Nata nel 1995, quando i flussi migratori erano lontani dalle cifre attuali, la Onlus Alfabeti fornisce corsi di italiano per stranieri. Costituitasi come «Alfabeti – scuola popolare per stranieri – Onlus» nel 1999, animata da volontari dalle esperienze più diverse, l’associazione si propose di fornire ai residenti non italiani degli strumenti pratici per l’integrazione. I metodi che non ricalcano quelli della scuola “tradizionale” hanno portato questa associazione che ha attualmente sede in via Abbiati, ad ottenere dal Comune di Milano l’Attestato di Civica Benemerenza. Sara Pupillo è la presidente dell’associazione Alfabeti dallo scorso 25 aprile.

Da vent’anni ormai la vostra associazione offre corsi di italiano per stranieri. Da qualche tempo offrite anche corsi di inglese e informatica. Come descriverebbe l’operato dell’associazione?

Alfabeti è nata da un gruppetto di amici che si resero conto che la lingua italiana era fondamentale per questi nuovi arrivati esattamente quanto un tetto e un lavoro e, visto che non esistevano scuole di questo tipo, decidemmo di offrire corsi serali gratuiti. Lo spirito di oggi è ancora lo stesso ma siamo ormai 70 volontari.

Negli anni la vostra offerta si è ampliata molto, coinvolgendo sempre più volontari e nuovi studenti. Quali sono, nel 2015 i numeri della Alfabeti Onlus?

Offriamo corsi di tanti livelli e in vari orari. La mattina solo per donne, per andare incontro alle signore che non potrebbero frequentare corsi misti, il tardo pomeriggio e la sera. Ogni anno passano sui nostri banchi circa 200 studenti. Essendo cresciuti notevolmente, ci siamo strutturati meglio, aggiungendo alla nostra proposta anche il corso base di inglese. Circa metà degli insegnanti, tutti volontari, si sono specializzati prendendo il DITALS (docente di italiano a stranieri) o altre certificazioni simili. Siamo diventati, quindi, a tutti gli effetti una scuola vera. Per fortuna, nonostante gestire una realtà così grande sia impegnativo, rimane un’attività molto divertente e gratificante per tutti.

Che valore ha per lei e per i volontari dell’associazione il riconoscimento del Comune di Milano? Quali stimoli ulteriori può dare all’operato di Alfabeti?

Le Benemerenze del Comune di Milano sono un gran bel modo di chiudere l’anno del nostro ventennale! Ma ovviamente non si tratta di un punto di arrivo. È semmai la spinta a continuare a mettercela tutta per accogliere sempre meglio questi nuovi italiani: speriamo di essere sempre più bravi a insegnare, di attirare più volontari. In particolare lo stimolo dato da un riconoscimento del genere è quello di estendere a tutti la riflessione sull’assurdità del razzismo, sulla ricchezza che arriva dall’incontro con persone dalle vite, abitudini ed esperienze fra le più diverse.

Vent’anni di Alfabeti onlus. Come prevede saranno i prossimi?

Nel futuro immagino che non ci sarà più bisogno di noi! Gli immigrati neo arrivati grazie alle tecnologie avranno già appreso la lingua prima di partire e una volta arrivati a destinazione non avranno nessuna necessità di aiuti all’integrazione perché sarà loro offerto di fare ciò che desiderano. Sogno che la parola integrazione non esista più.