Seconda serata del festival di  Sanremo all’insegna del vintage e delle carambate: tra i Ricchi e i Poveri che si riformano, un sempreverde Massimo Ranieri, il ritorno della bomba sexy degli anni Ottanta Sabrina Salerno e le incursioni di Fiorello, lo share del Festival con conosce flessioni. Magzine, presente con due inviati alla kermesse canora più famosa d’Italia, dà i voti all’evento che per una settimana blocca gli italiani davanti allo schermo Magzine, presente con due inviati alla kermesse canora più famosa d’Italia, dà i voti all’evento che per una settimana blocca gli italiani davanti allo schermo, anche quelli che sono rimasti fermi alle hit di Iva Zanicchi e non hanno idea di cosa siano rap, trap, indie e altre amenità musicali presenti quest’anno in quantità.

NUOVE PROPOSTE

GABRIELLA MARTINELLI E LULA – IL GIGANTE DI FERRO

Luca: “Il dramma di chi vive giorno per giorno il pericolo silente di un posto come Taranto e le acciaierie dell’Ilva, viene raccontato in un brano che non arriva e, al secondo ritornello, già annoia” – VOTO: 5

Emiliano: “Temo che per loro non ci sarà un’altra volta. Il brano più impegnato del Festival è un debole pasticcio nu-metal” – VOTO 5

FASMA - PER SENTIRMI VIVO

L: “Autotune e arrangiamento a metà strada tra il rap new school e le ballad punkettare di Blink-182 e Sum 41. Non è malaccio… Si è sentito di peggio!” – VOTO: 6

E: “Un brano insipido, nonostante l’autotune e il tentativo di rendersi orecchiabile. Ma è incolore” – VOTO: 5

MARCO SENTIERI – BILLY BLU

L: “Canzone conscious rap che segue molto la linea tracciata da Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene. Se già era brutta l’originale, il sequel è anche peggio. Pesante come la parmigiana di melanzane a colazione!” – VOTO: 4,5

E: “Il finto-rap con il tema civile incorporato è un male da estirpare” – VOTO 4

MATTEO FAUSTINI - NEL BENE E NEL MALE

L: “La canzone sa di già sentito. L’apertura nel refrain magnificheggiante comunque dà un senso di sollievo rispetto al pezzo che l’ha preceduta. Non spicca di certo per originalità e performance. Non è malaccio… Ma neanche sufficiente!” – VOTO: 5

E: “Manca la voce, manca il carisma, manca la presenza scenica. Il pezzo è inesistente” – VOTO: 4

CAMPIONI

PIERO PELÙ - GIGANTE

L: “Canzone che, tutto sommato, funziona, con un messaggio estremamente tenero. Peccato un po’ per l’interpretazione: ogni i tanto la sua voce lasciava l’Ariston e andava a farsi quattro passi in centro” – VOTO: 6

E: “Se penso al Pelù di una volta mi sembra incredibile vederlo su questo palco. Canzone tenera, strofa migliore del ritornello. Dal Diablo a nonno Piero: così è la vita” – VOTO: 6

ELETTRA LAMBORGHINI - MUSICA (E IL RESTO SCOMPARE)

L: “Sin dal primo ascolto mi viene in testa solo una parola: RADIO. Ritornello catchy destinato ad entrare in classifica e a staccarsi con la stessa difficoltà del super attak” – VOTO: 6

E: “Forse imbarazzata, forse un pesce fuor d’acqua. La voce non c’è: chissenefrega. Finalmente un po’ di stile, di leggerezza, di sana ignoranza. Evviva!” – VOTO 7

ENRICO NIGIOTTI – BACIAMI ADESSO

L: “La canzone non è né bella né così e così: è, in una parola, disastrosa. Cantata male, con un testo scontato come un paio di scarpe in saldo e l’assolo di chitarra da 4 decimi di secondo che manco si sente.” – VOTO: 4

E: “Ci crede tanto, tantissimo. Come l’anno scorso, si percepiscono la sincerità e l’onestà delle intenzioni. Ma il risultato non è mai incisivo, sempre destinato a farsi dimenticare in tempi troppo brevi” – VOTO: 5

LEVANTETIKIBOMBOM

L: “Di certo si distingue dagli altri pezzi proposti. Lei ci mette tanta grinta che forse ogni tanto si infrange sugli scogli delle stecche. Ha sicuramente bisogno di un secondo ascolto per essere apprezzata. Sufficienza sulla fiducia!” – VOTO: 6

E: “Dopo il primo ascolto, forse è il brano meno immediato, considerate le aspettative. Lei appare un po’ timorosa. Da qui a sabato tutto può cambiare.” – VOTO: 6

PINGUINI TATTICI NUCLEARIRINGO STARR

L: “Freschi, divertenti ed energici. Dalla Liverpool del Nord Italia il sestetto bergamasco fa ballare il palco dell’Ariston con un ritornello che ti entra subito in testa. Ottimo lavoro ragazzi!” – VOTO: 7,5

E: “Non tradiscono le attese: pezzaccio catchy, orecchiabilissimo e divertente. La quota indie è ormai un vezzo sanremese definitivo. Da Bergamo con cazzeggio e poche pretese” – VOTO: 7

TOSCAHO AMATO TUTTO

L: “Colonna sonora di un film polacco in bianco e nero degli anni ’60. L’unico commento che mi viene in mente ricalca perfettamente la canzone della Rettore: Dammi una lametta che mi taglio le vene” – VOTO: 5

E: “Non dimentico Tosca in coppia con Ron nel 1996. Cantavano insieme un capolavoro come Vorrei incontrarti fra cent’anni. Mi tengo stretto il ricordo” – VOTO: 5

FRANCESCO GABBANIVICEVERSA

L: “Spariscono i riferimenti ai massimi sistemi storico-filosifici ma rimane la leggerezza con cui Francesco parla di una delle cose più facili e difficili che esistano: l’Amore. Una bella canzone, punto e basta ” – VOTO: 7,5

E: “La canzone d’amore più bella ascoltata finora, dal cantante che non t’aspetti. Bravo Gabba. Pacifico fa il testo: Dittatori in testa e partigiani dentro al cuore. Efficace, senza ghirigori” – VOTO: 7

PAOLO JANNACCIVOGLIO PARLARTI ADESSO

L: “L’arrangiamento moscio e l’interpretazione tutt’altro che buona non rendono omaggio ad un testo assolutamente pregevole” – VOTO: 5,5

E: “Una canzone onesta e fragile sul rapporto tra un padre e una figlia. Dignitosa. Interpretazione discreta. Dopo la kermesse però ce ne dimenticheremo” – VOTO 5,5

RANCOREEDEN

L: “Rimane la formula/marchio di fabbrica del rap ermetico. Sicuramente una delle canzoni meno commerciali e più impegnate dell’intero festival viene impreziosita da un’arrangiamento (di Dardust) pazzesco” – VOTO: 7

E: “Un pezzo rap incazzato, ben scritto, ben arrangiato. Funziona tutto, ma non si accende la miccia che lo fa esplodere. E a mezzanotte inoltrata incide a metà” – VOTO 6.5

JUNIOR CALLYNO GRAZIE

L: “Le polemiche, le accuse di istigare allo stupro e altre cose orribili: Antonio le spazza via con una canzone potente, di impatto e ipnotica. Un brano con cui dice No Grazie alla gogna mediatica delle scorse settimane” – VOTO: 7,5

E: “Niente botte né santi panettoni. Rap-rock simpatico, polemico ma senza scontentare nessuno: un colpo al razzista e un altro al liberista di centro-sinistra. Furbetto e senza innovazione” – VOTO: 6

GIORDANA ANGICOME MIA MADRE

L: “Tra le tante canzoni che, in questo festival, trattano del rapporto con la famiglia questa è sicuramente tra le più toccanti. Un sentito omaggio a quella che è la persona più importante della vita di ognuno di noi” – VOTO: 6,5

E: “Ottima interprete. La canzone, onestamente, è quella che è. Rassicurante e familista.” – VOTO :5,5

MICHELE ZARRILLONELL’ESTASI O NEL FANGO

L: “Dopo 3 ore e mezza di diretta, essere capaci di attirare l’attenzione del pubblico e fargli battere le mani a ritmo è una Mission (almost) Impossible. E Zarrillo ce l’ha fatta. Complimenti. Bel pezzo!” – VOTO: 7

E: “Snobbato da molti, spernacchiato da alcuni, Zarrillo si presenta sul palco dell’Ariston all’una e mezza e con grande professionalità tira fuori uno dei pezzi più interessanti della kermesse: moderno, ritmato, persino danzereccio. Eroico” – VOTO: 7