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	<title>magzine &#187; Cineweek</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>CINEWEEK XIX: DRAGHI</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 08:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Domaschio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cineweek]]></category>
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		<description><![CDATA[Siete stufi di sentir parlare ogni giornale di Draghi? Allora ve ne parliamo anche noi, ma di quelli con le scaglie e che con i rettili sono imparentati veramente, non ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3733" height="2100" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/dany-drogon-game-of-thrones-1558296572.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dany-drogon-game-of-thrones-1558296572" /></p><p>Siete stufi di sentir parlare ogni giornale di Draghi? Allora ve ne parliamo anche noi, ma di quelli con le scaglie e che con i rettili sono imparentati veramente, non solo secondo i complottisti.<mark class='mark mark-yellow'>.Ecco cinque prodotti, tra film e serie tv, da guardare sulle bestie alate preferite da tutti. Chissà che non riusciate così ad intrattenervi per qualche ora e staccare dalla cronaca asfissiante sul nuovo premier Super Mario!</mark>.</p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: LO HOBBIT</strong></p>
<p>«In un buco nella terra viveva uno hobbit». Pochi incipit sono potenti come le semplici prime parole con le quali J. R. R. Tolkien ha spalancato le porte sulla Terra di Mezzo. Ma la prima avventura in questo mondo fantastico non riguardava l’anello del potere di Sauron, ma un tesoro immenso sepolto dentro una montagna e avidamente custodito dal drago Smaug. Cosa può fare uno hobbit come Bilbo Baggins abituato alle comodità della propria casa contro una tale creatura? La seconda trilogia diretta Peter Jackson narra attraverso l’epicità la crescita personale, il salto nel buio che prima o poi tocca ad ognuno di noi per intraprendere il viaggio della vita. E il drago qui diventa non solo l’obiettivo da raggiungere, ma anche l’illusione della gloria che in ogni istante può avvelenare il nostro cuore portandoci alla distruzione. Ma cosa conta davvero? La gloria e la ricchezza? O una storia da raccontare accanto al fuoco fumando l’erbapipa?</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Dvd e YouTube<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: DRAGONHEART</strong></p>
<p>Figlio degli anni novanta, è anche probabilmente uno dei film più visti e rivisti dai bambini nati in quel decennio. DragonHeart, strano ma vero, parla del cuore di un drago, un cuore spezzato e del quale una metà viene ceduta ad un ragazzo, erede al trono, che diventerà però un tiranno sanguinario. Mettete così assieme una creatura magica delusa dalla propria scelta ed un cavaliere decaduto che dà la colpa al drago per la malvagità del nuovo sovrano, e avrete il perfetto film fantasy di fine secolo scorso. Una puntina di umorismo demenziale ed un epilogo fin troppo sentimentale faranno il resto del lavoro.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e YouTube</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: IL DRAGO INVISIBILE</strong></p>
<p>Se questo è cinema per bambini, allora lunga vita al cinema per bambini. Il drago Elliot è la nostra parte buona, quella che riesce a tenerci per la retta via quando tutto sembra smarrirsi: il dolore della perdita non sarebbe tollerabile senza un angolo di mondo raro, prezioso e magico. Un film dal sapore classico, che ci ricorda la funzione pedagogica della Disney: anche da piccoli, non sempre abbiamo voglia di ridere. I temi del film sono il ritorno nel mondo dopo l’isolamento e l’accettazione, ribadendo la necessità del rapporto personale, reale, in opposizione all’assenza fisica dell’altro. A proposito di Draghi e proiezioni virtuali, non c’è niente di più attuale: il sentimento è quanto di più lontano dalla distanza dei tecnocrati.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney +</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MANUEL SANTANGELO CONSIGLIA: I RACCONTI DI TERRAMARE</strong></p>
<p>Gli abitanti di Enland non vivono nel periodo migliore di sempre. Il loro immaginario regno è funestato da gravi crisi economiche, epidemie e carestie. A completare questo quadro di disgrazie, cui si aggiunge ogni giorno una nuova “variante”, c’è il fatto che nessuno sa gestire il ritorno sulla Terra di qualcosa che si credeva dimenticato. Neanche il più fantasioso dei locali pensava infatti di dover tornare a parlare di draghi (intendo le creature squamate) ma non temete: forse, proprio uno di questi mostri potrebbe avere qualcosa di buono da dare a un popolo così sfigato. I draghi, almeno quelli giapponesi che non hanno un passato alla BCE, sono infatti buoni e hanno un cv migliore degli uomini: pensate che si erano divisi da questi ultimi proprio perché quelli bramavano il possesso mentre i dragoni sognavano solo la libertà più di ogni cosa (infatti fondarono poi il Polo delle libertà.. no, questa era un’altra storia). Insomma alla fine anche il nostro protagonista, che ha ammazzato il babbo e quindi non è tanto sano di mente e simpatico, viene salvato dall’amica. Una ragazza piena di qualità che si scopre essere un* drag* (queen?) in incognito. Proprio lei gli dirà il messaggio centrale del film: “Non devi avere paura della morte e neanche della vita”. Viva i Draghi di poche parole ma molto saggi, pensa lo spettatore alla fine, chiedendosi se pure Mario abbia ripreso dai parenti di Terramare di Stabia.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: IL TRONO DI SPADE</strong></p>
<p>C’è un equivoco che ha accompagnato Il trono di spade fin dal debutto: prima di guardarla, molti pensavano si trattasse di una serie tv a tema fantasy come tante, magari con un po’ di budget in più. In realtà il fantasy c’era, ma era relegato quasi sullo sfondo, specie nelle prime cinque stagioni, dove a dominare erano i cosiddetti ‘intrighi di palazzo’, quelli di cui si legge spesso nelle prime pagine dei giornali – insomma, la politica. Bisogna però contestualizzare: ad Approdo del Re, la capitale del mondo di Game of thrones, quello che accadeva era sì politica, ma la componente fantasy andava comunque a influire su tutto quello che poi succedeva. Lì c’erano cose per noi impensabili: pozioni magiche, zombi, o addirittura delle donne al potere, pensate; e, soprattutto, lì i Draghi erano davvero dei ‘game changer’, delle creature mitologiche in grado di cambiare sul serio, e da soli, il corso degli eventi. Qui però le cose sono molto più complicate, e vabbè, che dobbiamo fare: accontentiamoci.</p>
<p><strong>Disponibile su NowTV</strong></p>
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		<title>CINEWEEK XVIII: PER UN SAN VALENTINO &#8220;ALTERNATIVO&#8221;</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xviii-san-valentino-alternativo/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 08:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cineweek]]></category>
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		<description><![CDATA[Da un anno a questa parte ci siamo ormai abituati a vivere tutte le ricorrenze in maniera diversa rispetto al solito. Mancava il San Valentino, effettivamente, e noi di Magzine ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2021/02/character-of-popular-drama-flim-500-days-of-summer-enjoying-movie.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="character-of-popular-drama-flim-500-days-of-summer-enjoying-movie" /></p><p>Da un anno a questa parte ci siamo ormai abituati a vivere tutte le ricorrenze in maniera diversa rispetto al solito. <mark class='mark mark-yellow'>Mancava il San Valentino, effettivamente, e noi di Magzine abbiamo deciso di adattarci, proponendovi cinque film romantici dove le cose non vanno però a finire per il verso giusto.</mark>Non sappiamo però dirvi se è meglio vederli da soli, col rischio di autocommiserarsi, o con l&#8217;eventuale partner, finendo magari per litigarci: fate voi. In ogni caso, viva l&#8217;amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: VENUTO AL MONDO</strong></p>
<p>Sarajevo, 1984. L’italiana Gemma arriva nella capitale bosniaca per scrivere la tesi di laurea. Incontra Diego, un vagabondo fotografo americano, che trattiene il mondo dentro il suo obiettivo. Travolti dalla passione, decidono di avere un figlio, scoprendo così che Gemma è sterile. Tutti i giorni sembrano uguali quando si è costretti a reprimere un desiderio per sempre. D’un tratto, i Balcani si incendiano: Sarajevo è sotto assedio, e la coppia vola in aiuto dagli amici. Fra loro c’è Aska, una musicista che si propone di diventare la loro cicogna. Ciò che accade dopo, non può essere qui scritto, ma merita di essere visto, fino alla fine. Perché più delle parole, sono i silenzi, i gesti e i sospiri a rendere questo film indimenticabile. Questa non è solo una storia d’amore soffocata, tradita e interrotta, ma sono tante storie d’amore, consumate dagli orrori di una guerra, che se decide di risparmiarti, può strapparti di dosso la dignità, ma non la speranza di una nuova vita.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NATALE CIAPPINA CONSIGLIA: LOLA DARLING</strong></p>
<p>Lola Darling è tantissime cose, ma due più di tutte: è un film sull’hip hop prima che l’hip hop si definisse come tale, ed è un film sulla mediocrità di molti, tanti uomini. E c’è una battuta che incarna entrambi questi aspetti: “he ain’t no rap” (un concetto intraducibile). La pronuncia Spike Lee, attore e regista di questo suo primo lungometraggio, quando deve convincere Nola, la protagonista, a non-scegliere un altro, e quindi lui, proprio perché “he ain’t no rap”. Lola Darling è un film su una ragazza afroamericana che non si rassegna all’idea di appartenere a un solo uomo, e sui tre ragazzi che provano a contendersela. Ne nasce una sorta di storia poliamorosa che trabocca di stile e di ‘rap’ a ogni inquadratura; la colonna sonora, poi, è fatta di quella bellissima black music appena prima che si connotasse anche come hip hop, e ha sullo sfondo una Brooklyn bella come poche volte nella storia del cinema.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: TAKE THIS WALTZ</strong></p>
<p>Coppia di giovani sposi innamorati con bellissima casetta nella provincia canadese: lei è una scrittrice, lui si occupa di libri di cucina. Lei è Michelle Williams, ed è un sogno. Lui è Seth Rogen, uno degli uomini più simpatici del mondo, ed è un buono. Troppo buono. La loro vita sembra da favola. Finché non entra nella vita di lei il nuovo vicino di casa, Luke Kirby, artista e guidatore di risciò, tutto l&#8217;opposto di Seth. E quel matrimonio che sembrava ideale viene sostituito da un amore imprevedibile e più grande. La vita non è programmabile, le emozioni non sono controllabili. Ciascuno può riconoscersi in uno dei tre personaggi: ne uscirà, comunque, con le lacrime e un groppo in gola. &#8220;L&#8217;amore è bello solo se lo fai con me&#8221;, cantava Gianna Nannini: la gioia di chi lo fa nasconde sempre la sofferenza di chi è rimasto fuori.</p>
<p><strong>Disponibile in Dvd (edizione UK)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ANNAROSA LAURETI CONSIGLIA: (500) GIORNI INSIEME</strong></p>
<p>Occhioni blu da cerbiatto, sorriso radioso, una passione per gli Smith. Non c’è alcun dubbio: Sole è la ragazza che Tom ha sempre sognato; peccato però, che la loro «non una storia d’amore». Per capirlo ci sono voluti 500 giorni, trascorsi tra la felicità delle “prime volte” insieme, l’inquietudine nel definire la propria relazione e la sofferenza dell’abbandono. Il regista Marc Webb ribalta il tradizionale cliché dell’uomo cinico, presentandoci un lui sensibile e fin troppo romantico ed una lei libera e indipendente, per nulla intenzionata a diventare la donna di qualcuno. Prendendo in giro la poetica di alcuni film francesi, colpevoli di averci narrato una concezione distorta dell’amore, il film descrive cos’è l’infatuazione, e la conseguente perdita di senno tra mille illusioni e aspettative destinate a scontrarsi brutalmente con la realtà.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video, Google Play e YouTube</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: INDIAVOLATO</strong></p>
<p>Avete mai sentito dire che il diavolo sta nei dettagli? Bene, allora siete pronti per questo film. Commedia demenziale e senza pretese, Indiavolato vede Brendan Fraser nei panni di Elliott, un comune impiegato socialmente impacciato e perdutamente innamorato di una collega, alla quale riesce a stento a rivolgere la parola. Quale idea migliore, dunque, se non fare un patto col Diavolo pur di averla? Un Lucifero, però, che si presenta in versione sexy e ammiccante, remando contro alla trita e ritrita immagine del solito demone rosso e cornuto. Ogni desidero dello sventurato protagonista plasmerà una nuova realtà a suo piacimento, nascondendo però al proprio interno una pecca che ne pregiudicherà la validità. Ecco dunque che per Elliott, a causa di un dettaglio qua e là sempre di troppo, risulterà ogni volta impossibile restare con la propria amata.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cineweek XI &#8211; Le migliori serie tv del 2020</title>
		<link>http://www.magzine.it/cineweek-xi-le-migliori-serie-tv-del-2020/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 08:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una tradizione che non verrà interrotta dalla pandemia è quella delle classifiche di fine anno. Anzi, forse è l&#8217;unica che il Coronavirus ha finito per rafforzare, obbligati come siamo a ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="788" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/12/hero-cobb-midnight-aiga.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="hero-cobb-midnight-aiga" /></p><p><strong>Una tradizione che non verrà interrotta dalla pandemia è quella delle classifiche di fine anno</strong>. Anzi, forse è l&#8217;unica che il Coronavirus ha finito per rafforzare, obbligati come siamo a stare a casa, davanti al pc o al televisore. <mark class='mark mark-yellow'>Quindi eccoci qui, con una lista di cinque fra le migliori serie tv uscite in questo 2020. Ogni redattore di <em>Magzine</em> ha scelto quella che gli è piaciuta di più, fra miniserie, nuove stagioni di serie già iniziate gli scorsi anni e altre che hanno debuttato proprio quest&#8217;anno.</mark></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIANNA MANCINI CONSIGLIA: NORMAL PEOPLE</strong></p>
<p>Per onestà, occorre ammettere che il primo amore, anche a distanza di anni, rimane una faccenda da maneggiare con cura. Marianne e Connell frequentano l’ultimo anno di liceo a Sligo, città dell’omonima contea bagnata dall’oceano Atlantico, nel nordovest d’Irlanda. Lei è una studentessa brillante, derisa, sprezzante. Lui è diligente, sportivo, ossequiato. Entrambi irrisolti, condividono un’intelligenza spietata. Si innamorano, di nascosto, completandosi. Sono calamite. Tratta dal romanzo della giovane Sally Rooney, la serie delinea con introspezione le sfaccettate personalità dei suoi protagonisti, sognatori in bilico tra istinti autopunitivi e naturale attrazione. I loro ruoli si ribaltano arrivati al Trinity College, ma Marianne e Connell continuano a desiderarsi, perché solo insieme trovano il coraggio di perdonarsi ed essere migliori. Ecco, guardando <em>Normal people</em> penserete «Me lo sarei meritato anche io un primo amore così».</p>
<p><strong>Disponibile su StarzPlay</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: WESTWORLD</strong></p>
<p>Benvenuti a Westworld, il parco tematico dove tutto è concesso. Sì, proprio tutto: anche soddisfare quelle pulsioni che la società civile ripudia. Nessuno vi biasimerà; i residenti sono a vostra disposizione per essere amati, violentati, torturati, uccisi e non si lamenteranno di nulla: d’altronde, sono androidi così obbedienti e sofisticati da non poter essere distinti da un normale essere umano. Provate però a chiedervi che cosa accadrebbe se, di colpo, cominciassero a ribellarsi. Risposta: <em>non potete neanche immaginarlo</em>.</p>
<p>Uscita nel 2016 e giunta quest’anno alla terza stagione, <em>Westworld</em> mescola atmosfere western, sci-fi e thriller sconvolgendo tutte le convinzioni dello spettatore, chiamato non solo a riflettere su morale, etica e libero arbitrio, ma anche a domandarsi cosa significa essere umani e perché crediamo di essere superiori a tutte le specie – viventi e non – che ci circondano.</p>
<p><strong>Disponibile su Sky on Demand e in Blu-ray</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIOVANNI DOMASCHIO CONSIGLIA: THE MIDNIGHT GOSPEL</strong></p>
<p>Dal creatore di <em>Adventure Time</em>, serie rivolta ai giovanissimi ma che ha riscosso successo anche in un pubblico più maturo, arriva questa volta un prodotto rivolto ad un’audience adulta e, possibilmente, anche con una soglia d’attenzione sopra la media. <em>The Midnight Gospel</em> giocherà infatti con la vostra mente, mentre il protagonista, Clancy, si muoverà tra mondi dai colori sgargianti, in un multiverso dove magia e scienza si fondono, ed interagirà con individui tra loro radicalmente diversi, affrontando conversazioni profonde e articolate quasi non curandosi di tutto ciò che accade attorno. Ogni episodio ha vita propria, ed ospita un personaggio plasmato sulla base di chi, di volta in volta, gli dà voce. Questo porterà Clancy ad intervistare presidenti, mostri, guerrieri e spiriti, tutti in realtà costruiti a immagine e somiglianza di chi li interpreta: medici, scrittori, compositori ed altre figure prese dal panorama mediatico e culturale americano. Una serie in cui filosofia e nonsense si intrecciano, e che rappresenta sicuramente uno dei più interessanti esperimenti visti sul piccolo schermo in questo 2020.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CLAUDIO ROSA CONSIGLIA: HUNTERS</strong></p>
<p>Immaginate di prendere parte al più disumano movimento nella storia dell’uomo, per poi voltare pagina, cambiare identità e far finta che mai nulla sia successo. Ora invece immaginate di aver assistito inermi a tutta questa crudeltà, e passeggiando per le vie di New York rivedere quegli stessi volti che anni prima furono l’incarnazione del male stesso, rivivendo ogni giorno sulla propria pelle le atrocità subite dagli ebrei.<br />
Tutto questo è <em>Hunters</em>. Dieci puntate in cui viene raccontata la storia di Meyer Offerman &#8211; magistralmente interpretato da Al Pacino &#8211; e tutto il suo team, a caccia di nazisti emigrati negli Stati Uniti. Un racconto dove bene e male non si distinguono più, e giusto e sbagliato diventano solo dei termini per determinare azioni fatte oppure no. Perché in fondo, in alcuni casi, la miglior vendetta è la vendetta.</p>
<p><strong>Disponibile su Amazon Prime Video</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: THE HAUNTING OF BLY MANOR</strong><br />
Curioso e smaniante di conoscere il seguito di <em>Hill House</em>, chi vede <em>Bly Manor</em> si aspetta di avere una nuova serie di angosciosi eventi. E invece no, o meglio, non come vengono presentati in <em>Hill House. Bly Manor</em> è per i sensibili. Dedicata a tutti gli animi empatici che vedono anche nelle avventure più tormentate una vena profonda, complice anche un’eccezionale narrazione, che riesce a rendere l’atmosfera tra il cupo e il fiabesco. L’arrivo inaspettato e significativo di Dani, dopo essersi trasferita da New York in Inghilterra, per svolgere il ruolo di giovane istitutrice nella tenuta di Bly Manor per due bambini, Flora e Miles, darà inizio ad una nuova vita per la giovane americana. Una storia che già dall’inizio presenta alcuni segreti e stranezze, che con il tempo si rivelano sempre più impossibili da nascondere o da ignorare. Una serie dove il protagonismo è messo da parte perché ad ogni personaggio è dato il giusto valore. Chi ha visto <em>The Others</em> sicuramente apprezzerà.</p>
<p><strong>Disponibile su Netflix</strong></p>
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		<title>CINEWEEK VII: GIGI PROIETTI</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 16:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Dal Toso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Cineweek]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Proietti]]></category>

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		<description><![CDATA[Attore, doppiatore, mattatore. Uno degli ultimi grandi intrattenitori che l’Italia abbia avuto. Sintetizzare la versatilità della carriera di Gigi Proietti è impresa pressoché impossibile. Abbiamo preferito perciò scegliere cinque esempi ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="585" height="519" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/WhatsApp-Image-2020-11-03-at-09.47.14.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="WhatsApp Image 2020-11-03 at 09.47.14" /></p><p>Attore, doppiatore, mattatore. Uno degli ultimi grandi intrattenitori che l’Italia abbia avuto. <mark class='mark mark-yellow'>Sintetizzare la versatilità della carriera di<strong> Gigi Proietti</strong> è impresa pressoché impossibile. Abbiamo preferito perciò scegliere cinque esempi in cui l’artista romano si è espresso attraverso forme di spettacolo differenti: un monologo, uno spettacolo teatrale, una fiction tv, un film, un doppiaggio.</mark> Proietti è stato un accentratore di cultura che è riuscito a coniugare perfettamente i registri più alti del teatro, passando da Shakespeare a Carmelo Bene, con l’immagine di icona nazionalpopolare. Grazie di tutto, Gigi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>EMILIANO DAL TOSO CONSIGLIA: MI’ PADRE (MIO PADRE E’ MORTO A 18 ANNI, PARTIGIANO)</strong></p>
<p><em>«Vojo sape’, sto monno l’hai cambiato? ‘Sto gran paese l’avete trasformato? L’omo novo è nato o nun è nato? In quarche modo c’avete vendicato?</em>» In questi sei minuti e mezzo tratti dallo spettacolo teatrale <em>A me gli occhi, please,</em> one man show del 1976, reinventato e riproposto successivamente in nuove versioni, Proietti traduce il sentimento di un’Italia orfana, in cui la ricostruzione di un Paese convive con il fantasma dei genitori uccisi dai nazisti. Il confronto tra padre e figlio è genialmente ribaltato, e quella bramosia adolescenziale di vita e di libertà di chi ha combattuto il nemico e si è sacrificato è un monito nei confronti di una generazione ormai adulta che con il tempo ha smesso di sognare. Un monologo da pelle d’oca.</p>
<p><strong>Disponibile su You Tube</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: CYRANO DE BERGERAC</strong></p>
<p>La messa in scena del capolavoro di Edmond Rostand brilla in questa versione del 1985. Gigi Proietti nei panni di Cyrano spicca con una performance straordinaria che resta memorabile fin dalla sua prima apparizione sul palco. L’intensa interpretazione è riassunta nel monologo sotto la finestra dell’amata Rossana, che lo ascolta credendolo Cristiano. Non è tanto la poesia – con l’immortale «<em>Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole T’amo</em>» – quanto la luce negli occhi e l’espressività di Proietti a rendere questa scena un’opera d’arte, a cui è ancora più sensibile chi nella vita ha amato non corrisposto. Uno spettacolo da recuperare per apprezzare l’impressionante versatilità dell’attore romano: tra comicità e dramma, amore e gelosia, innamorarsi e piangere davanti a questa <em>pièce</em> è il miglior modo per salutare un mostro sacro del teatro italiano.</p>
<p><strong>Disponibile su YouTube</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: ALADDIN</strong></p>
<p>«<em>Bonjour monsieur, che cosa scrivo sul carnet? Chiedi pure tutto ciò che vuoi ad un amico come me</em>». Impossibile non leggere queste parole cantando la canzone inimitabile del Genio. Nel classico Disney del 1992, Gigi Proietti dà la voce ad uno dei personaggi animati più simpatici mai disegnati che ha fatto ridere generazioni di bambini. «<em>Tre desideri, solo tre e basta. E se vuoi usarne uno per averne altri, la risposta è nisba. Tre</em>». Tutti abbiamo tre desideri che vorremmo esprimere strofinando la lampada. Ma il Genio non è un servo, ma un buon amico con il quale sorridere, scherzare e commuoversi insieme. E Proietti fa vivere tutte queste emozioni. Oggi risentendo «<em>Genio, sei libero</em>» non ci si può non commuovere. Perché ora Gigi è libero.</p>
<p><strong>Disponibile su Disney+, Google Play, Dvd e Blu-Ray</strong></p>
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<p><strong>DAVIDE CAVALLERI CONSIGLIA: IL MARESCIALLO ROCCA</strong></p>
<p>Non ebbe la longevità de <em>Il Commissario Montalbano</em>, ma non si può certo dire che, a modo suo, non abbia scritto una pagina importante della fiction italiana. <em>Il maresciallo Rocca</em> è la serie che ha reso la figura di Gigi Proietti nazional popolare portandolo nelle case degli italiani. Dal 1996 e per quasi un decennio ha tenuto incollati al piccolo schermo milioni di telespettatori ogni martedì sera, facendo registrare, soprattutto nelle prime serie, ascolti record: storici i 16 milioni di telespettatori con cui, l’ultima puntata della prima stagione, riuscì a battere gli ascolti di Sanremo. Determinato e romantico, dedito al suo lavoro nell’Arma e dalla vita privata irrequieta, Gigi Proietti incarna alla perfezione l’uomo alla ricerca di una stabilità professionale ed emotiva tra casi da risolvere e relazioni intricate.</p>
<p><strong>Disponibile su RaiPlay</strong></p>
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<p><strong>FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: FEBBRE DA CAVALLO</strong></p>
<p>«<em>Ma chi è er giocatore de’ cavalli?</em>». Con questa frase Bruno Fioretti, detto ‘Mandrake’, tenta di spiegare alla Corte dove è imputato, una storia senza fine, fatta di inghippi, stratagemmi e truffe per rimediare ogni giorno il pane per vivere. Ma vivere in che modo? Perennemente senza un soldo in tasca, er Mandrake, er Pomata e Felice Roversi sono la perfetta rappresentazione degli scansafatiche di un’Italia degli anni ’70. Ognuno di loro ha però un’abilità che li porterà ogni volta a rimediare del denaro facile per portare avanti la loro “società”, per la quale si venderebbero letteralmente ogni cosa e arriverebbero a fare la qualunque, fino a rapire una persona… Un personaggio che nell&#8217;immaginario comune resta come uno dei più grandi scommettitori di sempre, questo è Mandrake, attraverso il quale Proietti ci ha insegnato che anche una passione elevata al vizio può rendere la vita più leggera.</p>
<p><strong>Disponibile su Google Play e DVD</strong></p>
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