Si parla spesso di machismo, dell’idea tossica di “maschio alfa” violento fisicamente ed emotivamente. Ma cosa succede a chi, circondato da esempi di questo tipo, non riesce ad emularne il modello? Esistono uomini (o molto più spesso ragazzi) invisibili, che nel mondo reale vivono all’ombra di chi, ai loro occhi, ha successo con le donne in quanto più bello, più ricco o più popolare. È da questo tipo di sofferenza sociale e sentimentale che nasce la Redpill, una vera e propria teoria sul mondo prima ancora che un gruppo di persone, che prende il proprio nome dalla popolare scena di Matrix in cui il protagonista deve scegliere tra una pillola blu (l’illusione) ed una rossa (la realtà). Questa teoria, nata negli Stati Uniti in forum molto vicini all’alt-right, l’estrema destra americana, ribalta la prospettiva del patriarcato: per i “redpillati” sono le donne a controllare la società, in quanto godono di maggior potere sessuale. Se in America alcuni frequentatori di forum Redpill e incel (termine che indica chi è “involontariamente celibe”) sono arrivati anche a compiere stragi, indicando come proprio movente proprio la solitudine sentimentale, in Italia il fenomeno è ancora circoscritto ad alcuni forum e siti internet. Chi sono, quindi, i “redpillati” italiani? Per scoprirlo, basta esplorare i forum on line.

 

VIAGGIO NEI FORUM REDPILL ITALIANI

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Un Brutto Forum ed Il Forum dei Brutti, due dei principali ambienti online frequentati dai “redpillati” italiani.

Essere un osservatore esterno di questi spazi virtuali non è facile, e se si pensa di poter leggere le conversazioni degli utenti con la semplicità con cui si leggono le liti nelle sezioni commenti dei social network è facile rimanere delusi. Il gergo degli appartenenti alla sottocultura Redpill, infatti, è complesso, colmo sia di anglicismi che di acronimi, tanto da aver reso necessario agli stessi membri della comunità di creare un nutrito glossario. Leggendolo, si scopre che l’acronimo NP, usato spesso in luogo di “donne”, significa “non persone”; che “lookmaxare” significa “massimizzare il proprio potenziale estetico” e che CM può significare “cessa magra” se si parla di donne o “Cro-Magnon” se si parla di uomini, in riferimento a un particolare tipo di caratteristiche facciali considerate “nordiche”. Questi sono solo alcuni esempi, utili a capire a quale punto di codificazione del proprio stesso linguaggio questa comunità online sia arrivata. In questa complessità risiede la forza dell’ideologia Redpill: in risposta agli stigma sociali, tutto viene a propria volta etichettato, ed ogni comportamento umano diviene prevedibile tramite dei parametri che sono presi per indiscutibilmente veri.

C’È UN VOTO PER TUTTI

Un perfetto esempio di come il vivere sociale sia ridotto ad una questione di numeri è l’abitudine, su questi forum, di conferire un voto alle persone in base all’aspetto fisico, sia nel caso si tratti di utenti che ragazze. E così, un “brutto vero” corrisponde ad un 4, un “normaloide” a un 5.5 o 6, un “belloccio” a un 7, e lo stesso vale per le donne. L’idea, tuttavia, è che i “bellocci”, estranei ai forum e dunque “bluepillati”, attirino l’attenzione della maggior parte delle ragazze, lasciando agli altri le briciole.

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Una discussione tra utenti di “Un Brutto Forum”, dove con CO si intende “cessa obesa”, con CM “cessa magra” e con “Chad” l’uomo ideale, mascolino, desiderato dalle donne.

 

Quello che traspare è l’idea di un sistema a caste, in cui fondamentalmente quello che conta è apparire il meglio possibile e, nel relazionarsi con il mondo femminile, la sola chance è puntare al ribasso o essere degli “zerbini”, vale a dire, uomini sottomessi e frustrati.

 

 

 

ODIARE E SENTIRSI ODIATI

I forum, almeno idealmente, riportano all’idea di discussione, di confronto. Nei forum Redpill, tuttavia, il confronto è raro e non tanto gradito.

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Un utente de “Il Forum dei Brutti” cerca, con scarso successo, di mettere in discussione la teoria Redpill sostenendo di essere di bell’aspetto ma di non riscuotere comunque successo con le donne (M e S stanno per money e status, gli altri due parametri oltre l’aspetto fisico che, secondo i “redpillati”, rendono un uomo appetibile per le donne).

 

Più che un luogo in cui scambiare idee diverse, questi spazi virtuali diventano una enorme echo chamber, un luogo in cui ognuno conferma le idee dell’altro, un posto sicuro per sfogare la propria frustrazione.  Le donne, qui, non sono solo disumanizzate, diventando appunto delle “non persone”, ma additate anche come carnefici, colpevoli di discriminare gli uomini meno prestanti, chi appunto nel mondo reale sparisce e solo online può esprimere la propria frustrazione.

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Utenti di “Un Brutto Forum” che parlano di come le donne disprezzino gli uomini “imperfetti” fisicamente al punto da volerli sterminare.

 

ESCLUSIONE ED INADEGUATEZZA

A predominare su tutto, nelle numerose discussioni sui forum, è proprio un enorme senso di inadeguatezza. I “redpillati” parlano di sé come di scarti della società, incolpando la genetica, la psiche femminile, e chiunque sia un “servo del sistema” in quanto non concorde con la loro visione del mondo. In questo modo, la loro esclusione sociale non diventa né una scelta né un fallimento, ma una situazione obbligata, una condizione imposta dalla nascita e dalla quale uscire è impossibile, e sulla quale non resta altro che sfogarsi online. Ennesimo risultato di una società che esclude, questi invisibili pagano, nella vita reale, un prezzo altissimo a livello affettivo per il fatto di non rispecchiare l’immagine, tutta patriarcale, di “maschio alfa”. Così online, nel tentativo di ribaltare le carte in tavola, risultano essere complementari al problema: diventano l’altro lato della mascolinità tossica.