Come ogni altro producer, Holly Herndon usa il suo computer per campionare, mixare e arrangiare le basi delle sue composizioni elettroniche, e fin qui niente di insolito. In realtà basta ascoltare anche solo una canzone del suo terzo album, PROTO, per capire che qualcosa di strano, nel processo creativo, è avvenuto. Voci disarmoniche, suoni gutturali (come se qualcuno stesse guidando un riscaldamento vocale) e elaborazioni digitali frammentate.

PROTO è infatti il lavoro più tecnologicamente avventuroso forse mai realizzato, dato che le voci dell’ensemble corale sono state mixate ed editate da Spawn, un’intelligenza artificiale che “lavora” su un computer di gaming modificato ad hoc per elaborare l’audio, usando reti neurali per i riff sulla musica.

Sebbene i trattamenti vocali di PROTO suonino futuristici, l’album è la rielaborazione storia di cinquant’anni di musica americana campionata; è poi grazie al suo algoritmo interno che si è riusciti ad analizzarla e a mixarla insieme. Un aspetto curioso è che Herndon considera l’AI non come uno strumento ma come un membro attivo dell’ensemble, mettendolo addirittura nella dicitura ‘feat. Spawn’ nel singolo di lancio dell’album (qui il video).

 

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