La prima serata di Sanremo si è conclusa tra scivoloni più o meno clamorosi dei conduttori, non ultimo il patetico siparietto della nonna di Diletta Leotta, che però fa tanto nazional-popolare. Ma la musica a Sanremo, si sa, la fa sempre da padrona, nel bene e nel male. Magzine, presente con due inviati alla kermesse canora più famosa d’Italia, dà i primi voti all’evento Magzine, presente con due inviati alla kermesse canora più famosa d’Italia, dà i primi voti all’evento che per una settimana blocca gli italiani davanti allo schermo, anche quelli che sono rimasti fermi alle hit di Iva Zanicchi e non hanno idea di cosa siano rap, trap, indie e altre amenità musicali presenti quest’anno in quantità.

NUOVE PROPOSTE

EUGENIO IN VIA DI GIOIA TSUNAMI

Luca: “I quattro ragazzotti di Torino infiammano l’Ariston con un brano di una freschezza strepitosa. Cha cha cha… Ti entra subito in testa! La perla poi del ritmo battuto su una tastiera da computer dei tempi di Windows 95 è oro colato” – VOTO: 8

Emiliano: “Brillanti, intelligenti, ritmici. Molto indie-cazzari, per questo poco inclini al gusto piccolo borghese della Demoscopica. Ma il loro successo inizierà dopo il Festival” – VOTO: 7,5

TECLA 8 MARZO

L: “Pezzo che sa di vecchio sin dalla prima nota. Pallido, già sentito… Una palla mortale! La voce di lei, incredibilmente matura per i suoi 16 anni, è l’unica cosa che salva il pezzo dal suo soporifero piattume. Con la sua vittoria sugli Eugenio il festival parte male… Anzi malissimo!” – VOTO: 6

E: “Voce pulitissima, cristallina. Pezzo conservatore e politicamente corretto. Sbatte fuori gli Eugenio e si candida alla vittoria” – VOTO: 6

FADI DUE NOI

L: “Voce soul, pezzo che forse non brilla per originalità ma che, grazie al suo timbro meravigliosamente black, acquista una sfumatura nuova. Pazienza per l’ennesima apparizione di Bologna nel testo di un brano. Per stavolta, comunque, si fa perdonare!” – VOTO: 7

E: “Timbro alla Ben Harper, interpretazione sporca e intensa. Canzone notevole, che non arriva alla imbalsamata Giuria Demoscopica” – VOTO: 7,5

LEO GASSMANN VAI BENE COSÌ

L: “Pezzo banale, con un messaggio che, pur essendo estremamente positivo, viene interpretato con i soliti virtuosismi vocalici che sembrano i lamenti di una sala parto. Infatti il pezzo che ne esce è il vincitore del confronto. Sezione delle nuove proposte… Dove sono però?” – VOTO: 4,5

E: “Echi di Valerio Scanu. Non è un complimento. E non è un caso che passi il turno.” – VOTO: 5

CAMPIONI

IRENE GRANDI – FINALMENTE IO

L: “Pezzo (e cantante) con una grinta della Madonna. In più se c’è lo zampino di Vasco si capisce dal primo minuto che l’anima rock del festival, per quest’anno, sarà incarnata da lei. Brava… Anzi bravissima!” – VOTO: 7,5

E: “Incostante, maledetta Irene. Eccolo, il graffio della Leonessa. Ci voleva un pezzo rock, una performance aggressiva, erotica. Ci voleva Vasco, semplicemente” – VOTO: 7,5

MARCO MASINIIL CONFORNTO

L: “I suoni, melensi e strappalacrime, non riescono a tenere testa a quello che è uno dei pezzi con il testo forse più bello dell’intero festival. Peccato” – VOTO: 5,5

E: “Masiniana al centodieci per cento. Un pezzo impeccabile, senza sorprese. La formula di un cantautore meno disperato che in passato, ma più rassicurante” – VOTO: 6

RITA PAVONENIENTE (RESILIENZA 74)

L: “In una parola: inossidabile. Passa l’intera canzone a tenersi la sciatica, a urlare fino quasi a sgolarsi e a sfiorare l’infarto. Nonostante ciò arriva fino alla fine e strappa la meritata standing-ovation del pubblico. Che grinta!” – VOTO: 7

E: “Divertente, senza dubbio. Graffiante, non c’è che dire. Performance coraggiosa. Ma l’esibizione di una 74enne che si scopre rocker all’improvviso sembra scritta a tavolino” – VOTO: 6,5

ACHILLE LAUROME NE FREGO

L: “Voto 10 per la sua capacità di essere un vero e proprio iconoclasta. Pur peccando forse un po’ sul lato della “novità” (sembra il sequel di quanto iniziato l’anno scorso con Rolls Royce), il pezzo funziona da Dio” – VOTO: 8

E: “Difficile replicare Rolls Royce. E allora l’irriverente Achille sorprende con il look e il travestimento. Poi però arriva anche il punkettino che ti fa ballare: “st’amore è panna montata al veleno”. Meno male che Lauro c’è” – VOTO: 7,5

DIODATOFAI RUMORE

L: “La sua voce androgina si mescola perfettamente all’arrangiamento (azzeccatissimo) e crea un pezzo che, per qualità di produzione, è eccelso” – VOTO: 7

E: “Forse la voce migliore del Festival. La performance è da manuale. Il pezzo brilla proprio per l’eleganza e l’estensione di un interprete raffinatissimo. Per stasera a different class” – VOTO: 8

LE VIBRAZIONI – DOV’È

L: “Dov’è, dov’è, dov’è… Dov’è il ritmo? Dov’è la voglia di ascoltare una canzone che zoppica e si trascina per 3 minuti che sembrano 3 ore lamentandosi per tutto il tempo? Boh, io non la trovo!” – VOTO: 5

E: “La traduzione simultanea compensa, forse, l’inconsistenza della canzone, prevedibile come la pagina 777 di Televideo. Sarcina è in forma, ma tutto il resto dov’è?” – VOTO: 4,5

ANASTASIOROSSO DI RABBIA

L: “Il pezzo è figo. Il riff iniziale di chitarra super-sporco è la miccia che fa detonare un brano che ha sicuramente un forte richiamo al crossover. Il testo, come praticamente tutti quelli che ha scritto, è il solito “ultra-incazzato col mondo” ma, per una volta, si sposa bene con la musica” – VOTO: 7

E: “Un crossover in ritardo di trent’anni. Una specie di “Limp Bizkit for Dummies”, filtrata dalla plastica del reality show di X-Factor. Arrabbiato con il mondo senza capire il perché. Fuori contesto” – VOTO: 4,5

ELODIEANDROMEDA

L: “A Sanremo si balla. L’arrangiamento è pazzesco, forse il più moderno presentato finora. Nel testo si sente moltissimo l’impronta di Mahmood. Una formula vincente che funziona bene. E a Sanremo è questo quello che conta alla fine” – VOTO: 7

E: “Forse il suono più moderno, contemporaneo. Il pezzo però è tanto ballabile e radiofonico quanto effimero” – VOTO: 6,5

BUGO E MORGANSINCERO

L: “Insufficienti anche se a malincuorissimo. La musica è bella. Il testo anche di più. Sarebbe tutto perfetto se non fosse che il duo, oltre a non avere voce, si mette vicendevolmente i bastoni tra le ruote, non riuscendo ad amalgamarsi bene praticamente mai. Cosa che, invece, dovrebbe fare un duetto” – VOTO: 5,5

E: “Sono d’accordo con Luca, peccato. Non arrivano né l’ironia di Bugo né il genio folle di Morgan. Sembra un pezzo strozzato. Promettente la base iniziale, ma avrà bisogno di ulteriori ascolti” – VOTO: 6

ALBERTO URSO – IL SOLE AD EST 

L: “Non so nemmeno cosa scrivere. Tutto quello che una canzone non dovrebbe avere, Il Sole ad Est ce l’ha. Piatta, insulsa, piena di vocalizzi e urla tarzaniche che danno solo fastidio” – VOTO: 3

E: “Non ce lo meritiamo. Pensi di aver ascoltato tutto dopo Il Volo, ma non è così. Qualcuno la chiama lirica, io lo chiamo mercato” – VOTO: 3

RIKILO SAPPIAMO ENTRAMBI

L: “Una canzone che trasuda 16 anni e pubertà da ogni poro. Tutto sommato non è neanche male: la classica teen-song depressina coccolina. Mi spiace solo per lui che, ai firmacopie della Feltrinelli, sarà schiacciato da orde di minorenni impazzite!” – VOTO: 6

E: “Ascoltandola ho ripensato alla mia adolescenza, al mio passato, alle mie ferite. No, non è assolutamente così. Ma Riki mi è simpatico e del tutto innocuo” – VOTO: 5,5

RAPHAEL GUALAZZICARIOCA

L: “Brano di forte impronta pop suonato con la testa. Le influenze latine si fondono col pianoforte: lui a suonarlo è un vero mostro. Bravo Raphael. Bravo davvero” – VOTO: 7

E: “C’è sostanza, c’è un background musicale di alto livello. Festaiolo e complesso, con l’arrangiamento più sofisticato. E può funzionare anche in radio” – VOTO 7,5