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	<title>magzine &#187; BuzzFeed</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Da Buzzfeed a Vox, come sta cambiando il giornalismo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[BuzzFeed]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/11/social-media-1989152_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="social-media-1989152_1920" /></p><p>La pandemia ha accelerato molti processi già in corso, anche nel giornalismo. Il 19 novembre <strong>BuzzFeed</strong> ha acquistato l&#8217;<strong>HuffPost</strong>. Il giorno dopo, invece, <strong>Ezra Klein</strong> e <strong>Lauren Williams</strong> hanno lasciato <strong>Vox.com</strong>, sito di cui erano fondatori insieme a <strong>Matthew Yglesias</strong>, che la scorsa settimana li ha anticipati, annunciando che avrebbe scritto solo per la sua <a href="https://www.slowboring.com/p/welcome-to-slow-boring">newsletter</a>. Pur essendo due faccende molto diverse fra loro, la fusione tra <em>BuzzFeed</em> e <em>HuffPost</em>, e i recenti abbandoni a Vox.com, rappresentano un&#8217;ennesima conferma dei cambiamenti che stanno segnando il mercato dell’editoria : <mark class='mark mark-yellow'>da un lato ci sono molte testate digitali che si fondono per non fallire, e dall’altro invece ci sono tanti singoli giornalisti che si dedicano a progetti personali</mark>, come <strong>podcast</strong> o <strong>newsletter</strong>.</p>
<p>Nonostante sia stato uno dei siti più frequentati su internet, con l’arrivo dei social network <mark class='mark mark-yellow'>l’<em>HuffPost</em> ha subìto una costante discesa, sia in termini di traffico che di visibilità</mark>, tanto da portare l’editore <strong>Horizon Media</strong> a cercare un possibile acquirente. La scelta alla fine è ricaduta su <em>BuzzFeed</em>, che creerà un nuovo gruppo editoriale guidato da <strong>Jonah Peretti</strong>, Ceo di <em>BuzzFeed</em> che 15 anni fa contribuì a creare proprio <em>l’HuffPost</em> (anche se all’epoca si chiamava <strong>Huffington Post</strong>). L’operazione, che si dovrebbe chiudere entro l’inizio del 2021 e di cui non sono stati ancora rivelati i dettagli economici, non riguarda la versione italiana del sito, che è controllata dal gruppo<strong> Gedi</strong>.</p>
<p>Non è ancora chiaro quale sarà la direzione che prenderanno entrambi i siti. Secondo una comunicazione interna scambiata fra i giornalisti di <em>BuzzFeed</em>, “entrambe le redazioni manterranno le proprie identità, in modo che ognuna possa mantenere i propri lettori”, ma lavorando in sinergia riguardo possibili contratti pubblicitari. Insomma, <em>BuzzFeed</em> e <em>HuffPost</em> continueranno a lavorare come due testate diverse, ognuna con il proprio sito e la propria app. “Con l’aggiunta dell’<em>HuffPost</em>, il nostro gruppo editoriale avrà più utenti, con più persone che passeranno più tempo sui nostri contenuti” ha detto Peretti, che nelle prossime settimane si occuperà di trovare un nuovo direttore per <em>HuffPost</em>.</p>
<p>Mentre alcune testate digitali cercano di consolidare la propria posizione, diversificando la propria offerta attraverso l’acquisto di nuovi giornali (lo scorso maggio <a href="http://www.magzine.it/buzzfeed-chiude-le-redazioni-di-australia-e-regno-unito/"><em>BuzzFeed</em> aveva chiuso le proprie redazioni in Australia e Regno Unito</a>, nel tentativo di riposizionarsi sul mercato), ci sono tanti altri giornalisti che iniziano a lasciare le redazioni, già svuotate dalla pandemia, per dedicarsi ai propri progetti. Nell’ultima settimana <mark class='mark mark-yellow'>Vox.com ha visto andar via gran parte dei suoi editor-in-chief più noti: prima Matthew Yglesias, e poi Lauren Williams e Ezra Klein</mark>. Williams ha annunciato la fondazione di <strong>Capital B</strong>, una startup noprofit che si dedicherà a notizie che riguardano la comunità afroamericana, mentre Klein inizierà nelle prossime settimane un podcast di interviste in esclusiva per il <strong>New York Times</strong>.</p>
<p><strong>Melissa Bell</strong>, fondatrice di Vox insieme a Klein e Yglesias, ha detto ad<strong><a href="https://www.axios.com/vox-ezra-klein-lauren-williams-leaving-4786b4b4-707e-447e-b45b-2c4aad3cbbc3.html"> Axios</a></strong> “di sentirsi emozionata per questo nuovo periodo di transizione. Ci permetterà di esaminare con attenzione cosa potrà essere <em>Vox</em> nei prossimi anni”. Grazie ad alcune collaborazioni come quella con <strong>Netflix</strong>, per cui produce la serie <strong>Explained</strong>, e con un sistema di contributi che conta sulle donazioni di decine di migliaia di persone, <mark class='mark mark-yellow'>Vox Media rappresenta una delle aziende editoriali più in salute negli Stati Uniti</mark> – gli oltre 1200 dipendenti della società riceveranno mille euro come bonus di fine anno.</p>
<p>In generale, sta crescendo il numero di reporter con un pubblico di lettori consolidato che lasciano i propri giornali per scrivere una newsletter personale. Si tratta di uno strumento che permette loro di sperimentare e di gestire in autonomia i propri guadagni. <strong>Glenn Greenwald</strong>, fondatore di <strong>The Intercept</strong> e famoso per aver rivelato il sistema di sorveglianza messo in piedi dalla Nsa americana, raccogliendo la testimonianza di <strong>Edward Snowden</strong>, ha deciso che continuerà il suo giornalismo solo attraverso la <a href="https://greenwald.substack.com/p/my-resignation-from-the-intercept">propria newsletter</a>. Stessa scelta da parte di <strong>Casey Newton</strong>, fra le firme più note di <strong>The Verge</strong>, che da settembre racconta la Silicon Valley solo per i lettori che si iscrivono a <em><a href="https://www.platformer.news/">The Platform</a></em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BuzzFeed chiude le redazioni di Australia e Regno Unito</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2020 16:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Natale Ciappina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[BuzzFeed]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche le testate online stanno soffrendo la crisi innescata dal Coronavirus. Il sito americano BuzzFeed ha infatti annunciato la chiusura delle sue redazioni in Australia e in Regno Unito. L’aumento ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/05/farewell-3258939_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="farewell-3258939_1920" /></p><p>Anche le testate online stanno soffrendo la crisi innescata dal Coronavirus. Il sito americano <strong>BuzzFeed</strong> ha infatti annunciato la chiusura delle sue redazioni in Australia e in Regno Unito. L’aumento del traffico su molti siti d’informazione, in concomitanza dei lockdown in tanti Paesi, non ha sempre coinciso con una crescita dei ricavi – per via soprattutto dei minori introiti pubblicitari. E sono diverse le testate online che hanno iniziato a tagliare diversi elementi del proprio personale, fino a cambiare l’assetto editoriale.</p>
<p>Il caso di <em>BuzzFeed</em> rientra fra questi: se infatti nei suoi primi anni di vita la testata americana si era contraddistinta per la forte attenzione ai cosiddetti <strong>listacles</strong>, articoli strutturati in forma di lista che catturano facilmente l’attenzione del lettore, <mark class='mark mark-yellow'>dal 2013 ha investito molto per produrre un giornalismo di qualità, con una serie di inchieste internazionali</mark> che hanno fatto guadagnare grande autorevolezza a un sito noto, fino a poco prima, per le sue gallery di gattini.</p>
<p>Nel 2018, il gruppo aveva raggiunto i 300 milioni di dollari di fatturato ma il Ceo, Jonah Peretti, aveva profeticamente smorzato ogni entusiasmo prematuro: &#8220;La crescita del fatturato da sola non è abbastanza per avere successo nel lungo periodo&#8221;.</p>
<p>Con la chiusura delle sedi in Australia e Regno Unito, che significano il taglio di 16 giornalisti, BuzzFeed darà così una sterzata ai propri piani editoriali. «Per motivi economici e strategici – ha comunicato la società americana – ci concentreremo sulle notizie che stanno riguardando gli Stati Uniti durante questo periodo difficile». Insomma, <mark class='mark mark-yellow'>la crisi non risparmia neanche il giornalismo online</mark>: i licenziamenti di BuzzFeed si uniscono infatti ai ben 155 annunciati da <strong>Vice</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per approfondire, continua la lettura sul <a href="https://www.theguardian.com/media/2020/may/13/buzzfeed-pulls-plug-on-uk-and-australian-news-operations" target="_blank">Guardian</a></strong></p>
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		<title>Elezioni USA, Buzzfeed News punta su TikTok e Instagram</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2020 12:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Viviana Astazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[“Ambasciatori Teen” per parlare di politica ai giovani, futuri elettori. Questa l’idea di BuzzFeed News, che negli Stati Uniti punta a reclutare tre ragazzi tra i 16 e i 19 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1346" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2020/02/24280745856_d5c97bdc51_k.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="24280745856_d5c97bdc51_k" /></p><p>“Ambasciatori Teen” per parlare di politica ai giovani, futuri elettori. Questa l’idea di <strong>BuzzFeed News</strong>, che negli Stati Uniti punta a reclutare tre ragazzi tra i 16 e i 19 anni che si occupino dei canali <strong>Instagram</strong> e <strong>TikTok</strong> per realizzare storie che raccontino la politica, in vista delle prossime presidenziali.</p>
<p>I tre fortunati lavoreranno da remoto – ciascuno dal proprio Stato di residenza – pubblicando un video o una storia a settimana. L’importante è che emerga la loro passione per i temi politici, <mark class='mark mark-yellow'>dimostrando grande abilità nello storytelling </mark>.</p>
<p>“Ciò che produrranno sarà condotto allo standard giornalistico” ha detto <strong>Sara Yasin</strong>, direttrice della sezione News, e verrà retribuito mensilmente da marzo a novembre. Prima di cominciare, però, i ragazzi affronteranno una fase di training a New York per imparare dai propri mentori.</p>
<p>Perché scegliere TikTok e Instagram per un simile progetto? Lo scopo di BuzzFeed News è proporre qualcosa di diverso: video per piattaforme popolarissime tra la Generazione Z realizzati da giovani che appartengano alla medesima. “Penso che sia davvero importante passare a loro il microfono”, ha aggiunto Yasin. Anche se gli Ambasciatori Teen non hanno ancora l’età per votare, per la direttrice <mark class='mark mark-yellow'>fanno parte di una generazione che è stata stimolata dall’attuale momento politico.</mark> Da qui, la decisione di puntare sulle piattaforme conosciute dai giovanissimi, dove i ragazzi si possono incontrare e confrontare.</p>
<p style="text-align: center;">continua a leggere su <a href="https://www.niemanlab.org/2020/02/teen-ambassadors-buzzfeed/">Niemanlab</a></p>
<p style="text-align: center;">
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