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	<title>magzine &#187; allarme</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Allarme siccità, combinazione fatale caldo e secco</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2022 17:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lavinia Beni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[bollino rosso]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="259" height="194" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/siccità1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: PxHere" /></p><p>Poche gocce d’acqua sulla verde Italia. La florida terra non si disseta da mesi e colpisce violenta nel periodo estivo dell’anno. Animali e vegetali chiedono una sola cosa: bere. Già da qualche settimana si pensa a un possibile piano d’emergenza di razionamento dell’acqua in molte regioni del paese. Secondo Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, in alcune zone non è esclusa la chiusura dell’erogazione nelle fasce diurne. Rimane ancora tutto da vedere, anche se la situazione non sta promettendo una ribalta. “Di siccità ce ne sono state tante, ma questa al momento è la peggiore per la combinazione di caldo e di secco”. Luca Mercalli, meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico racconta che, nella storia climatica del nostro paese, non c’erano mai state temperature così alte insieme a una siccità così lunga.</p>
<p><span class='quote quote-left header-font'> Per il meteorologo Luca Mercalli, “di siccità ce ne sono state tante, ma questa al momento è la peggiore per la combinazione di caldo e di secco”. </span></p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Una fatale combinazione di caldo e asciutto, resa più intensa dai cambiamenti climatici dovuti all’attività umana. È vero che i fenomeni anomali ci sono sempre stati, tuttavia Mercalli spiega che questi peggiorano con il riscaldamento globale: “Sono eventi che si sovrappongono”.</mark> In passato, infatti, c’erano stati in Italia episodi di siccità gravi, ma o erano avvenute nel periodo invernale oppure con temperature più basse.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>“Il razionamento dell’acqua è indispensabile. Quando questa manca non ci sono altre scelte. L’acqua o c’è o non c’è”. Luca Mercalli parla dell’unica soluzione possibile: razionare e di far durare le nostre riserve almeno fino ai primi di settembre.</mark> “Esiste una gerarchia nei razionamenti. L’acqua da bere, ovviamente, è l’ultima che verrà tolta e speriamo di non arrivare a tanto. Prima bisognerà togliere l’acqua dedicata agli usi industriali, poi agli usi energetici e infine a quelli agricoli”. Cercare qualcosa che possa fare a meno dell’acqua, però, non è facile. L’uso che si privilegia preservare è quello potabile.</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Altra grave problematica è la cattiva condizione degli acquedotti italiani. “Quante volte abbiamo ripetuto di riparare? Sono vent’anni che diciamo che la rete degli acquedotti italiani sono un colabrodo e che bisogna ripararli. Poi piove due giorni e si dimentica tutto”.</mark> Per Mercalli è chiaro che i problemi sull’acqua non si possono risolvere quando siamo nell’emergenza. “Sono progetti politici che dovrebbero avere decenni di investimenti. Non si riparano gli acquedotti in un mese, non si costruiscono canali o dighe in un mese. Quando si è in emergenza, ciò che possiamo fare è solo razionare”.</p>
<p>Anche se qualche ora piove, non facciamoci ingannare. Mercalli spiega che altro non è che un “sollievo locale”. “Qualche temporale può aiutare a livello locale, ma per arrivare al termine della siccità avremmo bisogno di una settimana di pioggia continua su tutto il Nord Italia, che al momento non è prevista. Dalle simulazioni Dalle simulazioni più affidabili che abbiamo, per il momento non vediamo un termine”. La siccità per ora va avanti, sicuramente fin quando le previsioni meteo consentono di vedere, cioè circa per altri dieci giorni. Nel frattempo, razionare è l’unica azione che possiamo fare, se vogliamo aiutare la nostra terra e il nostro benessere come cittadino e individuo. “Dobbiamo prepararci ad usare l’acqua con grande parsimonia. L’agricoltura ne ha bisogno”.</p>
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		<title>Un pulsante di allarme difenderà i giornalisti dello Zimbabwe</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2022 15:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Bilanzuoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[libertadistampa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo Zimbabwe è al 137° posto nell’Indice mondiale della libertà di stampa mondiale di Reporter senza frontiere (RSF). A causa dell’aumento di reporter arrestati, feriti e derubati della loro attrezzatura, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2332" height="1550" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-2022-05-25-alle-10.13.20.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schermata 2022-05-25 alle 10.13.20" /></p><p><mark class='mark mark-yellow'>Lo Zimbabwe è al <a href="https://rsf.org/en/index" target="_blank">137° posto</a> nell’Indice mondiale della libertà di stampa mondiale di <strong><em>Reporter senza frontiere</em> (RSF)</strong>.</mark> A causa dell’aumento di reporter arrestati, feriti e derubati della loro attrezzatura, la sezione dello Zimbabwe del <a href="https://zimbabwe.misa.org/" target="_blank"><strong>Media Institute of Southern Africa</strong> <strong>(MISA)</strong></a> ha creato un pulsante di allarme per garantire la sicurezza dei giornalisti in difficoltà. Secondo l’Istituto, progettare il pulsante antipanico è stata una scelta necessaria, dettata dall’aumento del numero di attacchi contro i giornalisti nel Paese negli ultimi anni. L&#8217;iniziativa si prefigge di salvare vite umane e di offrire assistenza legale immediata: <mark class='mark mark-yellow'>“Si tratta di un’applicazione Android che può aiutare i professionisti dei media che si trovano in situazioni di emergenza durante lo svolgimento delle loro mansioni giornalistiche”</mark>, ha dichiarato il MISA.</p>
<p>L’applicazione è progettata per inviare un messaggio di emergenza ai contatti preconfigurati tramite un pulsante di allarme rosso, condividendo con loro la posizione dell’utente, anche se i contatti non hanno scaricato l’app sui propri cellulari.</p>
<p>Il problema delle minacce fisiche non è l’unico rischio per i giornalisti che lavorano in Zimbabwe: qui &#8220;il codice penale modificato, la legge sui segreti ufficiali e la nuova legge sulla sicurezza informatica e la protezione dei dati continuano a ostacolare il giornalismo&#8221;, si legge nel rapporto di <em>Reporter senza frontiere</em>. E i media hanno sottolineato il pericolo che questa legge venga usata per mettere a tacere gli informatori, o whistleblowers, i giornalisti o altri che usano le piattaforme online per denunciare la corruzione all&#8217;interno delle istituzioni statali.</p>
<p><strong>Admin Mare</strong>, professore associato presso il Dipartimento di Comunicazione e Media dell&#8217;Università di Johannesburg, ha elogiato così l&#8217;iniziativa: <mark class='mark mark-yellow'>«Ritengo che sia un passo nella giusta direzione, vista la delicata questione della sicurezza dei giornalisti soprattutto durante le elezioni e le proteste. Abbiamo visto che i giornalisti sono spesso vittime di pestaggi da parte di agenti di sicurezza e attivisti di partito per aver svolto il loro lavoro».</mark></p>
<p>Non basta comunque un&#8217;applicazione per migliorare la situazione: a fare di più devono essere anche le forze dell&#8217;ordine, la magistratura, gli attivisti politici e gli editori dei media. &#8220;Abbiamo bisogno di tolleranza e volontà politica per promuovere la sicurezza dei giornalisti&#8221;, ha aggiunto lo studioso.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://ijnet.org/en/story/zimbabwes-misa-launches-alert-button-journalists-distress" target="_blank">Ijnet.org</a>.</strong></p>
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