Dai giovani per i giovani, raccontando la finanza e coinvolgendo tutti gli under 30 che vogliono avvicinarsi a un mondo ritenuto troppo spesso inaccessibile. Questa è Starting Finance Srl, la più grande community italiana per millennial appassionati al mondo economico-finanziario. Fondatori della start-up innovativa Marco Scioli ed Edoardo Di Lella, 24enni, amici, economisti e ora anche imprenditori. Insieme a loro diciannove dipendenti, tra cui Riccardo Carnevale, head of events della società.

Starting Finance Srl è la più grande community italiana per millennial appassionati al mondo economico-finanziario

Il “gruppo” SF ha già raggiunto cifre importanti. Tra pochi giorni un aumento di capitale da 300k euro, con valutazione tre milioni, segnerà un nuovo step nel loro universo. Lo scopo è cambiare le regole del gioco, tanto nell’educazione finanziaria, quanto per gli imprenditori intraprendenti che vogliano trovare in Italia capitali. «E’ un’esperienza stimolante al massimo, forse la più bella che si possa fare», dice Marco Scioli, fondatore e presidente di Starting Finance. «Partire da zero, arrivare la mattina in ufficio con venti ragazzi che portano avanti un’azienda, è fantastico. Ma non è tutto rose e fiori: c’è tanto sacrificio, lavoro, impegno. L’equilibrio e il sapere gestire le emozioni sono aspetti fondamentali».

Com’è nata l’idea? 

Tutto è partito osservando la realtà attorno a noi. Ci siamo resi conto che in Italia non esisteva un luogo, fisico o virtuale, in cui giovani appassionati di economia e finanza potessero incontrarsi per confrontarsi e discutere. Il problema del nostro Paese è che chi scrive o parla di queste tematiche dà spesso un taglio troppo verticale, rivolgendosi a un pubblico già esperto. I siti e i quotidiani di settore sono troppo complessi e chi si avvicina per la prima volta all’economia o alla finanza ne rimane escluso.Abbiamo dunque deciso di essere i pionieri di un’informazione economico-finanziaria che utilizzasse un linguaggio semplice, comprensibile e in cui nessuna nozione, anche la più basica, fosse data per scontata. In poco tempo il nostro blog ha avuto sempre più successo e abbiamo aperto una pagina Facebook che in sei mesi ha raggiunto i diecimila “mi piace”. Dal virtuale siamo passati al reale, creando alla Luiss il primo club universitario, un luogo di incontro per ragazzi e ragazze con la passione per la finanza e l’economia e in cui si possa passare dalla teoria alla pratica. La nostra start-up ha un duplice obiettivo: da un lato crescere dal punto di vista societario, di profittabilità e fatturato; dall’altro l’impatto sociale, investendo nel miglioramento delle competenze a livello economico finanziario dei giovani italiani.

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Marco Scioli, fondatore e presidente di Starting Finance e Riccardo Carnevale, Head of Events

Quindi avete una doppia dimensione, online e territoriale. 

Esatto.Il network è molto ampio e attualmente siamo presenti in venticinque atenei italiani (tra cui in Cattolica, ndr). Nel settembre 2018 abbiamo costituito la società Starting Finance Srl, con un primo round di finanziamento da centomila euro e una valutazione di un milione. Il fatto di essere presenti a due livelli, nel mondo fisico e in quello virtuale, ci permette di agire in varie direzioni. La costante è che gli investitori hanno compreso la potenzialità di coinvolgere una fascia con cui chi deve “vendere” la finanza fa fatica a interagire. La nostra figura di “influencer” della finanza ci permette quindi di avere un ruolo che probabilmente fino a ora nessuno aveva ricoperto. Abbiamo un engagement elevato: il post medio fa tra i duemila e i tremila like, con circa 30-40 commenti. A oggi abbiamo speso 20k euro in marketing in un anno e mezzo. Dopo l’aumento di capitale che chiuderemo a marzo, l’idea è di spendere 5-10k euro al mese. Tra un anno, a marzo 2021, vorremmo raggiungere i 250k follower.

Cosa fa Starting Finance? 

Crea un ponte tra università e lavoro. Osservando le attività nei club e le discussioni in pagina Facebook, abbiamo riscontrato che molti ragazzi vogliono mettersi in gioco ma si ritrovano troppo spesso ad avere come unico strumento lezioni universitarie in cui c’è decisamente troppa teoria. Le aziende hanno confermato questa nostra intuizione, cioè che esiste un mismatch enorme tra ciò che i ragazzi fanno durante il corso di studi e ciò che invece è richiesto nel mondo del lavoro. Tutti i prodotti e servizi che offriamo partono dall’esigenza della community.Invece di essere una start-up che prima crea il prodotto e poi cerca il mercato, noi prima abbiamo creato il mercato (e continuiamo a svilupparlo) e poi proponiamo prodotti e servizi in base a quello che ci chiedono gli stessi membri di Starting Finance. Il nostro core business sono i corsi di formazione, che forniscono competenze pratiche per la finanza.La ragione è che il mondo accademico non fornisce sufficienti strumenti, capacità e soft skill per entrare nel mondo del lavoro; lo studente deve dunque spesso impegnarsi, studiare e approfondire da solo le tecniche per affrontare i colloqui. Abbiamo dunque sviluppato un catalogo di corsi che soddisfacessero le richieste della community: Excel for Finance, Power Point for Pitch, Gestione del Portafoglio, Tecniche di Negoziazione, Innovation Development (Coding, Blockchain e Digital Marketing) e Become a Consultant. Si tratta di corsi in aula in cui docenti sono manager di grandi aziende, tra cui Francesco Strano, Head of MVNO’s Sales di Vodafone, Andrea Rivelli, Senior Executive Partner di BNL e Massimo Introzzi, Ex Senior Consultant di Bain & Company. Lo scorso semestre abbiamo formato più di settecento studenti in undici città.

La vostra offerta si struttura come un percorso: informazione, educazione e gamification. In cosa consiste?

L’utente SF segue tre step. Prima di tutto si informa attraverso i contenuti che vengono pubblicati sul sito; produciamo sette articoli al giorno di due tipologie, approfondimento (notizie specifiche e più verticali) e news. Vogliamo aprire anche un canale YouTube, per diversificare le piattaforme su cui agiamo. La seconda fase prevede la formazione, che avviene attraverso i corsi online, gratuiti, e quelli a pagamento. I primi due step coinvolgono tre dipendenti (due redattori e un autore che si occupa delle guide di formazione) e più di cento autori, perlopiù studenti universitari che collaborano con noi per supportare la causa. Ultimo passo è il mettersi in gioco, mettendo a frutto le competenze maturate. Si tratta di Fanta-borsa. L’applicazione che abbiamo sviluppato, e che uscirà in primavera, è un simulatore che replica perfettamente i mercati finanziari: ci sono i dati di borsa, gli utenti comprano e vendono titoli come se stessero sui mercati finanziari e hanno la possibilità di competere tra di loro.  Si tratta di un altro caso di come ciò che facciamo venga prima testato nella community e, solo se c’è interesse, venga poi lanciato in grande scala. Stiamo inoltre sviluppando una serie di progetti con le istituzioni, ormai ben consapevoli della difficoltà di dialogo con il target cui ci rivogliamo noi. Abbiamo stretto recentemente un partenariato con Feduf, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Risparmio, e stiamo nel contempo portando avanti iniziative con CONSOB e Ubi banca. Ottobre è stato il mese dell’educazione finanziaria e ne siamo stati parte attiva. Non solo abbiamo partecipato all’evento finale con tutti gli attori, ma abbiamo organizzato proprio in quel mese il nostro national meeting, nonché una serie di attività nei licei.

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Il nuovo logo di Starting Finance

Vi occupate anche di investimenti e consulenza per start-up innovative. 

Sì, attraverso Starting Finance Deal. Avendo avuto un’esperienza diretta, abbiamo compreso perfettamente quali fossero le esigenze di chi vuole investire e sviluppare una nuova impresa. Con un gruppo di esperti del mondo delle start-up abbiamo dunque creato questa società di consulenza, che ha fatturato più di 100k euro in quattro mesi. Obiettivo è di preparare gli startupper, accompagnandoli nel loro percorso attraverso il nostro network composto da business angels venture capital. Anche in questo caso si tratta di un percorso: da un lato è utile per gli imprenditori, più solidi nella presentazione dell’idea e dunque con maggiori possibilità di successo; dall’altro permettiamo agli investitori di avere a disposizione progetti meritevoli, già filtrati e strutturati.

Il paper della Banca d’Italia Measuring the financial literacy of the adult population: the experience of Banca d’Italia rivela dei dati sconcertanti per l’Italia. Il livello di educazione finanziaria degli adulti è nel nostro paese inferiore rispetto al paesi del G20 (3.5/7 vs 4.5/7). Oltre a ciò, circa il 47% della popolazione italiana adulta ha un livello di educazione finanziaria da scuola elementare. Un dato che raggiunge solo il 14% in Germania e non si pone oltre il 10% in Canada e UK. 

I dati parlano di inflazione, diversificazione e interesse composto, tre concetti chiave alla base della vita di tutti i giorni. Questa mancata alfabetizzazione finanziaria conduce inevitabilmente a una serie di problematiche dal punto di vista sociale e culturale. Alcuni studi di Standard&Poor’s hanno rivelato che il tasso di alfabetizzazione finanziaria di un Paese è strettamente connesso al PIL: più un Paese è finanziariamente competente, più crea ricchezza. Si tratta di un tema molto importante ed è per questo che, al di là dell’obiettivo societario, alla base abbiamo un aspetto sociale che ci guida. Ci rivolgiamo non solo ai ragazzi della nostra età, ma anche agli studenti dei licei. Parliamo con il linguaggio che loro vogliono, non utilizziamo lezioni frontali ma interattive.Un altro problema riguarda il gender gap. Ancora troppe poche donne si interessano di finanza. Abbiamo dunque creato delle rubriche per coinvolgere il più possibile il pubblico femminile. La nostra community, di circa 100k follower, è composta per più dell’80% da uomini. E’ un grande problema che stiamo cercando di risolvere.

FB: Starting Finance

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