«Diamoci del tu, però, perché io sono giovane nell’anima» esordisce così Armando Traverso, una delle voci più amate della radio e volto conosciutissimo di Rai YOYO. In effetti, è così, ci sa proprio fare e in un batter d’occhio la sua voce mi incanta e mi fa tornare un po’ bambina, trasformando la nostra intervista in un racconto piacevole da ascoltare.

 Armando, insieme a Giorgia De Cristofaro, è autore e conduttore di Rai Radio Kids, il canale radiofonico che ogni giorno, dalle 8:00 alle 21:45, offre svago, informazione e divertimento ai più piccoli.  L’emergenza sanitaria ha colpito tutti e anche la programmazione del canale si è dovuta ridimensionare, accettando la sfida di dare vita ad un nuovo programma interamente prodotto in smart working: Diario Kids. Si tratta di una mini-striscia quotidiana in onda ogni giorno dalle 10:30 alle 14:30, che si propone di dare voce ai piccoli ascoltatori che in questo momento si trovano obbligati all’interno delle mura di casa. Un’occasione per renderli protagonisti e dare sfogo alla loro fantasia, spesso soffocata dagli impegni quotidiani, ora lontani. «Sono proprio i bambini, tramite i genitori, a mandarci i contenuti per messaggio: c’è chi ci racconta come passa le giornate, chi canta in compagnia di mamma e papà e chi condivide storie o barzellette. I racconti dei bambini, insieme alla mia introduzione e chiusura e agli interventi dei pupazzi protagonisti, Lallo il cavallo (Piero Marcelli), Lella la pecorella (Barbara Cinquatti) e DJ (Giovanni Bussi), vengono assemblate da remoto grazie al prezioso lavoro di Annalina Ferrante, regista del programma».

Una routine di lavoro notevolmente cambiata, ma al contempo molto impegnativa che vede autori, produttori e registi dare forma ad un prodotto che rispecchi il più possibile lo standard di qualità che il pubblico si aspetta, direttamente dalle scrivanie delle proprie case. «Ciò che si può fare è supplire all’emergenza: la qualità che si avrebbe in un centro di registrazione è ben diversa da quella che otteniamo registrando dalle nostre abitazioni, ma cerchiamo di dare priorità al contenuto».

Armando Traverso: «In questo momento difficile abbiamo dovuto parlare di lutto: molti bambini hanno perso i nonni e non hanno potuto salutarli. In questo caso ci siamo avvalsi della competenza di uno psicoterapeuta. Lo sforzo comune è stato trovare un linguaggio che aiutasse il bambino a rielaborare»

Il contenuto, infatti, sta al primo posto. Rai Radio Kids è vero e proprio servizio pubblico per i bambini, che si sa, sono sempre alla ricerca di risposte, spesso più avidamente degli adulti. Come spiegare loro la situazione di emergenza attuale? «La cosa fondamentale è trovare il modo giusto per parlare ai bambini. Ciò significa farlo con semplicità e grande chiarezza, senza rinunciare a concetti più complicati. Questo è in realtà il grande segreto dei bravi divulgatori: rendere tutto accessibile senza rinunciare a concetti complessi e situazioni particolari. In questo momento difficile abbiamo dovuto parlare di lutto: molti bambini hanno perso i nonni e non hanno potuto salutarli. In questo caso ci siamo avvalsi della competenza di uno psicoterapeuta o di uno psicologo. Lo sforzo comune è stato quello di trovare un linguaggio che il bambino potesse comprendere e rielaborare». Uno sforzo comune, quello del team di Rai Radio Kids, nel trovare il giusto linguaggio, distinguendo la semplicità dalla banalità . «I bambini non sono i cittadini di domani, ma di oggi - afferma fieramente Armando - e noi vogliamo dare loro tutti gli strumenti utili per leggere la realtà».

La vera sfida sta nel mantenere la loro attenzione alta. Catturare un bambino attraverso il solo senso dell’udito è molto difficile e alla mia domanda su come si faccia, Armando risponde così: «Chiudi gli occhi e immaginati una foresta intricatissima dove chiome, alberi, foglie e rami non lasciano passare neanche un raggio di sole. Per una strana combinazione, un filo di vento fa entrare un fascio di luce attraverso i rami e questo colpisce la testa di un drago che improvvisamente apre gli occhi. Com’è la foresta? Com’è il drago? Ciascuno di noi si immagina la sua foresta e il suo drago. È qui che sta la forza del racconto e, di conseguenza, quella della radio: ti permette di immaginare e creare una storia. Il segreto è saper evocare ».

L’essere costretti a non uscire di casa può far riscoprire vecchie passioni e trovare il tempo per coltivarne di nuove. Non si sa mai che, dopo questo periodo di quarantena, nascano nuovi piccoli appassionati di radio. «La platea degli ascoltatori è aumentata del 20% in questi giorni, un’occasione d’oro per potersi fare ascoltare, un’occasione da non sciupare se si producono contenuti interessanti.  Se gli ascoltatori rimarranno fidelizzati, dipende dalla qualità del prodotto. Io ho grandi speranze che questo accada, da quando Rai Radio Kids è nata, credo che stia facendo un ottimo lavoro».

Buoni risultati possono essere raggiunti, anche lavorando a distanza, solo a patto che ci sia grande collaborazione. Rai Radio Kids ne è un esempio, lo si capisce dalle parole di Armando che ci tiene a ringraziare i suoi colleghi a uno a uno: «Oltre a chi ti ho già citato, ci tengo a parlarti anche di Michela Carrara, Isabella Carboni, Lorenzo Tozzi, Marco Di Buono, Andrea Calabretta e infine il nostro dirigente che mi piace definire giovane e illuminato, Marco Lanzarone. Le cose si fanno in squadra e questa è proprio una grande e bella squadra». Delle parole semplici, che arrivano dritte al cuore, a dimostrazione che alla fine il confine tra bambini e adulti non è poi così definito.