Secondo i calcoli del navigatore, via Lecco 6 dista da Capo Nord più o meno 3809 chilometri. Per raggiungere la punta più settentrionale d’Europa, stando alle ottimistiche previsioni di Google Maps, ci vogliono 41 ore consecutive di viaggio in auto. Una volta un uomo ci è arrivato con un carrello elevatore perché era l’unico mezzo che aveva.Sergio Di Clemente quei quasi 4mila chilometri li ha fatti con la sua BMW 1200 GS Adventure del 2007 perché la moto è la sua passione e non perché non aveva altra scelta. 

Sergio ha girato il mondo con la sua motocicletta ma di Capo Nord parla in maniera diversa: è stato il primo viaggio con la donna che poi sarebbe diventata sua moglie. Aveva dovuto fare cento metri per conoscerla e qualche chilometro in più per capire che era davvero quella giusta. La moglie di Sergio lavorava nel bar di fronte al suo: fanno da una vita lo stesso mestiere ma non hanno mai lavorato assieme. Sergio non se ne dispiace troppo: sono sempre stati bene così e il pensiero di lavorare con sua moglie non lo attraeva poi particolarmente.

Lui sa bene cosa significhi condividere un’attività come questa con i propri familiari e ne conosce bene i pro e i contro: lo Step Bar sta all’angolo tra via Lecco 6 e via Castaldi 29 dal 1968. Lo ha aperto il padre di Sergio che ci ha lavorato in diversi momenti della sua vita, fino a quando non lo ha definitivamente preso in gestione nel 2010. Il bar di oggi non somiglia molto a quello degli inizi: anche i locali cambiano e, quando non ci riescono, spesso chiudono.Lo Step era nato come un classico bar di quartiere dove la serranda si abbassava intorno alle dieci di sera, quando i clienti abituali tornavano alle loro case poco lontane. Sergio ha capito che la zona stava vivendo una trasformazione positiva e ha deciso di far evolvere di pari passo anche la sua attività: oggi lo Step ha una clientela variegata e Sergio può divertirsi a sperimentare cocktail fino a tarda sera. Il suo bar è aperto a chiunque, a patto che l’avventore sia pronto a comportarsi con educazione e rispetto.

Quando Sergio si alza per servire personalmente un cliente, una ragazza arriva al tavolo con la Coca-Cola. Ha 22 anni, studia Beni Culturali e quando ti dice: “Spero che Milano ti abbia accolto bene” sembra sincera. È un’ottima barista e a fine serata  forse qualcuno se ne innamorerà e le lascerà il numero, sperando che lo usi. Sergio è molto attento nella selezione del personale, vero cruccio dei proprietari di attività come la sua. A differenza di molti colleghi, preferisce puntare su giovani ancora da plasmare e non su professionisti che hanno già una lunga esperienza nel settore: i ragazzi apprendono più velocemente la filosofia del bar e fanno gruppo. Sergio sa che sta facendo un’intervista e se ne va con una frase a effetto che è una perfetta chiusura: “È più facile scrivere su una pagina bianca che correggere gli errori di qualcun altro”. Il proprietario dello Step non offre all’interlocutore i drink gratis, come il suo omologo in una canzone di Billy Joel, ma gli lascia qualcosa di più prezioso: un insegnamento.

 

mde