, agricolo e industriale.</p>
<p style="font-weight: 400;">(Melissa Scotto Di Mase)</p>
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		<title>Il soft-power della Cina: da epicentro dell&#8217;epidemia a epicentro dei soccorsi</title>
		<link>http://www.magzine.it/il-soft-power-della-cina-da-epicentro-dellepidemia-a-epicentro-dei-soccorsi/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 16:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appena due mesi fa, tra un’economia in caduta libera e inedite proteste sui social network contro il governo, la Cina sembrava essere stata messa in ginocchio, sotto l’impatto schiacciante dell’epidemia. ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3940" height="2610" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/04/26407744349_f56af76a9a_o.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="26407744349_f56af76a9a_o" /></p><p>Appena due mesi fa, tra un’economia in caduta libera e inedite proteste sui social network contro il governo, la Cina sembrava essere stata messa in ginocchio, sotto l’impatto schiacciante dell’epidemia. Il mondo, tuttavia, cambia velocemente, e proprio le dinamiche del Coronavirus, che hanno sconvolto la quotidianità del pianeta intero, dovrebbe ricordarcelo.<mark class='mark mark-yellow'>È di domenica scorsa la notizia, rilanciata dall’agenzia Xinhua, dell’ennesima fornitura sanitaria partita da Pechino in direzione Europa, questa volta nella Macedonia del Nord, che a oggi conta oltre 1200 infettati; e fra cui rientra anche il vice primo ministro, Bujar Osmani, che in un messaggio video ha ringraziato la Cina per la vicinanza dimostrata in questo duro momento.</mark></p>
<p>Qualche chilometro più a Nord, e un paio di settimane prima, Aleksandar Vucic, il presidente della Serbia, è stato più esplicito. «Vi chiedo di mandarci tutto quello che potete. Abbiamo bisogno di mascherine, guanti, ventilatori polmonari e, soprattutto, delle vostre conoscenze e di persone che possano venire qui a dare una mano» ha detto Vucic, che qualche secondo dopo ha rincarato la dose, affermando di rivolgersi ai cinesi proprio perché «si è scoperto che l’Europa ha difficoltà a difendersi da sola». Quelle del presidente serbo sono parole che aiutano a delineare le fattezze dell’opportunità che la Cina stava cercando ormai da mesi: quella di rifarsi agli occhi della comunità internazionale dopo le vicende di Wuhan, apparendo come uno Stato responsabile: da epicentro dell’epidemia a epicentro dei soccorsi.</p>
<p>Secondo <strong>Maurizio Scarpari</strong>, <strong>sinologo ed esperto di lingua e cultura cinese</strong>, si tratta di una narrazione che la Repubblica Popolare Cinese ha solo vantaggi ad alimentare. «Da un lato copre le sue responsabilità, dall’altro si inserisce in quei vuoti che si sono creati in questa confusione mondiale; specie con gli Stati Uniti che si sono ritirati da ogni forma di intervento, in Europa e nel resto del mondo.<mark class='mark mark-yellow'>La Cina sta approfittando di una situazione creata da lei stessa, per presentarsi come una sorta di salvatrice dell’umanità, che è funzionale ai suoi obiettivi geopolitici</mark>».</p>
<p>In Italia la mano cinese si è fatta sentire, enfatizzata dalle parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che rappresenta quella parte del governo più vicina alla Cina, come lui stesso ha tenuto a ribadire, ricordando il memorandum d’intesa firmato appena un anno fa («Chi ci ha deriso sulla Via della seta ora deve ammettere che investire in questa amicizia ci ha permesso salvare vite in Italia» ha detto ai microfoni del Tg2). Una Via della seta che ha peraltro già iniziato a operare ad alti livelli di traffico, per quanto riguarda i rifornimenti ospedalieri: nel solo mese di marzo, Pechino ha registrato nelle proprie casse circa 1.43 miliardi di dollari nell’esportazione di prodotti sanitari – peraltro, non tutto materiale di prim’ordine, come testimoniano le circa 600mila mascherine acquistate dall’Olanda e fatte poi rispedire al mittente cinese, una volta rivelatesi difettose.</p>
<p>«I doni portati alla ribalta dal ministro Di Maio, in realtà non si sono poi rivelati così cospicui, anche perché erano sì donazioni, ma solo in minima parte: per il resto, si trattava di acquisti» conferma Scarpari, sottolineando poi un aspetto centrale all’interno del sistema-Cina, cioè quello dell’informazione.<mark class='mark mark-yellow'>«In generale, l’intera questione è stata fin dall’inizio affrontata in modo poco trasparente. I tentativi di soffocare le notizie sul nascere hanno ritardato la consapevolezza della gravità della situazione, influendo di conseguenza sulla gestione dell’epidemia dentro la Cina, e della pandemia fuori dai suoi confini».</mark></p>
<p>Se in quest’ultimo caso molte sono state le critiche indirizzate all’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quanto riguarda le informazioni che circolano all’interno del mondo cinese la questione è meno netta di quello che si potrebbe pensare, come evidenzia <strong>Hugo de Burgh, professore dell’Università di Westminister, dove dirige il China Media Centre</strong>.<mark class='mark mark-yellow'>«Bisogna considerare che i cinesi, specie i <em>netizen</em> (termine utilizzato soprattutto in Asia per indicare quelle persone che esercitano la propria cittadinanza su internet, ndr), sono molto critici con i burocrati e il governo in generale, che sono pertanto terrorizzati dall’opinione pubblica, ripiegandosi spesso in rapidi cambiamenti nelle dichiarazioni. Infatti, se all’inizio, da parte del governo, l’istinto era quello di sopprimere la conoscenza del virus, con il passare dei giorni questa narrazione è venuta meno».</mark>Emblematico, a tal proposito, il caso di Li Wenliang, l’oculista cinese punito dai funzionari locali per aver fatto emergere sui social media la pericolosità del virus, e in seguito riabilitato dal governo centrale come eroe, dopo la sua morte proprio da Covid-19 lo scorso febbraio.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'>Maurizio Scarpari, sinologo: «La Cina fa il suo mestiere: cerca di acquisire una posizione di leadership. Siamo noi, in Occidente, che dobbiamo trovare il modo giusto per rapportarci alle politiche espansionistiche cinesi, non limitandoci solo a guardare alle questioni economiche. Per non ripetere gli errori commessi, lungo la Via della seta, da altri Paesi, soprattutto in Africa e Asia, che si sono visti strangolati da debiti eccessivi, da pagare con materie prime o perdendo importanti pezzi di sovranità».</span></p>
<p>Intanto,<mark class='mark mark-yellow'>mentre la Cina si afferma con quella viene già definita come la “diplomazia delle mascherine”, gli Stati Uniti non sembrano aver intenzione di cooperare in questa serie di aiuti internazionali.</mark> Donald Trump e alcuni media americani hanno definito il SARS-CoV-2 come il “Chinese-virus”, attirandosi la condanna del ministro degli Esteri di Pechino. Per molti, si tratta del punto di rottura più profondo nel rapporto fra Usa e Cina dai tempi del massacro del 1989 a Piazza Tienanmen. Una situazione che per Maurizio Scarpari ha mostrato i limiti dell’America First del presidente statunitense, mettendo a nudo problematiche che dovranno essere risolte anche da una possibile amministrazione Biden, in caso di vittoria dei democratici nelle prossime elezioni americane. «Dando per buona questa prospettiva, non si tornerà comunque alla gestione dei tempi di Obama, di cui Biden era il vice; è ormai passata troppa acqua sotto i ponti dai tempi di quella politica di concertamento, in cui si cercava di contenere il dinamismo cinese.<mark class='mark mark-yellow'>Quel che è certo – prosegue Scarpari – è che negli Stati Uniti quello della Cina è un problema condiviso fra democratici e repubblicani, perché mette a rischio la leadership americana, specie per quanto riguarda settori strategici come quello delle telecomunicazioni, come si evince dalla vicenda Huawei».</mark></p>
<p>Fra i tantissimi dubbi che la pandemia si porta dietro, l’unico aspetto su cui tutti sembrano concordare per davvero, è che il mondo post-Coronavirus sarà un posto economicamente più debole, anche rispetto a quello della crisi del 2008; in quell’occasione, la Cina dimostrò alla comunità internazionale la propria responsabilità, con un programma di stimoli da 568 miliardi di dollari, mostrando al pianeta intero l&#8217;arsenale di liquidità a disposizione del Celeste impero, proiettandolo nel suo progetto di affermazione globale.<mark class='mark mark-yellow'>In un mondo più povero, la prospettiva di diventare la prima potenza mondiale si potrebbe fare sempre più concreta per la Cina, spiega sempre Scarpari.</mark> «La Cina fa il suo mestiere: cerca di acquisire una posizione di leadership. Siamo noi, in Occidente, che dobbiamo trovare il modo giusto per rapportarci alle politiche espansionistiche cinesi, non limitandoci solo a guardare alle questioni economiche. Per non ripetere gli errori commessi, lungo la Via della seta, da altri Paesi, soprattutto in Africa e Asia, che si sono visti strangolati da debiti eccessivi, da pagare con materie prime o perdendo importanti pezzi di sovranità».</p>
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