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	<title>magzine &#187; advertising</title>
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	<description>un progetto della Scuola di giornalismo dell&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano</description>
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		<title>Editoria e pubblicità prendono due strade diverse?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 13:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Melissa Scotto Di Mase]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News Lab]]></category>
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		<description><![CDATA[La crescita impetuosa degli utenti, i costi legati alla tecnologia – ma non alla produzione di informazione –, insieme a sistemi sempre più efficienti per raccogliere e distribuire inserzioni pubblicitarie ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="http://www.magzine.it/wp-content/uploads/2022/06/grafica-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fonte: sagrafica.it" /></p><p>La crescita impetuosa degli utenti, i costi legati alla tecnologia <span style="color: #000000;">– ma non alla produzione di informazione </span>–, insieme a sistemi sempre più efficienti per raccogliere e distribuire inserzioni pubblicitarie hanno costituito alcuni dei motivi di vantaggio competitivo delle <strong>piattaforme digitali</strong> rispetto ai classici editori. Dopo vent&#8217;anni segnati da queste tendenze, ci troviamo di fronte ad una nuova fase evolutiva?</p>
<p><mark class='mark mark-yellow'>Negli ultimi anni la considerazione pubblica delle piattaforme digitali è passata dall’approvazione incondizionata alla critica, perché se da una parte la qualità dell’informazione di tali piattaforme si è rivelata in molti casi dubbia, dall’altra non tutte hanno dimostrato di volerla migliorare.</mark> La <strong>crisi</strong> della pubblicità sulle piattaforme rappresenta, dunque, un fenomeno passeggero o una difficoltà reale?</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Snap </span></strong>– la società americana proprietaria di Snapchat e di altri prodotti e servizi – ha subito un durissimo colpo in Borsa quando ha annunciato che, nelle attuali condizioni macroeconomiche, il prossimo trimestre sarà deludente dal punto di vista della <strong>pubblicità</strong>. <mark class='mark mark-yellow'>Inflazione, diminuzione dei tassi di crescita, incertezza geopolitica sono i principali motivi che portano gli inserzionisti pubblicitari a rallentare gli investimenti.</mark></p>
<p>Ma quanto è forte la domanda di <b>informazione di qualità</b> e quanto è debole il modello di business basato solo sulla<b> pubblicità</b>? Quest&#8217;ultima è sempre legata alla <span style="color: #000000;">congiuntura: secondo il <i>Financial Times</i></span>, attualmente il mercato globale della<span style="color: #000000;"> pubblicità</span> digitale vale circa 520 miliardi <span style="color: #000000;">di dollari ed è concentrato nelle mani di pochi gruppi.</span> Ad esempio, la somma del fatturato di <strong>Google (Alphabet)</strong> e di <strong>Facebook (Meta)</strong> vale circa 360 miliardi <span style="color: #000000;">di dollari </span>e si basa per la maggior parte sulla pubblicità.</p>
<p>Inoltre, l’<strong>ecommerce</strong> è in forte crescita e i modelli di business basati su di esso hanno davanti maggiori prospettive e più <span style="color: #000000;">concorrenza</span>. <mark class='mark mark-yellow'>L’ecommerce potrebbe rappresentare uno spazio per la crescita di <strong>nuovi editori</strong> <span style="color: #000000;">o di <strong>editori tradizionali</strong></span> ben disposti al cambiamento?</mark> Sì, se la qualità dell&#8217;informazione tornerà ad avere un ruolo prioritario rispetto alla ricerca del profitto ad ogni costo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per saperne di più, continua a leggere su <a href="https://www.lasvolta.it/1985/lipotesi-della-separazione-delleditoria-dalla-pubblicita%20" target="_blank">Lasvolta.it</a>.</strong></p>
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