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	<title>magzine &#187; colombia</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Colombia: la lotta contro i matrimoni infantili tra progresso legislativo e barriere culturali</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 07:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ilenia Cavaliere]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Dirittidell'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[MatrimoniPrecoci]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[Le bambine colombiane torneranno ad essere bambine, non più spose. Ci sono voluti 17 anni di campagne affinché il Parlamento colombiano approvasse il progetto di legge che vieta il matrimonio infantile ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="1080" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Untitled design" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Le bambine colombiane torneranno ad essere bambine, non più spose. </span><span style="font-weight: 400;">Ci sono voluti 17 anni di campagne affinché il Parlamento colombiano approvasse il progetto di legge che vieta il </span><b>matrimonio infantile </b><span style="font-weight: 400;">in Colombia e che alza a 18 anni l’</span><b>età del consenso</b><span style="font-weight: 400;">, senza eccezioni di alcun tipo</span><b>. </b><span style="font-weight: 400;">Un passo storico quello compiuto dal Senato che, al nono tentativo, ha finalmente approvato all’unanimità la fine di ciò che molte attiviste colombiane reputano una </span><i><span style="font-weight: 400;">violenza istituzionalizzata.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il progetto di legge </span><i><span style="font-weight: 400;">Son niñas, no esposas </span></i><span style="font-weight: 400;">proposto dalla senatrice di sinistra </span><b>Clara López</b><span style="font-weight: 400;"> e dalla deputata indipendente </span><b>Jennifer Pedraza</b><span style="font-weight: 400;">, è in attesa della firma di </span><b>Gustavo Petro</b><span style="font-weight: 400;">, Presidente della Colombia in carica dal 2022. Ad atti conclusi, verrà finalmente eliminato l&#8217;articolo del </span><b>Codice Civile </b><span style="font-weight: 400;">colombiano in vigore dal 1887 che consente, con l&#8217;approvazione dei genitori, il matrimonio di minori. </span></p>
<p><b>Otto tentativi a vuoto. Perchè proprio ora?</b><span style="font-weight: 400;"> Qualche settimana fa alcuni rapper colombiani come J Balvin, Maluma e Karol G hanno pubblicato il brano reggaeton </span><i><span style="font-weight: 400;">+57 </span></i><span style="font-weight: 400;">in cui raccontano </span><span style="font-weight: 400;">la storia di un’adolescente del posto. Lo fanno dipingendo la quattordicenne come oggetto di desiderio carnale ed esplicitamente sessuale. Le reazioni sono arrivate rapidamente: da un lato le critiche delle femministe, dall’altro l’intervento del Presidente Petro, che ha chiesto ai rapper di modificare il brano. La richiesta è stata accolta cambiando l&#8217;età della ragazza in questione a 18 anni, ma la polemica aveva ormai assunto proporzioni tali da riportare il dibattito fino in Parlamento. </span><span style="font-weight: 400;">Tra i fattori determinanti della vittoria anche una forte </span><b>presenza femminile in Senato</b><span style="font-weight: 400;"> dell’oltre </span><b>30%</b><span style="font-weight: 400;">, il record storico. E ancora &#8211; racconta la deputata indipendente Jennifer Pedraza ai media colombiani &#8211; durante l’ultimo dibattito, gli uomini hanno sostenuto le colleghe ascoltando le loro testimonianze personali: storie di abusi, di violenza e di rivendicazione. Una condizione molto diffusa tra le donne, considerando che tre</span><b> adulte su dieci hanno dichiarato di essersi sposate da bambine</b><span style="font-weight: 400;">, spesso in condizioni di abuso sessuale. L&#8217;unanimità del </span><span style="font-weight: 400;">Parlamento lascia pensare ad una presa di maggiore consapevolezza e sensibilizzazione del fenomeno, in controtendenza rispetto a quanto accaduto qualche anno fa quando il progetto venne accusato di voler </span><i><span style="font-weight: 400;">proibire l&#8217;amore</span></i><span style="font-weight: 400;">.  </span></p>
<p><a href="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/Ninasnoesposas.png"><img class="alignleft wp-image-75498 size-medium" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2024/11/Ninasnoesposas-300x241.png" alt="Ninasnoesposas" width="300" height="241" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">  </span><span style="font-weight: 400;">Dopo Honduras, Porto Rico, Messico e Repubblica Dominicana, la </span><b>Colombia</b><span style="font-weight: 400;"> diventa quindi il dodicesimo paese dell’America latina &#8211; su un totale di 33 &#8211; a vietare</span> <span style="font-weight: 400;">i matrimoni infantili. Una manifestazione della </span><b>violenza di genere</b><span style="font-weight: 400;">, così definita dal </span><b>Fondo delle Nazioni Unite per l&#8217;infanzia </b><span style="font-weight: 400;">(UNICEF), che coinvolge più di </span><b>650 milioni di ragazze e adolescenti in tutto il mondo,</b><span style="font-weight: 400;"> bambine minorenni legittimamente date in matrimonio a uomini con il doppio o triplo della loro età. </span></p>
<p><b>Ma prima di mercoledì 13 novembre, i</b><span style="font-weight: 400;">l 17% dei matrimoni in Colombia vedeva coinvolte</span><b> spose bambine</b><span style="font-weight: 400;">. Questa percentuale posiziona la Colombia al 20esimo posto al mondo per matrimoni precoci, e lo definisce come uno dei due Paesi del Sud America, insieme all&#8217;Argentina, che mantengono ancora legalizzata questa pratica. </span></p>
<p><b> Antioquia</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Cundinamarca</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Tolima</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Valle del Cauca</b><span style="font-weight: 400;"> sono tra le regioni colombiane più colpite dal fenomeno, così intrinseco nella loro cultura tanto da essere normalizzato. Questo perché la povertà è sempre stata un fattore determinante per il Sud America e le bambine sono spesso usate come moneta di scambio in contesti di estrema miseria per alleggerire il carico economico delle famiglie. </span><span style="font-weight: 400;">Del 17% dei matrimoni totali, infatti, la percentuale più alta del </span><b>25% riguarda le zone rurali, </b>di<span style="font-weight: 400;"> campagna. Il </span><b>14%</b><span style="font-weight: 400;"> dei matrimoni infantili si verifica invece in </span><b>città</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un vortice, quello della povertà, che taglia le ali delle bambine prima ancora che possano solo percepire le loro opportunità e i loro diritti.  Una </span><b>violenza legittima economica, psicologica, sessuale e fisica </b><span style="font-weight: 400;">di cui è testimone una percentuale del 44% delle bambine tra i 10 e 14 anni. Il dato arriva direttamente dagli ospedali colombiani &#8211; racconta Pedraza ai media statali &#8211; più precisamente dalle stanze dove le bambine affrontano gravidanze precoci, con gravi conseguenze sulla loro salute fisica e mentale. </span></p>
<p><b>Progresso legislativo e violenza di genere: il doppio volto della Colombia </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«La Colombia non può essere considerata una società arretrata in termini di legislazione a favore delle donne, ma il problema risiede principalmente negli atteggiamenti profondamente patriarcali e sessisti che persistono tra molti uomini» racconta Gabriella Saba, giornalista esperta del Sud America. </span><span style="font-weight: 400;">Si può dire, in realtà, che la Colombia sia un Paese piuttosto avanzato. Si è visto un importante progresso in tema di uguaglianza per quanto riguarda i <strong>diritti LGBTQ+</strong>, considerando che nel 2016 è stato approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso e recentemente, nell&#8217;agosto 2023, è stato raggiunto un altro traguardo significativo con la </span><b>legalizzazione dell&#8217;aborto</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Nonostante questi progressi, la violenza di genere è ancora molto diffusa e i femminicidi continuano a rappresentare una grave emergenza sociale. Solo quest&#8217;anno si è registrato uno dei numeri più alti di femminicidi degli ultimi anni, un dato allarmante che sottolinea la portata del problema» spiega Saba.</span><span style="font-weight: 400;"> «Questi atteggiamenti violenti e discriminatori non si combattono solo con leggi, ma richiedono un </span><b>cambiamento culturale più profondo</b><span style="font-weight: 400;">. È necessaria un&#8217;educazione sociale che ancora oggi è lontana dall&#8217;essere efficace. Questo problema non riguarda solo la Colombia, ma si estende a tutta l&#8217;America Latina, dove il patriarcato e la violenza di genere sono profondamente radicati», conclude. </span></p>
<p><strong>Narcos e sottomissione: l’eredità della cultura del possesso </strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La cultura maschilista si intreccia inevitabilmente con un’altra matrice colombiana: il narcotraffico. «La cosiddetta </span><b>cultura dei Narcos</b><span style="font-weight: 400;"> ha avuto effetti devastanti, contribuendo a normalizzare comportamenti criminali, inclusi gravi abusi come lo sfruttamento sessuale di minori. Per decenni, questo sistema criminale ha permeato la società colombiana, influenzando usi e costumi. Lo abbiamo visto prima con Pablo Escobar che aveva tante amanti adulte e poi con il leader del Clan del Golfo estradato negli Stati Uniti, incriminato per aver abusato sistematicamente di centinaia di minorenni: la vittima più recente aveva dieci anni», spiega Saba. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche in Italia negli anni Cinquanta era normale sposarsi con uomini abbienti e con uno status più elevato. In Colombia, la ricchezza ostentata dei Narcos esercitava fascino su intere comunità povere: essere fidanzata con uno di loro rappresentava un salto di status sociale per le giovani donne. Quest<strong>a tendenza, protratta nel tempo, ha intrappolato la figura della donna in uno schema di sottomissione poi diventato consuetudine. </strong></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">«Una decina di anni fa ho intervistato diversi chirurghi plastici colombiani che mi hanno raccontato di come i narcotrafficanti portavano le loro giovanissime fidanzate in clinica e pretendevano interventi specifici al seno, anche su ragazze molto giovani. Avere delle minorenni come spose e sentirsi in diritto di trasformare il loro aspetto fisico, li faceva sentire potenti. Uno dei chirurghi mi ha raccontato che, se si fosse rifiutato di fare l’intervento al seno ad un’adolescente, lo avrebbero ucciso», racconta Gabriella Saba. <strong>Questa testimonianza è l&#8217;emblema di una società dominata dalla cultura del possesso ma che lentamente sta vedendo la luce del sole, grazie alle stesse donne che non vogliono più stare al buio. </strong></span></p>
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		<title>Elezioni in Colombia, il presidente che verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 05:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Fisichella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali 2022]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="976" height="549" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/124947050_promo_colombia_op2.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="_124947050_promo_colombia_op2" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>La <strong>Colombia </strong>da domani avrà un nuovo volto, ma ancora non si sa se la faccia in cui i suoi abitanti si rispecchieranno sarà quella di <strong>Gustavo Petro</strong> o di <strong>Rodolfo Hernández</strong>. </mark> “Da una parte queste sono le elezioni presidenziali più incerte perché c’è una differenza di meno di mezzo punto tra i due. A favore di <strong>Petro</strong>, però sicuramente meno di mezzo punto non è un risultato. <mark class='mark mark-yellow'>Dall’altra, è certo che la <strong>Colombia</strong> abbia rotto con un <em>establishment</em> che finora l’ha sempre governata. Al di là di chi vinca, l’indicazione forte è che si deve cambiare”. </mark></p>
<p>La giornalista della redazione Esteri di <em>Avvenire</em> <strong>Lucia Capuzzi</strong> ricorda che oggi contestare il sistema colombiano non vuol dire in automatico schierarsi con chi imbraccia le armi per sovvertire un ordine. Tuttavia, fino all’<strong>accordo di pace</strong> del 2016 tra <strong>governo</strong> e <strong>Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia</strong>, protestare voleva dire mettersi dalla parte delle Farc: <mark class='mark mark-yellow'> &#8220;Tutto il dibattito pubblico e anche tutta la normale dialettica tra politica e società civile in <strong>Colombia</strong> è stata per oltre cinquant’anni ostaggio della guerra: se si organizzava uno sciopero, una manifestazione o una protesta, al di là che fosse pacifica o meno, immediatamente nel dibattito pubblico veniva utilizzata l’etichetta di movimento filo-guerriglia&#8221;. </mark></p>
<p>L&#8217;economista <strong>Gustavo Petro </strong>è un ex guerrigliero. Non ha a che fare con le Farc:<strong> </strong>ha militato nel <strong>Movimiento 19 de Abril</strong> e per questo è contestato da una parte della popolazione. Ha 62 anni e dieci anni fa governava la capitale <strong>Bogotà</strong>. È la terza volta che prova a vincere le elezioni e a far virare la <strong>Colombia</strong> verso sinistra in una società che<strong> Capuzzi</strong> descrive come conservatrice, divisa a metà e polarizzata: <mark class='mark mark-yellow'> “Petro è amato, amatissimo da metà della popolazione e odiato, odiatissimo dall’altra metà. Il suo problema è riuscire ad avere il sostegno di un po’ più della metà per poter conquistare la presidenza”. </mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> “Petro è amato, amatissimo da metà della popolazione e odiato, odiatissimo dall’altra metà. Il suo problema è riuscire ad avere il sostegno di un po’ più della metà per poter conquistare la presidenza”. </span></p>
<p>Il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale sono state le diseguaglianze. Un altro tema su cui ha puntato molto è l’ambiente e ha voluto come vicepresidente<strong> Francia Márquez</strong>: <mark class='mark mark-yellow'> “Più che leader politico, lei è un’attivista ambientale. Essere ambientalista in America Latina non vuol dire contestare un sistema di interessi miliardari e rischiare la vita”. </mark></p>
<p>La giornalista si riferisce all’estrazione di risorse naturali da vendere sul mercato internazionale &#8220;con metodi che sono inaccettabili in <strong>Europa</strong>, negli <strong>Stati Uniti</strong> e in <strong>Canada</strong>&#8220;, ma qui possibili grazie alla complicità di imprese, multinazionali e poteri locali. <mark class='mark mark-yellow'> Uno degli stati colombiani grandi produttori di materie prime è proprio il <strong>Cauca</strong> di <strong>Márquez</strong>, che nel 2018 ha vinto il premio <strong>Goldman</strong> per il suo impegno contro l&#8217;estrazione illegale dell&#8217;oro e nel 2019 è scampata ad un attentato. </mark></p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> “Tanti voteranno Hernández perché non è Petro. Se dovesse vincere, il fattore determinante non sarebbe la sua comunicazione su TikTok, ma il forte l’antipetrismo di una parte della società colombiana”. </span></p>
<p>L’emergenza climatica dell’<strong>America Latina</strong> dovuta all’accaparramento di risorse ha trovato una forte sensibilità nei giovani. <mark class='mark mark-yellow'> A destra, i ragazzi potrebbero essere invece attirati dalla strategia delle reti sociali messa a punto dal candidato indipendente <strong>Rodolfo Hernández</strong>. L&#8217;imprenditore 77enne sulla bio di <strong>Twitter</strong> si definisce <em>“El Rey del Tiktok”</em>. </mark> A differenza del suo avversario, non è abituato al dibattito pubblico e al comizio: &#8220;Per presentarsi al tradizionale dibattito della vigilia ci è voluto un ordine della Corte Suprema, però fino all’ultimo è stato un tira e molla&#8221;. <mark class='mark mark-yellow'> <strong>Hernández </strong>ha impostato tutta la campagna elettorale improntata sulla corruzione anche sul social che tanto piace alla generazione Z. </mark></p>
<p><strong>Lucia Capuzzi</strong> dice che il suo stile potrebbe intercettare dei voti o dei consensi più giovani, però la questione è molto più complessa: <mark class='mark mark-yellow'> “Tanti voteranno Hernández perché non è Petro. Se dovesse vincere, secondo me il fattore determinante non sarebbe <strong>TikTok</strong>, ma è l’<strong>antipetrismo</strong> di una parte della società colombiana che è molto molto forte”.  </mark></p>
<p>Un <strong>antipetrismo</strong> presente nei vertici dell’esercito, nelle classi medie urbane che <mark class='mark mark-yellow'>&#8220;temono che Petro sia la testa di ponte della guerriglia per portare il socialismo&#8221; </mark>, pensano che nella riforma agraria proposta includa una collettivizzazione delle terre e lo identificano con quel narco-terrorismo che ha spinto a votare no al primo referendum sugli accordi di pace.</p>
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